Luca Annunziata

UK, realizzato un transistor di grafite

Il silicio ha le ore contate. Il grafene si avvia lentamente verso la sua introduzione in elettronica. Potrebbero bastare dieci anni

Roma - Il grafene è il futuro dell'elettronica. Ci crede IBM, che in questo materiale sta investendo con programmi di ricerca che cominciano a dare i primi frutti, e ci crede anche il resto del mondo scientifico. Ci credono pure Andre Geim e Kostya Novoselov (in foto), scienziati dell'Università di Manchester, che hanno annunciato la realizzazione di un transistor lungo un atomo e largo dieci: un misura tre volte inferiore al più raffinato processo di miniaturizzazione industriale attualmente in circolazione.

Kostya Novoselov"Dal punto di vista fisico, il grafene è una miniera d'oro" dichiara entusiasta Novoselov. Con il suo collega è riuscito a realizzare un transistor di dimensioni infinitesimali, sfruttando tecnologie già ampiamente consolidate e diffuse nelle attuali installazioni industriali. Per scavare ad esempio dei solchi nel foglio di grafene si usa infatti una apparecchiatura per la litografia a fascio di elettroni: "Al momento per la realizzazione di un transistor effettuiamo le stesse operazioni svolte ogni giorno dall'industria del silicio - ha spiegato Novoselov - Una volta ottenuti wafer di grafene di maggiori dimensioni, dovrebbe essere possibile utilizzare lo stesso processo produttivo".

Le proprietà elettriche del grafene stimolano la fantasia e spingono i ricercatori a un impegno notevole nel tentare di individuare il modo migliore per sfruttarle. Purtroppo, sino ad ora nessuno era riuscito a realizzare un transistor se non sfruttando una catena piuttosto lunga del materiale, compromettendone molte caratteristiche peculiari. Il risultato centrato dai due scienziati britannici è invece un'autentica conquista: per ora hanno sviluppato un metodo in grado di ridurre a 10 nanometri la dimensione di un transistor, ma prevedono di riuscire a spingersi fino a 1 nanometro in tempi brevi.
Ci potrebbero volere almeno 10 anni per vedere prodotte le prime applicazioni industriali di questa tecnologia. Ma poiché proprio il 2020 è l'anno indicato dagli esperti per il raggiungimento della miniaturizzazione massima dei transistor in silicio, l'attenzione per questo nuovo materiale potrebbe garantire una certa accelerazione nel processo di sviluppo della tecnologia. Il transistor di grafene da 10 nanometriAl momento, il problema principale è l'impossibilità di ottenere wafer dalle dimensioni comparabili a quelli di silicio: "Un problema che verrà risolto nel giro di un paio d'anni" sentenzia fiducioso Novoselov.

Se lo dice lui, forse c'è da crederci: Novoselov e Geim non sono proprio gli ultimi arrivati. Erano stati proprio loro nel 2004 a scoprire il grafene, vale a dire un materiale bidimensionale spesso appena un atomo ricavato dalla grafite. Per Jie Chen, ricercatore impegnato nello stesso settore per l'Università di Alberta (Canada), i due sono senza dubbio "i leader mondiali in questo campo": a soli quattro anni dalla scoperta hanno già presentato le prime applicazioni pratiche, e il racconto di queste novità è finito dritto dritto sulle pagine del prestigioso Science.

Luca Annunziata

(fonte immagini)
13 Commenti alla Notizia UK, realizzato un transistor di grafite
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  • L'autore scrive:
    "...hanno annunciato la realizzazione di un transistor lungo un atomo e largo dieci...".

    ..poi:

    "...il risultato centrato dai due scienziati britannici è invece un'autentica conquista: per ora hanno sviluppato un metodo in grado di ridurre a 10 nanometri.."

    Quindi qual e' la dimensione del transistor? in 10 nm ci sono 100aia (1000aia) di atomi.. non 1x10.

    Poi come hanno creato un transistor che sfrutta un atomo lineare? L'articolo sembra piuttosto aprossimativo, su scienze dando un occhiata veloce ci si fa' un idea piuttosto diversa. Ma gli ho dedicato 1 minuto, magari mi sfugge qualcosa.
    non+autenticato
  • Ho provato a dare un'occhiata su Science per trovare l'articolo a cui ti riferisci, ma non ci sono riuscito: se fossi così gentile da linkarlo, gli darei volentieri un'occhiata.

    Per il resto, le informazioni che hai segnalato sono tutte tratte da articoli presenti sotto forma di collegamento nel testo. Uno di questi, il comunicato ufficiale dell'Università di Manchester, chiarisce proprio la questione delle dimensioni: diciamo che - se interpreto bene i dati - 10 nanometri è la dimensione complessiva del transitor, vale a dire l'intero "package" comprendente tutto, ma proprio tutto quello che gli serve per funzionare.
    In questo senso, direi che il tutto è sostanzialmente corretto.Sorride

    Grazie per la segnalazione, e alla prossima!Occhiolino

    Luca
  • L'articolo e' su Science ma credo serva un account "accademico per accedervi.

    Mi chiedevo come potesse essere implementato "..un transistor lungo un atomo e largo dieci..", ma il punto credo sia che "thick" in inglese voglia dire spesso e non lungo come scritto nell'articolo, quindi si intendera' un transistor che ricopre una data superficie (sull'articolo parla di vari nanometri) sottile un atomo.

    Non ho ben capito perche' nei link riportati si parli di una larghezza di 10 atomi mentre nella pubblicazione le dimensioni sono maggiori (svariati nanometri), forse e' un approssimazione dell'intervista fatta agli scienziati, tra l'altro l'articolo in particolare e' titolato:
    "Chaotic Dirac Billiard in Graphene Quantum Dots"
    Ma vi e' tra le news qualche pagina prima una sintesi piu' leggibile.

    Comunque sono sottigliezze,
    Saluti.
    non+autenticato
  • alla intel non sbandierano scoperte che avranno la loro implementazione tra 10 anni, stanno zitti e producono e i risultati si vedono.
    alla ibm parlano tanto come se fossero loro la punta di diamante della ricerca sui processori mentre i fatti dimostrano che non sono nemmeno capaci di competere con amd.
    ma perche' ogni settimana dobbiamo leggere un'articolo sulle mirabolanti scoperte di ibm?
    non+autenticato
  • Si chiama "scienza" amico. Perché i medici non devono mostrare i loro risultati a proposito del fatto che sono riusciti a curare il cancro nei topolini e non negli esseri umani?
    Sono tutti piccoli passi, che pensi che i chip come sono ora sono stati inventati dalla sera alla mattina?
    non+autenticato
  • Stai scherzando vero?
    AMD e Intel semplicemente non esisterebbero senza IBM, in quanto sfruttano (e migliorano) tecnologie inventate da IBM.
    Per quanto riguarda la ricerca, IBM sforna dai 30 ai 50 brevetti al giorno. Intel (forse) li fa in un anno. Ecco spiegato il motivo per cui si parla di IBM piu' che di Intel ...
    non+autenticato
  • un po' tutta la pubblicita' presente du PI della IBM c'entrera'.

    Comunque e' vero che sci scienziati nei lab devono pubblicare e brevettare.
    non+autenticato
  • Calma ragazzi, IBM e' IBM, ha fatto e fa cose imporetanti e anche delle vaccate.
    Certo e' che sti due ricercatori lavorano bene e hanno scoperto un modo di cambiare le cose.
    Puo' essere che alla fine intel continuera' a produrre processori che necessiteranno di maggiori MHZ per comparare le prestazioni di AMD ma questo non toglie che al momento i proci piu' veloci RESTANO intel.
    Il bello e' che sin che c'e' ricerca, sin che c'e' voglia di migliorare le cose salteranno sempre fuori chicche come queste.
    Spero quindi che AMD abbia lunga vita e che contrasti il piu' possibile il dominio intel,la concorrenza pare l'unico sprono reale per le aziende di migliorare...
    non+autenticato
  • i "proci piu' veloci" ? Fai un corso di achitettura dei microcalcolatori, non esiste solo il tuo pc come applicazioneSorride
    non+autenticato
  • - Scritto da: Andrea
    > i "proci piu' veloci" ? Fai un corso di
    > achitettura dei microcalcolatori, non esiste solo
    > il tuo pc come applicazione
    >Sorride

    Spero che voleva dire i proci dei computer casalinghi....perchè c'è ben altro in giro più potente di un quad core....
    non+autenticato
  • L'oggetto dell'articolo è la tecnologia elettronica, non l'architettura dei calcolatori: due aspetti sicuramente connessi, ma non necessariamente nello stesso momento.

    Penso ad esempio a innumerevoli serie di processori che hanno utilizzato per lungo tempo le medesime tecnologie costruttive, così come a certe architetture che hanno richiesto un salto tecnologico, per la loro realizzazione efficiente.

    Non dimentichiamo infine che fra la tecnologia in sviluppo e quella in produzione, c'è un intervallo che non si può ridurre a zero: realizzare qualche transistor funzionante, con qualche migliaio di scarti è possibile nella ricerca.
    Arrivare a volumi di produzione è ben altra cosa: probabilmente alcune tecnologie di cui leggiamo meraviglie non ci arriveranno neppure mai. E non perché siano obbligatoriamente sbagliate, mal funzionanti, ma perché potrebbe essere inefficiente la produzione di massa.

    IBM ha sempre avuto degli avanzati laboratori di ricerca su tante tecnologie diverse. Questo non implica che ne facciano infine uso diretto, potendo ad esempio rivendere il know-how in seguito ad altri.

    ~ Lou
  • scherzi?

    guarda che il tuo PC non è l'unica cosa che esiste in informatica....

    cmq tu stai perlando dei processori x86 venduti al pubblico cosiddetto "consumer" per fare "general purpose", in quest'ottica il mercato di intel è piuttosto ristretto.

    IBM invece fà dalla ricerca di base alla produzione e vendita di sistemi infomatici (quelli veri che si usano nei datacenter così come nella contabilità di ogni ufficetto) ed è strategicamente molto più importante di intel.

    pensa al supercomputer più potente del mondo, di chi è secondo te?

    pensa al fatto che il tuo pc è defintip tale perchè "IBM compatible"

    pensa al fatto che tutti i chip certificati per uso aerospaziale sono IBM

    pensa al fatto che il tuo OS, Windows, è stato sviluppato dopo che IBM ha deciso di vendere la sezione "Personal computer" ad uno società di nome Microsoft

    pensa al fatto che in IBM hanno svilupapto i computer che usavano nei campi di concentramento nazi per tenere i conti....

    pensa, per tornare a cose che forse conosci di più, ai processi di produizone dei micro-processori, quello dei vari strati su cui il laser interseca le linee che formano i transistor, chi lo ha pensato secondo te?

    pensa ai processori delle 3 console del momento, la x360 ha un processore svilupapto da IBM e MS
    la Wii ha un vecchio procio sviluppato da IBM
    la PS3 ha un processore sviluppato da IBM/Sony/Toshiba

    googla più che puoi e scoprirai che l'informatica moderna (hw e sw) deriva dal lavoro di IBM.
    non+autenticato
  • Sveglia...ovvio che parlavo di oggetti casalinghi, adesso ci sono mostri di calcolo incredibili e presto ce ne saranno altri ancora piu' potenti.
    Ma...chissenefrega?Non era questo il tema del discorse ma solo una parentesi sul discorso AMD e INTEL e del bene che la concorrenza fa in certi casi per rendere le cose migliori e a costi giusti.
    Una parentesi sul discorso novita',innovazione, creativita' che non e' certo SOLO ad appannaggio della ibm ma che comunque in essa ha trovato umus per crescere.
    In sunto,IMB non e' chissa' cosa ma intanto va' avanti e genera tecnologia e innovazione.
    Inutile darle addosso come se fosse solo un male o una copiona o chissa' cosa.
    Fermo restando che su alcuni altri aspetti l'ibm ha le sue pecche come tutti.
    non+autenticato