Alfonso Maruccia

VirtualLogix virtualizza il mondo mobile

La virtualizzazione dei sistemi raggiunge anche smartphone e palmari. Per chi non sa scegliere tra Linux o Windows Mobile, ma soprattutto per i produttori preoccupati per la sicurezza

Roma - La virtualizzazione è roba da server e workstation da migliaia di euro? Niente affatto, suggerisce VirtualLogix: la possibilità di gestire in contemporanea ambienti e sistemi operativi molto diversi tra loro è un valore aggiunto in grado di far sentire i propri vantaggi anche sui telefonini, i device portatili dei managar indaffarati e gli aggeggi hi-tech dei geek più alla moda.

La piattaforma software commercializzata dalla società californiana è specificamente pensata per favorire la coesistenza e l'interoperabilità tra sistemi operativi multipli e le rispettive applicazioni sullo stesso hardware. Tra i prodotti integranti tale piattaforma, vi sono appunto quelli indirizzati agli smartphone e ai cellulari di nuova generazione, settore per il quale VirtualLogix ha annunciato l'accoglienza di Motorola come investitore di finanze fresche nelle casse societarie, che va ad aggiungersi a imprese del calibro di Intel, Cisco e Texas Instruments.

Secondo quanto sostenuto dal vicepresidente della divisione marketing della società Mark Milligan, piuttosto che offrire ai consumatori la possibilità di scegliere quale sistema operativo installare e far girare sui dispositivi, le big corp di settore vedono la virtualizzazione mobile come una possibilità per migliorare la sicurezza e ridurre nel contempo i costi di produzione.
Il software e i sistemi operativi presenti sui dispositivi mobili sono a codice chiuso, e questo perché i produttori hanno "paura che qualora si aprissero (le piattaforme), ci sarebbero troppi problemi dal punto di vista della sicurezza" dice Milligan.

Grazie all'impiego delle piattaforme di virtualizzazione, al contrario, risulterà possibile separare le funzionalità di controllo basilari del dispositivo dalle applicazioni e dall'ambiente in cui si trova a far danni operare l'utente. Attualmente il software di VirtualLogix viene ad esempio impiegato da NXP Semiconductor per far girare su un unico chip sia le funzionalità di rete wireless che un sistema operativo basato su Linux.

Una possibilità di integrazione che "permette di realizzare un telefono da 100 dollari con capacità multimediali complete", continua Milligan. Motorola, dal canto suo, pare sia intenzionata a sfruttare la tecnologia di VirtualLogix sia per i propri smartphone che per i prodotti indirizzati al networking, stando a quanto ha sostenuto il CEO della società, Peter Richards.

Alfonso Maruccia
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