E-Governance, la grande consultazione italiana

ISOC Italia invita la comunitÓ Internet italiana a confrontarsi sui temi del Forum voluto dall'ONU, per elaborare idee e soluzioni sul futuro della rete. Ecco come partecipare

Roma - Gestione delle risorse critiche della rete, regole e diritti dell'accesso ad Internet, lotta al digital divide, standard aperti, promozione della diversità, alfabetizzazione, libertà di espressione, privacy, diritti umani, sicurezza, Internet e politica: questo in estrema sintesi l'elenco dei temi sui quali gli italiani sono chiamati ad esprimersi. Sono temi da affrontare in una chiave internazionale, perché sono al centro del Forum internazionale voluto dall'ONU sulla governance di Internet. Questioni centrali sulle quali ISOC Italia invita tutti gli italiani a dire la loro.

Partecipare significa contribuire a formare la posizione italiana da portare al Forum IGF, che ogni anno per cinque anni si tiene nel tentativo di allargare il più possibile e in modo coordinato la discussione globale sul presente e il futuro della rete.

La sezione italiana di Internet Society invita formalmente ad esprimersi "tutti coloro che nel nostro paese si occupano dei grandi temi del futuro di Internet". "Abbiamo organizzato questa iniziativa - ha spiegato il presidente di ISOC Italia e dirigente CNR Stefano Trumpy - allo scopo di sensibilizzare la comunità Internet italiana sui temi che si discuteranno durante l'IGF, il Forum delle Nazioni Unite sulla Governance di Internet, che si terrà a Hyderabad India nel prossimo dicembre. L'impegno del nostro Paese sui temi della gestione futura dell'Internet è andato crescendo a partire dal fondamentale contributo dell'Italia al World Summit on Information Society (2003-2005), continuando con la piena adesione al processo dell'Internet Governance Forum nel 2006 per arrivare ai significativi risultati nell'ultimo Forum di Rio del Novembre 2007. Il nostro obiettivo - prosegue Trumpy - è di allargare l'interesse per raggiungere in futuro risultati sempre più maturi".
Il prossimo 19 maggio si terrà una prima discussione pubblica sui contributi ricevuti, nel corso della giornata di lavoro Il sistema Internet: verso la costituzione dell'IGF Italia (CNR, Piazzale Aldo Moro 7, Roma, con inizio alle ore 14:00, partecipazione aperta a tutti meglio se con pre-registrazione).

Proprio il 19 sarà l'occasione per presentare quella Carta dei diritti dell'Internet, una esperienza considerata di grande rilievo è che è già stata menzionata all'ultimo IGF, quello di Rio de Janeiro. "Ad illustrare il progetto, i risultati e i prossimi passi da compiere - fa sapere ISOC - sarà il Professor Stefano Rodotà".

Per partecipare alla consultazione pubblica le pagine di riferimento sono a questo indirizzo.
9 Commenti alla Notizia E-Governance, la grande consultazione italiana
Ordina
  • Senza una Costituzione per Internet, una carta dei diritti e dei doveri fondamentali, si parla soltanto a vanvera.
    Internet è un collante planetario per il futuro.

    Se già ad oggi non vengono rispettati i diritti costituzionali sanciti dalle singole costituzioni nazionali, cosa possiamo aspettarci per il futuro?

    Già oggi non viene garantita la riservatezza delle comunicazioni, né il diritto all'informazione, in quanto vengono applicate censure spesso arbitrarie, anche da parte di quei paesi che si vantano di essere all'avanguardia della civiltà.

    ╚ solo questione di tempo che anche su Internet l'informazione sarà veicolata e filtrata da parte di coloro che possono permettersi di pagare di più.

    ╚ stata redatta una Carta dei Diritti dell'Uomo? Bene! Integriamola con gli aspetti riguardanti Internet, e penalizziamo tutti gli stati che non la faranno rispettare.
    Per nessuno stato sarà un bel ritorno di immagine essere marchiati come irrispettosi dei diritti fondamentali dell'uomo.

    Ovviamente resta da convenire su quali siano i nostri diritti ed i nostri doveri, e credo che il problema principale verterà intorno al diritto o meno all'anonimato.
    Senza diritto all'anonimato, chiunque potrà sentirsi controllato, e quindi non libero di esprimere liberamente il proprio pensiero (contravvenendo al diritto costituzionale della libertà di espressione).

    D'altra parte ci sarà sempre chi avrà paura dell'anonimato, in quanto strumento facilitatore dell'illegalità.

    Personalmente ritengo che se venissero fatti ottimi controlli su ciò che è pubblico (non nel senso di statale, ma di non anonimo, e seguendo in particolare i flussi di denaro) si potrebbe prevenire la stragrande maggioranza di azioni illegali e criminali (includendo il terrorismo, naturalmente, che deve essere anch'esso finanziato).
  • Ho letto molto in fretta uno dei primi contributi, cito un paio di righe:

    "....in un contesto trasnazionale, le
    transazioni possono avvenire senza che fra l'offerente ed il compratore
    vi sia mai alcun contatto fisico, ha necessit├ sia di forme di controllo
    (altro aspetto in cui si manifesta lo Stato) sia di regole.."

    "..... Tenendo ben presente il principio per cui lo Stato, qualsiasi Stato, non
    pu├▓ rinunciare a tassare la ricchezza comunque prodotta da questo "nuovo
    strumento" ed anzi ha l'obbligo costituzionalmente garantito (e dalle
    convenzioni internazionali riconosciuto) di tassarlo..."

    testo integrale a questo link:
    http://www.isoc.it/index.php?option=com_wrapper&It...

    scrive: Avv. Francesco Molinari

    Cosa ne pensate?
    non+autenticato
  • Capisco e condivido la tua paura che ISOC diventi un Grande Fratello di Orwelliana memoria che vuole controllare e tassare Internet ma due cose mi tranquilizzano:

    1 - Uno dei fondatori nonche' primo presidente e' il noto
         tecnologo disabile (sordo dalla nascita) di nome Vint
         Cerf.

    2 - seguendo il link da te citato si legge:
         "chiunque sia direttamente toccato dalle questioni in
           oggetto ha diritto di avere voce in capitolo nei
           processi che ne determinano la soluzione."

    Probabilmente il primo spiega parzialmente perche' fra le questioni in oggetto ci sono le seguenti:

    *Diversity*

    - Il ruolo degli standard aperti nella promozione della
       diversità;

    - Tecnologie, politiche e costruzione di capacità per
       diminuire l'analfabetismo, contenuti accessibili da
       gruppi vulnerabili della società incluse le persone
       anziane e le persone disAbili (*);

    *Openness*

    - La sfida dell'accesso all'informazione e alla
       conoscenza, e le soluzioni per superarla.

    *Internet Bill of Rights*

    - I diritti umani nel cyberspazio;

    - La necessitaĺ di individuare principi condivisibili
       globalmente;

    - Valore pubblico di Internet e politiche pubbliche di
       Internet.

    Il secondo perche' la "lodevole iniziativa" permette a tutti di esprimere attraverso l'ISOC la propria personale opinione anche se non ortodossa.

    A tal proposito, essendo direttamente toccato dalle questioni in oggetto, ho voglia di girare all'indirizzo da te citato un post che 6 mesi fa ho scritto con altri cybercittadini sui diritti del cyberspazio.

    http://forum.dfiritaly2007.gov.it/read.php?1,39

    Dici che se lo invio qualcuno lo leggera' con attenzione o e' troppo lungo?

    Roberto

    (*) Mi sono permesso di correggere l'espressione "diversamente abili" con la piu' semanticamente corretta "disAbili". Del resto tutti siamo diversamente abili.

            "Ogni nostra cognizione, principia dai sentimenti."

                                            (Leonardo Da Vinci)

    - Scritto da: wbonx
    > Ho letto molto in fretta uno dei primi
    > contributi, cito un paio di righe:

    (...)

    > testo integrale a questo link:
    > http://www.isoc.it/index.php?option=com_wrapper&It
    >
    > scrive: Avv. Francesco Molinari
    >
    > Cosa ne pensate?
    non+autenticato
  • Sono perplesso dal fatto che troveranno il tempo di scrivere e commentare solo coloro i quali hanno interessi che vadano oltre quelli del semplice "cybercittadino".

    Quanti saranno quelli pronti a contestare un testo scritto in avvocatese come quello da me citato? Per quanto io stesso possa avere idee contrastanti non ho il tempo di elaborare un testo con una "prosa" (o dialettica?) altrettanto elaborata.

    Ho l'impressione che l'informalismo con il quale scriverei poche righe renderebbe poco efficace il contenuto, lo stesso vale per altri con tanta voglia di dir la loro ma poco tempo per scrive in modo consono.

    Saluti
    non+autenticato
  • Io sono un cittadino di questa nuova polis che è internet e proprio perchè ho a cuore la libertà, non solo di espressione, sono convinto che parlare di regole significa parlare della libertà perché chi ha paura della legge (che altro non è che un insieme di regole condivise dai cittadini che se le sono data) sono i pre-potenti e non certo il cittadino che in essa vede un baluardo alle proprie libertà, come la storia delle civiltà insegna.

    P.S. due considerazione
    La prima : la storia, perchè siamo nani sulle spalle di giganti, insegna che ogni rivoluzione passa ( da quella francese a quella americana ecc) dal fisco.
    La seconda, è solo un suggerimento di metodo. Estrapolare frasi, da un discorso, è un perverso gioco che, come fanno alcuni giornali ( e purtroppo non solo quelli scandalistici) serve solo a suscitare clamore per noscondere e confondere, con i loro titoloni,i fatti.
    Se avrai la bontà di leggere per intero il breve articoletto, vedrai che il senso è totalmente opposto a quello che hai intuito.
    Saluti.
    non+autenticato
  • Ho avuto modo di documentarmi sull'argomento per un corso universitario e devo dire che l'ISOC è un'associazione seria che affronta problemi più tangibili di quanto si possa pensare. Se ho tempo pubblicherò il documento redatto da me ed il mio compagno di studi con varie documentazioni a riguardo, ad ogni modo consiglio a chiunque sia interessato a capirci di più di dare un'occhio a wikipedia.
  • - Scritto da: rayman2
    > Ho avuto modo di documentarmi sull'argomento per
    > un corso universitario e devo dire che l'ISOC è
    > un'associazione seria che affronta problemi più
    > tangibili di quanto si possa pensare. Se ho tempo
    > pubblicherò il documento redatto da me ed il mio
    > compagno di studi con varie documentazioni a
    > riguardo, ad ogni modo consiglio a chiunque sia
    > interessato a capirci di più di dare un'occhio a
    > wikipedia.

    M'interessa molto l'argomento, dunque anche il tuo scritto. Fammi sapere.
  • L'ho messo a disposizione sul mio sito personale: l'articolo è un po' lungo perchè vuole contestualizzare gli argomenti trattati. Ad ogni modo il link è il seguente.

    http://raymant.altervista.org/click.php?action=go&...
  • - Scritto da: rayman2
    > L'ho messo a disposizione sul mio sito personale:
    > l'articolo è un po' lungo perchè vuole
    > contestualizzare gli argomenti trattati. Ad ogni
    > modo il link è il
    > seguente.
    >
    > http://raymant.altervista.org/click.php?action=go&

    Grazie