Giovanni Arata
mercoledì 23 aprile 2008

Italia, quale innovazione nelle Università?

Prima inchiesta di Punto Informatico sullo stato dell'e-didattica. L'Italia messa a confronto con il contesto internazionale. Il MIT fa scuola in mezzo mondo, e gli atenei italiani? Gli studenti parlano di periferia dell'innovazione

Italia, quale innovazione nelle Università?Ad un primo sguardo, il quadro offerto dall'elearning nostrano si presenta in chiaroscuro, con alcune "luci" sfavillanti ma anche con molte, moltissime ombre.
Primo dato, manca da noi una cornice nazionale di riferimento. Dice Alberto Colorni, uno tra i massimi esperti di elearning in Italia e Direttore del Centro METID del Politecnico di Milano: "Nel nostro paese manca ancora oggi un framework di riferimento a livello ministeriale, per cui le varie iniziative sul territorio si sviluppano in modo separato e, spesso, slegate le une dalle altre". In effetti, dal punto di vista normativo l'unica cornice è data dal Decreto Ministeriale del 17 Aprile 2003, che definisce i criteri e le procedure necessarie agli atenei per accreditarsi come erogatori di formazione a distanza. Ma tale provvedimento, purtroppo, non prevede piani di investimento a favore delle università impegnate in progetti di sviluppo di FAD, né individua priorità programmatiche nello sviluppo dei servizi.

Per contro, il decreto sopra citato ha un ruolo decisivo rispetto alle cosiddette università telematiche: dopo la sua promulgazione sono nate anche nel nostro paese diverse realtà tipo Open University, che offrono corsi di laurea in modalità esclusivamente online, in modo autonomo e indipendente rispetto ai circuiti tradizionali. Fanno parte di questo universo "parallelo" organizzazioni come UniNettuno (estensione telematica del quasi omonimo Consorzio), Università telematica TEL.MA e, soprattutto, l'Università Telematica Guglielmo Marconi] leader del settore con una quota di mercato relativa dell'81,4% (fonte: Rapporto Omniacom 2007). Questi atenei "virtuali" costituiscono una realtà singolare- e molto spesso criticata- all'interno del panorama universitario nazionale: sono spesso opachi dal punto di vista dell'organizzazione e della didattica, attraggono un numero di iscritti estremamente limitato (nel 2006/07 erano in totale 9.376 secondo le stime Omniacom ma riescono comunque ad attirare una quantità significativa di fondi e finanziamenti, anche pubblici.

Dal lato delle università "tradizionali", per converso, il quadro appare articolato. Il sistema è sicuramente in movimento: secondo i dati riportati nell'Osservatorio SIE-L 2007 della Società Italiana di E-Learning, negli ultimi anni praticamente tutte le università italiane hanno creato strutture di Ateneo a supporto dell'elearning, cominciando in alcuni casi anche ad offrire Corsi di Laurea interamente online (soprattutto nei settori dell'Ingegneria e delle Scienze della Formazione). Al di là di questi impieghi più avanzati, comunque, le applicazioni FAD si sono affermate anche e soprattutto come strumenti integrativi rispetto alla didattica tradizionale, alla quale offrono una significativa estensione al di là della dimensione d'aula (il già citato enhanced learning).
A livello di tecnologie, per supportare lo svolgimento delle attività a distanza i docenti si servono generalmente di piattaforme elearning integrate (LMS, Learning Management Systems), che ospitano al loro interno diversi strumenti di interazione asincrona (forum, database di dispense, mailing list) e sincrona (chat, sistemi di teleconferenza). Molto meno presenti, anche se in ascesa nell'ultimo periodo, le funzionalità di tipo "social" come wiki, blog e metamondi. Nella maggioranza dei casi le piattaforme ed i tool al loro interno vengono sviluppati inhouse dai singoli Atenei o comprati sul mercato, ma sono in costante crescita anche le scelte a favore di soluzioni open: stando all'Osservatorio SIE-L queste ultime sono già oggi impiegate nel 48% dei progetti, ma alcune di esse (in particolare l'ambiente Moodle) si vanno rapidamente affermando come punti di riferimento obbligati per le nuove iniziative.

Per finanziare le proprie iniziative di elearning, diversamente da quanto accade negli altri paesi europei, le nostre università non possono contare su piani di investimento ministeriali strutturati. Per questo, la fonte primaria di sostegno è costituita dai budget interni di ateneo, dai quali vengono ricavate le risorse di base a supporto dello sviluppo e della gestione di nuove iniziative. Accanto a questa, le altre modalità prevalenti di approvvigionamento economico sono date dalla partecipazione a progetti (regionali, nazionali e, soprattutto, europei), dall'assegnazione di fondi ministeriali specifici o da sponsorizzazioni di Fondazioni ed enti locali. Il ricorso a partnership con attori privati è ancora limitatamente incidente, ma appare comunque in crescita: secondo la già citata Indagine CRUI 2007, il 33% delle istituzioni universitarie impiega fondi privati in maniera "minoritaria"; il 4% non ne impiega per nulla ed il restante 63% pur non avendo correntemente partnership attive, conta di ricorrervi in futuro.

Se poi andiamo alla ricerca di "buone pratiche" sul territorio, troviamo prima di tutto il Centro METID del Politecnico di Milano. Nato nel 1996 per sperimentare nuove forme di FAD, METID ha segnato praticamente tutti i primati relativi all'elearning universitario italiano: nel 2000 è stato il primo ad offrire un corso di laurea interamente online, e per primo ha licenziato nel 2003 dei laureati in questo campo. È stato tra i primi (1998) a creare una piattaforma di elearning integrata propria ed ad allacciare partnership con partner esterni (Gruppo Somedia- L'Espresso) per la creazione di nuove soluzioni FAD. E nel 2004, in virtù della qualità e visionarietà delle sue iniziative, è stato anche riconosciuto come "virtual university good practice" dalla stessa Unione Europea. Oggi, il Centro costituisce il punto di riferimento di tutto il Politecnico di Milano in materia di formazione a distanza, e gestisce complessivamente 30 progetti rivolti non solo al segmento "lauree", ma anche a quelli "scuole", "post-laurea" e "apprendimento continuo". In particolare, oltre ad erogare l'ormai consolidato corso di laurea online in Ingegneria informatica, METID offre la piattaforma di riferimento per lo svolgimento di 2000 insegnamenti "in presenza" del Politecnico di Milano. A livello tecnologico, METID impiega oggi un combinazione di strumenti diversi: piattaforme sviluppate inhouse (e-Col); ambienti proprietari (Centra. 7.5; Breeze 5); strumenti OpenSource (Moodle, Joomla). Al loro interno è previsto l'impiego sia di strumenti asincroni che sincroni di vario tipo, tra cui anche blog e podcast delle lezioni.

Una ulteriore esperienza degna di attenzione è quella del consorzio universitario Consorzio ICoN (Italian Culture on the Net), nato nel 1999 con l'obiettivo di promuovere lo studio della lingua e della cultura italiana all'estero, e "partecipato" oggi da ben 22 atenei italiani e stranieri. I corsi di ICoN interpretano in modo originale il concetto di FAD, impiegando gli strumenti elearning soprattutto per raggiungere fasce di pubblico ubicate in angoli lontani- spesso remoti- del pianeta. In questo senso, di particolare rilievo appare il corso di laurea online in "Lingua e Letteratura italiana", che ha già laureato quasi 200 studenti di ogni parte del mondo e coinvolge oggi 300 studenti provenienti da 65 paesi diversi.

Da ultimo, le iniziative di carattere "social" e "2.0". Come sopra accennato, sono in numero crescente gli Atenei che stanno sperimentando forme nuove di coinvolgimento degli studenti attraverso wiki, blog e altri strumenti collaborativi di nuova generazione. Tra le esperienze di questo tipo si segnala in particolare BlogLab, un laboratorio di scrittura digitale creato nel 2007 a partire dalla sinergia tra blogger e docenti universitari di Firenze e Roma-Sapienza. BlogLab invita gli studenti ad esplorare i nuovi spazi di frontiera della comunicazione (giornalistica, aziendale, culturale) attraverso la creazione ed il mantenimento nel tempo di blog personali, anche allo scopo di stimolarne gli skill di scrittura e la capacità auto- riflessiva.
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