Giovanni Arata
mercoledì 23 aprile 2008

Italia, quale innovazione nelle Università?

Prima inchiesta di Punto Informatico sullo stato dell'e-didattica. L'Italia messa a confronto con il contesto internazionale. Il MIT fa scuola in mezzo mondo, e gli atenei italiani? Gli studenti parlano di periferia dell'innovazione

Italia, quale innovazione nelle Università?Al di là di queste realtà particolarmente rilevanti, comunque, altre esperienze positive si stanno sviluppando in tutti i maggiori atenei del territorio. Presso l'Università di Bologna, per esempio, vi sono oggi numerosi esempi di lauree che prevedono all'interno dei loro corsi dei moduli elearning più o meno robusti, e lo stesso accade in tutte le altre maggiori università della penisola (Federico II di Napoli, Statale di Milano, Torino per citare solo le principali). L'offerta di corsi di laurea interamente online, per converso, resta per il momento più limitata: anche se realtà importanti come Urbino, Udine, Modena e Reggio Emilia vi fanno già oggi ricorso, in complesso sono soltanto 36 le università che prevedono soluzioni di questo genere.

Cielo sereno su tutto il fronte, quindi? Non esattamente, perché accanto alle "buone notizie" sopra fornite, il quadro dell'elearning italiano ne offre diverse altre di segno negativo.

Primo problema, la natura circoscritta delle ricadute dell'elearning rispetto al lavoro in aula. Come abbiamo visto, infatti, le progettualità messe in campo in materia di FAD sono molteplici e ben distribuite sul territorio, ma nella stragrande maggioranza delle aule italiane dispense e lucidi online (per tacere del resto) restano un miraggio. Sono i ragazzi stessi a segnalarlo: in un sondaggio sul tema di fine 2007, ad esempio, molti segnalano forti scostamenti tra quello che viene annunciato e quello che viene fatto in materia di elearning universitario. Dice ad esempio francess: "dalle mie parti siamo ancora al paleozoico...internet serve solo per visionare i programmi d'esame, consultare le date degli appelli e la propria carriera (...) Per le iscrizioni agli esami è da circa un anno che dovrebbero attivare il servizio internet, inutile dirvi che prima che la cosa si concretizzi avrò i capelli bianchi" (08.10.2007). Le lamentele degli studenti, d'altra parte, trovano riscontro anche nelle rilevazioni ufficiali svolte dalla CRUI: stando ai risultati della già citata indagine 2007, infatti, in nove Atenei su dieci gli strumenti online vengono impiegati solo in una minoranza (più meno esigua) dei corsi, ed in tutte le sedi la maggioranza dei professori guardano agli strumenti elearning con scetticismo.
Quello della "resistenza" da parte dei docenti è un altro nodo aperto.

Le ricerche evidenziano in questo senso due elementi diversi e convergenti: prima di tutto molti cattedratici (per ragioni anagrafiche e culturali) continuano a guardare alla didattica a distanza come ad una "parente povera" della più ricca esperienza tradizionale; dall'altra il Ministero (e gli stessi atenei) seguitano a non riconoscere alcun vantaggio (di carriera, economico, o anche semplicemente simbolico) a coloro che si impegnano nello sviluppo di attività FAD. Né aiuta, in questo senso, la carenza di indicazioni chiare in materia di pubblicabilità dei materiali e copyright: anche i professori meglio disposti nei confronti della condivisione dei materiali didattici si trovano frenati di fronte ad una normativa lacunosa e spesso contraddittoria, che disincentiva fortemente la pubblicazione di materiali online.

Ma i punti interrogativi più seri - e tuttora aperti- sono quelli che riguardano la qualità e l'efficacia effettive offerte dalla didattica elearning. Oltre al già descritto scetticismo di molti addetti ai lavori, pesano in questo senso la mancanza di metriche consolidate in materia di misurazione della qualità dell'esperienza FAD, e la relativa carenza di studi scientifici in grado di documentare l'effettività delle esperienze di questo genere (anche se, come documentato anche da PI, aumentano le ricerche in questo senso). Ma pesa, soprattutto, la mancanza in molti casi di studi pedagogici e metodologici adeguati, in grado di valorizzare al meglio dal punto di vista didattico le potenzialità delle raffinate tecnologie oggi disponibili. Lo chiarisce in modo inequivocabile a Punto Informatico lo stesso Alberto Colorni: "Il senso di fare attività di elearning non risiede nel mettere online una quantità più o meno grande di contenuti digitali, cosa che di per sé è relativamente semplice". Invece, continua Colorni, fare elearning significa "costruire modi e modelli di interazione e apprendimento nuovi", che sfruttino le potenzialità dei vari tool per accrescere le possibilità a disposizione di docenti e discenti".

Riusciranno le università italiane a cogliere le sfide, e le indubbie potenzialità, racchiuse negli universi emergenti che le tecnologie ed i metodi elearning vanno dischiudendo? La storia che abbiamo raccontato qui testimonia di un sistema che sembra costantemente oscillare, sospeso com'è tra la spinta locale all'innovazione e la mancanza di un quadro complessivo di riferimento, tra la (molta) buona volontà profusa dagli innovatori e lo scetticismo della maggioranza silenziosa. Una cosa è certa: l'innovazione tecnologica nel settore, in Italia, continua a stentare e se gli atenei non si mettono in condizione di capirla e trarre vantaggio da essa, la sensazione di crescere in una periferia culturale manifestata da molti studenti rispetto al contesto internazionale (accademico, produttivo, culturale) non potrà che aumentare.

Giovanni Arata
40 Commenti alla Notizia Italia, quale innovazione nelle Università?
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  • CNU - FIRENZE- “ CULTURA e INNOVAZIONE: LA UNIVERSIITA’ PER IL SUPERAMENTO DELLA CRISI”
    Il Convegno Convegno CNU del Venerdi’ 23 Marzo 2009 c/o Aula Magna Polo Scientifico di Sesto F.no , impostato sul tema generale della CREATIVITA’ ed INNOVAZIONE ,vuol essere una occasione di ampio confronto sul futuro della Universita' per comprendere come superare la crisi, innovando la Universita’, contro lo scetticismo contemporaneo sulla capacita della scienza e della cultura nell' ideare opere nuove per nuove esigenze. A tal fine il convegno vertera' sulle " Linee culturali e sindacali e culturali per il superamento della crisi di sistema delle Universita' volendo rilanciare , nell' Anno Internazionale Galileiano 2009, una rinnovata sfida per l’ innovazione e creativita’ allo scopo di individuare le strategie piu’ consone a governare i cambiamenti economici, sociali, scientifici e culturali del III Millennio.
    Scaletta preliminare del programma di interventi .
    9.30 - Apertura . Saluto Autorita' ( Antonio Bianchi, Direttore Dip.Chimica + altre autorita invitate )
    Prevista relazione MIUR –PON- Ricerca- Comunicazione.
    INTEVENTI ( ½ ora ciascuno)
    MATTINA 23 / MARZO/ 2009 ( or 10.30 – 13.00 )
    1) Tito Arecchi : ( Istituto Nazionale di Ottica Applicata-CNR & Universiita Firenze )
    “GALILEO NELLA UNIVERSITA del III MILLENNIO”
    2) Vito Cappellini : (Ingegneria elettronica Universita Firenze Co-Chairman of the EVA group)
    “Scienza ed Arte nella Economia della Conoscenza”
    3) Paolo TargettiTristePresidente Accademia di Belle Arti di Firenze)
    “Incontro Universita’ Impresa… missione impossibile ? “
    4) Vincenzo Vecchio : ( Presidente CNU-Firenze- Agraria Universita di Firenze)
    “Fondazioni Universitarie : CNU - gruppo di ricerca sul tema “
    5) Alberto del Bimbo –( Ingegneria Informatica Universita Firenze )
    “Il trasferimento dell’ innovazione tecnologica in una moderna Universita’ “

    ORE 13.30 – Pranzo dei relatori al Faculty Club



    - Pomeriggio (15.30 - 18.00 )

    6)- Francesco Pavone- ( Fisica applicata -Biotecnologie- Universita di Firenze )

    “Punti di forza e di debolezza della Universita Italiana : ricerca di base o ricerca applicata”

    7) -Vincenzo Schettino ( Chimica Fisica Universita di Firenze )

    “Sistemi efficaci di valutazione della efficienza ricerca “



    8) – Sandro Rogari -( Scienze Politiche Universita' di Firenze -Prorettore alla Didattica )

    “Analisi critica dell' attuale modello di formazione e nuovi modelli di alta professionalita “

    9) Paolo Manzelli -( Responsabile CNU – Immagine e Relazioni )

    “Ruolo della Universita nella societa della conoscenza per la innovazione e lo sviluppo”

    10)– Riccardo Nencini – Presidente Consiglio Regionale della Toscana
    “Proposte politiche per il rinnovo della Universita' Pubblica” .

    P.S. - 0re 21.00 - CENA Sociale CNU – tema : MUSICA E VINO

    - Sono richieste e sollecitate collaborazioni ed adesioni alla iniziativa : Ref. pmanzelli@gmail.com


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    PAOLO MANZELLI
    Director of LRE/EGO-CreaNet – University of Florence
    DIPARTIMENTO DI CHIMICA ,
    POLO SCIENTIFICO 50019 -SESTO F.no- 50019 Firenze- Via Della Lastruccia 3 -room: 334: Phone: +39/055-4573135 Fax: +39/055-4573077
    Mobile: +39/335-6760004
    E-mail: LRE@UNIFI.IT ;
    pmanzelli@gmail.com
    http://www.wikipazia.org
    http://www.egocreanet.it/Postnuke/html/
    http://blu.chim.unifi.it/group/education/index.htm...
    http://www.edscuola.it/lre.html
    http://www.egocrea.net/

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    non+autenticato
  • Anche L'Ateneo di Chieti da tempo è presente con i corsi online.


    http://www.unidav.it
    non+autenticato
  • http://www.laureaonline.polimi.it/
    Tra i primi in Italia.

    A proposito, se qualcuno pensa che bisogna andare all'università per sapere cosa è RSS o Ajax, o non ha capito cosa si studia in università, o non sa cosa è RSS e Ajax. Da noi si studia duro. Per gli altri c'è sempre il CEPU.
    non+autenticato
  • Qualcosa di bello ed utile si fa anche in Italia ed all'insegna dell'Open Access. Nessuno ci avrebbe scommesso una lira, ma nella città della spazzatura c'è un gioiellino di nome Federica (federica.unina.it), ci hanno lavorato giovani laureati con dedizione grandissima. La versione 2.0 sarà pronta a settembre con con oltre 120 corsi, nuovi materiali ed opzioni
    non+autenticato
  • si la mano amicaA bocca aperta itaGlia = pattume = scoria del mondo
    non+autenticato
  • Sì. Finalmente anche in Italia si muove qualcosa. Io quest'anno sono riuscita a seguire i corsi grazie al sito e-learning della mia università. La Federico II di Napoli. Il sito http://www.federica.unina.it/ ha materiali predisposti direttamente dai docenti e, grande e apprezzata novità, è tutto open access!
    La cosa bella è che chiunque può collegarsi per giungere ad informazioni scientificamente corrette ed orientarsi nel mondo universitario.
    non+autenticato
  • Mi pare una fotografia abbastanza realistica della situazione, anche se il titolo è sbagliato: sarebbe più adatto "innovazione didattica nelle Università".
    Riguardo le possibili giustificazioni, il fatto che l'Italia rispetto agli altri paesi sviluppati investa una briciola del PIL in università non è certo indifferente.
    non+autenticato
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