Luca Annunziata

Microsoft: Linux? Perché no?

Redmond non è restia a sviluppare codice per piattaforme *nix. Purché sia un'attività con un ritorno economico. E purché non si pensi a massicce migrazioni di codice

Roma - Pensare a Linux e Windows come due sistemi operativi concorrenti può essere sbagliato. Molto meglio pensare a come ottenere maggiori ricavi da entrambe le piattaforme. Questo almeno è quanto si prefigge Microsoft che, dopo aver consolidato la propria fusione con la scandinava Fast Search & Transfer, si prepara ad integrare il proprio software con quello della azienda acquisita. E spera di riuscire a tenere in vita anche le versioni destinate a Unix e Linux, per allargare la base dei propri clienti.

Attenzione però a non farsi strane idee: "Di certo non c'è da aspettarsi una versione di SharePoint per Unix" precisa Kirk Koenigsbauer, general manager del business group che si occupa della piattaforma di Redmond per il web collaborativo. L'attuale offerta di Fast Search & Transfer si andrà piuttosto a sommare a quella esistente di Redmond, per allargare la capacità di offrire soluzioni ad un pubblico sempre più vasto.

"Quando si tratta di parlare di Linux ed Unix - prosegue Koenigsbauer - qualcuno potrebbe mal interpretare il nostro continuo supporto e gli investimenti in queste piattaforme come un più ampio cambio di indirizzo della strategia di Microsoft". In definitiva, si tratta solo della volontà di continuare a sostenere i clienti del software Fast che hanno scelto quei sistemi operativi: "Di certo continueremo a sviluppare in ambiente Windows, e ci auguriamo che col tempo questi clienti scelgano.NET come la loro piattaforma di sviluppo".
La nuova offerta Microsoft sarà dunque così strutturata: fermo restando SharePoint Server 2007, farà il suo debutto un nuovo strumento denominato Search Server 2008 Express. Quest'ultimo sarà gratuito, e sarà basato sulla tecnologia acquisita assieme alla azienda scandinava. Infine, resterà in vita l'attuale offerta di Fast Search & Transfer, incarnata dal software ESP, che coprirà la fascia di mercato occupata dai sistemi Linux e Unix e che verrà ulteriormente sviluppata in futuro. In questo modo i consumatori, secondo Koenigsbauer, non dovrebbero più avere dubbi: "Ora siamo in grado di gestire ogni tipo di richiesta, semplice o complessa".

L'approccio di Microsoft resta dunque lo stesso. Niente open source, ma sviluppare il proprio business anche in questa nicchia non può che essere una prospettiva allettante. Ad esempio, perché snobbare il promettente Android di Google? Se su un cellulare c'è spazio per Linux, perché non dovrebbe esserci anche per Office?

Luca Annunziata
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