Ecomm/ Zivago chiude. Esperya: noi no

Il negozio elettronico dedicato ai libri viene posto in liquidazione. Ma un'altra società e-commerce del gruppo cresce rapidamente. Ne parla a Punto Informatico l'amministratore delegato di Esperya, Antonio Tombolini

Ecomm/ Zivago chiude. Esperya: noi noRoma - Ieri la conferma della notizia che ha scosso il mondo dell'e-commerce italiano: Zivago.com, megalibreria online voluta da Kataweb e Feltrinelli, chiude i battenti. Con un laconico annuncio sulla home page di Zivago, i due gruppi hanno comunicato al mondo la messa in liquidazione del negozione.

Il "terremoto", che arriva a poche ore di distanza dalla chiusura del colosso americano dei giocattoli eToys, non sembra toccare però in alcun modo un'altra società Kataweb dedicata al commercio elettronico, Esperya.com. Azienda che ormai da tempo si è fatta largo tra i venditori di prodotti alimentari tipici italiani.

"Per noi nulla cambia - spiega a Punto Informatico Antonio Tombolini, amministratore delegato di Esperya - Seguiamo i nostri programmi e viaggiamo ad un ritmo di crescita nelle vendite in aumento del 300 per cento rispetto all'anno scorso". "Un ritmo - sottolinea Tombolini - che ci porterà nel 2002 al raggiungimento del break-even point, ovvero ai primi utili".
Ieri alcuni avevano sostenuto che il destino toccato a Zivago.com avrebbe presto riguardato anche Esperya, una delle esperienze di commercio elettronico italiane più "studiate" dagli esperti del settore. "Noi - continua Tombolini - continueremo a fare quello che stiamo facendo, facciamo bottega, i clienti aumentano. Ad oggi abbiamo 15mila clienti, affezionati in maniera commovente, fedeli anche senza alcuna operazione di fidelizzazione".
28 Commenti alla Notizia Ecomm/ Zivago chiude. Esperya: noi no
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  • Mi spiace proprio che Zivago chiuda, ho spesso affrontato varie peripezie per recuperare i pacchi, ma ero comunque affezionata al sito.
    Adesso ho ben 2 ordini in giacenza, Zivago risponde laconicamente di aspettare il passaggio di consegne ai liquidatori che poi....mi contatteranno!! Non scrivono nè di tempi nè di restituzione dei soldi (£ 300.000). Al di là di una naturale diffidenza mi chiedo quanto sia legale il loro comportamento e se/come un privato possa fare qualcosa
    non+autenticato
  • Come al solito faccio le pulci ai giornalisti di Punto Informatico, che non sono molto informati...

    Non sapete che la Mondadori ha aperto da una settimana un sito in cui si possono scaricare gli e-books? Sarà forse per questo che Zivago chiude?


    Il segreto di Esperia? Forse sta nel fatto che vendono salami e prosciutti, che non si possono spedire in formato FTP.

    non+autenticato
  • Io comprerei tutto in internet anche il pane ma .......
    Dovrebbe veramente costare il 20 % meno che nel miglior megastore o centro commerciale ......

    Sentite questa ... togliamo il 50 % dell'iva per gli acqusti in internet ???????????

    saluti

    www.freenautic.com
    non+autenticato


  • - Scritto da: jodj

    > Dovrebbe veramente costare il 20 % meno che
    > nel miglior megastore o centro commerciale


    E perche'?

    Ciao
    non+autenticato
  • Ho fatto almeno 4 ordini su InternetBookShop, 3 su FlashMall e vari altri. Ho comunicato il numero della mia Carta di credito, con intemerata incoscienza, ad almeno una mezza dozzina di siti.
    Faccio un lavoro molto vicino al e-commerce, tuttavia da qualche mese a questa parte, ho molto dubbi riguardo il futuro dell' e-commerce, ovvero se riuscira' a mantenere le aspettative di crescita impetuosa che molti predicono, o se restera' un fenomemo di nicchia riguardante un numero limitato di utenti e di prodotti.
    Se devo acquistare libri, ed hanno lo stesso prezzo sia sulla rete sia in libreria, meglio acquistare in libreria, dove il libro lo puoi sfogliare, puoi leggerne l'indice, puoi confrontarlo, e se lo compri te lo porti a casa subito. Ho regalato a mia moglie l'ultimo libro di Harry Potter uscito a livello nazionale il 16 febbraio, l'ho prenotato su InternetBookShop il 31 gennaio, con il 20% di sconto, ho pagato il 9% di spese di spedizione, ho quindi guadagnato l'11% di sconto reale, ed il 16 il corriere me lo ha consegnato a casa mia. Tutto bene? Direi di no, perche' la consegna e' stata effettuata mentre eravamo al lavoro(io e mia moglie), per fortuna io posso usufruire della presenza di mia madre. Se non c'era lei, potevo farmelo consegnare sul posto di lavoro, l'unica volta che l'ho fatto, ha avuto effetti comici, e' stato consegnato all'Ufficio Arrivi, l'impiegata per consegnarmi il pacco voleva il modulo con la firma di chi aveva autorizzato l'acquisto ed i motivi dell'acquisto!!!
    Non voglio dilungarmi troppo (forse l'ho gia' fatto) e metto sul tavolo alcuni spunti di discussione:
    - Quali prodotti si presentano meglio per la vendita su Internet?
    - Se il prezzo diventa una scelta decisiva, puo' un fornitore sulla Rete essere concorrenziale?
    - Come risolvere i problemi della consegna al cliente, se costui non e' facilmente reperibile?
    - Come dare sicurezza sulle modalita' di pagamento della merce?

    Ciao.

    non+autenticato


  • - Scritto da: Oscar
    >... metto sul tavolo alcuni spunti
    > di discussione:
    > - Quali prodotti si presentano meglio per
    > la vendita su Internet?

    Penso che nelle risposte precedenti si sia già individuata la miglior scelta: la specializzazione, qualunque essa sia.


    > - Se il prezzo diventa una scelta decisiva,
    > puo' un fornitore sulla Rete essere
    > concorrenziale?


    non credo che il succo sia il prezzo concorrenziale: ma perché poi il prezzo su internet dovrebbe essere concorrenziale secondo te? Posso assicurarti che le spese relative alla logistica necessaria per offrire un servizio all'altezza sono alte, diverse da quelle tradizionali forse, ma alte.


    > - Come risolvere i problemi della consegna
    > al cliente, se costui non e' facilmente
    > reperibile?


    Questo è effettivamente uno dei nodi più critici: la soluzione può venire da un miglioramento dei servizi di corriere (consegna su appuntamento o nelle ore serali ad esempio) ed anche da una flessibilità della consegna. Se si fornisce un indirizzo dove c'e' sempre qualcuno, che può essere quello di un vicino, di un amico, del bar o del giornalaio che ci conosce, di ufficio (magari indicando meglio dove consegnare e a chi, vista la tua esperienza effettivamente un po' paradossale), il problema puo' essere praticamente risolto.


    > - Come dare sicurezza sulle modalita' di
    > pagamento della merce?


    Se vuoi essere sicuro di pagare, con noi puoi stare tranquillo... Occhiolino
    Mah, questo può sembrare un problema enorme, ma non credo che lo sia veramente. Perche' inviare per posta un modulo con i dati della tua carta per un qualsiasi abbonamento a una rivista, ad esempio, deve essere considerato molto più sicuro di passarli su internet, oltretutto con crittature di vario genere?


    Ciao
    non+autenticato
  • Credo di essere stato fra i primi clienti di Zivago e ora che chiude devo dire che, un po', mi dispiace.
    Devo ammettere che non ho seguito a fondo la vicenda, ma non posso fare a meno di chiedermi perchè chiuda. Nel corso del 2000, almeno a giudicare dai codici assegnati agli ordini di vendite ne hanno fatte, eccome!
    Nell'ultimo periodo, in effetti, qualcosa che non andava s'è sentito nell'aria... libri in catalogo che in realtà non erano reperibili dai fornitori, spesso il sito era irrangiugibile, e cose del genere.
    Chi lo sa? Vero è che l'unica volta che ho ordinato dei libri effettivamente "particolari" (testi rari di filosofia, che ero stupito di trovare a catalogo), dopo un'attesa di quasi un mese e mezzo mi sono visto annullare l'ordine in quanto Zivago non diusciva a trovarli... ma allora, perchè c'era scritto "Disponibile in 3-5 giorni lavorativi"? Mah.
    L'unica certezza è il fallimento di una realtà che, seppure con i suoi difetti, era una delle più complete ed organizzate nel panorama italiano.
    Alternative? Certo, c'è bol.com...

    Saluti,
    Angelo
    non+autenticato
  • > vicenda, ma non posso fare a meno di
    > chiedermi perchè chiuda. Nel corso del 2000,
    > almeno a giudicare dai codici assegnati agli
    > ordini di vendite ne hanno fatte, eccome!

    be', quando la proprietà è fifty-fifty è difficile mettersi d'accordo su strategie e simili. magari se fosse stato 51-49 sarebbe stato meglio.

    > Nell'ultimo periodo, in effetti, qualcosa
    > che non andava s'è sentito nell'aria...
    > libri in catalogo che in realtà non erano
    > reperibili dai fornitori, spesso il sito era
    > irrangiugibile, e cose del genere.

    mettici anche che magari i proprietari si aspettavano di fare un botto di quatrini senza dover pagare nessuno, eliminare questa seccatura che sono i dipendenti, gli stipendi ecc. ecc., poi hanno visto che invece non era così, feltrinelli i suoi commessi li pagava già e non ne voleva di altri e buona notte...
    > Chi lo sa? Vero è che l'unica volta che ho
    > ordinato dei libri effettivamente
    > "particolari" (testi rari di filosofia, che
    > ero stupito di trovare a catalogo), dopo
    > un'attesa di quasi un mese e mezzo mi sono
    > visto annullare l'ordine in quanto Zivago
    > non diusciva a trovarli... ma allora, perchè
    > c'era scritto "Disponibile in 3-5 giorni
    > lavorativi"? Mah.
    > L'unica certezza è il fallimento di una
    > realtà che, seppure con i suoi difetti, era
    > una delle più complete ed organizzate nel
    > panorama italiano.
    > Alternative? Certo, c'è bol.com...
    >
    > Saluti,
    > Angelo
    non+autenticato
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