Luca Annunziata

Isohunt: siamo solo un search engine!

Il sito torrentizio canadese tenta in tribunale la carta del motore di ricerca. Non siamo tanto diversi, dicono, da Google o Yahoo. Sullo sfondo, lo spettro di TorrentSpy

Roma - Gary Fung, giovane imprenditore di origine cinese fondatore di Isohunt, non ci sta. Non vuole vedere il suo sito fare la stessa fine di TorrentSpy, schiacciato dalla mole dei ricorsi delle major di Hollywood, e si muove al contrattacco: in un recente memoriale depositato presso il tribunale di Los Angeles, dove la sua azienda è coinvolta in un procedimento giudiziario intentato dalla MPAA, spiega che tra Isohunt e Google non c'è poi tutta questa differenza. Si parla di indicizzare il web, punto e basta.

"Ci sono centinaia di siti torrent pubblici, alcuni limitati ad argomenti specifici, altri sono aggregatori generali come Isohunt - si legge nel documento - e proprio come Google tentano di coprire quanta più rete Internet possibile: le funzioni principali svolte da un sito torrent sono le stesse di motori di ricerca come Google o Yahoo!". Per verificarlo basta navigare i rispettivi siti, e Isohunt invita lo stesso giudice a farlo: anche in quel caso i risultati delle ricerche potrebbero condurre su contenuti protetti dal diritto d'autore, ma questo non significa che i due giganti del search stiano violando la legge.

Per Isohunt, i suoi servizi non forniscono contenuti ma solo un modo per accedervi: la violazione delle leggi sul diritto d'autore non dipende da questi servizi, ma dalla decisione del singolo navigatore di avviare un client BitTorrent ed iniziare a scaricare un file. Se si tratta di documenti protetti commette un reato, altrimenti di semplice utilizzo del P2P a fini legali si tratta. Altro che "posizione centrale di controllo" del traffico del materiale:è soltanto una semplice indicizzazione, un mestiere rispettabile e rispettoso delle leggi.
Proprio su questo punto insiste lo stesso Fung, in una intervista concessa a Wired: "Non sto dando vita ad una impresa sfruttando il lavoro altrui". Tentare di dimostrare la colpevolezza di questi servizi equivarrebbe, per Fung, ad accusare di omicidio un negoziante che venda un'arma da fuoco: l'uso che ne viene fatto non dipende da lui. Secondo il giovane ci sono molti contenuti liberi in circolazione, ed è su quelli che le aziende come la sua puntano per crescere: gli introiti non arrivano che dalla raccolta pubblicitaria, grazie ai banner inseriti nelle pagine.

Riuscirà Isohunt ad evitare il destino toccato a TorrentSpy? Le tesi difensive puntano a smontare pezzo per pezzo l'ipotesi accusatoria, a cominciare dalla stessa definizione del servizio offerto dal sito: se il giudice decidesse di entrare nel merito della questione, pronunciandosi su questa materia, il caso potrebbe anche segnare un precedente fondamentale per la giurisprudenza statunitense. Fino ad oggi, infatti, nessuna corte ha ancora determinato se l'esistenza di un sito torrent sia lecita o meno: una presa di posizione potrebbe segnare l'inizio o la fine di un'epoca nella lotta alla pirateria cinematografica sul P2P.

Luca Annunziata
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