Dario Bonacina

Il cellulare favorisce l'insonnia?

Lo affermano due ricerche mediche condotte monitorando le onde cerebrali di alcuni utenti durante le conversazioni telefoniche

Roma - Chi dorme serenamente con il telefonino posato sul comodino stenterà a credere alla notizia che i cellulari possono favorire l'insonnia. Eppure è questa la conclusione a cui sono giunte due diverse ricerche, condotte proprio per far luce sulle conseguenze dell'esposizione alle emissioni dei cellulari, strumenti ormai parte della vita quotidiana di tutti.

Nello studio del professor Rodney Croft del Brain Science Institute alla Swinburne University of Technology di Melbourne - che ha monitorato le onde cerebrali di 120 utenti, donne e uomini, con un telefono cellulare mantenuto vicino al capo in posizione di conversazione - si evidenzia che le emissioni elettromagnetiche di un telefonino provocano un considerevole aumento delle onde alfa, che consentono al cervello di distinguere tra lo stato di veglia e quello di sonno.

Lo Sleep Research Center della Loughborough University ha invece effettuato uno studio mirato sul rapporto tra sonno e cellulari, effettuando alcuni test ed esperimenti e rilevando che l'utilizzo del telefonino, durante una conversazione telefonica, oltre alle alfa, stimola l'attività delle onde delta e gli utenti - anche a conversazione conclusa e a telefono spento - hanno manifestato difficoltà a riaddormentarsi.
La sovraeccitazione del cervello durante l'utilizzo di un telefono cellulare è stata peraltro evidenziata da numerose altre ricerche mediche, e se per certi versi è innegabile che le emissioni elettromagnetiche di un telefonino possano ripercuotersi sul cervello dell'utente, per altri versi si trova sempre qualcuno disposto a confutarne la nocività con argomentazioni scientifiche.

Roba da perderci il sonno, insomma. Rendendo così verosimili le conseguenze a cui portano questi studi anche per coloro che parlano al telefonino giorno e notte, senza problemi di insonnia.

Dario Bonacina