Roma - Si chiama
Powerset, ed è una
start-up incubata a San Francisco, fatta crescere con capitali di ventura dal 2005: il suo primo prodotto è stato lanciato in questi giorni. Si chiama prevedibilmente
Powerset e c'è già chi sostiene che rivoluzionerà la ricerca in rete, chi preconizza che l'azienda sarà presto un boccone goloso per i giganti del search. Tutti sono comunque d'accordo: grazie al nuovo
engine l'esperienza di ricerca nei contenuti sul web si evolve, e non di poco.
In soldoni, Powerset è un nuovo motore di ricerca. Meno banalmente, piuttosto che limitarsi a rimestare nel testo per individuare le corrispondenze dei termini presi singolarmente o in gruppo, l'engine è pensato per rispondere a domande formulate in "plain english",
comprensibili agli esseri umani prima che a un freddo calcolatore connesso in rete. Powerset rappresenta insomma uno degli sforzi più promettenti nel trasformare le
idee sulla ricerca semantica in strumenti funzionali utili al
surfing di tutti i giorni.
Attualmente il motore offre
il solo supporto alla versione inglese della enciclopedia collaborativa Wikipedia, ma in prospettiva è previsto l'allargamento delle ricerche ad altre importanti risorse presenti in rete. "Focalizzandosi inizialmente sulla collezione di Wikipedia - si legge nelle
FAQ del servizio - Powerset mette in mostra come la nostra tecnologia non solo migliori i risultati delle ricerche, ma offra anche nuovi modi di aggregare, riassumere e navigare le informazioni".
Con Powerset
si può insomma "chiacchierare" come fosse un sistema esperto dotato di un minimo di senno, capace di
interpretare, comprendere e rispondere a richieste come il significato del principio attivo di un
noto cactus allucinogeno,
quante conversioni esistono di uno storico videogame da
hardcore gamer, chi è
Tokuro Fujiwara,
quanti titoli ha sviluppato la celebre software house giapponese Capcom oppure, non volendosi limitare a
paraphernalia da geek cresciutelli, chiedergli
chi ha ucciso JFK o quando l'uomo
andrà su Marte. Gli esempi e le possibilità appaiono letteralmente illimitati.
Un approccio olistico alla ricerca in una delle fonti di informazioni più utilizzate in rete che
per di più funziona, questo dimostra di essere Powerset. Tutti
i commenti sono concordi nel ritenere l'engine come una innovazione notevole rispetto alla tradizionale ricerca basata sulle
keyword tipica di Google e Yahoo!, e soprattutto di
non poter prevedere quali saranno le implicazioni di questa tecnologia sugli attuali equilibri del settore.
Qualcuno
vaticina che Powerset non rallenterà la crescita del business di Google quanto invece
aumenterà il livello medio dell'esperienza di ricerca disponibile agli utenti, un nuovo paradigma con cui tutti i protagonisti di settore dovranno fare prima o poi i conti.
Un ambito in particolare, secondo
altri, si gioverebbe in maniera estensiva dei servigi di Powerset, vale a dire
la ricerca nel settore enterprise. L'engine olistico dovrebbe in questo caso essere un sostituto funzionale dei
CMS aziendali, incapaci ad aiutare nel concreto - come in realtà dovrebbero - nella ricerca tra enormi plichi di e-mail, documenti, database, rapporti e via di questo passo. Esporre le proprie richieste con domande intelligibili agli umani prima che ai computer potrebbe in questo caso portare a risultati molto migliori.
E considerando che sia Google che Microsoft offrono attualmente tool di ricerca alle aziende, per MeatLeaf è facile prevedere un interesse tutt'altro che moderato da parte dei suddetti colossi per l'engine di Powerset. Tutto sta, ora, nel vedere
chi proverà a mangiarselo prima, finanziariamente parlando.
Alfonso Maruccia