Alessandro Lucarelli

Fermi tutti, arriva il web 3.0

Nessuno ha ancora stabilito i confini del suo predecessore 2.0, ma il nuovo paradigma scende già in campo. Verso una rete fatta di crescita continua, di integrazione oltre la condivisione

Roma - Nonostante il dibattito sul web 2.0 sia tutt'altro che concluso, nella discussione entrano già i nuovi orizzonti del futuro della rete. Negli ultimi anni l'invasione delle reti sociali ha contribuito a far evolvere la struttura e l'utilizzo di Internet, provocando uno scossone nel mercato dell'informazione digitale. Oggi, benché il processo continui il suo sviluppo, sono in molti a preannunciare un nuovo balzo in avanti. Che il web 3.0 sia davvero alle porte? Sono in molti a tentare di scoprirlo.

Un logo per il futuro web?Dopo aver telefonato a mezzo mondo con Skype, diffuso video virali con YouTube e scambiato migliaia di contatti grazie a Facebook e MySpace, ci si stava abituando alla seconda vita del web. Ma ora, sebbene le possibilità da esplorare siano ancora molte, sembrerebbe che un nuovo ciclo sia destinato a spianare la strada verso una terza fase dell'innovazione.

A onor del vero, il concetto di web 2.0 non è mai stato definito in senso stretto ed è tuttora in cerca di una collocazione universale che ne riassuma una volta per tutte anche gli aspetti più controversi. Se da un lato non c'è navigatore che non sappia ricondurre al 2.0 caratteristiche essenziali come la generazione dei contenuti e la condivisione delle informazioni da parte degli utenti, è anche vero che persino autorevoli esponenti del settore contribuiscano a rendere incerto o peggio ancora, fumoso, l'attuale paradigma del web.
Nei giorni scorsi un interessante articolo apparso sulle pagine di Resourceful Idiot ha cercato di far luce sull'evoluzione di Internet, confrontando le diverse epoche attraversate dalla rete. A differenza delle prime due, quella individuata con la sigla web 3.0 si tradurrebbe in una continua e produttiva integrazione dei dati presenti in Internet.

Se la prima fase ha reso possibile la digitalizzazione dei dati e la conseguente pubblicazione di materiale testuale, musicale e video, la seconda è stata caratterizzata dalla condivisione di questo enorme quantitativo di contenuti. Secondo alcuni, ciò si sarebbe verificato attraverso due approcci: il primo e più evidente, alimentato dalla proliferazione dei più famosi social network, che come Facebook, hanno contribuito a generare community attive di utenti. Il secondo approccio riguarderebbe invece lo sviluppo e l''utilizzo di servizi web e delle loro tecnologie, come REST e SOAP.

Questi servizi hanno permesso di integrare dati tra siti diversi attraverso le API, un po' come già visto con Flickr e Amazon. Inoltre, la rinascita del web avrebbe prodotto alcuni elementi tipici del nuovo movimento, come ad esempio i feed RSS/Atom. Insomma, dopo aver archiviato un'enorme mole di materiale e averla diffusa grazie alle API e ai social network, il prossimo step potrebbe dirigersi verso la manipolazione intelligente dei contenuti. Le applicazioni del web 3.0 permetteranno di intervenire in modo originale creando qualcosa di innovativo rispetto al materiale originario. Internet come una gigantesca piattaforma?

Alessandro Lucarelli
36 Commenti alla Notizia Fermi tutti, arriva il web 3.0
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  • Allora la mia idea di concepire il web è 3.0
    non+autenticato
  • Ecco a cosa assomiglia il Web3.0 : al 1Work della ditta 1Computer con sede in Svizzera, Francia e Italia http://www.1computer.info/1work/index_it.html
    non+autenticato
  • Il Web 2.0 non è stato mai programmato, ma è nato da sè senza una programmazione, poi siamo stati noi che abbiamo deciso di chiamarlo web duepuntozero.
    La stessa cosa possiamo farla con il 3.0, lasciare che ci siano molte innovazioni e che quelle che risulteranno migliori per l'utente siano adottate.
    Purtroppo in giro ci sono molti uomini affamati di potere che vogliono decidere cosa devono fare gli altri, ma con internet non è così, internet è uno dei posti più liberi, quindi lasciamo che siano gli utenti a decidere cosa è meglio per il futuro. Il popolo ha (quasi)sempre ragione.
  • La comunicazione, l'integrazione e lo scambio di dati con un altissimo grado di facilita' sono proprio le definizioni base del web 2.0, non ho capito cosa darebbe in piu' questa nuova era.....
    non+autenticato
  • La verità è che è finita la pacchia di servizi web che sono stati identificati come i capostipiti di questo stramaledetto web 2.0 ... tutti a citare facebook, flickr, second life, skype, twitter...e basta ora!!!! Uso quello che voglio, non devo taggare per forza...se voglio metto un tag altrimenti non metto nessun tag. Skype non è questo gran che ed ha un futuro abbastanza incerto, second life è stato un flop. Flickr ??? Sono il solo che lo trova veramente orrendo?

    Visto che la concorrenza si è fatta agguerrita (basta vedere i svariati siti che offrono servizi clone stile youtube) adesso qualche altro santone del web dirà 3.0, 4.0, 5.0 e via al rialzo per spingere siti web che non offrono nè più nè meno che la solita minestrina riscaldata e rivestita di qualche grafica glossy che ci ha veramente rotto come anche gli stessi font un po' stile mac che fa anche un po' figo....

    Voglio usare Internet come più mi piace, nel rispetto delle regole, ma come più mi piace senza pensare che sto usando un sito 1.1 o 4.6 ... Ci vuole un V-Day del web fra un po'....

    Internet ha dato la voce a tutti ma la qualità
    non+autenticato
  • > Skype non è questo gran che ed ha un futuro
    > abbastanza incerto

    Non è standard. Grazie Skype, ma adesso spazio al VoIP vero.

    > second life è stato un flop.

    Grazie a dio, ma raccontalo ai quotidiani nazionali che amplificano qualsiasi scorreggetta che esce da quel mondo vuoto.

    > Flickr ??? Sono il solo che lo trova veramente
    > orrendo?

    No, siamo in due, almeno.

    Quando gli utenti matureranno ognuno userà internet per quello che serve loro, senza inseguire mode 2.0, 3.0, eccetera. Speriamo presto.
    non+autenticato
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