Luca Annunziata

Cyberwar, USA sulla via del riarmo

Il dottor Stranamore è pronto a scatenare la terza guerra mondiale: sul web. I danni collaterali sono ininfluenti: quello che conta è schiacciare il nemico su ogni fronte

Cyberwar, USA sulla via del riarmoRoma - Ha un sapore di già visto, di già sentito. Per chi era in circolazione negli anni sessanta è un vero e proprio déjàvu: l'Esercito degli Stati Uniti non vuole restare indietro rispetto alle forze armate nemiche, vuole restare al passo con le ultime tecnologie in campo guerresco. E se l'ultima moda, se l'arma finale nell'era della società dell'informazione sono le botnet, allora è tempo che anche gli USA si dotino della loro fabbrica di DDoS. A scopo puramente difensivo, si intende.

il pentagonoA delineare quella che dovrebbe essere la nuova strategia degli States nell'era della guerra elettronica è il colonnello Charles W. Williamson III, del braccio informatico dell'intelligence dell'Aviazione militare statunitense. Il nemico - spiega - ha già iniziato a dotarsi di questi strumenti, è già passato all'azione: "L'America affronta minacce sempre più sofisticate al suo cyberspazio militare e civile. Allo stesso tempo, l'America non oppone deterrenti credibili e i nostri avversari lo provano ogni giorno con i loro attacchi". Possono gli Stati Uniti restare immobili di fronte a un tale spiegamento di forze?

La questione, spiega il colonnello, è che "il nostro concetto difensivo è fallace, e non abbiamo imparato la più semplice lezione della storia". I firewall, i gateway, non sono altro che il corrispettivo dei castelli medioevali: funzionavano a quei tempi, ma oggi sono stati abbandonati. Per ogni intruso individuato e cacciato ce ne sono altri che agiscono indisturbati, che installano backdoor: "Il tempo per le fortezze su Internet è finito, anche se purtroppo l'America non se ne è accorta".
La chiave è colpire i nemici prima che possano sferrare il proprio attacco. Il modo migliore per rendere inoffensiva l'aviazione nemica è distruggere i velivoli quando sono ancora a terra: su Internet, per il colonnello Williamson, vale lo stesso principio. Una difesa efficace nel cyberspazio è possibile: "Questo funzione può essere svolta da una botnet della Air Force".

I più pessimisti si tranquillizzino: i militari della AFCYBER non puntano a ricreare l'ennesima rete di zombie, bensì a dotarsi di una "forza lavoro digitale" in grado di sostenere offensiva e controffensiva. Si potrebbe, per cominciare, installare il codice adatto alla nascita della botnet af.mil sul sistema di rilevazione intrusi dell'Air Force: l'apparato ha potenza di calcolo e banda sufficienti a sostenere il peso di questo compito, ma si tratterebbe pur sempre di un palliativo temporaneo.

Più interessanti sono le alternative proposte dal colonnello: tutti i computer dell'Air Force, quelli dei soldati e quelli dei civili, potrebbero essere impiegati allo scopo. E non si parla solo dei PC attualmente in uso, ma anche di quelli che sono stati dismessi perché datati: potrebbero essere installati altrove, dotati del malware di stato che li trasformi in zombie consapevoli, e fungere da pedoni in questa partita a scacchi che si disputa nel cyberspazio.

Una volta che il sistema abbia raggiunto un certo grado di maturità, tutti i computer governativi - non solo quelli delle forze armate - potrebbero essere collegati alla botnet: "Per generare la giusta quantità di forza per l'attacco, tutti i computer dovranno essere sotto il controllo di un singolo comandante". Quest'ultimo a sua volta si coordinerà con altri ufficiali che gestiscano i vari teatri del conflitto: i nemici si moltiplicano, e occorreranno molte forze e molto impegno per sconfiggerli tutti.

Certo - ammette - esiste una piccola falla in questo ragionamento: per colpire le botnet nemiche occorrerà colpire i computer di cui sono composte. Ma questi, spesso, non sono altro che computer di cittadini inconsapevoli, infettati da un virus preso chissà come e chissà dove: "I computer dei civili potrebbero essere attaccati - ammette Williamson - ma solo se il nemico ci costringerà a farlo". In nessun modo si consentirà agli opponenti di "nascondersi dietro le gonne dei loro civili", anzi occorre invece chiedersi se "il proprietario di quel computer sia davvero innocente": se il suo PC è diventato parte della botnet è stato quantomeno "colpevolmente negligente".

E se si trattasse dei computer di cittadini di paesi alleati? Certo, in quel caso la faccenda si complicherebbe, ma è questione "più politica che legale". Agli USA spetterebbe il difficile compito di spiegare ai paesi amici il perché la loro infrastruttura informatica è stata rispedita all'età della pietra, ma si tratta di una possibilità remota, evitabile con la cooperazione preventiva, e comunque agli Stati Uniti spetta il diritto di difendersi come a chiunque altro.

Certo, ammette Williamson, un approccio del genere presenta difficoltà oggettive, sfide complesse dal punto di vista della creazione della rete o della gestione della stessa: bisognerà ad esempio prevedere un metodo per tenere al sicuro gli ospedali da questo tipo di attacchi, per minimizzare i danni collaterali. Ma gli USA hanno bisogno della capacità di "bombardare a tappeto" il cyberspazio altrui, di dotarsi di un'arma che altri hanno già nel loro arsenale. La corsa al riarmo "è già iniziata", non c'è nulla che possa fermarla.

"I giorni delle fortezze sono finiti, anche nel cyberspazio" sentenzia il colonnello Williamson: "Non possiamo consentire agli avversari di manovrare indisturbati in questo contesto: la botnet af.mil contribuirà a sconfiggere i nemici, o a colpirli prima che mettano piede sulle nostre spiagge".



Luca Annunziata
24 Commenti alla Notizia Cyberwar, USA sulla via del riarmo
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  • Ma questo tizio l'ha mai visto un pc?? firewall e gateway sono equiparati alle fortezze medievali?? Se settati correttamente sono un ottimo deterrente per malintenzionati. Sugli antivirus qualche perplessità ce l'ho (non per niente uso linux) ma sui firewall non credo ci fosse niente da dire..

    E poi come parla?? sembra che si stia preparando ad una guerra fra uomini, parla dei vecchi pc come nuova forza lavoro.. ma è tutto matto questo!! I vecchi pc rallentano solamente, che potenza vuoi tirare fuori da un pc datato?? Si metterà a riesumare un 286 o un comodore 64.. anche quello è datato, magari gli montiamo una bella scheda di rete e poi è pronto per la guerra.

    Mi domando perché questo l'abbiano messo a parlare di reti..Deluso
    non+autenticato
  • Al posto del Colonnello Williamson e dei Suoi Colleghi d' Arma, avrei iniziato ad agire nel settore da Lui specificato , senza fare alcuna pubblicità o riferimento alle intenzioni del Pentagono , dell' Aviazione Americana e chi altri ancora. Ma è solo il punto di vista di un navigatore di Internet...
  • hanno sperimentato sessanta e rotti anni fa cosa voleva dire "blockbuster", quando non era ancora un posto dove noleggiare film, ma era un fischio seguito dal rigonfiamento del palazzo che avevano di fronte, quindi dalla sua esplosione e dal lancio di tonnellate di pietra incandescente... al pensiero di cosa era la guerra (e continua ad essere per troppi sfortunati) ritengo che la cyberwar sia un progresso, preferisco perdere 1000 euro di computer che la casa e la vita.
    non+autenticato
  • A parte i (giustissimi!) discorsi sul "nemico che non c'è e lo si inventa", credo che lo Zupperman dell'articolo dovrà "bombardare" centinaia di migliaia di PC di STATUNITENSI: sarà guerra civile?.. o come si chiama quella in cui le Forze Armate combattono i cittadini connazionali?

    USA = Microsoft (per la gran parte, mi stupirei del contrario)

    MS = botnet (dai, siamo onesti, anche se conosco anch'io rootkit e palle varie Occhiolino)

    Guerra = contro le botnet

    Guerra = contro gli USA A bocca aperta

    Se poi vorranno "invadere" l'Europa... beh... penso che li si potrebbe (finalmente) isolare sulla loro cara isoletta ed andare avanti con quello che c'è dalla nostra parte dell'oceano no? Occhiolino
    880
  • Come la guerra nel mondo reale , tutto va bene pur di fare guerre a destra e a sinistra.
    E se il nemico non ci fosse lo si inventa.
    Oramai la guerra (virtuale o reale) è l' unico modo per gli states di tentare di sollevare il loro sistema economico oramai allo fascio grazie ad un debito interno + esterno > 200% del PIL
    non+autenticato
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