Alfonso Maruccia

Aspetti il bus? Intanto ti spammano

Succede in Australia, dove in certe fermate dell'autobus un nodo sparaspam approfitta della connessione Bluetooth per pubblicizzare una trasmissione televisiva, un reality show

Roma - Se a Londra la pubblicità la fanno ancora con le locandine postsovietiche, nella terra dei didgeridoo gli spot hanno invece valicato nuovi confini: in Australia si è giunti alla diffusione ossessivo-compulsiva di messaggi non richiesti, "sparati" negli smartphone da 20 delle più trafficate fermate degli autobus della città di Perth.

Pubblicità che non ha nulla a che vedere con il trasporto pubblico o il Comune, ma solo con la televisione. A Perth quei messaggini in stile Grande Fratello servono a promuovere uno show che, guarda caso, si chiama proprio Big Brother, in un corto circuito che sa di furbata da marketing ma anche di rischio assuefazione alla pervasività del monitoraggio e del tracking di ogni movimento, ogni percorso, ogni sosta.

Incaricata dal network televisivo Channel TEN di promuovere l'ennesimo episodio dell'epopea televisiva universale della "carne in scatola" Big Brother 2008, l'agenzia di advertising Marketforce ha sparso per le fermate degli autobus un misto di classici manifesti pubblicitari e stazioni trasmittenti via Bluetooth, istruite all'invio di un paio di sms verso qualunque cellulare capitato in zona, ovvero qualsiasi telefonino con Bluetooth attivato.
Il primo messaggio recita testualmente "Ti sto guardando", e cita la pensilina di pertinenza per rafforzare l'idea di controllo e incuriosire - almeno idealmente - gli spettatori-attori. Che vengono coinvolti nel gioco e, dopo circa 40 secondi, "informati" con un altro messaggio della messa in onda dell'edizione 2008 dell'irreality televisivo per eccellenza.

Dinamiche inusuali che contano appunto sulla presa che il Grande Fratello televisivo ha sulle masse di spettatori e sul pubblico delle serate passate davanti alla TV, opera dei "creativi" Ryan Albuino e Andrew Chu di Marketforce. Show, spot e "giochini" partecipativi che contribuiscono indirettamente a distogliere l'attenzione dai Grandi Fratelli reali, già attivi o in via di costruzione in ogni parte del mondo, per un monitoraggio che non invia "messaggini" ma colleziona ogni sorta di informazioni su cittadini, utenti e consumatori. Per un bene superiore, o magari un business model ben definito.

Alfonso Maruccia
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