BSA: italiani pirati per cultura

Ciononostante, repressione e informazione qualcosa fanno: cala il tasso di software pirata nel Belpaese. E per la prima volta BSA spiega cosa intende quando parla di danni della pirateria. Il nuovo Global Study

BSA: italiani pirati per culturaMilano - Cala la pirateria software in Italia: l'uso illegale di applicativi proprietari secondo Business Software Alliance, BSA, nel 2007 ha riguardato il 49 per cento del mercato italiano. Un dato inferiore a quello del 2006 (51 per cento) e del 2005 (53 per cento). Parrebbe dunque una tendenza, che va però contestualizzata, considerando che il 49 per cento era già stato registrato nel 2003.

Pirateria in Europa


Perché questa percentuale in Italia è tornata a ridursi dal 2006 ad oggi? "Negli ultimi due anni - spiega a Punto Informatico Luca Marinelli, presidente di BSA Italia - si sono messe in moto molte cose. Il Governo si fa parte molto attiva nella riduzione di questo fenomeno, non solo con interventi legislativi ma anche attraverso la sensibilizzazione, che spesso è la cosa più importante". Già, perché in Italia il fattore pirateria, evidentemente non solo quella sul software, ha anche origini culturali. Ne è convinto Marinelli: "La pirateria italiana è legata soprattutto ad una questione culturale, ma è spesso anche frutto di ignoranza, perché gli imprenditori in molti casi neppure sanno di star utilizzando software pirata, magari venduto come legale da rivenditori spregiudicati".
Ma cosa significa tasso di pirateria? Lo spiega BSA: prima di tutto si valuta quanto packaged software per PC è stato installato nel corso di un dato anno nel paese. A quel dato si sottrae la quantità di software legalmente acquisita, di cui cioè si sono pagate le licenze. Il risultato della sottrazione di un dato sull'altro dà quella che BSA definisce "la quantità di software pirata". Una volta stabilita questa quantità, il tasso di pirateria viene determinato come percentuale sul software totale installato che non sia stato legalmente acquisito.

BSA ieri a Milano ha anche fatto riferimento ai dati di IDC sui costi della pirateria per il cosiddetto "sistema paese". Come ben sanno i lettori di PI secondo IDC qualora la pirateria sul software venisse ridotta nei prossimi quattro anni di 10 punti percentuali, allora si creerebbero 6mila nuovi posti di lavoro "di alto livello" nel settore tecnologico. La riduzione di due punti, peraltro, non è detto che significhi una riduzione dei mancati introiti. Sottolinea Marinelli a Punto Informatico: "In Italia il mercato nel 2007 ha sì visto ridurre il tasso di pirateria ma ha contestualmente perso di più, l'equivalente di 1,7 miliardi di dollari". L'anno scorso il dato era di 1,4 miliardi di dollari. La ragione è ovvia: l'ICT si diffonde in tutte le attività economiche ed industriali, dalle più piccole alle grandi, e dunque ad una percentuale minore di pirati corrispondono comunque mancate vendite per un valore complessivamente più alto.

E su questo fronte, sul senso del calcolo delle perdite causate dalla pirateria, per la prima volta BSA ha dedicato una considerazione all'interno dello studio presentato ieri, il suo Global Piracy Study. E spiega: "Sebbene non tutti i software oggi piratati sarebbero acquistati legalmente, allo scendere del tasso di pirateria alcuni di quei software pirata verrebbero sostituiti (con software legale), altri non verrebbero utilizzati, ma la riduzione del tasso stimolerebbe l'attività economica, che stimola l'acquisto e la produzione di maggiori quantità di software". BSA sottolinea che non si tratta di una illazione: a suo dire, lo ha dimostrato IDC andando ad analizzare il rapporto tra spesa hardware e spesa software, individuando una correlazione tra il tasso di pirateria e quel rapporto. Più alto il tasso, più bassa la spesa di software rispetto alla spesa hardware. Non solo: IDC indica che ad una riduzione del tasso di pirateria corrisponde una crescita dell'industria locale del software.

E in Italia? "Noi in Italia - continua Marinelli - abbiamo la cultura del fare i furbi, del pagare le cose di meno o del non pagarle affatto. La cultura non ci favorisce". Dunque è proprio prima di tutto sul piano culturale che BSA dice di voler lavorare per ridurre ulteriormente i tassi di pirateria. "Il calo registrato negli ultimi due anni - dichiara Marinelli - si deve ad un fenomeno di sensibilizzazione che viene svolto non solo da BSA ma anche dal Governo e da quelle altre associazioni di categoria che su fronti analoghi, come la musica o l'audiovisivo, stanno compiendo simili azioni".

La velocità di decrescita della diffusione del software pirata in Italia sul complesso del software utilizzato, vale a dire due punti percentuali, è comunque considerata elevata, sebbene Francia e Spagna siano riuscite a far meglio (rispettivamente -6 e -3 nello stesso periodo di tempo). Nel complesso il tasso di pirateria software in Europa occidentale è peggiore soltanto in Grecia (58 per cento) e a Cipro (50).

La battaglia condotta nei paesi ricchi da BSA, che riunisce i maggiori produttori di software proprietario, è naturalmente quella della legalizzazione del mercato: spingere le imprese piccole e grandi ad acquisire le licenze significa aumentare il fattore legalità del sistema economico e moltiplicare gli introiti dei produttori. Legalità che in molti casi, peraltro, può anche significare adozione di software libero, a cui viene spesso associato un minor costo diretto di implementazione soprattutto per l'abbattimento dei costi delle licenze. Ma, tornando a BSA e all'esperienza maturata in questi anni, qual è l'impresa tipo che in Italia ricorre a software pirata? "Non si può individuare una specifica tipologia", spiega Marinelli a Punto Informatico, ma appare chiaro che aziende di piccole e medie dimensioni possono incontrare maggiori difficoltà nella corretta gestione del parco licenze rispetto a realtà maggiori, che spesso fanno ricorso ad uffici dedicati all'informatica interna. E questo contribuisce a comprendere le caratteristiche della genesi della pirateria italiana, paese costellato di piccole e medie società. "Il lavoro di informazione è enorme - sottolinea Marinelli - BSA raggiunge direttamente più di 180mila imprese l'anno". L'Associazione manda loro materiali, opuscoli, in cui spiega i rischi legali dell'uso di software pirata, racconta come verificare la legalità del proprio software, offre assistenza. "Ma se si calcola che le imprese in Italia sono ben più di 4 milioni - specifica Marinelli - si capisce quanto sia difficile arrivare a tutti".
219 Commenti alla Notizia BSA: italiani pirati per cultura
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  • Riporto cosa e' successo a chi come me lavora nel settore e si e' trovata invischiata in una accusa di piarateria informatica . Visita della Finanza finalizzata alla verifica del software installato in ditta , controllati 2 server e 6 pc , software originale in gran quantita' , action pack microsoft , adobe acroba 7 , 6 licenze antivirus , 2 CA etrust , norton antivirus 2003 ancora incelofanati e altro ... tutto a posto ... se non che ...ma gaurda , questi pirati ... usano winzip (non cracckato ma con nag screen) e winrar (non craccato) su un pc , ma cosa credono di fare ... adesso andiamo a fondo ... una server vecchio ... aaaarghh stoccati dentro (non installati) un autocad 2004 , un photoshop , 3 norton 2003 2004 2005 , e altre cosette ... " ma sono dei backup di clienti" .... , risposta , " e' ma questa e' , duplicazione abusiva" .. finale : multa di 6.000 euro , denuncia penale , avvocato , interrogatorio , altri 3000 euro acconto avvocato ,e non e' ancora finita .. "si, ma lo capiamo che siete in buona fede" .
    ecco questa e' la legge sulla pirateria , persone oneste che lavorano che sono costrette a chiudere per una legge e delle valutazioni assolutamente fuori da ogni logica ...
    se potetete risparmiare risparmiate ...
  • In genere è quello che succede alle ditte che non pagano il pizzo alla BSA installando Open Source...
  • Non si è MAI a posto con quella gente. Se li conosci, li eviti. Cominciassero a fare qualche controllo anche nelle case delle persone, vedi che allora la gente passa a linux e alla veloce, se non vuole fare la parte del pollo da spennare.
  • E' curioso notare come in un forum popolato da informatici, che quindi guadagnano creando software (per le aziende presso cui lavorano o per gli utenti finali),
    si inneggi alla pirateria, o al software gratis (non che li equipari)
    Anch'io vorrei il dentista gratis, il meccanico gratis, l'auto gratis, la musica gratis, e se li avessi mi potrei permettere di lavorare gratis, solo che quei settori non sono popolati da masochisti quanti ce ne sono in informatica.

    E poi per risolvere il problema che guadagnano meno di una donna delle pulizie, pensano all'albo professionale, ahahah, oppure di emigrare nei paesi nordici, dove guarda caso non hanno né l'albo professionale, né tanti pirati come da noi.

    Vabbé continuate a crakkare e a fare la fame, problemi vostri, non miei, io per fortuna lavoro con l'estero.

    Putroppo le tasse le pago in ItaliaTriste pure per quelli che crakkano persino le dichiarazioni dei redditi, LADRI anche loro.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Mik
    > E' curioso notare come in un forum popolato da
    > informatici, che quindi guadagnano creando
    > software (per le aziende presso cui lavorano o
    > per gli utenti
    > finali),
    > si inneggi alla pirateria

    Ma guarda gran parte dei lettori ed utenti del forum di PI non creano una beneamata fava, sono bimbiminkia che non hanno mai neanche scritto un programma che vada oltre le 500-1000 righe di codice in vita loro.
    non+autenticato
  • Non sono masochisti.

    Se vai ad esempio a vedere chi contribuisce allo sviluppo di Linux http://www.linux-foundation.org/publications/linux... (guarda l'ultima tabella) vedrai che per il 75% si tratta di sviluppatori pagati da aziende (Red Hat, Novell, IBM, Intel, etc) che evidentemente trovano qualche vantaggio commerciale dal concorrere a sviluppare un sistema operativo pur di fatto regalandolo. Che facciano soldi con l'indotto e che l'OS faccia le veci della pubblicità?

    Non sono masochisti neppure quelli di MySQL, che si sono pagati lo stipendio per anni pur regalando il loro prodotto.

    E così via...
    non+autenticato
  • - Scritto da: Nome e Cognome
    > Non sono masochisti.
    >
    > Se vai ad esempio a vedere chi contribuisce allo
    > sviluppo di Linux
    > http://www.linux-foundation.org/publications/linux
    >
    > Non sono masochisti neppure quelli di MySQL, che
    > si sono pagati lo stipendio per anni pur
    > regalando il loro
    > prodotto.
    >
    > E così via...


    si ma io non capisco le posizioni etiche a favore del software gratuito
    come se chiedere dei soldi per un software va contro
    un chissà quale diritto naturale dell'uomo

    ma dove sta scritto che Internet deve essere gratis,
    i programmi gratis e il computer me lo deve riparare mio cugino gratis?
    un settore dove tutto è gratis

    e poi i furbini amanti del gratis,
    si scaricano il programma gratuito con annesso spyware/troyan
    che modifica il motore di ricerca predefinito
    apre ogni tanto popup pubblicitarie
    avvia connessioni a numerazioni "a valore aggiunto"
    spiano le informazioni di login, CC ecc

    per non darli alla BSA i soldi,
    li danno a qualche furbino più "furbo" di loro.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Mik
    > e poi i furbini amanti del gratis,
    > si scaricano il programma gratuito con annesso
    > spyware/troyan
    > che modifica il motore di ricerca predefinito
    > apre ogni tanto popup pubblicitarie
    > avvia connessioni a numerazioni "a valore
    > aggiunto"
    > spiano le informazioni di login, CC ecc

    No, guarda che ti sbagli: tutte quelle cose che hai descritto capitano a chi usa IE, non a chi usa programmi open source.
    non+autenticato
  • > No, guarda che ti sbagli: tutte quelle cose che
    > hai descritto capitano a chi usa IE, non a chi
    > usa programmi open
    > source.

    Si perché con Firefox non è possibile scaricare e installare programmi, ma per favore
    non+autenticato
  • - Scritto da: Mik

    > ma dove sta scritto che Internet deve essere
    > gratis,
    > i programmi gratis e il computer me lo deve
    > riparare mio cugino
    > gratis?
    > un settore dove tutto è gratis

    Ecco un'altro che non ha capito la differenza tra "aperto" e gratis...
    non+autenticato
  • > Ecco un'altro che non ha capito la differenza tra
    > "aperto" e
    > gratis...

    Io l'ho capita, ma il 90% degli utenti conosce solo due parole:

    - gratis (includendo dentro freeware, shareware, spyware, free open source, software crakkato, software copiato, ...)

    - a pagamento.

    Ed è il 90% degli utenti che fa il mercato, o dovrebbe farlo, dato che il 50% di loro non pagano le licenze dei programmi a pagamento.
    non+autenticato
  • >
    >
    > si ma io non capisco le posizioni etiche a favore
    > del software
    > gratuito
    > come se chiedere dei soldi per un software va
    > contro
    > un chissà quale diritto naturale dell'uomo
    >

    Ecco, si vede che non le capisci: la posizione ETICA non c'entra una mazza col GRATIS. Se vogli osoftware GRATIS pirato Windows, se voglio software ETICO non lo uso.

    > ma dove sta scritto che Internet deve essere
    > gratis,
    > i programmi gratis e il computer me lo deve
    > riparare mio cugino
    > gratis?
    > un settore dove tutto è gratis
    >

    Geniale. Quindi, visto che tu vuoi spendere vagonate di euro per il sistema operativo meno sicuro che ci sia in circolazione e tutti i vari software (per cui tu paghi tutte le tue brave licenze), anche tutti gli altri devono fare altrettanto.


    > e poi i furbini amanti del gratis,
    > si scaricano il programma gratuito con annesso
    > spyware/troyan

    Windows Update, per esempio.

    >
    > per non darli alla BSA i soldi,
    > li danno a qualche furbino più "furbo" di loro.

    Io non ho dato soldi a nessuno per installare la mia Gentoo. Forse stai parlando di te.
  • >
    > Geniale. Quindi, visto che tu vuoi spendere
    > vagonate di euro per il sistema operativo meno
    > sicuro che ci sia in circolazione e tutti i vari
    > software (per cui tu paghi tutte le tue brave
    > licenze), anche tutti gli altri devono fare
    > altrettanto.
    >

    Nessuno è obbligato a comprare windows, o non dovrebbe esserlo. Sulla questione dei preinstallati sono convinto che microsoft sbagli, e che le leggi antitrust dovrebbero impedirglieo.
    Ma sono anche contrario a chi pirata ecc.

    Io ho windows perché uso il PC 60 ore a settimana * 50
    = 3000 ore all'anno * 3
    = 9000 ore nell'arco di vita di un SO
    nella versione più completa che costa sui 300 euro

    300 euro / 9000 ore = 3 centesimi di euro all'ora

    un'ora del mio lavoro, o comunque tempo, vale più di 20 euro

    1 ora = 3600 secondi
    20 euro all'ora = 0,0055 centesimi al secondo

    0,033 / 0,0055 = 6

    mi conviene usare windows se rispetto ad altri sistemi operativi gratuiti
    se mi fa risparmiare almeno 6 secondi

    mentre, considerato che esistono pochi software professionali che mi servono per linux,
    e quelli che ci sono non sono produttivi e user friendly come quelli per linux,
    linux mi ridurrebbe la produttività di almeno il 50%,
    quindi usando windows risparmio 30 minuti ogni ora,
    29 minuti e 54 secondi in più rispetto a quelli necessari per ammortizzare la spesa

    Ma tu ci andresti da un dentista che risparmia persino sui costi del lettino, o del trapano?
    non+autenticato
  • - Scritto da: Mik
    > - Scritto da: Nome e Cognome
    > > Non sono masochisti.
    > >
    > > Se vai ad esempio a vedere chi contribuisce allo
    > > sviluppo di Linux
    > >
    > http://www.linux-foundation.org/publications/linux
    > >
    > > Non sono masochisti neppure quelli di MySQL, che
    > > si sono pagati lo stipendio per anni pur
    > > regalando il loro
    > > prodotto.
    > >
    > > E così via...
    >
    >
    > si ma io non capisco le posizioni etiche a favore
    > del software
    > gratuito

    Mah... Poter utilizzare programmi di tutti i tipi senza violare il diritto d'autore (e ovviamente senza svenarsi...) lo ritengo etico. Probabilmente qualcun'altro ritiene più etico piratare a destra e a manca, ma l'importante è avere Windows originale...

    > come se chiedere dei soldi per un software va
    > contro
    > un chissà quale diritto naturale dell'uomo

    Nessuno contesta i software chiusi a pagamento. Semmai ci si lamenta della qualità di alcuni, ma questo è un altro discorso... Ad essere contestato è la presenza dei formati chiusi. Ma anche questo è un altro discorso. Non capisco quindi perchè debba essere contestata la presenza dei software open source, free, o quant'altro.

    > ma dove sta scritto che Internet deve essere
    > gratis,

    Internet è nato gratis ed è sempre stato gratis. Qualcuno poi è saltato fuori da buon ultimo (e senza partecipare minimamente all'infrastruttura di internet) dicendo che doveva essere a pagamento. Ed è giustamente stato trombato. Mi sembra strano che uno che affermi di lavorare in campo informatico non conosca queste cose...

    > i programmi gratis e il computer me lo deve
    > riparare mio cugino
    > gratis?

    Io sono pieno di 'cugini' che mi chiedono di mettergli a posto il PC. In genere usano Windows e devono farsi mettere a posto i casini combinati da questo 'ottimo' sistema operativo. Forse se Microsoft scrivesse codice migliore la gente non dovrebbe spendere un sacco di soldi di assistenza (non tutti hanno un 'cugino' in grado di rimettere a posto un PC) e potrebbe utilizzarli per acquistare programmi.

    > un settore dove tutto è gratis
    >
    > e poi i furbini amanti del gratis,
    > si scaricano il programma gratuito con annesso
    > spyware/troyan

    Deduco che delle differenze fra piratato e freeware e fra freeware e open source tu non ne hai mai capito un cazzo...


    > che modifica il motore di ricerca predefinito
    > apre ogni tanto popup pubblicitarie
    > avvia connessioni a numerazioni "a valore
    > aggiunto"
    > spiano le informazioni di login, CC ecc

    Questo accade utilizzando *noto browser internet closed source*

    > per non darli alla BSA i soldi,
    > li danno a qualche furbino più "furbo" di loro.

    Questo accade utilizzando *noto sistema operativo closed source*
    non+autenticato
  • Peccato che il software che vendono gli associati della BSA costi esageratamente un sacco di soldi, l'assistenza costa un sacco di soldi e i posti di lavoro (E QUI FATEMI UN PIACERE...) se vengono creati lo sono solo nelle sedi estere delle multinazionali dove si produce...

    Poi il calcolo della pirateria mi pare non contenga la percentuale di chi installa software libero... magari quello che mette a costo solo l'assistenza. Quindi pirati "acculturati" anche quelli che installano software libero.

    Infine il titolo: ladri per vocazione quando fanno pagare lo stesso software con rapporto 1 US DOLLAR = 1 EURO.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Mark
    > Peccato che il software che vendono gli associati
    > della BSA costi esageratamente un sacco di soldi,
    > l'assistenza costa un sacco di soldi e i posti di
    > lavoro (E QUI FATEMI UN PIACERE...) se vengono
    > creati lo sono solo nelle sedi estere delle
    > multinazionali dove si
    > produce...

    Be'... punti di vista.
    Posso capire che 20-30000$ per una licenza ANNUALE sembrino tantini, ma quando il tuo cliente ti paga cifre dell'ordine dei 500eur l'ora sulla base di un contratto da 2000 ore, penso che tu possa farci un pensierino a comprare la licenza. Pure due.

    Viceversa se mi vieni a dire che, essendoci in italia 20.000.000 computer con windows installato e risultando dalle registrazioni effettuate sul sito microsoft 1.000.000 licenze registrate, ci sono 19.000.000 licenze pirata e quindi hai subito perdite per 19*80*1.000.000 euro dove 80 e' il costo di una licenza di windows OEM, be'... hai ragione te.

    > Poi il calcolo della pirateria mi pare non
    > contenga la percentuale di chi installa software
    > libero... magari quello che mette a costo solo
    > l'assistenza. Quindi pirati "acculturati" anche
    > quelli che installano software
    > libero.
    Mi sembra che stavolta se ne sia tenuto conto e il calo sia dovuto soprattutto a questo fatto: ad un conteggio diverso del software con licenza vs pirata.


    > Infine il titolo: ladri per vocazione quando
    > fanno pagare lo stesso software con rapporto 1 US
    > DOLLAR = 1
    > EURO.

    Frena, non e' cosi', succede solo quando hai a che fare con merce venduta a prezzo "promozionale", per cui il prezzo non e' calcolato in base alle leggi di mercato, ma con altri criteri legati al marketing.

    Tieni presente che le leggi di mercato, a differenza di quelle umane, sono spietate e non tenerne conto significa fallimento. Se trovi un IPHONE venduto a 299$ a NY e 299eur in europa, c'e' dietro una strategia di marketing che ha tenuto conto anche dell' "effetto truffa" dovuto alla disparita' del cambio.

    GT

    GT
  • Facile diminuire la pirateria basta mettere delle ottime alternative gratuite e soprattutto farle conoscere
    non+autenticato
  • il problema sta nelle " ottime alternative gratuite"
  • NO il problema è nel farle conoscere!
    La pubblicità di massa si paga!!!Triste
  • - Scritto da: katun79
    > NO il problema è nel farle conoscere!
    > La pubblicità di massa si paga!!!Triste

    Anche lo sviluppo di funzionalità professionali.

    e tanto per risparmiare un post: GIMP, CINELERRA, INKSCAPE non sono all'altezza delle loro controparti
  • - Scritto da: LaNberto
    > e tanto per risparmiare un post: GIMP, CINELERRA,
    > INKSCAPE non sono all'altezza delle loro
    > controparti

    In effetti la DreamWorks Animation non ha usato Linux, ne altri programmi liberi per i suoi film...
    Qualcuno che ritiene un brutto film d'animazione Sherk per caso? (parlo di grafica, non di storia!!!)
  • - Scritto da: katun79
    > - Scritto da: LaNberto
    > > e tanto per risparmiare un post: GIMP,
    > CINELERRA,
    > > INKSCAPE non sono all'altezza delle loro
    > > controparti
    >
    > In effetti la DreamWorks Animation non ha usato
    > Linux, ne altri programmi liberi per i suoi
    > film...
    >
    > Qualcuno che ritiene un brutto film d'animazione
    > Sherk per caso? (parlo di grafica, non di
    > storia!!!)

    oooh, e sai anche quale software free hanno usato per fare il film, così ci facciamo due risate? il sistema operativo non è così importante, per esempio la pixar è passata nel corso degli anni da stazioni Sun a HP a Mac
  • - Scritto da: LaNberto
    > oooh, e sai anche quale software free hanno usato
    > per fare il film, così ci facciamo due risate?

    http://www.linuxjournal.com/article/9653

    Maya!Sorride
  • - Scritto da: katun79
    > - Scritto da: LaNberto
    > > oooh, e sai anche quale software free hanno
    > usato
    > > per fare il film, così ci facciamo due risate?
    >
    > http://www.linuxjournal.com/article/9653
    >
    > Maya!Sorride

    che è notoriamente free...
  • E comunque non è la sola la DreamWorks...

    http://www.linuxmovies.org/studios.html

    E come puoi vedere non solo per film d'animazione, ma ci sono pure Titanic, Fast & the Furious, Harry Potter e molti altri!
  • - Scritto da: katun79
    > E comunque non è la sola la DreamWorks...
    >
    > http://www.linuxmovies.org/studios.html
    >
    > E come puoi vedere non solo per film
    > d'animazione, ma ci sono pure Titanic, Fast & the
    > Furious, Harry Potter e molti
    > altri!

    e tutte loro hanno usato software propietario che gira o girava (vedi shake - il compisitng del signore degli anelli - che presto non verrà più prodotto) su linux. Nessuna ha usato software free a parte il SO.
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    Modificato dall' autore il 15 maggio 2008 16.31
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  • - Scritto da: LaNberto
    > e tutte loro hanno usato software propietario che
    > gira o girava (vedi shake - il compisitng del
    > signore degli anelli - che presto non verrà più
    > prodotto) su linux. Nessuna ha usato software
    > free a parte il
    > SO.

    Non considerare il SO, è comunque un limite ENORME.
    Non a caso i maggiori supercomputer al mondo sono Linux/Unix e non Windows o Mac!
    Evidentemente la stabilità di questi SO, è talmente superiore che la concorrenza non viene neppure considerata.
    Non a caso il cluster Windows qui da me, fa bestemmiare ogni giorno, mentre i vari cluster Linux non fanno altro che funzionare!!!

    > non credo che le animazioni 3d, il montaggio e il
    > compositing di un film 3d te li faccia il sistema
    > operativo quanto una batteria di software proprietari e
    > non free

    Per quanto riguarda il rendering di un film, è vero che non lo fa un SO, ma prova a renderizzare GB di dati su un SO che ti fa schermate blu ogni giorno....
    Senza considerare il fatto che il file system ntfs non è capage di gestire velocemente file di svariati GB.
  • ... troppa gente usa Windows e la corte dei miracoli che ci gira sopra!

    Rotola dal ridere
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    Modificato dall' autore il 15 maggio 2008 13.53
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