Luca Annunziata

Cyberwar, la NATO non resta a guardare

L'Alleanza Atlantica vuole una forza di pronto intervento per respingere gli attacchi digitali. Sarà così e così e farà questo e quello

Roma - Sorgerà in Estonia il primo centro di addestramento europeo per la cyber-difesa della NATO. Ad annunciarlo gli stessi ufficiali dell'Alleanza Atlantica, che hanno anche chiarito che alla nascita e alla gestione della nuova task force prenderanno parte tutti i paesi europei che aderiscono al patto: oltre al paese ospite anche Italia, Germania, Lituania, Slovenia, Lettonia e Spagna contribuiranno al progetto.

La scelta dell'Estonia non è certo un caso: esattamente un anno fa il paese baltico era vittima un pesante attacco informatico, sotto forma di uno sciame di DDoS che paralizzava quasi completamente l'infrastruttura informatica dell'intera nazione. Proprio le conseguenze di quell'avvenimento hanno suggerito alla NATO di affrettare i tempi: "In Estonia abbiamo potuto constatare come un cyber-attacco possa trasformarsi improvvisamente in un problema di sicurezza nazionale" conferma il portavoce dell'organizzazione James Appathurai.

"Le minacce informatiche possono immobilizzare un intero paese" spiega Appathurai: dunque è tempo che questo tipo di eventi vengano presi seriamente in considerazione per quanto attiene alla sicurezza degli stati membri. "L'apertura di un centro per la cyber-difesa è assolutamente necessario - prosegue il generale James Mattis, tra i principali promotori di questa iniziativa - In questo modo la NATO sarà in grado di affrontare e superare ogni tipo di minaccia nell'area europea".
Il centro diverrà ufficialmente operativo il prossimo anno, ma i 30 esperti che formeranno lo staff saranno già al lavoro dal prossimo agosto. Tutti i paesi membri NATO potranno inviare i propri tecnici a seguire corsi di addestramento e aggiornamento alle più recenti tipologie di minacce, al fine di allargare la conoscenza di questo tipo di problematiche.

Se le risorse governative non dovessero bastare, ad entrare in gioco potrebbero essere i meccanismi di cooperazione internazionale. Uno di questi, che dovrebbe nascere nei prossimi giorno sotto l'egida del World Congress of IT (WCIT) potrebbe essere IMPACT: una vera e propria piattaforma di consulenza internazionale in materia di sicurezza, di cui faranno parte anche personaggi noti come il CEO di Symantec John Thompson e persino un pioniere della rete come Vint Cerf.

Secondo i promotori del International Multilateral Partnership Against Cyber-Terrorism, le nazioni da sole non sarebbero in grado di fare fronte ad una minaccia complessa come quella della pirateria su larga scala: "I governi tendono a trattare la cyber-sicurezza come un problema su scala nazionale - spiega il presidente Mohd Noor Amin - Ma per far sì che gli stessi governi si rendano conto della reale situazione su scala mondiale, occorre che le diverse organizzazioni si parlino tra di loro".

IMPACT intende svolgere appunto la funzione di collegamento tra le diverse entità coinvolte nel problema, un po' come fosse il CDC (Centers for Disease Control, l'organizzazione internazionale che gestisce le emergenze sanitarie). L'obiettivo è arrestare lo sviluppo dei conflitti nel cyberspazio prima che si estenda attraverso la cooperazione, proprio come si farebbe con un caso di infezione batterica o virale: un approccio opposto a quello proposto di recente dagli USA in materia, più muscolare e unilaterale.

Luca Annunziata
10 Commenti alla Notizia Cyberwar, la NATO non resta a guardare
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  • Vorrei solo ricordare che l'"attacco" all'Estonia fu dovuto semplicemente alla ripicca degli abitanti di origine russa (aiutati dagli amici nella madrepatria) contro lo spostamento di una statua!
    http://tinyurl.com/2eyomd
    Essendo un paese piccolo, la potenza delle botnet russe fu sufficiente per paralizzare tutto.
    E' stata quindi una faida interna (anche se aiutata dall'esterno).
    Mobilitare tutta la NATO con la giustificazione di difendere l'alleanza dai cattivi come al solito è la scusa per attaccare per primi (esportando la democrazia, s'intende!)
    Perplesso
    non+autenticato
  • Sarà anche un Paese di dimensioni ridotte, ma in termini di sicurezza informatica è 10 anni più avanti di Italia e compagnia bella.

    Mai sentito il detto "prima hanno attaccato X, ma visto che la cosa non mi danneggiava non lo ho aiutato. Poi hanno attacto y, sono rimasto a guardare. Poi hanno attaccato me, ma non c'era più nessuno rimasto per aiutarmi perchè era tutti caduti a causa della mia inerzia"?
    non+autenticato
  • Prendiamoci meno sul serio, e andiamo sul più semplice (leggi probabile)

    che l'attacco dell'11 settembre abbia offerto l'opportunità di seguire una politica interventista (magari necessaria) senza preoccuparsi troppo delle reazioni internazionali
    ci può stare,


    che si cerchi di alimentare la paura generalizzata per sostenere l'opportunità di questa politica
    ci può stare

    che le torri siano crollate per volere della amministrazione americana, NO,


    avrebbero potuto "organizare" molti più attentati, sparsi nel territorio, complessivamente non apocalittici e comunque devastanti nelle certezze e sicurezze dei cittadini (ad esempio come accaduto in giappone, ma non erano integralisti mussulmani, con gas nervini nelle linee della metro).

    La tua verità sembra tanto da bar sport.
  • E basta con sto complottismo!
    La tesi del compltotto di terroristi islamici armati di taglierino e' stata smontata da tempo!
    non+autenticato
  • Non penso che il terrorismo digitale sia un problema cosi' grave come viene descritto. L'amministrazione usa ha convenienza a sostenere tutta la sua gravita' in quanto devono tener viva in ogni modo la paura della gente e per farlo usano lo spauracchio del terrorismo. Tenendo la gente impaurita possono restringere la loro libertà,in nome di una falsa maggior sicurezza [ma c' e' chi dice che chi rinuncia alla libertà per una maggior sicurezza non merita ne libertà ne sicurezza]. Varare nuove leggi per restringere le libertà individuali e' un lucroso business e diminuisce il pericolo che la gente si ribelli. Inoltre la paura costante di essere in pericolo e' stata creata artificiosamente con il crollo delle torri gemelle (avvenuto secondo me,non per colpa di terroristi,ma su progetto voluto dall'amministrazione usa stessa) con lo scopo principale di attaccare l' iraq (per prendere il possesso del suo petrolio,non per cacciare saddam accusandolo di possedere armi di distruzione di massa...infatti non e' mai stato provato che lui le avesse,anzi l'amministrazione usa si e' anche scusata di aver sostenuto una tesi fasulla,e guarda caso lo ha fatto quando l' iraq era saldamente nelle loro mani...) e chiedere agli stati europei di partecipare a suddetto attacco,in quanto se non lo avessero fatto,anche loro sarebbero stati colpiti dai terroristi,e poi qualche grande papavero statunitense ha detto che l' europa era in debito con gli usa in riguardo alla seconda guerra mondiale,quando e' stato grazie a questi ultimi che l' europa ha ritrovato la sua libertà. sapendo questo,come avrebbero potuto rifiutare agli usa l'appoggio nell'attacco dell' iraq ?
  • sentiamo la verita'Occhiolino

    > Non penso che il terrorismo digitale sia un
    > problema cosi' grave come viene descritto.
    > L'amministrazione usa ha convenienza a sostenere
    > tutta la sua gravita' in quanto devono tener viva
    > in ogni modo la paura della gente e per farlo
    > usano lo spauracchio del terrorismo.

    puo' essere. ma qua non si parla proprio di terrorismo.
    nessuno che io sappia ha sostenuto che l'attacco informatico all'estonia e' stato un attacco terroristico. anzi, e' stata accusata la russia. qua mi sembra si parli di "guerra" tra stati.

    > Tenendo la
    > gente impaurita possono restringere la loro
    > libertà,in nome di una falsa maggior sicurezza
    > [ma c' e' chi dice che chi rinuncia alla libertà
    > per una maggior sicurezza non merita ne libertà
    > ne sicurezza]. Varare nuove leggi per restringere
    > le libertà individuali e' un lucroso business e
    > diminuisce il pericolo che la gente si ribelli.

    vero, ma che c'entra?

    > Inoltre la paura costante di essere in pericolo
    > e' stata creata artificiosamente con il crollo
    > delle torri gemelle (avvenuto secondo me,non per
    > colpa di terroristi,ma su progetto voluto
    > dall'amministrazione usa stessa) con lo scopo
    > principale di attaccare l' iraq (per prendere il
    > possesso del suo petrolio,non per cacciare saddam

    tu dici? l'unico risultato sicuro di rimuovere saddam e' stato di regalare il petrolio irakeno all'iran.
    ed era prevedibile. se quella era la loro motivazione non sono tanto astuti, sono solo imbecilli.

    > accusandolo di possedere armi di distruzione di
    > massa...infatti non e' mai stato provato che lui
    > le avesse,anzi l'amministrazione usa si e' anche
    > scusata di aver sostenuto una tesi fasulla,e
    > guarda caso lo ha fatto quando l' iraq era
    > saldamente nelle loro mani...) e chiedere agli

    saldamente?
    ehm... hai letto un qualsiasi giornale di recente?

    > stati europei di partecipare a suddetto
    > attacco,in quanto se non lo avessero fatto,anche
    > loro sarebbero stati colpiti dai terroristi,e poi
    > qualche grande papavero statunitense ha detto che
    > l' europa era in debito con gli usa in riguardo
    > alla seconda guerra mondiale,quando e' stato
    > grazie a questi ultimi che l' europa ha ritrovato
    > la sua libertà. sapendo questo,come avrebbero
    > potuto rifiutare agli usa l'appoggio nell'attacco
    > dell' iraq
    > ?

    gia' come poteva rifiutarsi l'europa? infatti tutti gli stati europei si sono precipitati in irakOcchiolino
    comunque dimentichi che il giorno dopo l'attacco alle torri gemelle l'europa si e' offerta di aiutare gli americani in afganistan e la risposta e' stata "no grazie facciamo da soli" (infatti le truppe europee sono arrivate in afganistan dopo la caduta dei talebani e nell'ambito di un'operazione diversa). mi sa che la logica del tuo complotto deve essere un po' rivista.
    ma ancora non ho capito che c'entra con l'attacco russo all'estonia...
    non+autenticato
  • Ma è solo una tua impressione o la tua tesi si basa su dati oggettivi? Perché la "verità" pensano di saperla in molti, ma spesso son chiacchiere da bar...
    non+autenticato
  • io ho come l'impressione che te copi-incolli questo post ogni volta che si parla di America, di NATO e di qualsiasi argomento che più o meno riguarda questi soggetti...
    scrivi qualcosa di nuovo ogni tanto..
    non+autenticato
  • - Scritto da: USD
    > io ho come l'impressione che te copi-incolli
    > questo post ogni volta che si parla di America,
    > di NATO e di qualsiasi argomento che più o meno
    > riguarda questi
    > soggetti...
    > scrivi qualcosa di nuovo ogni tanto..

    Quoto al 100%, questi post sono uguali indipendentemente dall'argomento.
    non+autenticato
  • - Scritto da: marietto2008
    > Non penso che il terrorismo digitale sia un
    > problema cosi' grave come viene descritto.
    > L'amministrazione usa ha convenienza a sostenere
    > tutta la sua gravita' in quanto devono tener viva
    > in ogni modo la paura della gente e per farlo
    > usano lo spauracchio del terrorismo. Tenendo la
    > gente impaurita possono restringere la loro
    > libertà,in nome di una falsa maggior sicurezza
    > [ma c' e' chi dice che chi rinuncia alla libertà
    > per una maggior sicurezza non merita ne libertà
    > ne sicurezza]. Varare nuove leggi per restringere
    > le libertà individuali e' un lucroso business e
    > diminuisce il pericolo che la gente si ribelli.
    > Inoltre la paura costante di essere in pericolo
    > e' stata creata artificiosamente con il crollo
    > delle torri gemelle (avvenuto secondo me,non per
    > colpa di terroristi,ma su progetto voluto
    > dall'amministrazione usa stessa) con lo scopo
    > principale di attaccare l' iraq (per prendere il
    > possesso del suo petrolio,non per cacciare saddam
    > accusandolo di possedere armi di distruzione di
    > massa...infatti non e' mai stato provato che lui
    > le avesse,anzi l'amministrazione usa si e' anche
    > scusata di aver sostenuto una tesi fasulla,e
    > guarda caso lo ha fatto quando l' iraq era
    > saldamente nelle loro mani...) e chiedere agli
    > stati europei di partecipare a suddetto
    > attacco,in quanto se non lo avessero fatto,anche
    > loro sarebbero stati colpiti dai terroristi,e poi
    > qualche grande papavero statunitense ha detto che
    > l' europa era in debito con gli usa in riguardo
    > alla seconda guerra mondiale,quando e' stato
    > grazie a questi ultimi che l' europa ha ritrovato
    > la sua libertà. sapendo questo,come avrebbero
    > potuto rifiutare agli usa l'appoggio nell'attacco
    > dell' iraq
    > ?

    siete tutti dei lecca................ degli usa.       aprite gli occhi gente. i sfruttatori fallirano miseramente
    non+autenticato