Gaia Bottà

20 anni di galera per molestie via web

Questo è quanto rischia una donna, accusata di aver spinto una giovane al suicidio attraverso un profilo mendace di MySpace. Violare le condizioni di utilizzo di una community web può mettere in guai seri

Roma - Quando i crimini sono perpetrati con la mediazione della rete, quando non esistono accuse precise per condannare coloro che compiono azioni senza precedenti i tribunali vanno in subbuglio, i netizen si sentono minacciati. È quello che sta accadendo nel caso di Lori Drew, una donna del Missouri che, insieme a due complici, è coinvolta in una torbida storia che, snodandosi dai profili di MySpace, ha condotto una giovane al suicidio.

Era il 2006 quando la tredicenne Megan Maier ha incontrato sul social network tale Josh Evans, quello che presumeva essere un sedicenne. Lo scambio di messaggi si intesseva fitto, finché il sedicente giovane ha iniziato a provocarla, ad umiliarla, a molestarla. La ragazzina soffriva di depressione, chi si celava dietro al profilo di Evans ne era a conoscenza, le crudeltà scagliate online contro di lei da quella che riteneva essere una persona fidata l'hanno spinta al suicidio. Dietro al profilo del giovane Evans si nascondevano Lori Drew, quarantenne vicina di casa della ragazzina, un suo dipendente e la figlia, che in passato aveva avuto degli screzi con Maier. La vicenda aveva sollevato un polverone: la donna accusata di aver organizzato le molestie era stata a lungo nel mirino dei netizen, la rete stessa era finita nel mirino dei media e dei politici, tacciata di essere un ambiente pericoloso, inadatto ai minori.

Lori Drew era stata trascinata nel tribunale locale: il procuratore aveva esaminato il caso ma aveva ammesso di brancolare in un vuoto legislativo: "È un ambiente non regolato ed è difficile regolarlo" aveva spiegato ai media. Le autorità locali erano impotenti, il caso era stato trasferito presso una corte federale, a Los Angeles: il procuratore federale ha battuto una strada impervia e ha formalizzato un'accusa.
Sul capo della donna pende ora l'accusa di associazione a delinquere e quella di aver violato tre capi del Computer Fraud and Abuse Act, una legge anticracking e antihacking che risale al 1986, fra modifiche e inasprimenti di pena. La donna è accusata di aver violato i termini del contratto e per questo rischia di essere accusata di un reato penale: al momento dell'iscrizione a MySpace si è registrata sotto mentite spoglie; ha estorto delle informazioni personali ad una minorenne; ha usato queste informazioni e le informazioni pubblicate sul sito per arrecare danno ad un utente. Lori Drew rischia 20 anni di carcere.

Ma i legali e i netizen si dividono: a fronte di chi plaude all'inerpicarsi del procuratore, c'è chi intravede nel ragionamento della pubblica accusa una minaccia per tutti i cittadini della rete. Sono in dubbio gli esperti legali, che si dichiarano dubbiosi che le legge possa essere applicata in questo modo, trasformando la violazione di un accordo commerciale in un'ipotesi di reato penale.

Ma a scagliarsi contro l'interpretazione del procuratore federale è anche Electronic Frontier Foundation: "È una rilettura estensiva e senza precedenti di quello che la legge proibisce - ha spiegato Jennifer Granick, membro della Fondazione - potrebbe applicarsi ad ogni fruizione di un servizio in violazione delle condizioni di utilizzo".

E mentre la difesa orchestra una tattica legale, gli stati si affrettano a colmare il vuoto. Il Missouri si prepara a firmare una proposta di legge, per aggiornare il quadro regolatorio ai tempi: saranno molestie punibili anche quelle perpetrate attraverso la rete.

Gaia Bottà
31 Commenti alla Notizia 20 anni di galera per molestie via web
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  • Persone così per me, sarà brutto dirlo, meriterebbero la pena di morte, specialmente perché erano a conoscenza dei disagi che affliggevano la giovane ragazza e con tutto ciò hanno continuato a infierire su di lei.

    ps non mi firmo con nome e cognome perché sono appunto vittima di uno stalker che mi perseguita da mesi e quindi posso ben capire cos'abbia patito questa ragazza.
    non+autenticato
  • Queste vicende spingono alla censura di internet, ma nn è questa la soluzione, porta solo a creare aree grigie ancora più incontrollabili, sono i genitori e le scuole a dover "vaccinare" i figli verso queste cose dandogli solide basi, ma come si fa a farsi influenzare da gente incontrata sulla rete, gente della quale non puoi sapere nulla?!?
    non+autenticato
  • - Scritto da: vaffa
    > Queste vicende spingono alla censura di internet,
    > ma nn è questa la soluzione,

    La soluzione giusta è che la gente si facesse prima una vita vera invece di sfogare le frustrazioni sul web.
    non+autenticato
  • In una discussione una persona permalosa o tout-court incapace di discutere può sentirsi "molestata" solo perché gli si da torto e gli si dimostra la propria ragione.

    Spesso è un prepotente che trova pane per i suoi denti a rispondere che si sente molestato.

    Si rischia grosso, si rischia il silenzio, come l'uso della diffamazione per censurare.
    non+autenticato
  • Penso sia evidente che se si vuole fare passare il concetto che la rete e' pericolosa per i minori, in automatico si passa anche la necessita' di un maggior controllo (non solo verso i minori). Che poi e' quello che in realta' si vuole ottenere.
    non+autenticato
  • - Scritto da: nomen omen
    > Penso sia evidente che se si vuole fare passare
    > il concetto che la rete e' pericolosa per i
    > minori, in automatico si passa anche la
    > necessita' di un maggior controllo (non solo
    > verso i minori). Che poi e' quello che in realta'
    > si vuole
    > ottenere.

    il rischio è effettivamente quello
    non+autenticato
  • si cerca di generalizzare con la solita tiritera "Internet è pericoloso", "Internet non è adatto alle persone giovani", ecc.

    Sono tutte baggianate.
    I carnefici (se sarà provato) di questa ragazza erano persone reali, che fra l'altro la conoscevano di persona nel mondo reale. Erano dunque persone pericolose nel mondo reale tanto quanto su Internet.

    Il mondo è fatto da una maggioranza di persone ragionevoli, oneste e per bene, e da una minoranza di persone violente, crudeli, irragionevoli e disoneste. Così come un minore può incontrare su Internet una persona appartenente alla seconda categoria così può farlo anche nella vita reale.

    È irragionevole trarre inutili conclusioni allarmistiche circa Internet per eventi spiacevoli come questo che tuttavia, nella vita reale, sono all'ordine del giorno (solo che sono magari più difficili da provare [niente log, ecc]).

    Sfortunatamente, i casi in cui c'è violenza sono "pubblicizzati" ed "esaltati" (dai media in genere) più dei casi in cui questa violenza non c'è. Per fare un esempio... cerchiamo di ricordarci quando eravamo a scuola. Anche se la maggioranza degli alunni nella nostra classe era disposta a stare in silenzio durante le lezioni... quei due o tre individui in tutto che non volevano né studiare né far studiare gli altri erano in grado di fare tanto baccano da far credere che l'intera classe fosse popolata da delinquentelli.

    È sbagliato trarre conclusioni generali da casi specifici, specie quando sono in forte minoranza. Ci sono un sacco di persone lì fuori che, ogni giorno, in un modo o nell'altro si prendono cura di ragazzi e ragazzini anche online, ma che naturalmente non saltano agli "onori delle cronache".

    Fare di tutto l'erba un fascio non fa altro che creare mostri, alimentare la fobia e danneggiare tutti.
    Chitto
    2280
  • non vedo dove sta il problema, se avessero tenuto i contatti con la ragazzina tramite delle semplici telefonate o delle lettere cartacee il giudice avrebbe invocato il vuoto legislativo ?

    boh ! boh ! e ancora ... boh !
    non+autenticato
  • - Scritto da: brixio
    > non vedo dove sta il problema, se avessero tenuto
    > i contatti con la ragazzina tramite delle
    > semplici telefonate o delle lettere cartacee il
    > giudice avrebbe invocato il vuoto legislativo
    > ?
    >
    > boh ! boh ! e ancora ... boh !

    Mah io non conosco quale sia la legge statunitense in merito. Di certo per la legge italiana non ci sarebbe alcun vuoto legislativo. Il mezzo attraverso cui questo crimine è stato perpetrato ha solo reso più semplice per i presunti carnefici il lavoro (fingendosi qualcun altro), ma non ha certo cambiato la natura di ciò che è successo.
    Chitto
    2280
  • concordo,è molto più pericoloso l'ambiente scolastico incuic'èanche una vicinanza fisica, lo dico perchè ero quotidianamente vittima di epsodi di bullismo/etc, la m ia fortuna è l'essere fote di mente perchè piùvolte mi sfiorò l'idea di fare qualche pazzia (io sono contro il suicidio dunque la morte sarebbe stat per forza altrui) e come me molti altri (guardate nei college USA),però nessuno generalizza dicendo che le scuole e i college sono pericolosi etc...

    Questo è frutto della fobia di internet, una forma generalizzata dell'agorafobia a mio parere.
    non+autenticato
  • - Scritto da: denis
    > concordo,è molto più pericoloso l'ambiente
    > scolastico incuic'èanche una vicinanza fisica, lo
    > dico perchè ero quotidianamente vittima di epsodi
    > di bullismo/etc, la m ia fortuna è l'essere fote
    > di mente perchè piùvolte mi sfiorò l'idea di fare
    > qualche pazzia (io sono contro il suicidio
    > dunque la morte sarebbe stat per forza altrui) e
    > come me molti altri (guardate nei college
    > USA),però nessuno generalizza dicendo che le
    > scuole e i college sono pericolosi
    > etc...

    Immagino che questo ti sia capitato oramai da diverso tempo e che tu abbia in qualche modo passato e seppellito questo tuo brutto periodo. Nel caso non fosse così e sentissi il bisogno di parlarne con qualcuno, io sono qui. Mi puoi contattare via messaggi privati una volta registrato sul sito.

    > Questo è frutto della fobia di internet, una
    > forma generalizzata dell'agorafobia a mio
    > parere.

    Io penso che sia più una cosa interessata che altro.
    Chitto
    2280
  • in realtà sono registrato ma non mi loggo perchè dai pc che devo usare ci va un quarto d'ora a fare il login quindi evitoquando riesco! Comunque si sono belle che superate, non cedo facilmente!
    non+autenticato
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