Gaia Bottà

C'è un gatto nel captcha!

Gli utenti di RapidShare si scervellano sull'ultimo enigma per limitare l'accesso ai bot. Scagliano maledizioni su captcha, opere d'arte spesso incomprese

Roma - Arabeschi formato lettera, numeri sciolti come fossero opere di Dalì, istruzioni intricate degne di un test di logica: i captcha devono difendersi dalle incursioni dei malintenzionati, sempre più abili a sviluppare sistemi in grado di forzare i blocchi all'autenticazione. Ora i captcha invitano gli utenti ad aguzzare la vista, una sfida degna delle pagine dei settimanali di enigmistica.

Captcha Rapidshare


La sfida proposta dai captcha di RapidShare sta facendo scervellare gli utenti: non solo vengono invitati ad interpretare lettere deformi, ma è loro richiesto di selezionarle. Il discriminante? Un gattino bianco che si abbarbica sulle linee scoscese delle A, acciambellato nelle curve delle O, nascosto dietro le lettere dell'alfabeto.
Gli utenti, coloro che non hanno sottoscritto un abbonamento, sono in subbuglio: i captcha sono un ostacolo per numerose categorie di netizen, e se il precedente sistema antibot del servizio di hosting era complicato, i gattini rendono tutto ancora più difficile.

Ad esultare, solo coloro che riescono ad apprezzare il valore artistico del sistemino di autenticazione: Sternlab li tramuta in opere, trasferendoli in astratte combinazioni di caratteri in acrilico su tela. Non c'è bisogno di saperli interpretare, basta sganciare qualche decina di dollari. (G.B.)
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