Dario D'Elia

Bush: regalate pure i cellulari ai cubani

Concessione della Casa Bianca: chi risiede negli USA e vorrà regalare telefonini ai cubani potrà farlo. Senza per questo violare l'embargo. Un'apertura che però non sconta nulla al regime di Raul Castro

Roma - George Bush non ha perso tempo per denigrare la riforma elettronica cubana. Per il Presidente statunitense si tratta di un "gioco crudele" ai danni di poveri cittadini. "Se Raul (Castro) crede seriamente a queste cosiddette riforme, permetterà ai cellulari americani di giungere ai cubani", ha dichiarato Bush ieri, durante una festa dedicata alla splendida isola caraibica.

cellulari sull'isolaParole che non sono arrivate casualmente: proprio ieri Bush ha confermato la cancellazione delle restrizioni sul trasferimento di cellulari dagli Stati Uniti a Cuba. Chi lo desidera potrà spedire a Cuba telefonini di qualsiasi genere. In regalo. Di fatto si tratta di un'iniziativa che si propone di agevolare la diffusione della telefonia mobile sul territorio e la comunicazione fra le famiglie residenti negli Stati Uniti e i cari rimasti a Cuba.

Come sostengono alcuni osservatori, però, potrebbero profilarsi degli ostacoli: non è detto che i cellulari statunitensi funzionino ed è difficile fare delle previsioni sulla gestione delle tariffe. Senza contare ovviamente la possibilità che Castro decida di vietare la particolare regalia.
Secondo Dan Fisk, direttore del National Security Council per gli Affari dell'Emisfero Occidentale, sebbene i servizi mobili statunitensi non siano disponibili sull'isola, il network di riferimento è il GSM e basterebbe farsi attivare il cellulare da un carrier locale.

L'apertura di Bush arriva mentre la vendita di cellulari a Cuba continua ad andare a ruba. Il problema per i residenti rimane il prezzo: fra acquisto del terminale e attivazione si sfiorano i 240 dollari, praticamente più di dieci volte lo stipendio medio mensile dei cubani. Le spedizioni non violerebbero l'embargo, ma rispetterebbero l'attuale normativa che consente lo scambio di regali e il trasferimento massimo di 100 dollari al mese.

"Queste misure per raggiungere i cubani sappiamo comunque che non cambieranno radicalmente le loro vite, almeno fino a quando la forma di Governo non muterà", ha aggiunto Bush.

Non tutti però la pensano come il presidente statunitense. Sarah Stephens, direttore del Center for Democracy, è convinta che sia sbagliato considerare questi cambiamenti come un gioco, soprattutto se si pensa alla recente riforma agraria che aumenta le libertà personali.

"Se volessimo dimostrarci solidali con i dissidenti, sono del parere che dovremmo ascoltare cosa chiedono, e senza dubbio negli anni hanno ribadito che l'isolazionismo non aiuta", ha dichiarato il deputato repubblicano dell'Arizona Jeff Flake.

Dario d'Elia
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