Il nuovo piano di apertura annunciato da Microsoft
è stato accolto positivamente sia da diversi esponenti della comunità open source sia dalla Commissione Europea,
ma senza troppi entusiasmi. In una breve nota, la Commissione ha detto di "aver preso nota" dell'annuncio e di "accogliere di buon grado ogni passo intrapreso da Microsoft verso una vera interoperabilità, una maggiore possibilità di scelta per i consumatori e una minore dipendenza degli utenti dal venditore".
Giusto per far capire di non aver affatto abbassato la guardia, l'organismo europeo ha poi detto di
voler investigare sull'annunciato supporto di ODF in Office per comprendere se questo porterà realmente "ad una migliore interoperabilità e consentirà ai consumatori di elaborare e scambiare i loro documenti con i software di loro scelta".
Più rilassato il commento giunto ieri da PLIO (Progetto Linguistico Italiano OpenOffice.org), un'associazione che in passato si è fortemente opposta all'approvazione di OOXML da parte di ISO.
"PLIO non può che accogliere in modo positivo questo annuncio da parte di Microsoft, visto che aveva già espresso la propria apertura al dialogo e alla collaborazione con la lettera aperta del 22 febbraio e con la partecipazione congiunta al seminario OMAT sui formati aperti del 2 aprile", ha affermato Davide Dozza, presidente dell'associazione. "Questa strategia del confronto aperto, nel rispetto delle reciproche posizioni, è un contributo importante che oggi il PLIO e Microsoft Italia portano a tutta la software community".
Le posizioni di PLIO su OOXML e interoperabilità sono state espresse lo scorso febbraio da Italo Vignoli, uno dei coordinatori dell'associazione, in
questa intervista pubblicata su
Punto Informatico.
L'iniziativa annunciata da Microsoft è stata accolta positivamente anche da John McCreesh, portavoce di
OpenOffice.org, e da Bob Picciano, general manager di
IBM per l'unità Lotus Software. Entrambi affermano che l'inclusione di ODF in Office apre la strada ad un mercato più equilibrato dove gli utenti saranno liberi di muoversi da un prodotto all'altro senza rinunciare alla compatibilità con i documenti preesistenti. Lodi più entusiaste da Roberto Camporesi, responsabile marketing strategico del gruppo emiliano
Maggioli S.p.a., secondo il quale quella di Microsoft "è una mossa brillante che ha un grande vincitore: il cliente".
Particolarmente freddo, invece, il
comunicato (in formato PDF) diffuso da
ODF Alliance, un'organizzazione fondata da IBM, Sun e altre aziende per promuovere ODF.
"I governi si aspettano risultati concreti, non promesse contenute in comunicati stampa", ha sentenziato duro Marino Marcich, managing director della ODF Alliance. "Microsoft continua a rispondere (alle pressioni dei consumatori e dei governi, ndr) con un costante flusso di promesse. Ma fino a che Microsoft non consentirà agli utenti di Office di creare e salvare in ODF di default e in modo altrettanto semplice come lo è con i suoi formati, i governi continueranno ad adottare un approccio guardingo"
In altre parole, Marcich sostiene che
sia prematuro celebrare questo annuncio, soprattutto fino a che non si potrà valutare la qualità del lavoro svolto da Microsoft. A tal proposito il dirigente ha ricordato come BigM abbia annunciato l'intenzione di supportare ODF due anni fa, ma ad oggi il relativo converter per Office è ancora in versione beta. Oltre a ciò, "i converter forniscono funzionalità limitate e una scarsa integrazione con l'interfaccia utente di Office", ha poi aggiunto Marcich, secondo il quale
i governi chiedono un supporto a ODF con una qualità e un livello di integrazione ben maggiori.
Scettica anche la risposta giunta da ECIS, che per bocca del suo portavoce Thomas Vinje ha dichiarato che Microsoft
sta cercando di allungare quanto più possibile i tempi di implementazione di ODF per "consolidare la sua posizione super-dominante". Secondo l'organizzazione, è necessario che la Commissione Europea continui a vigilare da vicino la celebre multinazionale del software.