Luca Annunziata

L'alba del superuomo

Esseri umani componibili, che scavalcano Madre Natura e si riprendono tutto ciò che gli è stato negato. La tecnologia al servizio dei malati, ma anche di coloro che non soffrono ma vogliono di più

Roma - Il cyber-uomo, l'umanità aumentata profetizzata da innumerevoli scrittori e scienziati, è a portata di mano. Se Ray Kurzweil fissa al 2029 il limite entro il quale nascerà la macchina-uomo (o l'uomo-macchina), occorrerà aspettare molto meno per vedere la tecnologia arrivare in soccorso di chi soffre di una malattia cronica o è vittima di un incidente.

La lente per la supervistaCome ricorda Terry Johnson sulle pagine di io9, sono moltissimi i dispositivi che in questi anni hanno migliorato e spostato in avanti i limiti delle protesi e degli impianti biotecnologici. È il caso del cyber-occhio realizzato dalla statunitense Second Sight, in grado di restituire la vista ai pazienti effetti, ad esempio, da retinite pigmentosa. Ma nella ricerca c'è spazio anche per protesi che non sono pensate per risolvere un problema: la lente per la supervista, realizzata all'Università di Washington, promette di migliorare e amplificare le capacità umane. Anche di coloro che la natura ha già dotato di una vista perfetta.

Grossi passi in avanti sono stati anche compiuti nel campo delle protesi uditive. Le prime sperimentazioni sugli animali di apparecchi connessi direttamente al sistema nervoso sono state avviate, e secondo i ricercatori entro cinque anni potrebbero rivoluzionare il settore. Per chi non avesse voglia di attendere ci sono sempre gli sperimentati apparecchi cocleari, che richiedono tuttavia un certo dispendio economico per "imparare" ad usarli. Oppure si potrebbe tentare la sorte e cercare di farsi ammettere nella sperimentazione di Carina, l'ultimo ritrovato in fatto di protesi uditive che tuttavia è ancora al vaglio della Food and Drug Administration (FDA) negli USA.
È anche, e forse soprattutto, nelle protesi articolari che è riposta la massima speranza. Ci sono braccia artificiali in grado di "leggere nel pensiero" analizzando il movimento dei muscoli del torace, restituendo a chi le utilizza la spontaneità dei movimenti. E poi ci sono le mani dal tocco deciso e raffinato, capaci di restituire ai pazienti il piacere di afferrare anche gli oggetti più delicati "e di cambiare per sempre la loro vita". La tecnologia pensa anche a chi ha subito amputazioni limitate, garantendo a tutti di ricominciare a vivere con dieci dita.

Un esoscheletroL'immaginazione degli scienziati si è spinta anche oltre. Persino una condizione problematica come la tetraplegia può essere scavalcata, grazie all'installazione di circuiti elettronici direttamente collegati alla materia celebrale: BrainGate si interfaccia con la corteccia motoria, consentendo al disabile di muovere un puntatore sullo schermo di un computer. E in futuro il suo utilizzo potrebbe allargarsi e permettere di controllare apparecchiature avveniristiche come un esoscheletro.

I dispositivi di ausilio al movimento sono uno dei settori in più rapida espansione nel campo della tecnologia: da quelli per uso civile a quelli militari, il loro scopo è fornire un supporto pratico a chi li utilizza, sollevando il loro corpo dal peso di lavori fisici o sostenendo chi è vittima del peso degli anni o di un incidente invalidante.

L'obiettivo è quello di rendere tutte queste protesi sempre più perfezionate, sempre più facili da usare e sempre più efficaci nel riprodurre il movimento e le fattezze del corpo umano. Forse è davvero troppo presto per parlare già di cyborg, ma la strada è stata tracciata: occorrerà prestare qualche attenzione quando la tecnologia entrerà in contatto con la parte più intima dell'individualità umana, ma è indubbio che nel futuro di tutti le macchine diverranno parte integrante dell'uomo, non oltre la fine del ventunesimo secolo.

Luca Annunziata

(fonte immagine)
63 Commenti alla Notizia L'alba del superuomo
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  • A proposito di Borg.... C'e' anche chi si chiede se dopotutto non sarebbe un modello di esistenza carino:

    Noi Borg. Speculazioni sulle menti-alveare come stato postumano, di Anders Sandberg        

    Quella delle menti-alveare, in cui l'individuo è incluso in una coscienza collettiva, è stata una idea ricorrente nella fantascienza fin dagli influenti romanzi di Olaf Stapledon Last and First Men (1931) e Star Maker (1937), nonostante il concetto sia stato in un certo senso suggerito da Leviathan di Thomas Hobbes (1651). Le menti-alveare sono state spesso usate nella fantascienza occidentale come una allegoria del comunismo o della anonimia della civiltà industriale, e di solito sono state rappresentate in luce terrificante (Nicholls 1982). L'ultima di queste rappresentazioni è il Borg in Star Trek - The Next Generation: una razza di umani bionicamente potenziati e collegati assieme in una mente collettiva, tutta protesa nello sforzo di assimilare ogni altra specie intelligente nel "Collettivo".

    Leggi tutto: http://www.estropico.com/id68.htm

    Ciao,
    Fabio
  • Ma le menti-alveare sono già presenti (e sono la maggioranza) nella nostra società, non vedo che cosa ci sia di così fantascientifico... Occhiolino
  • Neanche una citazione per il buon Asimov?
    SiN
    1120
  • Inutile preoccuparsi di lifting e sofisticate protesi se non si risolve il problema di base: da vecchi il 90% della gente rincoglionisce; e molto molto prima della fine biologica.
    Non parlo dell'alzheimer, ma del fatto che la gente dopo una certa età manifesta strane patologie: diventa egoista, sfrutta i giovani, vota a destra e vuole campare 1000 anni.
    Una vera cura dovrebbe affrontare questo generale rincoglionimento a cui non sono estranei i "vecchi Guru". Con la cura, molti preferirebbero ricercare la propria continuazione nei figli e non come patchwork di pezzi bionici. Ma questo si fa già da tempo immemore, non attira fondi alla ricerca e non fa business. Ecco perché siamo qui a discutere di queste cose.
    non+autenticato
  • Ecco la cura per il rincoglionimento.
    Pensavi che qualche ricercatore non ci stesse lavorando?
    http://tinyurl.com/5e6wbx
    http://extropolitca.blogspot.com/2008/05/l-della-m...
  • Se questa e' la via, dovremo per forza percorrerla.
    L'evoluzione non si puo' fermare,se per sopravvivere dovremo fonderci con le macchine sino a diventare un unico essere senziente allora questo sara' una naturale conseguenza del divenire...
    Devo dire pero' che non so' cosa accadra' alla natura umana,quella che adesso cidifferenzia dalle macchine,quella che ci fa sbagliare ma ci fa VIVERE...in futuro saremo macchine inanimate?O forse la tecnologia rafforzera' la nastra natura piu' profonda dandoci nuovi strumenti per SPAZIARE?
    non+autenticato
  • .. sara' mio. Speriamo terminino in fretta le ricerche e migliorino un po' la qualitàImbarazzato
  • Quando l'uomo sapra' manipolare il DNA delle specie viventi così come oggi manipola il codice dei software la cibernetica sara' gia' passata.
    Per quale motivo devo impiantarmi un arto bionico per sostituirne uno perso quando potrei, per esempio, farmelo ricrescere spontaneamente come fanno le lucertole con la propria coda?
    Inoltre sempre con la genetica potrei tranquillamente migliorare i miei organi sensoriali prendendo spunto dalle altre specie viventi: vuoi una super vista? Copi l'occhio del falco. Vuoi un super udito/olfatto? Copi quelli dei cani.
    Perche' dovrei cotinuare ad invecchiare quando ormai e' chiaro che siamo "programmati" dal nostro DNA per invecchiare? Oggi siamo in grado di "crakkare" un programma con data di scadenza, perche' non potremmo in futuro farlo con il nostro DNA ?!? Che mi frega della cibernetica, preferirei di gran lunga l'eterna giovinezza...
  • Già immagino il mio pronipote assistere a Superman VS Uomo Ragno in pieno centro cittadino... un rapinatore correre via con una cassaforte bancaria in spalla....

    ...e io sono leggenda.

    Queste cose vanno contro la naturale evoluzione e vanno assolutamente evitate.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Matteo
    > Queste cose vanno contro la naturale evoluzione e
    > vanno assolutamente evitate.

    Ma per favore, apriti il paraocchi... Occhiolino

    Se la cosa non ti piace, tu, sulla tua pelle e non su quella degli altri, puoi sempre decidere di non sfruttare le nuove conoscenze e tirare a campare come si fa adesso fino a 70-80 anni e morire, quando va bene, tra atroci sofferenze... Sbaglio? Mi pare di no.
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    Modificato dall' autore il 28 maggio 2008 09.51
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  • - Scritto da: Matteo
    > Già immagino il mio pronipote assistere a
    > Superman VS Uomo Ragno in pieno centro
    > cittadino... un rapinatore correre via con una
    > cassaforte bancaria in
    > spalla....
    >
    > ...e io sono leggenda.
    >
    > Queste cose vanno contro la naturale evoluzione e
    > vanno assolutamente
    > evitate.

    Migliorare la qualita' della vita non significa andare contro natura. Aiutare un cieco a vedere o un sordo a sentire, o un tetraplegico a muoversi, sono soldoni risparmiati nel sociale, dall'assistenza in poi.
  • Piacerebbe anche a me, è ovvio, riuscire a vivere un po' di più di adesso. Vuoi mettere? Vivere per qualche centinaio di anni e vedere i progressi (o i regressi) della razza umana? E poi vuoi mettere vivere sfruttando la pensione dell'INPS per 200-300 anni (ma cambierebbero sicuramente le regole del gioco...) e fare qualche lavoretto extra quando si è ancora in buona salute o, soprattutto, quando si ha voglia di farlo? Occhiolino

    A parte gli scherzi, credo che ci arriveremo a quello che tu profetizzi, però non in tempi brevi, forse forse nel 2129.
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    Modificato dall' autore il 28 maggio 2008 09.47
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  • eccolo qui il solito parassita statale....
    non+autenticato
  • AH AH AH, no no, non preoccuparti, non sono un dipendente statale. A bocca aperta
  • - Scritto da: pegasus2000
    > Piacerebbe anche a me, è ovvio, riuscire a vivere
    > un po' di più di adesso. Vuoi mettere? Vivere per
    > qualche centinaio di anni e vedere i progressi (o
    > i regressi) della razza umana? E poi vuoi mettere
    > vivere sfruttando la pensione dell'INPS per
    > 200-300 anni (ma cambierebbero sicuramente le
    > regole del gioco...) e fare qualche lavoretto
    > extra quando si è ancora in buona salute o,
    > soprattutto, quando si ha voglia di farlo?
    >Occhiolino

    Quoto. Spero solo che per quel tempo l'INPS non esista più anche perchè non avrebbe più senso d'esistere. L'unico rammarico e che non potrò assistere a queste cose straordinarie perchè sarò gia bello che andato.
    Vabbe mi accontenterò di Internet. Sorride

    > A parte gli scherzi, credo che ci arriveremo a
    > quello che tu profetizzi, però non in tempi
    > brevi, forse forse nel
    > 2129.

    Pendo anch'io anche per via dei costi e della tecnologia.
    Questo sempre che non ci auto-distruggiamo prima.
    nodata
    2289
  • Non tutto si potra' fare con la manipolazione del dna. Per i danni arrecati da una retinopatia pigmentosa, ad esempio, non c'e' manipolazione genetica che tenga.
  • Come no, si fa crescere in provetta una nuova rètina sana, la si impanta et voilà, il gioco è fatto!

    (Ovviamente stiamo parlando di fanta-fanta-scienza, tutte cose fattibili solo tra qualche mezzo migliaio di anni, circa...)
  • - Scritto da: pegasus2000
    > Come no, si fa crescere in provetta una nuova
    > rètina sana, la si impanta et voilà, il gioco è
    > fatto!
    >
    > (Ovviamente stiamo parlando di
    > fanta-fanta-scienza, tutte cose fattibili solo
    > tra qualche mezzo migliaio di anni,
    > circa...)

    Quella e' clonazione, non e' manipolazione geneticaSorride con tutto cio' che implica la clonazione (ovvio che sia fanta-fanta-scienza pero' e' bello sognare)Sorride
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