
Gates ha sottolineato che quelli mostrati alla D6 sono solo "piccoli frammenti" della prossima release di Windows, ma questo non ha impedito ad alcuni osservatori di
esprimere la propria delusione per questa prima presentazione ufficiale di Windows 7. L'editor del noto blog
Gizmodo, Brian Lam, si è persino spinto
a definire Windows 7 "una baggianata".

"Microsoft pensava davvero di emozionare la platea mostrando funzionalità multi-touch simili a quelle di un dispositivo vecchio di un anno come l'iPhone?",
ha commentato Valleywag, un blog di San Francisco specializzato in gossip sull'hi-tech.
Gli fa eco un noto blogger di
cnet, Rafe Needleman, che ha intitolato il suo post relativo alla dimostrazione di Windows 7 "Really? That's it?". Needleman ritiene che la tecnologia multi-touch sia sicuramente la più scenografica da mostrare al grande pubblico, ma non certo la più importante: a suo modo di vedere, una delle vere rivoluzioni dei prossimi anni sarà data dal cloud computing, e dalla convergenza tra Web e desktop.
"Io spero sul serio che Ballmer e Gates si occupino del profondo cambiamento in atto nella natura del computing, invece di fare la guerra ad Apple nel campo del design", ha scritto Needleman. "Penso che il pubblico, qui alla D6 come altrove, meritava di conoscere cosa realmente cambierà negli strati profondi di Windows. Possiamo aspettare ancora un po' prima di preoccuparci della superficie".
In effetti, presso la D6 i dirigenti di Microsoft non hanno rivelato alcuna informazione tecnica su Windows 7:
questa scelta fa parte di una strategia che Microsoft ha abbracciato subito dopo il rilascio di Windows Vista, e con cui intende evitare gaffe come quella relativa a WinFS, una funzionalità preannunciata con largo anticipo che, per varie ragioni,
è stata poi cassata.
L'unico dettaglio tecnico emerso negli scorsi giorni arriva da Steven Sinofsky, senior vice president del Windows Engineering Group, che in questa
lunga intervista smentisce le voci circolate in passato e spiega che
Windows 7 non si baserà su un nuovo kernel. Questo sistema operativo utilizzerà un'evoluzione del kernel di Windows Server 2008, a sua volta derivato da quello di Vista: ciò garantirà, secondo Sinofsky,
piena compatibilità con tutte le applicazioni e i driver certificati per Vista.
Il manager di Microsoft ha poi ribadito l'impegno della propria azienda nel commercializzare Windows 7 "all'incirca tre anni dopo la disponibilità sul mercato retail di Windows Vista":
ciò ne collocherebbe il debutto all'inizio del 2010.
Sempre per una questione di compatibilità, Sinofsky ha infine detto che Windows 7
sarà rilasciato sia nella versione a 32 bit che in quella a 64 bit. Si tratta indubbiamente di una scelta obbligata, vista l'ancor scarsa diffusione sul mercato delle edizioni x64 di XP e Vista e dei problemi di compatibilità che tuttoggi affliggono queste piattaforme. Microsoft si aspetta però che il suo prossimo sistema operativo desktop segni l'inizio, anche nel segmento consumer, di una importante migrazione degli utenti verso i 64 bit.
Di seguito i video dell'intervista (
qui la trascrizione) fatta dagli organizzatori della conferenza D6 a Ballmer e Gates.