Enrico Giancipoli
martedì 3 giugno 2008

2010, l'anno della verità per IPv6

Il 25 per cento degli utenti europei dovrà girare sul nuovo protocollo entro due anni. I governi del Vecchio Continente si mobiliteranno? In gioco anche la competitività dell'Europa

Roma - Su Punto Informatico se ne parla da anni: IPv6 è un upgrade del protocollo di internet attualmente più utilizzato, l'IPv4. L'IPv4 è composto da quattro cifre da 0 a 255 separate da un punto, che dal punto di vista algebrico significa 255*255*255*255 indirizzi, un numero vicino ai quattro miliardi e trecento milioni. Una cifra non elevatissima in corrispondenza dell'espansione di Internet, che potrebbe essere raggiunta "fisicamente" entro il 2011.

Sulla base proprio di questa previsione, la Commissione Europea ha varato l'iniziativa i2010, volta a pianificare l'utilizzo dell'IPv6 in favore dell'IPv4 entro il 2010, in Europa.

il progetto
L'intento è quello di far passare all'IPv6 almeno il 25% degli utenti, o più precisamente di "abilitare la connessione ad Internet tramite IPv6, assieme all'accesso dei più importanti provider". Per oltre 30 progetti IPv6 di ricerca e sviluppo sono stati già stanziati fondi dall'Unione Europea. A Bruxelles, la Commissione ha indicato i punti fondamentali attraverso i quali attuare questa migrazione:

- stimolare l'accessibilità a contenuti, servizi ed applicazioni;
- assicurare l'accesso IPv6 ai siti governativi;
- far diventare IPv6 accessibili tutti i 100 network più importanti d'Europa;
- supportare i progetti di ricerca IPv6;
- far includere l'IPv6 nei servizi di rete più diffusi negli stati dell'UE;
- rendere l'IPv6 un requisito per i nuovi servizi e dispositivi;
- fornire conoscenze ed know-how sull'IPv6.

Far migrare a IPv6 il 25% degli utenti di Internet non è sicuramente semplice e ancor meno semplice è riuscirci ponendosi dei tempi massimi, ma l'Unione sembra determinata a riuscirci in due anni. In buona sostanza Bruxelles dopo anni di avvertimenti e appelli inascoltati ha finalmente riconosciuto che il passaggio ad IPv6 è fondamentale per l'economia stessa dell'Europa, affinché i Paesi membri rimangano forti e competitivi a livello internazionale e affinché non si crei quel temuto digital divide con i Paesi più informatizzati: Stati Uniti, Cina e Giappone stanno già lavorando nella stessa direzione da tempo.

Degli oltre quattro miliardi di indirizzi IPv4 disponibili, sembra ne siano liberi solo 700 milioni: una percentuale che si aggira attorno al 16%. Con l'IPv6 il numero di potenziali indirizzi disponibili passerebbe ad una più rassicurante soglia di 2^128 indirizzi, vale a dire 34 seguito da 37 zeri. Un numero potenzialmente infinito, o che almeno metterebbe al sicuro per un bel po' di tempo.

Enrico "Fr4nk" Giancipoli

(fonte immagine)
60 Commenti alla Notizia 2010, l'anno della verità per IPv6
Ordina
  • Una domanda, magari qui qualcuno mi sa rispondere.
    Sui miei pc/server ho sempre usato shorewall per creare le regole di firewall. Al momento non ho trovato nessuna interfaccia di iptables simile a shorewall che supporti l'ipv6, o meglio l'ipv6 su ipv4.
    Quindi o mi studio iptables una volta per tutte (mi manca il tempo sigh!) o devo fare uno shorewall clear per far andare il mio tunnel, e non mi pare bello!!!!
    Avete qualche consiglio?
  • - Scritto da: Paolo
    > 6wall ->
    > http://tuttodebian.blogspot.com/2008/05/6wall-debi

    DENGHIU!!!A bocca aperta
    Mille grazie davvero! Lo proverò di sicuro!Sorride
  • non sono particolarmente ferrato in materia di reti ed hw ma credo che il cambiamento sia a livello alto dello stack tcp/ip e che a livello di trasporto non cambi assolutamente nulla ergo tutte le varie eth interne (rtl8139 e compagnia bella) non dovrebbero neppure necessitare di upgrade dei firmware ma solo del driver, o sbaglio?
    non+autenticato
  • non devi cambiare nulla, perchè la scheda di rete si ferma a livello due, mentre il tcp/ip è a livello 3 e 4
    non+autenticato
  • - Scritto da: gohan
    > non devi cambiare nulla, perchè la scheda di rete
    > si ferma a livello due, mentre il tcp/ip è a
    > livello 3 e
    > 4

    oddio... io ho il cervello un po' annacquato, ma quando ho scritto del codice di rete a livello applicazione (quindi il più alto) usando le socket (sotto unix) e le winsocket (sotto windows) ottenevo l'indirizzo ip del destinatario della connessione in un long e lo gestivo come tale.
    E ovviamente un long non basta a contenere un indirizzo ipv6.
    Quindi le applicazioni devono essere corrette e ricompilate.
    poi magari ricordo male... saranno passati 6/7 anni Angioletto
    -----------------------------------------------------------
    Modificato dall' autore il 03 giugno 2008 15.33
    -----------------------------------------------------------
  • - Scritto da: unaDuraLezione

    > Quindi le applicazioni devono essere corrette e
    > ricompilate.

    Hai detto bene. Però si parlava di schede di rete, quindi di hardware e di firmware, roba che conosce solo il mac address.
    FDG
    6719
  • - Scritto da: rodney
    > non sono particolarmente ferrato in materia di
    > reti ed hw ma credo che il cambiamento sia a
    > livello alto dello stack tcp/ip e che a livello
    > di trasporto non cambi assolutamente nulla ergo
    > tutte le varie eth interne (rtl8139 e compagnia
    > bella) non dovrebbero neppure necessitare di
    > upgrade dei firmware ma solo del driver, o
    > sbaglio?

    IP -> Layer 3

    Trasporto -> Layer 2
    non+autenticato
  • - Scritto da: Mr.God
    > - Scritto da: rodney
    > > non sono particolarmente ferrato in materia di
    > > reti ed hw ma credo che il cambiamento sia a
    > > livello alto dello stack tcp/ip e che a livello
    > > di trasporto non cambi assolutamente nulla ergo
    > > tutte le varie eth interne (rtl8139 e compagnia
    > > bella) non dovrebbero neppure necessitare di
    > > upgrade dei firmware ma solo del driver, o
    > > sbaglio?
    >
    > IP -> Layer 3
    >
    > Trasporto -> Layer 2

    Quindi?????????????????

    che siano modifche a livelli separati dello stack ci eravamo arrivati tutti ma secondo me per gestirle, anche alla luce dei dubbi di UnaDuraLezione, ci vogliono modifiche ai driver delle eth o a qualcos'altro che a seconda dell'OS cambia, però vorrei qualcuno che lo sappia confermare.
    a me sembra che o dividiamo le reti (ed allora un fracco di LAN rimarranno IPv4 con un proxy/NAT IPv6 che esce su internet) tra IPv4 e v6 oppure al momento del cambiamento ci buttiamo e speriamo per il meglio...che non mi sembra sta grande idea...
    non+autenticato
  • > > IP -> Layer 3
    > >
    > > Trasporto -> Layer 2
    >
    > Quindi?????????????????
    quindi significa che non sai cosa sono i layer di astrazione se ti poni il dubbio sul driverSorride

    > che siano modifche a livelli separati dello stack
    > ci eravamo arrivati tutti ma secondo me per
    > gestirle, anche alla luce dei dubbi di
    > UnaDuraLezione, ci vogliono modifiche ai driver
    > delle eth o a qualcos'altro che a seconda dell'OS
    > cambia, però vorrei qualcuno che lo sappia
    > confermare.
    la cosa sensata l'ha detta UnaDuraLezione ... e' ovvio che le applicazioni devono essere state scritte per usare l'ipv6. E questo, in generale, E' il problema.

    Gli stack tcp/ip ipv6-enabled esistono di default ormai su ogni apparato, palmari & co compresi. Certo un router vecchio di 10 anni o windows 3.11 potrebbero avere problemi.
    non+autenticato
  • significa che a layer 2 puoi incapsulare nel pacchetto ethernet quello che vuoi, non conta se ipv4, ipv6 o altri protocolli, la scheda di rete conosce solo 2 cose, ovvero pacchetto ethernet e payload, poi cos'è il payload sono affari del layer3 e di eventuali altre incapsulazioni (ppp over ethernet, ppp over atm, ppp over ethernet over atm e compagnia)
    non+autenticato
  • Vorrei far notare un errore a chi ha scritto l'articolo...

    > quattro cifre da 0 a 255 separate da un punto, che dal punto di vista algebrico significa 255*255*255*255 indirizzi

    Dal punto di vista algebrico non significa 255*255*255*255, ma ad essere precisi 256*256*256*256, ovvero 2^32, cioè circa 4 miliardi... è vero che a conti fatti non cambia niente però mi aspetterei un po' più di precisione da chi scrive su punto informatico...

    Poi ovviamente a tutti questi andrebbero tolti gli spazi di indirizzamento riservati, al momento mi vengono in mente gli indirizzi privati (10.*.*.*, 172.16-31.*.*, 192.168.*.*, che sono 2^24 + 2^20 + 2^16), per il multicast (224-239.*.*.*, che sono 16 * 2^24), per il loopback (127.*.*.*, che sono 2^24), per la zeroconf (169.254.*.*, che sono 2^16), ma ce ne sono altri ancora...
    non+autenticato
  • In effetti sì. Da zero a 255, significa 256 Occhiolino
    Hai ragione Bill! Grazie della segnalazione, chiedo alla redazione di editareA bocca aperta
  • - Scritto da: Enrico Giancipoli
    > In effetti sì. Da zero a 255, significa 256 Occhiolino
    > Hai ragione Bill! Grazie della segnalazione,
    > chiedo alla redazione di editare
    >A bocca aperta

    Ma dai retta anche a queste boiate? Ha aperto un libro di subnetting e viene a fare il maestro.
    non+autenticato
  • Non ho aperto un libro di subnetting, sono un ingegnere informatico e queste cose purtroppo avevo dovuto studiarle ai miei tempi e fortunatamente (o sfortunatamente) avevo dovuto studiarmele talmente bene che me le ricordo ancora adesso A bocca aperta

    Cmq non scaldarti Signor Dio, non volevo venire a fare il maestro, solo far notare dei punti sbagliati o mancanti nell'articolo, che dovrebbe giovare a tutti, non trovi?
    non+autenticato
  • Così si evita lo spreco di indirizzi
    non+autenticato
  • Mi sono sempre chiesto quando il totale dei dati disponibile sulla rete sara' uguale al Numero di Avogadro, che cosa potrebbe succedere.
    non+autenticato
  • EH????
    anche tu esci fuori da focus o voyager?
    il numero di avogadro è solo una costante che definisce la quantità di materia in una mole di sostanza (1 mole di atomi, 1 mole di molecole, 1 mole di piombo)
    in particolare è uguale a 6*10^23 1/mol, che significa che una mole di atomi sono 6*10^23 atomi

    cioè ma hai trovato pure qualche sito/rivista/programma che voleva creare mistero intorno al numero di avogadro? come stiamo messi....
    non+autenticato
  • - Scritto da: Gabriele Levy
    > Mi sono sempre chiesto quando il totale dei dati
    > disponibile sulla rete sara' uguale al Numero di
    > Avogadro, che cosa potrebbe
    > succedere.

    E' semplice.
    Ci sarà un'epifania di tutte le possibili immagini bitmap, fra le quali non mancheranno quella di ognuno di noi durante la nascita e la morte...

    condoglianze.
  • ci sarà una mole di computers hehehe!
    non+autenticato
CONTINUA A LEGGERE I COMMENTI
1 | 2 | 3 | Successiva
(pagina 1/3 - 11 discussioni)