Marco Calamari

Gli spiccioli di Cassandra/ La multinazionale e la bambina

di Marco Calamari - Dietro l'acquisto di una corda per saltare che si illumina grazie alle batterie c'č solo la corda per saltare e che si illumina o c'č qualcosa di pių e di diverso?

Roma - Certe volte i fatti di "gente meccaniche, e di piccol affare", come diceva il Manzoni, possono essere molto interessanti, una testimonianza di cose ben più grandi ed importanti. Senza pretesa di scrivere niente di importante, l'imprinting che come ex-docente (non insegnante, per carità) ancora posseggo mi porta talora a raccontare qualche storiella esemplare, utile per dimostrare una tesi od un concetto. Non avendo più allievi che siano costretti a sopportarmi, provo a scrivere questa cosetta, che certo non pretende di essere una vera puntata di Cassandra, ma al massimo qualche suo spicciolo, avanzato in fondo ad una tasca.

un negozio di giocattoliGià ai tempi dello scandalo Sony BMG enunciai un concetto molto semplice ma poco condiviso, e cioè che le aziende, ed ancor più le multinazionali, non sono esseri umani ma "alieni" sintetici, che agiscono secondo scale di valori solamente funzionali ed economiche. Che è quindi "naturale" e "giusto" che si comportino in certi modi, e chi chiede ai loro dirigenti di comportarsi "moralmente" è un ingenuo, pericoloso per se stesso e per gli altri.
Senza controllo da parte sia della legge che dei consumatori, le multinazionali si comportano "naturalmente" come predatori, dovendo obbedire alla loro funzione primaria che non è quella di chiudere il buco nell'ozono o nutrire i bambini del terzo mondo, ma unicamente di produrre dividendi per remunerare le azioni.
Se una multinazionale si comporta "moralmente" questo avviene solo perché forze esterne, leggi, consumatori o semplicemente il mercato, rendono questo conveniente. Č naturale e lasciatemi ripetere "giusto" che sia così, e chi dice il contrario pecca come minimo di ingenuità, e spesso persevera superbamente nell'errore. Mafe mi perdonerà per questa invasione di campo, ma su questi temi ho già scritto con convinzione in tempi ormai lontani.

Ma torniamo agli spiccioli di cui accennavo. L'altro ieri sono andato in un attraente negozio di una multinazionale dell'intrattenimento che vende direttamente giocattoli, che spaziano dal dozzinale al molto bello, e puo' farlo a prezzi molto alti grazie al branding di personaggi alla moda applicato su oggetti altrimenti molto "ordinari". Mi ero recato controvoglia in codesto loco per comprare un oggetto a prezzo appunto esoso, solo perché lo avevo visto riflesso nello sguardo sognante di una bambina. Č uno dei miei limiti e dei compromessi che ne seguono.
L'oggetto in questione era effettivamente carino; una corda per saltare di plastica trasparente con impugnature dotate di batterie e led colorati lampeggianti ritmicamente, che illuminandola dall'interno creavano col movimento un effetto veramente carino.
Le persone della mia fascia di età che hanno avuto la fortuna da bambini di ricevere giocattoli a batteria, macchinine semoventi, robottini con luci e mitragliatrici e quant'altro, ricorderanno una delusione frequente, quella di ricevere in dono il giocattolo "morto" cioè senza le batterie che, vendute inspiegabilmente a parte, venivano spesso dimenticate da chi i doni recava. E così il bambino restava a bocca asciutta, e se ben educato cercava di far finta di niente, altrimenti si metteva a piangere per la delusione.

Chi traeva vantaggio da questo? Nessuno, tutti perdevano, gli zii che avevano portato il giocattolo, il bambino, il negoziante, i fabbricante di giocattoli ed anche quello delle batterie.
Semplice trascuratezza? No, come dice Mafe semplicemente nessuna attribuzione di valore alla soddisfazione dell'utente finale.
Poi i cinesi hanno cominciato a vendere meraviglie elettriche e radiocomandate a prezzi stracciati e con le batterie (magari piene di mercurio) incluse nella confezione.
Così anche le multinazionali dell'intrattenimento hanno dovuto cominciare a fare lo stesso, scoprendo che oltretutto in questo modo potevano, con un costo minimo, creare attraenti confezioni "provami" che permettevano, sfiorando un pulsante, di far apprezzare il funzionamento del giocattolo mentre era ancora sullo scaffale.

Una tripla strategia vincente: il bimbo non rischiava una cocente delusione, lo zio non rischiava di sentirsi la fantozziana merdaccia per essersi dimenticato di comprare le pile e la multinazionale vendeva a caro prezzo un giocattolo in più perché il bambino, anzi la bambina in questo caso, aveva potuto provarlo ancora nella scatola.
Ah, dimenticavo, una quadrupla strategia vincente perché anche il cinese che aveva costruito il giocattolo per la multinazionale era ovviamente contento.

Arriviamo al dunque. Dicevamo appunto che in assenza di un controllo della legge o dei consumatori, le multinazionali si comportano naturalmente in maniera non umana, essendo appunto entità non umane. Il caso delle multinazionali dell'intrattenimento come ad esempio Sony BMG che sono da decenni in guerra con la maggior parte dei loro clienti è assolutamente tipico.
Infatti, quando la bambina di turno apre il pacco della sua corda tecnologica, già collaudata nella scatola grazie alla saggia presenza delle suddette batterie da due soldi, e comincia a saltellare felice scopre immediatamente che metà della corda resta buia. Molto meno felice si avvicina allo zio che pieno di sensi di colpa si arma di cacciavite pensando ad un difetto, forse rimediabile.
No, nessun difetto, semplicemente una delle due impugnature è dotata di batterie, mentre l'altra no. Così il bimbo poteva provare il giocattolo nella scatola e poi chissenefrega se dopo averlo comprato a casa non gli funzionava. Da qualche parte della multinazionale qualcuno aveva avuto la brillante idea di dimezzare la dotazione di batterie in modo da risparmiare 4 o 5 centesimi su un gioco venduto a quasi trenta euro, senza nemmeno scrivere, come una volta usava, il famigerato "batteries not included". Alla faccia della soddisfazione del bambino, dello zio e del cliente in generale.

Ora, se qualche pezzo grosso della suddetta multinazionale si riconoscesse, gliene fregasse qualcosa e mi stesse a sentire dovrebbe cercare il suddetto genio e farlo crocifiggere in sala mensa, dopo averlo licenziato ovviamente. Ma questo non succederà mai, perché è "naturale" che le cose vadano così.
Il normale funzionamento delle aziende ha fatto invece sì che sulla confezione non mancasse il consiglio rivolto ai genitori di stare attenti perché con una corda una bambina puo' soffocare, forse perché la sorellina grande e gelosa la usa per impiccarla. Il genitore evidentemente non avrebbe già potuto e dovuto pensarci da solo.

Il normale funzionamento di un'azienda che produce forni a microonde, d'altra parte, la conduce ad inserire sulle raccomandazioni d'uso di non impiegarlo per asciugare il gatto dopo averlo lavato.

batterieNel caso di cui parlo, il normale funzionamento delle aziende ha fatto sì che in un angolo nascosto della confezione ci sia scritto in piccolo "Necessitano 4 batterie formato AA" e sotto in caratteri microscopici bianchi, sfocati e su fondo nero, alti meno di due millimetri, ci sia scritto tra parentesi "due incluse".

Ma questo è giusto! Č stata colpa mia! Non è lecito aspettarsi di più. Non è lecito ammenocché quando succedono cose come queste qualunque consumatore non ritorni al negozio chiedendo spiegazioni per l'idiozia, ed al "Boh?" che certamente riceverà di risposta, faccia seguire una lettera alla direzione generale e magari creativamente una a casa dell'amministratore delegato, travestita da comunicazione legale (Google serva anche a questo). Magari addirittura raccontarlo su un giornale.

Nessuno crocifiggerà mai il genio di cui sopra in sala mensa, anzi lo ritroverete prima o poi alla festa dei compagni del liceo, e lui sarà certamente quello che guadagna dieci volte più di voi. Perché è giusto che se il popolo dei consumatori è bue, le cose funzionino a questo modo.

Marco Calamari

Tutte le release di Cassandra Crossing sono disponibili a questo indirizzo
39 Commenti alla Notizia Gli spiccioli di Cassandra/ La multinazionale e la bambina
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  • Se potevo capire l'assenza di pile in un giocattolo nuovo, mi sembra proprio assurdo fornirne la metà del necessario: o niente, o tutto!

    D'altra parte, dal mio punto di vista (di chi non ha figli ma fa ugualmente regali), preferirei che il produttore del giocattolo non metta le pile affatto: considerato quanto vengono utilizzati questi giocattoli dai bambini, coglierei l'occasione per abituare prima, ed insegnare dopo, al bambino/ragazzo/adulto a capire che cos'è l'energia e ad usare le pile ricaricabili, per più ragioni.

    Prima di tutto, perché queste maledette pile inquinano un sacco, poi perché non mi piace l'idea che il gioco di un bambino produca rifiuti, perché a lungo termine costano meno le pile ricaricabili, e infine perché credo che sia importante educare alla gestione delle risorse disponibili.
    Le pile ricaricabili sono come il serbatoio della macchina, come il salvadanaio: se sono vuote non vanno buttate, semplicemente le riempi e poi puoi tornare a usarle (molte altre volte).
    Se nel frattempo vuoi continuare a usare l'aggeggio, ne compri di riserva, che puoi usare mentre le altre si ricaricano. Insomma, il bambino si abitua a pensare a come gestire le risorse disponibili.

    Io poi gli regalerei un caricabatterie ad energia solare, giusto per indirizzarlo sul modo giusto di guardare il mondo sin da piccolo, e fargli vedere come funziona la realtà veramente: le risorse ci vengono dalla Natura e vanno usate con rispetto, non sono infinite e non è vero, come molti credono, che basta pagare per averne (penso ai facoltosi possessori di SUV che se ne infischiano dei consumi mostruosi delle loro macchine)... ma questa è un'altra storia!
    non+autenticato
  • Certo che se il bambino si mette costantemente a frignare davanti una vetrina perche' vuole l'ultima trovata pubblicizzata nel cartone preferito, ormai il danno e' fatto e probabilmente gia' ci si sta pentendo di avergli fatto conoscere l'esistenza del televisore prima ancora di tante altre cose piu' utili e prima del raggiungimento di un'eta' nella quale si puo' vedere un programma TV senza divenire automaticamente strumento dei messaggi pubblicitari che reca.
    La pubblicita' nei programmi per bambini e' pedofilia a tutti gli effetti: inganna la loro innocenza creando falsi bisogni ed usando il potere che hanno nei confronti degli adulti ("quando ti guardano cosi' non hai il coraggio di dirgli di no", citazione da Mrs.Doubtfire) per attingere ai soldi degli adulti.
    Sta al genitore decidere se lasciare che il figlio sia usato a mo' di esattore delle imposte dai commercianti che ammorbano il sottobosco dei mezzi di informazione usuali.

    Vorrei segnalare qualche link a siti di gente che ha capito che "fare" ha valore almeno quanto "vendere". Insegnare al proprio figlio a "fare" un giocattolo o un oggetto utile invece di chiedere che gli venga comprato e' il miglior modo per renderlo piu' indipendente e refrattario all'odioso messaggio di felicita' a pagamento, tipico del consumismo riuscito male che siamo costretti a subire quotidianamente dai media.

    http://www.makezine.com/
    http://www.instructables.com/
    http://www.craftzine.com/ (questo piu' per le femminucce)

    Si, certo, serve l'inglese. Ma l'inglese serve dappertutto, anche molto piu' dell'italiano.
  • nel negozio ci sei ritornato, lo scopo di tutto cio' e' far ritornare la gente a comprare o comunque solo per far rivedere un posto che con l'andar del tempo diviene familiare e ricoprerai senz'altro.
    La mezza corda vuota difatti sono i buoni sconto, i punti omaggio ect ect ect...l'importante e' vendere non soddisfare i bisogni degli altri anche le quote del settore sono gia' state assegnate da tempo.
  • Nella categoria brunozzi,Cubasia,Tassone ci mancava anche questa ovvero Calamari the Grumpy Old man.

    Clicca per vedere le dimensioni originali

    il vecchio brontolone come cubasia, tassone & C scrive articoli di cui effettivamente non puo' tangere a nessuno senno' ai vecchi nonni che con le nipotine che comprando il giochino, per problemi di memoria (non comprano le batterie) o per incapacita' palese di trovare soluzioni che derivano da semplici capacita' logico deduttive (ai tempi miei si usavano sempre le batterie del telecomando)
    Con il risultato di "sfragnere" gli zebedei ai poveri lettori di punto informatico.

    Gli articoli del vecchio brontolone, sono sempre incentrati su discorsi da attesa dell'autobus (la benzina aumenta, pensa che non mettono le batterie nei giochi... etc etc)

    Aspettatevi la prossima settimana di leggere un articolo di
    Calamari che parla della non chiarezza delle scatole per la pasta adesiva per dentiere.

    Auguri cari lettori di P.I.! NE AVRETE BISOGNO
    non+autenticato
  • dissaprovo quello che dici. In quanto l'articolo parla di una realtà vera.
    Sgabbio
    26178
  • - Scritto da: Sgabbio
    > dissaprovo quello che dici. In quanto l'articolo
    > parla di una realtà
    > vera.


    Gia di uno che si lamenta che le batterie non sono incluse in un gioco da 5 euro.
    non+autenticato
  • - Scritto da: karlo marxio
    >
    > Gia di uno che si lamenta che le batterie non
    > sono incluse in un gioco da 5
    > euro.

    e tu, di tutto questo articolo, hai capito solo la storia delle batterie??

    affascinante Deluso ... anzi no, deprimente....Triste

    Fan LinuxFan Apple
    non+autenticato
  • - Scritto da: CARLO MARXIO
    >
    > Calamari che parla della non chiarezza delle
    > scatole per la pasta adesiva per
    > dentiere.

    LOL mi hai fatto cappottare!!

    comunque è evidente che sei un troll,
    non puoi mettere Calamari in quell'elenco di persone
    non+autenticato
  • Ciao CARLO MARXIO !

    > le nipotine che comprando il giochino, per
    > problemi di memoria (non comprano le batterie) o
    > per incapacita' palese di trovare soluzioni che

    Insomma tu leggendo questo articolo hai intuito che il problema sta nel fatto che nei giochi non siano incluse le batterie.
    Notevole, vermente notevole.
  • Hai presente quella X rossa in alto a destra nella finestra del browser? Prova a cliccarla quando non ti piace quello che leggi, al posto di "sfragnere gli zebedei ai poveri lettori di punto informatico"(Cit.) coi tuoi commenti
    non+autenticato
  • - Scritto da: tizio_incog nito
    > Hai presente quella X rossa in alto a destra
    > nella finestra del browser? Prova a cliccarla
    > quando non ti piace quello che leggi, al posto di
    > "sfragnere gli zebedei ai poveri lettori di punto
    > informatico"(Cit.) coi tuoi
    > commenti

    quoto.
  • - Scritto da: tizio_incog nito
    > Hai presente quella X rossa in alto a destra
    > nella finestra del browser? Prova a cliccarla
    > quando non ti piace quello che leggi, al posto di
    > "sfragnere gli zebedei ai poveri lettori di punto
    > informatico"(Cit.) coi tuoi
    > commenti

    Rispondo a tutti:

    Pensare che si possa fare una analisi keynesiana partendo da un pacco di batterie e' semplicemente ridicolo.
    Sbrodolare qualcosa da un fatto che comunemente sanno tutti
    su giochi che costano 5 o 10 euro nessuno ci mette le batterie.

    Io gli zebedei non li rompo commento solo articoli che gli zebedei li rompe.
    se non ci fossero questi articoli io non lo scriverei
    se avete un minimo di intelligenza ci dovreste arrivare anche voi.

    vi do fastidio? non leggete i commenti, putroppo i lettori non possono fare altrettanto quando vedono titoli del tipo

    "mamma tu pensi solo ai profumi e non i balocchi per me"
    non+autenticato
  • La -mezza- corda illuminata. Capisci carlo marxio? Mezza.
    Le altre due c'erano solo per attirare il bambino nel negozio.
    E' una piccola cosa, ma che dice -molto-. Mi stupisco che tu non colga e di certo non starò a spiegartelo.

    Spesso da piccoli "bug" si può scorgere la prospettiva in cui siamo immersi, che la maggior parte della gente non riesce a vedere. Non è una cazzata secondo me scovare questi bug.

    La visione tracciata dall'articolo poi è parecchio suggestiva e da me condivisa.

    Le multinazionali come immensi insetti o mondi-alveare in realtà dominano il mondo. Sono quanto entità vitali autoorganizzate, aliene in quanto non operano secondo gli schemi e i valori dell'umanità, ma secondo criteri meccanici.
    Questo certo si potrebbe dire di varie strutture sovraindividuali nella storia umana.
    Forse già qualsiasi gruppo di persone è già un alieno. E' già un entità che risponde a logiche aliene rispetto alle intenzioni di un individuo. Seguendo una "volontà" che non è la semplice somma delle volontà individuali. Un altra forma di vita, un -vivente- su un altro livello di complessità.
    non+autenticato
  • boh, io qui ho letto di una truffa...
    ma si sa, l'etica al giorno d'oggi è fuori moda.
    Akiro
    1906
  • Sembra scritto d'impeto,per riversare un tot di incazzatura dovuta all'ennesima presa per i fondelli.
    Calamari, lo sai bene che oramai sono solo i DIVIDENDI a muovere il Mondo...della gente , della loro vita, della loro salute, della qualita' della stessa....non gliene frega piu' nietne a nessuno.
    Eccetto noi, che ostinatamente cerchiamo una strada per ESISTERE con decoro,cercando di lavorare onestamente,passare piu' tempo possibile con la famiglia e con noi stessi.
    Piu' tempo da VIVERE e piu' qualita' della vita...peccato che esistano i dividendi e che il resto del mondo ne sia schiavo.
    Il prossimo giochino che comprerai lo passerai ai raggi X ma non bastera'...scoprirai solo DOPO che il meccanismo di movimento ed illuminazione e' fatto dai bambini cinesi e che il materiale scadente lo schiantera' irrimediabilmente dopo qualche settimana di utilizzo...
    Oramai tutto proviene dalla CIna...se oltre alla manodopera ci metti anche il materiale "cinese" allora hai delle belle ciofeche...
    non+autenticato
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