Alfonso Maruccia

Nucleare, una patch software e la centrale s'allarma

Succede negli USA, dove il sistema di sicurezza di una centrale stato erroneamente allertato dal riavvio di un singolo PC. Ma non certo la prima volta

Roma - Può l'installazione di un banale aggiornamento software provocare una crisi nucleare in pieno suolo americano? Probabilmente no, ma di certo l'eventualità che un update finisca per far scattare misure di sicurezza inappropriate non è solo teorica, è già successo e per la precisione il 7 marzo scorso nell'impianto Edwin I. Hatch presso Baxley, Georgia.

una scena del celebre film The China SyndromeUn PC preposto al monitoraggio dei dati diagnostici estratti dai sistemi di controllo primario dell'impianto è stato riavviato dal personale dopo l'installazione di un aggiornamento senza tener conto del fatto del fatto che la comunicazione tra PC e sistema di controllo sarebbe stata sincronizzata dall'operazione. Il risultato pratico è stato l'azzeramento dei dati diagnostici monitorati e la conseguente attivazione dei meccanismi di sicurezza della centrale, che hanno interpretato la situazione come una perdita nei serbatoi di acqua usata per controllare il processo di fissione.

L'intero impianto è stato quindi spento automaticamente in via precauzionale, ed è rimasto tale per 48 ore prima che la condizione venisse normalizzata. I sistemi di sicurezza hanno insomma funzionato come previsto, quel che non è andato come avrebbe dovuto è stata l'influenza di un singolo computer sull'intera infrastruttura, considerando soprattutto il fatto che il PC faceva parte di un network secondario della centrale Hatch.
"Stavamo investigando sulle vulnerabilità informatiche e abbiamo scoperto che i sistemi erano comunicanti, semplicemente non abbiamo implementato le azioni correttive prima dello shutdown automatico" ha dichiarato sull'incidente Carrie Phillips, portavoce della società Southern Company che si occupa della gestione informatica e tecnologica dell'impianto.

Il problema della sicurezza informatica delle centrali nucleari è d'altronde cosa già dibattuta: alcuni esperti criticano proprio l'eccessiva integrazione tra i sistemi interni e i network preposti a operazioni di controllo di tipo SCADA (Supervisory Control And Data Acquisition). L'impiego di tali network ha aumentato l'efficienza grazie alla possibilità di un controllo da remoto, ma ha introdotto una quantità notevole di vulnerabilità di sicurezza a causa dell'accessibilità via Internet o linee telefoniche.

"Parte della sfida consiste nel fatto di avere queste infrastrutture nei sistemi di controllo risalenti agli anni 80 e 90, non pensati con la sicurezza in mente, e di connettere all'improvviso questi sistemi a network business connessi a Internet", così descrive il problema Brian Ahern, presidente e CEO della società Industrial Defender Inc. specializzata proprio in sicurezza delle tecnologie SCADA.

Alfonso Maruccia
97 Commenti alla Notizia Nucleare, una patch software e la centrale s'allarma
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  • Diciamoci la verità e guardiamo serenamente in faccia i fatti.
    Allo stato attuale il tasso di crescita dei consumi elettrici non è più sostenibile a lungo con la nostra economia basata sul petrolio.
    In Italia circa l'80% dell'energia consumata viene acquistata dall'estero.
    Sapete chi ce la vende? Francia e Germania in primis che con le loro centrali nucleari site sull'arco alpino (e notate bene... NON A CERNOBYL - a migliaia di km dall'Italia - ma dietro le Alpi) ce la vendono a peso d'oro.

    Noi avevamo due nuovissime centrali nucleari nel secolo scorso, costate l'ira di Dio. Con il referendum abbiamo ottenuto solo un esoso esborso prima per convertirle a PETROLIO e CARBONE (ca 10 volte più inquinante del petrolio e tecnologicamente preistorico) ed abbiamo MANCATO l'obiettivo di autosufficienza del nostro Paese.

    Io non vedo l'ora di poter alimentare tutto, dalle ato al microonde al computer con le sole energie pulite (idrogeno in primis, ma non ricavato dal petrolio come quello che usiamo ora...), ma ai giorni nostri la soluzione secondo me più economica/ecologica è e resterà per qualche anno il nucleare.

    Che poi.. con quello che spendiamo per comprare energia nucleare dai paesi limitrofi potremmo decidere di spedire le scorie sul sole dove le reazioni nucleari sono il motore, risparmiandoci ancora.
    non+autenticato
  • Se almeno iniziassimo con le centrali solari ... poi si fa un bel referendum sul nucleare ... che in Italia è proibito per legge .... vorrei che qualcuno se lo ricordasse ogni tanto!!!
    non+autenticato
  • - Scritto da: N.C.
    > Se almeno iniziassimo con le centrali solari
    Paghi tu i costi aggiuntivi sulla bolletta?

    Sai che il solare costa ben più dell'uso del petrolio?
    non+autenticato
  • Il solare costa piu' del petrolio ? Ma stiamo scherzando ?
    non+autenticato
  • - Scritto da: Lorenzo
    > Il solare costa piu' del petrolio ? Ma stiamo
    > scherzando
    > ?

    se non sbaglio mettere pannelli per produrre 3KW di potenza mi costano 20.000 euro e l'impianto dovrebbe durarmi tra i 20 e i 30 anni.

    Ci sono delle forme di finanziamento agevolate, ma visto il costo, il tempo di durata, il fatto che non sempre c'è il sole sufficente a produrre energia, il fatto che non tutti lo sanno.... messi questi punti.

    Pochi fanno questo tipo di impianto.

    nel frattempo enel investe in centrali in Romania...
  • E chi ha parlato di pannelli ?
    Il solare termodinamico ( Sole -> specchi -> cloruro di sodio fuso -> vapore -> turbina -> energia elettrica ) e' un conto
    ed e' fattibile , i pannelli hanno un costo ( speculativo in realta' ) elevatissimo e allo stato attuale non convengono assolutamente .
    non+autenticato
  • Qualcuno di voi ha letto degli ultimi esperimenti di fusione fredda?

    http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Tecnolo...

    http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Tecnolo...

    E se invece di cominciare a costruire centrali con tecnologie vetuste decidessimo di investire su questo?
    non+autenticato
  • - Scritto da: mcdomms
    > Qualcuno di voi ha letto degli ultimi esperimenti
    > di fusione fredda?

    > E se invece di cominciare a costruire centrali
    > con tecnologie vetuste decidessimo di investire
    > su questo?
    Potremmo permettercelo se avessimo denaro da investire.
    Se lo possono permettere tranquillamente in Francia, dato che loro hanno dei ciguni italiani tanto fessi da non costruire centrali, tanto fessi da pagare le centrali francesi e tanto fessi da pagare gli investimenti francesi e tedeschi sulle fonti alternative.

    Se avessimo noi delle centrali nucleari, potremmo risparmiare e con quei soldi potremmo investire sulla fusione fredda, sul fotovoltaico e sull'eolico.

    Quelli citati nell'articolo, sono appunto ESPERIMENTI, il nucleare è un'alternativa economica già oggi (già 10 anni fa lo era...e la Francia lo ha capito e ci guadagna a nostre spese), non si deve aspettare la ricerca, si devono costruire le centrali e cominciare a risparmiare.

    Se nel frattempo resta anche denaro per fare esperimenti e ricerca, ben venga, ma non è che a forza di fare esperimenti, alla fine restiamo un paese cronicamente dipendente dall'estero per tutto.
    non+autenticato
  • Mi perdonerai ma in una valutazione sul costo dell'energia nucleare dovrebbero essere inclusi anche i costi per la gestione dello scarto, e per la bonifica delle aree quando le centrali vengono smantellate.

    E' notizia recente, ma non la ho sotto mano, che in Inghilterra stanno spendendo cifre folli per il recupero di queste aree. Francamente rimango poco convinto dell'economicità dell'energia nucleare.

    Per quanto invece riguarda gli esperimenti, il primo tentativo riuscito di fissione nucleare è del 1934 (Enrico Fermi), e nel 1942 fu già costruito un primo impianto pilota, mentre la generazione di energia elettrica è del 1951.

    http://it.wikipedia.org/wiki/Centrale_nucleare#Ori...

    Era un periodo particolare, in cui avere l'energia atomica significa anche la supremazia bellica, quindi le risorse erano tutte lì, però potremmo non essere troppo lontani (10, 20 anni) dall'avere energia in abbondanza a costi bassi.

    Se la centrale nucleare si ripaga in 40,50 anni, ha senso costruirle adesso?

    Un altra considerazione e chiudo. Il costo dell'energia lo pagano i cittadini, le imprese, non certo il governo, per cui non vedo come il risparmio si possa tradurre immediatamente in investimenti governativi per la ricerca.
    non+autenticato
  • > Mi perdonerai ma in una valutazione sul costo
    > dell'energia nucleare dovrebbero essere inclusi
    > anche i costi per la gestione dello scarto, e per
    > la bonifica delle aree quando le centrali vengono
    > smantellate.
    Ma no! Sei la prima persona al mondo a fare questa constatazione!
    Dovresti prenderti il premio nobel per l'acume che hai dimostrato.

    Pensa un po', quando si progetta una centrale, quei costi sono già conteggiati, così come è già conteggiato un eventuale aumento del costo dell'uranio, così come si conteggia il rischio di aumento dei tempi di costruzione (vero problema), così come si conteggia anche l'andamento futuro atteso dei tassi di interesse (altro problema cruciale).

    > Se la centrale nucleare si ripaga in 40,50 anni,
    > ha senso costruirle adesso?
    Cerca in Rete, trovi un'infinità di articoli e tutti concordano su questo.
    Sì, conviene costruirle. Conviene perché già quando il petrolio sta sui 60 dollari, ora siamo oltre il doppio di quel valore.

    Conta che nel prezzo del petrolio, non c'è solo il suo acquisto, ma anche il suo trasporto e la sua raffinazione, così come ci sono i vari costi ambientali (Kyoto esiste e ci costa miliardi all'anno, denaro che potremmo risparmiare se avessimo centrali nucleari).

    A te sembra alto "a senso" il costo del nucleare, perché consideri alti i costi fissi.
    Il punto è che a fronte di quei costi fissi iniziali elevati, poi le centrali nucleari vivono di rendita e fanno guadagnare. Un privato difficilmente investe per guadagnare in 30 anni, ma lo Stato ha proprio questo obiettivo: investire in ciò che serve ora, anche se la sua convenienza è nel lungo periodo.

    > Un altra considerazione e chiudo. Il costo
    > dell'energia lo pagano i cittadini, le imprese,
    > non certo il governo
    Infatti noi tutti già lo paghiamo. Noi paghiamo le centrali nucleari francesi, ma le paghiamo care perché l'energia deve viaggiare dalla Francia all'Italia, paghiamo perché le linee che collegano la Francia all'Italia non sono sufficienti e questo ci obbliga a comprare altra energia da altri Stati ancora, facendo ancor più lievitare i costi che sosteniamo.

    > non vedo come il
    > risparmio si possa tradurre immediatamente in
    > investimenti governativi per la ricerca.
    I risparmi sono per gli Italiani, la somma di tutti questi risparmi non sta chiusa in un cassetto, ma di solito sta in banca e alimenta gli investimenti in borsa, così come (soprattutto in Italia) serve per finanziare il debito pubblico italiano ed ecco che i risparmi degli italiani tornano allo Stato (via bot, cct e tutti gli altri strumenti emessi dallo Stato per finanziarsi).
    Le imprese possono pagare meno la corrente, hanno costi inferiori e possono competere di più sul prezzo in Italia e all'estero e questo è positivo per tutta l'Italia, perché porta ad un aumento dell'esportazione e del pil nazionale (quindi un aumento degli introiti fiscali dello Stato).
    Sembra complicato, in realtà è una cosa che avviene continuamente e che funziona, ma bisogna avere un minimo di conoscenza di economia per intuirlo.
    non+autenticato
  • <il risparmio di emissioni sarebbe comunque un'inezia. Un quarto di quel che serve per cominciare a rimettere le briglie a un clima impazzito.>
    Il risparmio sarebbe un'inezia? Le centrali nucleari hanno produzione di co2 nulla (se non nella produzione dell'impianto stesso, cosa he per altro avviene per qualsiasi impianti).
    Con l'uso del petrolio e del carbone invece abbiamo più co2 e maggiori rischi per la salute umana (respiriamo tutti i giorni l'aria inquinata).
    Cominciamo col chiarire che il risparmio di cui parla è riferito al rimpiazzo delle sole centrali attuali, che costituiscono il 5% della produzione mondiale di energia.
    Se non si avesse solo rimpiazzo delle centrali esistenti, ma anche costruzione di centrali aggiuntive, il risparmio si comincerebbe a sentire, in particolare in Italia, dove l'uso del nucleare è elevato, ma deriva tutto da acquisti fatti all'estero e a caro prezzo.

    <non c'è neppure bisogno dei campanelli di allarme tipo Krsko>
    Campanello suonato solo per sicurezza, in realtà il pericolo è stato pari a zero, nessuna fuga radioattiva, nessuna contaminazione e si è spenta la centrale solo per scrupolo.

    < l'uranio, come il petrolio, presto imboccherà la sua parabola discendente: ce ne sarà di meno e costerà di più.>
    Con una grossa differenza: se aumenta il prezzo del petrolio, gli aumenti sulla bolletta sono immediati e sono elevati quanto elevato è l'aumento del prezzo del petrolio.
    Per l'uranio è tutto diverso: il costo dell'uranio è una parte minima del costo totale dell'energia nucleare. Gli studi confermano che pure se l'uranio aumentasse del 300%, l'aumento del costo dell'energia sarebbe minimo, questo perché costa molto di più creare la centrale (impianti, stoccaggio...) che non l'uranio.

    Il problema delle scorie esiste e rientra fra i costi già al momento della progettazione. Dobbiamo però pensare alle alternative: meglio buttare co2 e inquinanti vari ogni giorno all'aria aperta, oppure è meglio prendere le scorie, impacchettarle e lasciarle sottoterra? Dati gli effetti sul clima (cmq ancora non totalmente dimostrati), se produciamo troppa co2, il rischio è di distruggere l'ecosistema che ci tiene in vita, se mettiamo sottoterra le scorie nucleari, l'ecosistema in cui viviamo non si ditrugge giorno per giorno.
    non+autenticato
  • Guarda che se le scorie le metti sotto terra non spariscono mica??? In 250000 anni sai come si trasforma la terra??? E se fuoriescono causa terremoti o alluvioni o allagamenti o catastrofi varie?? Lo consideriamo un effetto collaterale? Oppure leggi il futuro e sai che quella montagna rimarrà lì per l'eternita?? Le soluzioni ci sono! E ce le ha fornite la natura senza costo. Solo che con quelle nessun imprenditore ci fa i soldi che si possono fare col cemento! Poi parlano tutti come se l'uranio fosse infinito...
    non+autenticato
  • - Scritto da: Fede
    > ... Poi parlano
    > tutti come se l'uranio fosse
    > infinito...

    Infatti, il combustibile nucleare non è infinito ma è finito esattamente come il petrolio. Se ci lamentiamo perché il petrolio ha raggiunto il picco con la produzione attuale costante dal 2005 a 85 milioni di barili al giorno, allora dovremmo avere imparato che il futuro del nucleare è identico.

    Adesso si consuma poco combustibile ma i prezzi sono in costante salita, se ci fosse una corsa al nucleare i prezzi schizzerebbero alle stelle e questo vuol dire che varrebbe la legge di mercato. Non c'è il limite del 200% o 300%, salirà finché qualcuno ci rinuncerà.

    Ad esempio il petrolio costava 10 dollari al barile ed è più che decuplicato, si tratta di numeri, aumentano fino a quando la domanda non viene distrutta, quelli che affermano che l'uranio costa poco in confronto dell'energia che permette di avere, non conoscono la legge della domanda e dell'offerta.
  • - Scritto da: Sandro kensan
    > - Scritto da: Fede
    > > ... Poi parlano
    > > tutti come se l'uranio fosse
    > > infinito...
    >
    > Infatti, il combustibile nucleare non è infinito
    > ma è finito esattamente come il petrolio. Se ci
    > lamentiamo perché il petrolio ha raggiunto il
    > picco con la produzione attuale costante dal 2005
    > a 85 milioni di barili al giorno, allora dovremmo
    > avere imparato che il futuro del nucleare è
    > identico.
    Il futuro fra 50-100 anni. Nel frattempo godremo di tutti i vantaggi.

    > Adesso si consuma poco combustibile ma i prezzi
    > sono in costante salita, se ci fosse una corsa al
    > nucleare i prezzi schizzerebbero alle stelle e
    > questo vuol dire che varrebbe la legge di
    > mercato. Non c'è il limite del 200% o 300%,
    > salirà finché qualcuno ci rinuncerà.
    La cosa fondamentale è che anche un aumento del 300% ha un impatto sui costi che è minimo, mentre il prezzo del petrolio ha un fortissimo impatto sul prezzo finale.


    > Ad esempio il petrolio costava 10 dollari al
    > barile ed è più che decuplicato
    E il prezzo si è fatto immediatamente sentire su tutto, tanto che l'inflazione ha preso il galoppo.
    Col nucleare questo non accade, perché il costo dell'energia prodotta dipende in minima parte dall'uranio e in massima parte dal costo di produzione dell'impianto.
    L'opposto di quel che avviene per imoianti che sfruttano combustibili fossili.

    Aggiungo inoltre che c'è un altro fattore a favore dell'uranio: i prezzi relativi.
    Oltre ad avere un impatto sui costi totali blando, l'uranio aumenta di prezzo meno di quanto aumenta il petrolio.

    Questo porta l'alternativa nucleare ad essere valida.
    non+autenticato
  • anche se tu morissi domani, non puoi rovinare il mondo perché tanto non ci sarai più.
    che discorso egoistico è?
    un altro motivo per cui il nucleare non è una soluzione.
  • - Scritto da: AndreFred
    > anche se tu morissi domani, non puoi rovinare il
    > mondo perché tanto non ci sarai
    > più.
    Tu non hai capito che il mondo resta al suo posto.
    Chi rischia la morte siamo noi se continuiamo a produrre CO2.

    Il nucleare costa meno delle altre fonti di energia, riduce le emissioni di co2 e in definitiva aiuta l'ambiente in cui viviamo a restare come si trova.

    C'è un bellissimo libro scritto da uno di Legambiente in cui l'autore, che era per principio contro il nucleare, ora spera che le centrali si facciano in Italia proprio perché questo è il modo meno costoso per salvaguardare l'ambiente in cui viviamo
    non+autenticato
  • - Scritto da: Matteo

    > 300% ha un impatto sui costi che è minimo, mentre
    > il prezzo del petrolio ha un fortissimo impatto
    > sul prezzo
    > finale.

    In caso di arrivo del picco dell'uranio alcune centrali nucleaari resteranno senza uranio. La legge di mercato prevede che il prezzo del combustibile nucleare salga fino a quando qualcuno dirà: "io rimango senza".

    Il prezzo dell'uranio mi pare sia triplicato negli ultimi anni ma questi sono numeri poco significativi come dicevi tu, quando arriveremo al picco salirà probabilmente decine o centinaia di volte e qualcuno rimarrà col cerino in mano.

    Hai presente il gioco delle sedie e dei bambini che corrono in circolo? Quando la musica finisce i bambini si siedono e un bambino rimane senza sedia su cui sedersi. La legge di mercato funziona in questo modo quando si raggiungerà il picco dell'uranio.
  • - Scritto da: Fede
    > Guarda che se le scorie le metti sotto terra non
    > spariscono mica???
    Certo che non spariscono.
    Così come non spariscono le scorie derivanti dalla combustione del petrolio e del carbone. Con la differenza che le scorie nucleari stanno sottoterra, mentre le scorie di petrolio e carbone sono respirate giornalmente da tutti.

    > In 250000 anni sai come si trasforma la terra???
    Tra così tanto tempo, avremo già colonizzato altri pianeti, sempre se ci sarà ancora la razza umana. Direi che la tua preoccupazione è inutile.

    > E se fuoriescono causa
    > terremoti o alluvioni o allagamenti
    "Se"? Ti rendi conto o no che abbiamo già danni all'ambiente derivanti in parte per l'effetto serra che provochiamo bruciando petrolio, carbone e derivati?

    I danni già ci sono, si tratta di cercare di limitarli utilizzando altre fonti, tra cui il nucleare. Nel frattempo dobbiamo fare ricerca e sperare che l'uso del Sole come fonte alternativa diventi economico.
    non+autenticato
  • Le fanfaronate sulla necessità di nucleare guarda caso vengono fuori adesso. Negli ultimi anni nessuno lo ha mai chiesto: perché?

    Gli aumenti del costo dell'energia ci sono stati finora ma non è che ora siano insostenibili e l'Italia ha avuto diversi anni di tempo per adeguare il proprio sistema energetico aumentando l'incidenza delle fonti rinnovabili (quelle vere, non i rifiuti). Ma siccome per la CO2 non si fa più a tempo e siccame chiedere alle industrie italiane di adeguare le proprie strutture per il risparmio energetico è troppo (non vorremmo mai veder calare i dividendi della buona Marcegaglia), allora via al Nucleare (soluzione a tutti i mali italiani) che non emette CO2 ma tante tante scorie. Non riusciamo a smaltire correttamente i rifiuti urbani, ve lo immaginate come smaltiremo le scorie radioattive? Chi vuole il nucleare in Italia lo fa con un preciso scopo: lucrare sulla costruzione delle centrali, sulla compravendita dei materiali e sulla gestione dell'energia. Oltre al fatto che per costruire una centrale nucleare come si deve penso ci vorranno parecchi anni (non meno di 5) e che il Governo deve fare in modo di aggirare la volontà popolare già espressa... ma per Berlusconi questo non ha mai rappresentato un problema, vero?
    non+autenticato
  • - Scritto da: Orlango
    > Le fanfaronate sulla necessità di nucleare guarda
    > caso vengono fuori adesso. Negli ultimi anni
    > nessuno lo ha mai chiesto:
    > perché?

    Ma saremo mica noi gli unici cog*ioni che si sono posti questo problema?
    Il nucleare esiste da anni, e solo NOI (cog*ioni) ci facciamo tutti questi problemi.
    Intanto i NOSTRI SOLDI hanno costruito il 70% delle centrali nucleari Francesi, che ora ci vendono elettricità. Abbiamo FINANZIATO A FONDO PERDUTO il nucleare francese (e in parte tedesco), e con la nostra sete di elettricità paghiamo anche parte del loro smaltimento nucleare.
    Quindi siamo utilizzatori assidui della tecnologia nucleare, che paghiamo profumatamente senza possibilità di rientrare nell'investimento.
    In più in caso di incidente nucleare ci pippiamo tutto come i nostri cugini di la del confine.

    Ah, dimenticavo... le tecnologie per abbattere la radioattività residua esistono, ma costano.

    Ultima cosa...
    Rubbia ha brevettato un nuovo tipo di energia nucleare a basso costo e sicura (tempo di dimezzamento di 300 anni).

    http://www.poweron.ch/it/stromprod/funzionamento_c...

    Poi una società gli ha chiesto di vendergli il brevetto, e lei ci avrebbe messo i capitali. Una volta venduto il brevetto si è scoperto (bravo fesso, il nostro italico scienziato) che la società faceva capo a dei petrolieri... e indovinate che fine ha fatto il brevetto?
  • non siamo gli unici a porci il problema: negli USA non costruiscono più centrali da una decina di anni, perché i rifiuti nucleari, anche se interrati, hanno contaminato la zona intorno a dove sono sepolti.
    e di deserti, a differenza dell'italia, loro ne hanno.
  • ma ci sei arrivato da solo o hai avuto un aiutino ???

    SARCASMO ... questo sconosciuto
    non+autenticato
  • Lo ha detto chiaramente...ADESSO le centrali,anche quelle dell'ultima generazione applicabile, non vanno bene.
    Per una serie ben nota di motivazioni che ah anche edotto in trasmissioni tipo ANNOZERO.
    Se lo dice lui, possiamo dargli un minimo di credito!?
    O e' meglio ascoltare i politici e i grandi costruttori,che sanno molto bene cosa e' meglio per LORO...
    In sunto pare che SOLO quelle di 4 generazione saranno sufficentemente sicure,produrranno sufficente energia e a costi decenti.
    Quindi, di cosa cavolo stiamo parlando OGGI!?
    Non si devono fare, lo abbiamo gia' detto anni fa con una cosa STRANA chiamata REFERENDUM e se sti DESPOTA vogliono cambiare le cose DEVONO FARE UN NUOVO REFERENDUM come minimo e non imporre le loro stravaganti decisioni.
    Ma in Italia va' tutto alla rovescia...forse chiederanno autorevoli informazioni a PAPERINO per le centrali nucleari e magari a PIPPO per i "termocancretizzatori".
    E siamo messi bene...
    non+autenticato
  • E allora continuiamo a resprare il particolato dei diesel che è cosi salutare ....
    Non si riesce proprio a capire che COMUNQUE siamo nella m....a e che COMUNQUE qualche cosa va fatto senza dire sempre e solo no...
    non+autenticato
  • - Scritto da: Ricky
    > Lo ha detto chiaramente...ADESSO le
    > centrali,anche quelle dell'ultima generazione
    > applicabile, non vanno
    > bene.
    > Per una serie ben nota di motivazioni che ah
    > anche edotto in trasmissioni tipo
    > ANNOZERO.
    > Se lo dice lui, possiamo dargli un minimo di
    > credito!?
    > O e' meglio ascoltare i politici e i grandi
    > costruttori,che sanno molto bene cosa e' meglio
    > per
    > LORO...
    > In sunto pare che SOLO quelle di 4 generazione
    > saranno sufficentemente sicure,produrranno
    > sufficente energia e a costi
    > decenti.
    > Quindi, di cosa cavolo stiamo parlando OGGI!?
    > Non si devono fare, lo abbiamo gia' detto anni fa
    > con una cosa STRANA chiamata REFERENDUM e se sti
    > DESPOTA vogliono cambiare le cose DEVONO FARE UN
    > NUOVO REFERENDUM come minimo e non imporre le
    > loro stravaganti
    > decisioni.
    > Ma in Italia va' tutto alla rovescia...forse
    > chiederanno autorevoli informazioni a PAPERINO
    > per le centrali nucleari e magari a PIPPO per i
    > "termocancretizzatori".
    > E siamo messi bene...

    documentati prima di parlare per sentito dire, non fai bella figura. In ogni caso il mondo e' zeppo di centrali non di quarta generazione e visto il tipo di impatto in caso di incidente, averle o no e' del tutto irrilevante a livello di sicurezza (ma non a livello economico, da qui la scelta). Ripeto, posto che tu abbia ragione, cosa che non esiste
    non+autenticato
  • Appunto dato che nessuno ha voglia di fare le rinnovabili hanno deciso di fare il nuceare
    non+autenticato
  • Diciamoci la verità e guardiamo serenamente in faccia i fatti.
    Allo stato attuale il tasso di crescita dei consumi elettrici non è più sostenibile a lungo con la nostra economia basata sul petrolio.
    In Italia circa l'80% dell'energia consumata viene acquistata dall'estero.
    Sapete chi ce la vende? Francia e Germania in primis che con le loro centrali nucleari site sull'arco alpino (e notate bene... NON A CERNOBYL - a migliaia di km dall'Italia - ma dietro le Alpi) ce la vendono a peso d'oro.

    Noi avevamo due nuovissime centrali nucleari nel secolo scorso, costate l'ira di Dio. Con il referendum abbiamo ottenuto solo un esoso esborso prima per convertirle a PETROLIO e CARBONE (ca 10 volte più inquinante del petrolio e tecnologicamente preistorico) ed abbiamo MANCATO l'obiettivo di autosufficienza del nostro Paese.

    Io non vedo l'ora di poter alimentare tutto, dalle ato al microonde al computer con le sole energie pulite (idrogeno in primis, ma non ricavato dal petrolio come quello che usiamo ora...), ma ai giorni nostri la soluzione secondo me più economica/ecologica è e resterà per qualche anno il nucleare.

    Che poi.. con quello che spendiamo per comprare energia nucleare dai paesi limitrofi potremmo decidere di spedire le scorie sul sole dove le reazioni nucleari sono il motore, risparmiandoci ancora.
    non+autenticato
  • Correzione dipendiamo per l'85,5% dall'estero ma ne importiamo sotto forma di elettricità un percentuale attorno al 20% mi sembra poi le nostre centrali a turbogas, petrolio e carbone ne producono circa il 60%, infine il restante lo produciamo in italia senza contributi esteri, cmq guardate le percentuali di energia elettrica prodotta da centrali nucleari è appena il 5% della produzione mondiale, il nucleare è una pezza non una soluzione
    non+autenticato
  • IL referendum sulle centrali nucleari è scaduto non ricordo bene quando ma è scaduto da diversi anni, non ricordo esattamente il termine ma mi sembra che sia scaduto addirittura prima del 2000, quindi non hanno bisogno di un referendum per fare delle centrali nucleari.

    Cmq adesso diciamo che la terza non va bene ma bisogna fare la quarta,
    ma per arrivare alla 4 ci sono state anche quelle prima, ma cmq la più sicura è la fusione nucleare che è immensamente più sicura e non necessita di materiali radioattivi, cmq le strade sono 2 o si punta sulle rinnovabili o si va sul nucleare, di andare verso le rinnovabili e il risparmio energetino nessuno ne ha volgia la soluzione più logica rimane il nucleare con tutti i suoi difetti.

    PS se qualcuno parla dell'idrogeno come fonte alternativa gli sego le gambe
    non+autenticato
  • > IL referendum sulle centrali nucleari è scaduto
    I referendum non scadono!
    Il Parlamento è sovrano è può andare contro un referendum pure il giorno dopo lo spoglio!

    > Cmq adesso diciamo che la terza non va bene ma
    > bisogna fare la quarta,
    Solite fesserie dette da chi è contro il nucleare a priori.

    > le strade sono 2 o si
    > punta sulle rinnovabili o si va sul nucleare
    Ma chi l'ha detto?
    Questa è cattiva informazione "alla grillo".
    Oggi la soluzione al problema energetico NON ESISTE.
    Non esistono due strade distinte, una che porta al nucleare e l'altra alle rinnovabili.
    Quel che il governo si appresta a fare è ben più complesso e tutti noi italiani dovremo impegnarci, perché senza l'accordo delle popolazioni locali e senza una buona informazione (già astenersi dall'ascoltare il grillo sarebbe cosa buona...), senza il nostro impegno il disastro è dietro l'angolo.

    Il governo punta sulla diversificazione. Oggi dipendiamo troppo dai combustibili fossili, abbiamo puntato molto sull'idroelettrico e sul geotermico, ma questi non bastano.
    Il nucleare potrà permetterci di risparmiare molto, proprio come risparmiano in Francia, in prospettiva anche con un forte aumento del costo dell'uranio il nucleare converrebbe ugualmente, già solo perché il petrolio sta andando verso i 150-200 dollari.

    Come fanno Francia e Germania, grazie ai risparmi derivanti dal nucleare potremo investire anche nelle rinnovabili, nel fotovoltaico e nell'eolico. Oggi eolico e fotoltaico non sono convenienti, quindi spingere sulle rinnovabili significa spingere sulla ricerca.

    > PS se qualcuno parla dell'idrogeno come fonte
    > alternativa gli sego le gambe
    LOL. Hai ragione!
    Spero sia ormai certo per tutti che l'idrogeno non è una fonte alternativa... anche qui il grillo ha fatto tanta disinformazione!

    In conclusione, torniamo al nucleare, risparmiamo e puntiamo sulla ricerca.
    Questi sono obiettivi di lungo periodo, si investe oggi per vederne i risultati fra 30-50 anni, ma pensate se 30 anni fa si fosse già fatto: oggi saremmo come la Francia, con una bolletta del 30% più leggera, venderemmo energia nucleare all'estero (oggi la compriamo) e avremmo denaro risparmiato da investire nelle fonti rinnovabili, la fonte di energia del futuro (ma non di oggi, né di domani).
    non+autenticato
  • E le scorie a casa tua!! Ma nei calcoli del tuo risparmio sulla bolletta lo smaltimento delle scorie che durano fino a 250000 anni dove lo metti??? Le porgi in mano a tuo figlio e gli dici che sono il tuo regalo per il suo futuro?? Efficienza energetica e zero sprechi (già basterebbe cambiare quelle cavolo di lampadine a casa), investimenti sulle energie pulite (anche negli stati uniti se ne sono accorti dove l'eolico produce più del nucleare)! Continuamo a puntare su combustibili che finiranno!! L'uranio quanto tempo avrà per finire se tutti aprono centrali nucleari? 30-40 anni? E il costo umano per estrarlo? Finora il nucleare produce il 6-7% dell'energia mondiale.. Il problema è sempre il solito: dietro le centrali nucleari ci sono una caterva di imprenditori che vedono soldi, soldi, soldi e cemento, cemento, cemento.. Nessuno guarda oltre la sua punta del naso! Ciao!
    non+autenticato
  • - Scritto da: Fede
    >Il problema è sempre il
    > solito: dietro le centrali nucleari ci sono una
    > caterva di imprenditori che vedono soldi, soldi,
    > soldi e cemento, cemento, cemento.. Nessuno
    > guarda oltre la sua punta del naso!
    > Ciao!

    Mentre secondo la tua teoria dighe idroelettriche si formano per il deposito di concrezioni calcaree spontanee e vengono gestite da cooperative ONLUS.
    Le pale eoliche invece sono semplicemente delle margherite OGM. Nessuno investe e spende un centesimo in tutto questo. Anzi, io ho addirittura installato un impianto idroelettrico sullo scarico del cesso e punto all'autosufficienza energetica. Per quella mi manca solo il generatore eolico sopra il letto. Alla mattina genero abbastanza energia per far funzionare lo scaldabagno...

    Tu invece, che guardi al dilà del tuo naso, come generi l'energia?
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