Gaia Bottà

USA e Francia varano i nuovi filtri degli ISP

Un accordo strappato ai provider USA per epurare dalla rete gli abusi sui minori: gli ISP oscureranno pagine web e newsgroup che contengono materiale pedopornografico. In Francia avanza una proposta analoga. In Italia già si fa

Roma - Vigileranno sulla rete, batteranno a tappeto pagine web e newsgroup per epurarli delle tracce di materiale pedopornografico e dei traffici delle immagini degli abusi sui minori. I provider statunitensi si sentono improvvisamente investiti del compito di far rispettare le leggi stilate per arginare il fenomeno della pedopornografia: Verizon, Time Warner Cable e Sprint si ritengono responsabili di ripulire la rete a favore dei propri utenti. Anche in Francia ci sono tutti i presupposti perché il governo solleciti i provider ad impegnarsi in un'analoga attività di filtering.

Il procuratore generale CuomoA indurre i provider statunitensi ad assumersi l'onere di setacciare la rete sono state le indagini condotte dal procuratore generale dello stato di New York, Andrew Cuomo, già impegnato in numerose azioni per ripulire la rete di quanto metta in pericolo i minori. Il New York Times segnala in anteprima la decisione dei tre provider: si impegneranno nel sequestrare il traffico diretto verso mete online che ospitano pedopornografia, siti web o newsgroup che siano.

È stata una battaglia aspramente combattuta, quella condotta dal procuratore Cuomo: gli avvertimenti nei confronti dei provider fioccano da anni ma, perché cedessero ad un accordo che li responsabilizzasse, è stato necessario pungolarli. Gli ISP, infatti, già diffidano gli utenti dall'utilizzare i servizi forniti per trafficare in materiale pedopornografico, già offrono servizi di segnalazione di eventuali abusi per rintracciare gli autori, ma non si sono mai spinti a garantire ai propri utenti l'inaccessibilità alle pagine web malfamate: ritengono, ha spiegato Cuomo, che non sia loro responsabilità gestire e interferire in contenuti online che si configurano come un libero scambio comunicativo fra persone.
Cuomo sembra però aver trovato il modo per far capitolare gli operatori: ha condotto un indagine durata otto mesi, durante i quali gli inquirenti si sono finti utenti, hanno setacciato la rete alla ricerca di testimonianze degli abusi sui minori per segnalarle ai provider e per spingerli a denunciare. Visto lo scarso riscontro ottenuto da parte degli ISP, è intervenuto il procuratore generale, minacciando di accusare di frode e pratiche commerciali ingannevoli gli ISP che non avessero adempiuto a quanto previsto dalle condizioni per l'utilizzo del servizio che propongono agli utenti. Nonostante i provider abbiano lamentato la difficoltà di individuare e denunciare i siti che ospitano traffici di materiale pedopornografico, spesso trincerati dietro sottoscrizioni o limitazioni dell'accesso, le pratiche di negoziazione si sono immediatamente innescate.

Il ministro franceseNon si combatterà la pedopornografia attraverso una legge che renda responsabili i provider e li punisca qualora non vigilino sulle proprie connessioni e sui propri utenti: quello scelto da Cuomo è simile al discusso modello italiano e ancor più simile all'iniziativa presentata dal ministro degli Interni francese Michel Alliot-Marie. Entrambi si configurano come un accordo di collaborazione volontaria fra stato e provider.

Il fulcro dell'attività di filtering operata dagli ISP che aderiranno sarà una blacklist. Se in Francia sarà mantenuta dalle forze dell'ordine e edificata sulle segnalazioni dei cittadini, negli States verrà stilata e aggiornata dal National Center for Missing and Exploited Children, istituzione che si occupa della tutela dei minori alla quale Verizon, Sprint e Time Warner Cable verseranno oltre un milione di dollari. Sono denari che andranno a finanziare e a irrobustire un sistema di identificazione delle immagini degli abusi, un sistema in grado di tracciare e individuare in rete il materiale catalogato dalle forze dell'ordine, in modo che si possano individuare gli snodi dai quali si dirama il traffico del materiale. Se perseguire i responsabili e coloro che alimentano gli abusi risulta insufficiente, filtrare l'accesso ai siti che ospitano testimonianze degli abusi è un modo di arginare la domanda, chiosa Cuomo, e di limitare la diffusione di immagini che si replicano e si diffondono in rete in maniera febbrile.

A fronte delle critiche che stanno iniziando ad abbattersi su quello che negli States viene definito un accordo inefficace e pericoloso e sulla proposta francese, le autorità gettano acqua sul fuoco. Il Ministro francese rassicura i cittadini e li invita a non pensare all'accordo come alla creazione di "un grande fratello su Internet"; il procuratore Cuomo allontana il sospetto che i provider siano incoraggiati ad agire come "poliziotti di Internet". È piuttosto una questione di responsabilità individuale e di ruoli nella società civile, avverte Cuomo: "Deve esistere una paradigma in base al quale i provider cooperino con le istituzioni, in base al quale, se ricevono una notifica di un atto potenzialmente criminale, li si debba in qualche modo ritenere responsabili".

Gaia Bottà

(fonte immagini: qui e qui)
23 Commenti alla Notizia USA e Francia varano i nuovi filtri degli ISP
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  • E bona notte al secchio.

    Lo so, non è questa la strada ma nell'immediato è l'unica cosa che mi è concessa fare per non sentirmi ulteriormente cittadino di una dittatura da terzo mondo, travestita da democrazia illuminata (che poi è lo stesso).

    Adesso i miei PC usano una cache DNS appoggiandosi direttamente ai root DNS, e sapete una cosa, i filtri filtrano roba che non ha nessun motivo di essere filtrato. Incoscientemente curioso? Può darsi. Ma ho visto che hanno ficcato interi domini di servizi di image hosting. In questa maniera hanno sicuramente inibito l'accesso a (forse) del materiale illegale, ma hanno anche inibito l'accesso a interi servizi che offrono anche materiale che con le streghe che cacciano loro non c'entra un bel niente.

    In ogni caso, resto dell'idea, che qualunque sia la motivazione, la "censura" è e sempre sarà la risposta sbagliata.
    non+autenticato
  • Preferite andare in galera?
    Quei filtri vanno benissimo. Se non vi interessa la questione pedofilia e i bambini sfruttati che almeno vi interessi il fatto di non finire indagati e condannati per sbaglio.
    Se gli ISP italiani applicassero seriamente filtri di quel genere nessuno capiterebbe per caso su siti pedo e nessuno sarebbe inquisito nei modi che i lettori di punto informatico sanno.
    Quindi ben vengano quei filtri perchè salvaguardano dalla galera chi finisce per sbaglio sui quei siti e/o file.
    Poi parliamo pure di censura, ma adesso se giri per siti porno e per caso becchi roba illegale, rischi di andare in carcere, se lo stesso stato che ti manda in carcere preferisce non farteli vedere prima ed evitarti la galera a me sembra una bella cosa per tutti. Poi se sei un pedofilo probabilmente troverai altri mezzi, ma a quel punto la pena ti sta bene. Quei filtri evitano alla gente per bene di finire in quello schifo di cose e rischiare di finire in carcere. Io voglio poter girare per internet tranquillo, anche per siti porno, senza avere l'incubo del clic sbagliato.
    non+autenticato
  • Guarda che non hai capito l'andazzo! In nome alla lotta alla pedofilia, si hanno fatto delle porcate assurde, se guardi molte leggi in vari paesi, ti accorgi di questo!

    Guarda nel regno unito, che punisce con 3 anni di carcere per i DISEGNI.

    In italia si è rischiato di arrivare a quel punto. Però siamo il paese dove si voleva fare un registro on line anche per i soli INDAGATI di pedofilia....
    Sgabbio
    26178
  • contenuto non disponibile
  • come da titolo, mi sembra ben più grave un singolo atto di pedofilia reale che tutta la pedopornografia su internet, perchè non incominciano a colpire i veri pedofili, perchè non bloccano le transazioni con carta di credito eseguite per comprare immagini pedopornografiche e arrestano chi le mette in vendita o le acquista?
    Non sarebbe un'attività molto più mirata ed efficace?
  • - Scritto da: Enjoy with Us
    > perchè non bloccano le transazioni con carta di credito
    > eseguite per comprare immagini pedopornografiche
    > e arrestano chi le mette in vendita o le
    > acquista?

    Perché la magistratura è formata da ignoranti incompetenti. Vedi il magistrato che fece arrestare tutte le persone che avevano acquistato su paypal (o un sito "generico" tipo paypal) solo perché secondo lui quei soldi erano andati nel pedoporno quando invece avevano acquistato vestiti, libri, dischi, videogiochi, elettrodomestici e chi più ne ha più ne metta, insomma tutto tranne pedoporno.
  • Si comincia da qui e si finisce a 1984.

    Dubito che ai grandi ISP/Aziende/Lobby americani importi qualche cosa dello sfruttamento dei bambini (visto e considerato che sono la nazione che più di ogni altra ha sovvenzionato il terrorismo e la fame nel mondo a favore dei propri interessi commerciali), penso piuttosto che sia un ragionevole primo passo verso una censura della rete.

    Provare per credere.
    non+autenticato
  • fosse solo il primo passo...
    non+autenticato
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