Luca Annunziata
venerdì 13 giugno 2008

Falcon, dallo script all'AI

Fa tutto quello che fanno gli altri, e anche qualcosa di più. Si presenta come un linguaggio di programmazione definitivo. Ed è pure open source. L'ha creato un programmatore italiano. PI lo ha incontrato

Nonostante la definizione del paradigma a messaggi non sia stata del tutto completata, c'è un'altra modalità interessante in gioco: "Nella versione 0.8.12 introdurremo anche il paradigma per tabelle" annuncia Niccolai. Dietro questa definizione si nasconde un concetto accattivante, cioè ridefinire le caratteristiche di una classe, di un oggetto o di un intero programma soltanto aggiungendo una riga ad una tabella: "Si semplifica l'interfaccia delle classi, si aggiungono logiche di funzionamento nuove senza dover modificare l'intero codice: il bello è che ciascuna cella della tabella può contenere qualsiasi cosa, da una classe a una funzione, o persino un intero altro programma".

Esempio di codice scritto in FalconCon questa sua natura eclettica, il Falcon potrebbe trovare spazio in molti settori: "Io lo utilizzo sul luogo di lavoro per il controllo di applicazioni finanziarie, ma anche in ambienti come il web potrebbe essere molto utile". Con Falcon si possono realizzare programmi a se stanti, oppure lo si può utilizzare per costruire siti dinamici come quelli che oggi si scrivono in PHP o ASP. E poi ci sono le applicazioni che sfruttano l'intelligenza artificiale, che possono trarre vantaggio dalla possibilità di utilizzare paradigmi e logiche variabili, e c'è anche la programmazione genetica: "Il bello è che tutto può essere mescolato, perché tutto è stato studiato per trasferire intere classi tra diverse applicazioni in maniera nativa".

Imparando un solo linguaggio si potrebbe dunque ottenere buoni risultati in molti settori: "Abbiamo ottenuto un sistema abbastanza flessibile, che unisce e compenetra i diversi paradigmi senza lasciarli isolati l'uno dall'altro: si può utilizzare quello che si preferisce oppure, meglio, integrarli tra di loro". Il problema è che al momento il motore è pressoché completo, mentre Falcon è un po' carente nel comparto librerie: "Mancano ad esempio quelle per interfacciarsi a LDAP, oppure quelle per la gestione delle finestre grafiche: ci stiamo lavorando, ma porta via tempo e non siamo tantissimi".Niccolai invita tutti coloro che sono interessati a farsi avanti: Falcon è disponibile sia con licenza GPLv2, dunque totalmente rispettoso dei criteri OSI e per questo già incluso in diverse distribuzioni Linux, sia con una licenza scritta appositamente per consentirne l'utilizzo in applicazioni commerciali. L'obiettivo è arrivare presto alla versione 1.0: "Il complesso di quanto è stato scritto è ben ingegnerizzato è robusto: ora occorre completare la definizione dei paradigmi e, soprattutto, iniziare l'ottimizzazione - conclude Niccolai - Siamo uno dei linguaggi di scripting più veloci in circolazione, ce la battiamo con chi ha diverse major release e 10 anni di sviluppo alle spalle". Niente male, come inizio.

a cura di Luca Annunziata
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