massimo mantellini

Contrappunti/ Le querele online (non) si sprecano

di Massimo Mantellini - Magari una qualche organizzazione web pagata dagli utenti offrisse assistenza nei sempre più frequenti casi di soggetti forti che intentano querele per spegnere ogni contestazione

Roma - C'è tutto un mondo fuori, che governa i rapporti fra consumatori ed aziende ai tempi di Internet e spesso, a quanto pare, l'unica maniera per scoprirlo è sperimentarlo sulla propria pelle. Qualcosa del genere deve aver pensato l'amministratore delegato di Mosaico Arredamenti quando si è accorto che razza di pandemonio era accaduto nella rete italiana in seguito al suo annuncio di querela pubblicato incautamente nei commenti di un post del blog di Sergio Sarnari.

Come spesso accade in questi casi, gli eccessi si sprecano. Da un lato lo spauracchio della diffamazione può essere sventolato quasi impunemente in un numero amplissimo di differenti contesti (non questo in particolare), dall'altro appena qualcuno annuncia di volersi avvalere degli strumenti di legge per proteggere la propria reputazione o quella della propria azienda in rete è facilissimo trovare decine di persone pronte ad alzare alte grida sui rischi per la libertà di espressione.

Forse è quindi utile sgombrare preventivamente il campo affermando che adire a vie legali per difendere il proprio nome non può essere considerata una pratica sacrosanta nella vita reale e un abuso ed una minaccia per la libertà su Internet. Nel contempo occorre ricordare che nell'adeguamento delle pratiche legali alla rete Internet il nostro paese mostra ancora intera la propria decennale inadeguatezza: come dimostrano fatti recentissimi, ci sono ancora magistrati che ordinano di chiudere interi siti web nell'attesa di esprimersi sulla liceità di singole righe di testo.
Quanto al meccanismo ricattatorio, che è una delle leve usuali che spinge i cittadini a querelare o denunciare i propri simili, va detto che questo è spesso presente e di assai difficile controllo. In Italia è purtroppo sufficiente avere un amico avvocato ed una fotocopiatrice per poter inoltrare querele a decine con la quasi certezza che, nella peggiore delle ipotesi, una rapida archiviazione chiuderà il cerchio della pratica senza che al denunciante venga contestato alcunché (e nel caso delle denunce penali senza grossi esborsi finanziari). Nel frattempo il nostro ipotetico denunciato avrà dovuto scegliersi e pagare un legale, rispondere a convocazioni negli uffici della Questura e subire l'inevitabile incertezza emotiva di un procedimento penale a suo carico. Anche nel caso in cui - e accade di continuo - le accuse nei suoi confronti siano manifestamente infondate.

Detto questo, è indubbio che annunciare querele in rete nei confronti di un proprio cliente insoddisfatto non sia una grande idea, per un numero piuttosto ampio di buone ragioni. Molte di questi sono state elencate, a proposito della querelle Mosaico Arredamenti - Sergio Sarnari, in alcuni post scritti da esperti di marketing italiani come Mauro Lupi e Gianluca Diegoli, altre vorrei provare a suggerirle qui.

Chi urla più forte?

La voce grossa su Internet la fanno in genere i navigatori più che le aziende. È significativo osservare come grandissime aziende nelle conversazioni in rete abbiano la necessità di ridurre la propria voce ad un fiato singolo e personale, l'unica maniera sensata di affrontare un ambiente da pari a pari per definizione. Per affrontare la rete le aziende intelligenti scendono dal piedistallo e diventano "uno", e questa mutazione tende a equilibrare i rapporti di forza.

E dentro questo elenco di singoli contributi e di dialoghi paritari, Google è capace di incidere profondamente (nel bene e nel male) nei meccanismi di reputazione in rete. Specialmente nei casi delle piccole e medie imprese che hanno generalmente pagerank modesti, sono sufficienti una manciata di commenti negativi su una decina di blog differenti per ottenere di fatto e rapidissimamente l'effetto pubblicitario opposto rispetto a quello desiderato. Se l'intento di minacciare querele era quello di ridurre al silenzio critiche (magari anche ingenerose) ai propri prodotti, occorre comprendere che per le aziende oggi Internet è "la grande cristalleria": nel comunicare se stessi in relazione agli altri creare danni di immagine molto ampi è un attimo. Nel momento in cui scrivo - per fare un esempio - per la keyword "Mosaico Arredamenti" nella prima pagina dei link restituiti da Google nove collegamenti su dieci si riferiscono alla querela a Sergio Sarnari.

Armiamoci e partite

I meccanismi di aggregazione dell'indignazione e della solidarietà in rete sono estremamente semplici e assai poco costosi. Spesso si concretizzano in petizioni online o in fenomeni di amplificazione che aggiungono all'invettiva ripetuta su molti siti web differenti ulteriori grandi o piccole complicazioni. In casi del genere, dal mio punto di vista, la vera solidarietà può essere misurata in una maniera molto semplice. Non serve tanto scrivere civili lettere che invocano, a nome di gruppi sociali più o meno eterogenei, una composizione della diatriba (la lettera scritta da Marco Camisani Calzolari al riguardo della vicenda Mosaico Arredamenti e firmata da decine di blogger è molto pacata e condivisibile), quanto aggiungere un semplice bottone di raccolta fondi sul proprio sito. Capisco che si tratti di una soluzione che a molte persone può non piacere ma il denaro è un ottimo indicatore di autentica (nostra) partecipazione alle disavventure altrui.

Meglio ancora sarebbe se in rete esistesse una qualche organizzazione creata (e pagata) dagli utenti capace di offrire informazione e assistenza legale nei sempre più frequenti casi di soggetti "forti" che intentano querele pretestuose verso semplici cittadini nel chiaro intento di spegnere sul nascere ogni contestazione. Ovviamente un istituto del genere sarebbe ancor più utile nei frequenti casi di oscuramento di interi siti web, come quello occorso nelle scorse settimane ad Antonino Monteleone, contesti nei quali davvero i rischi per la libertà di espressione sembrano aver maggior titolo di citazione.

Conversazioni inevitabili

Le aziende hanno un sacco di problemi. E certamente non ardono dal desiderio di intrattenere i propri clienti discutendo amabilmente dei propri prodotti. Nello stesso tempo oggi è ormai assodato che tale ulteriore carico di tempo da impiegare e responsabilità vada compreso nel bilancio di qualsiasi società. Gli utenti discutono comunque fra loro in rete di quanto servizi e prodotti siano loro sembrati ottimi, discreti o pessimi ed i fenomeni indotti da questo chiacchiericcio distribuito sono potenzialmente molto pericolosi anche per aziende animate da un autentico desiderio di confronto con la propria clientela. Starne al di fuori è oggi tecnicamente impossibile. Così come esistono pessime aziende che hanno fatto del muro comunicativo che le divideva dai propri clienti una delle ragioni della loro sopravvivenza, analogamente esistono cattivi utenti che affidano alla propria umoralità apprezzamenti diffamatori nei confronti di questo o quel prodotto. La soluzione condivisa a questa grande variabilità è inevitabilmente accettare la grande conversazione: l'ecosistema informativo che oggi avvolge un prodotto in rete, preso nella sua interezza, è il miglior giudice del prodotto stesso e gli strumenti per comprenderlo interamente sono oggi sempre più frequentemente utilizzati. E la grande nuvola di comunicazione che avvolge ogni prodotto in rete è anche la miglior maniera per le aziende per verificare la bontà del proprio lavoro, lasciando gli strumenti della querela ai casi davvero estremi (ed alle aziende che non hanno altro strumento per difendere propri prodotti indifendibili).

Massimo Mantellini
Manteblog

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24 Commenti alla Notizia Contrappunti/ Le querele online (non) si sprecano
Ordina
  • Internet e' come un grande bar dove tutti possono dire la propria, se si e' interessanti ad un particolare "pettegolezzo" letto in un blog allora e' necessario approfondire l'argomento per conto proprio prima di formarsi una propria opinione.

    Noi italiani sappiamo benissimo, grazie ai nostri giornali, come un fatto puo' essere raccontato per favorire una particolare chiave di lettura rispetto ad altre e quindi creare una determinata opinione in chi lo legge.
    non+autenticato
  • Vero, Internet da' una gran massa di informazioni,molte forvianti proprio per la loro natura di "pettegolezzo " o "sentito dire" e nulla piu'.
    Certo e' che sempre piu' realta importanti e di fama riconosciuta approdano in questo grande mare dandoti la possibilita' di VERIFICARE molte delle informazioni reperite magari in qualche blog da quelche misterioso sconosciuto.
    Alla fine il trucco e' questo, imparare a leggere fra le righe, capire chi scrive cosa vuole da noi, se solo informarci oppure pilotarci, se l'informazione e' attendibile oppure solo una delle tante voci al vento.
    Per quanto mi riguarda non ho mai avuto tanta informazione come da quando ho iniziato ad usare internet,informazione che mi ha permesso dicapire in che GRAVE stato vive l'Italia e anche il Mondo intero.
    Ora tutte le BUGIE che ci dicono a RETI UNIFICATE vengono a galla, velocemente, puntualmente, corroborate da FATTI CONCRETI e da studi CERTIFICATI...basta seper cercare.
    non+autenticato
  • Una ditta USA produce catenacci per biciclette, e dichiara che sono o prova di scasso. Questo prodotto ha molto successo.
    Un blogger con un video dimostra invece che basta una penna a sfera per aprire il lucchetto in pochi secondi. Molti commentatori sul blog replicano l'esperimento, altri non ci riescono (pare funzionasse con un modello particolare di biro)

    Cosa pensate che sia successo?

    A) la ditta ammette l'errore, si scusa, e avvia una campagna di richiamo dei catenacci fallati.

    B) la ditta denuncia il blogger con richiesta di danni esagerata, e pretende che le informazioni spariscano dalla rete

    Notare che il trucchetto molto probabilmente era ben noto ai ladri di biciclette, e quasi sicuramente alla ditta produttrice del lucchetto.
    Non ricordo più i riferimenti, mi piacerebbe sapere come è finita la storia.
    Funz
    13021
  • - Scritto da: Funz
    > Una ditta USA produce catenacci per biciclette, e
    > dichiara che sono o prova di scasso. Questo
    > prodotto ha molto
    > successo.
    > Un blogger con un video dimostra invece che basta
    > una penna a sfera per aprire il lucchetto in
    > pochi secondi. Molti commentatori sul blog
    > replicano l'esperimento, altri non ci riescono
    > (pare funzionasse con un modello particolare di
    > biro)
    >
    > Cosa pensate che sia successo?
    >
    > A) la ditta ammette l'errore, si scusa, e avvia
    > una campagna di richiamo dei catenacci
    > fallati.
    >
    > B) la ditta denuncia il blogger con richiesta di
    > danni esagerata, e pretende che le informazioni
    > spariscano dalla rete
    >
    >
    > Notare che il trucchetto molto probabilmente era
    > ben noto ai ladri di biciclette, e quasi
    > sicuramente alla ditta produttrice del
    > lucchetto.
    > Non ricordo più i riferimenti, mi piacerebbe
    > sapere come è finita la
    > storia.


    http://www.customizemybiz.com/fusion/forbes.html

    Ma non e' tutto oro, la cosa e' molto piu' complessa infatti:

    Last year bloggers posted videos showing how to break open a Kryptonite lock using a ballpoint pen.That much was true. But they also spread bogus information--that all Kryptonite models could be cracked with a pen; that it is the only brand with this vulnerability; and that Kryptonite knew about the problem and covered it up.None of these claims is true, but a year later Kryptonite still struggles to set the record straight, while spending millions to replace locks.

    Insomma (sembra che) il blogger aveva solo mezza ragione e quindi qui il discorso di un danno ingiusto a una ditta (e quindi dei limiti di parlare) si ripropone.

    Interessante questo articolo con grafico

    http://badvocates.com/?p=5

    Come e' finita, boh, la ditta ha certamente sostituito i modelli difettosi pero' non ho trovato traccia di richieste di risarcimento al blogger.

    E ancora

    http://en.wikipedia.org/wiki/Kryptonite_lock
    non+autenticato
  • - Scritto da: ManyChoices
    > http://www.customizemybiz.com/fusion/forbes.html
    >
    > Ma non e' tutto oro, la cosa e' molto piu'
    > complessa
    > infatti:
    >
    > Last year bloggers posted videos showing how to
    > break open a Kryptonite lock using a ballpoint
    > pen.That much was true. But they also spread
    > bogus information--that all Kryptonite models
    > could be cracked with a pen; that it is the only
    > brand with this vulnerability; and that
    > Kryptonite knew about the problem and covered it
    > up.None of these claims is true, but a year later
    > Kryptonite still struggles to set the record
    > straight, while spending millions to replace
    > locks.
    >
    > Insomma (sembra che) il blogger aveva solo mezza
    > ragione e quindi qui il discorso di un danno
    > ingiusto a una ditta (e quindi dei limiti di
    > parlare) si
    > ripropone.
    >
    > Interessante questo articolo con grafico
    >
    > http://badvocates.com/?p=5
    >
    > Come e' finita, boh, la ditta ha certamente
    > sostituito i modelli difettosi pero' non ho
    > trovato traccia di richieste di risarcimento al
    > blogger.
    >
    > E ancora
    >
    > http://en.wikipedia.org/wiki/Kryptonite_lock


    Grazie per la precisazioneSorride
    Io ricordavo una causa contro l'autore del post originario, ma forse mi sbaglio, e non sapevo della campagna di richiamo, mea culpa.

    Probabilmente la faccenda è sfuggita di mano al blogger, è diventata una cosa molto più grande e sono state dette delle falsità, tuttavia l'articolo originale ha reso giustizia agli utenti della Kryptonite e il danno che ha causato alla ditta non è immotivato.

    Oramai il vaso di Pandora è aperto e un'azienda non può più tacere informazioni scomode, rischia di ritrovarsi con una pubblicità negativa terribile.
    Funz
    13021
  • Augh,

    ogni giorno ricevo tentativi di phishing da parte di "poste italiane", "banca di roma", "e-bay", ecc., ecc..

    Non credo che sarei molto motivato ad usufurire dei servizi dei REALI proprietari di questi "nominativi".

    Ecco come si "discredita" INDIRETTAMENTE qualcuno o una Società che lavora.

    Esistono MOLTE forme organizzate e non di strategie, messe in atto VOLONTARIAMENTE, per "screditare" o far diminuire "il ranking" di qualche individuo o Azienda su Internet....

    Questo perchè ci si illude che, essendo internet un "mondo virtuale", ciò che viene fatto o detto attraverso di esso, non avrà CONSEGUENZE CONCRETE E REALI:

    INVECE LE HA !!!

    E se uno non fa attenzione a come si comporta ed a ciò che dice...se ne accorge di persona.

    Non è una "limitazione della libertà di espressione", è semplicemente un rispetto delle Leggi Vigenti.

    Internet non provoca PIU' querele o denunce della vita reale: semplicemente è un mezzo di comunicazione più veloce ed attraverso il quale si può comunicare con un maggior numero di "soggetti", ecco perchè SEMBRA che possa generare maggiori controversie.

    Nulla di più FALSO e DISINFORMATIVO.

    Sono le relazioni tra gli esseri umani che "governano" questo tipo di accadimenti.

    Se si è "educati" e ci si "comporta bene"...a parole, a nessuno, se non ad uno PSICOPATICO, verrà in mente di querelare o denunciare qualcun'altro: e sappiamo da lungo tempo che gli PSICOTICI sono SOLO il 2,5% della popolazione.

    Ho parlato

    Nilok
    Nilok
    1925
  • - Scritto da: Nilok

    > Ho parlato

    Qualche volta potresti anche dire cose interessanti ma poichè termini sempre con questa frase da messia non so perchè mi inizia a prudere tutto
  • In effetti lo faccio apposta.
    Non mi piace chi si ferma alle "apparenze"....è un mio modo per selezionare "quelli svegli" da "quelli che hanno pregiudizi".
    Non mi credo nessuno...è un "gioco"...
    Nilok
    1925
  • Fai il magistrato ? Non hai mai messo piede su internet ? Come cazzo ti permetti di sentenziare leggi RIDICOLE e anticostituzionali ?

    Il vero problema di internet sono magistrati che non sanno una cippa del diritto della rete !

    Si parla tanto di comunità Europea ma guardacaso ancora vietiamo ILLEGITTIMAMENTE e ILLEGALMENTE il gioco d'azzardo verso altri paesi della comunità europea.

    Pretendiamo di censurare pornografia sul Web ma nonostante ciò mi devo vedere tette e culi delle veline alle 8 e mezza di sera !!!!!

    "Capisc' Windò ? NO !! E allora ... chepparliaffà ?"
    non+autenticato
  • E questo secondo te è colpa dei magistrati?
    Ti faccio un piccolo ripasso di educazione civica:
    potere LEGISLATIVO - il parlamento con le sue due camere
    potere GIUDIZIARIO - i magistrati

    Se la legge è scritta di me*da (dal parlamento) e approvata (dal parlamento con l'avvallo del presidente della rep.), il magistrato cosa dovrebbe fare? Dire "ma no dai, questa legge è una sciocchezza, secondo me non va applicata"?

    Per esser chiari: la legge l'hanno approvata i *tuoi* rappresentanti (i parlamentari), cioè è la legge che "ha voluto" il popolo sovrano. Un giudice che "modificasse" questa legge nella sua applicazione starebbe di fatto instaurando una dittatura, escludendo il volere del popolo.
    non+autenticato
  • E la marmotta confeziona la cioccolata !!!!
    non+autenticato
  • - Scritto da: Marco Marcoaldi
    > E la marmotta confeziona la cioccolata !!!!

    E tu non hai argomenti intelligenti con cui ribattere, quindi torna all'asilo e pulisciti il naso, mocciosetto.
    non+autenticato
  • Argomenti intelligenti ?

    Ma serve l'intelligenza ?

    Anche un idiota si renderebbe conto che le cose non vanno come dovrebbero andare ! Gente collusa con la mafia che viene prosciolta, indulti e boiate del genere ... che IO non ho mai delegato a nessuno tramite il mio voto !

    Gente che ruba una fila di pane per mangiare e va in galera ... suvvia siamo seri !

    Non serve conoscere la legge per capire che le cose non funzionano, in fondo la legge viene fatta appunto dalle CASTE che se la rigirano a proprio favore !

    A proposito ... beccati l'ultima legge ad personam di Silvio per il processo Millis, e vienimi poi a parlare di leggi e di DEMOCRAZIA !

    Solo i cojoni che si sentono colti sono in grado di difendere ed approvare l'andamento attuale delle cose.
    non+autenticato
  • Non si capisce il senso di quello che vuoi dire.
  • Appunto, a limite prenditela con chi ha votato berlusconi piuttosto che prendertela con la magistratura; vorrei proprio sapere come farà Napolitano ad approvare il salva rete 4.... Al popolo Italiano basta che gli butti un po' di fumo negli occhi, come la detassazione degli straordinari e l'abolizione dell'ici per farli felici: popolo di merda
    non+autenticato
  • - Scritto da: EdCivica
    > E questo secondo te è colpa dei magistrati?
    > Ti faccio un piccolo ripasso di educazione civica:
    > potere LEGISLATIVO - il parlamento con le sue due
    > camere
    > potere GIUDIZIARIO - i magistrati
    >
    > Se la legge è scritta di me*da (dal parlamento) e
    > approvata (dal parlamento con l'avvallo del
    > presidente della rep.), il magistrato cosa
    > dovrebbe fare? Dire "ma no dai, questa legge è
    > una sciocchezza, secondo me non va
    > applicata"?
    >

    La legge e' solo materiale a cui si arriva alla norma, gioca molto l'interpretazione quindi un giudice non e' "la bocca della legge" ha un ruolo attivo molto importante.

    Per esempio in Italia esiste una legge del 1890 sui misuratori metrici (per estensione compresi autovelox e contatori elettrici) completamente disattesa e nessuno si e' preso la briga di mettere in galera i vari dirigenti e responsabili (Polizia e Aziende Elettriche). Insomma in Italia ci sono circa 200.000 leggi e un fottio di queste non viene sostanzialmente applicata anche se non sono mai state formalmente abrogate. Si fa finta che non ci siano, si interpretano in senso restrittivo ecc.

    Quindi a mio modesto avviso qui i giudici hanno messo molto del loro, altro che separazione dei poteri ...
    non+autenticato
  • E' stato denunciato? Cosa si aspettava: se io scrivo su
    blog che una tale marca di caffe' fa schifo, magari per un mio gusto personale, alla fine e' NORMALE che uno becchi una denuncia per diffamazione. Quando uno fa una dichiarazione simile si merita una letterina dell'avvocato.
    E' inutile che i bloggher facciano la voce grossa perche' sono tanti. C'e' chi poi tra i bloggher scrive una lettera alla societa' che ha querelato il tizio

    le scriviamo per offrirle spontaneamente il nostro giudizio..
    Ma ROTFL e chi ve lo ha chiesto, ma cosa c'entrate? Tutti pronti a sacrificarsi per il bene del querelato o per manie di protagonismo di anzi proprio grazie a queste lettere che io se fossi l'avvocato della nota casa di mobili le raccoglierei e le porterei dal giudice per comprovare il danno mediatico prodotto.
    Quindi oltre a non migliorare la situazione al querelato la peggiorano... Mangiano pane e volpe questi bloggher.
    Basta Bisogna capire che se uno scrive sul blog qualcosa di diffamante non ci sono cricche e supporter che tengono.
    Pagati l'avvocato, prega di avere ragione e stai zitto.
    Troppo facile se poi nessuno si prendesse le responsabilita' di quello che dice.
    Scrivete che il caffe' tal dei tali fa schifo? Vi prendete le responsabilita' o non lo postate.
    Basta con questi piagnistei poi:

    Il blogger blogosfera o no e' un cittadino e come tale de ve regolarsi su quello che scrive, nella LIBERTA' DI ESPRESSIONE NON RIENTRA IL REATO DI DIFFAMAZIONE!
    non+autenticato
  • - Scritto da: Spectator
    > E' stato denunciato? Cosa si aspettava: se io
    > scrivo su
    >
    > blog che una tale marca di caffe' fa schifo,
    > magari per un mio gusto personale, alla fine e'
    > NORMALE che uno becchi una denuncia per
    > diffamazione. Quando uno fa una dichiarazione
    > simile si merita una letterina
    > dell'avvocato.
    pensi davvero le idiozie che hai scritto o fai parte anche tu del circo mediatico ricorsivo (marketing/blog/ecc..) ?

    io lo abolirei proprio il reato di diffamazione a mezzo stampa. O al limite lo farei enormemente stringente, in modo che il 95% delle istanze non vengano neanche accolte.
    non+autenticato
  • > pensi davvero le idiozie che hai scritto o fai
    > parte anche tu del circo mediatico ricorsivo
    > (marketing/blog/ecc..)
    > ?

    semmai le idiozie le scrivi tu e non leggi attentamente
    o non le capisci proprio le cose che dico
    ripeto se scrivi senza portare le prove di quello che
    dici rischi una diffamazione.
    Ha pubblicato un post senza dare le prove di quello
    che stava dicendo
    indi DIFFAMAZIONE.



    > io lo abolirei proprio il reato di diffamazione a
    > mezzo stampa. O al limite lo farei enormemente
    > stringente, in modo che il 95% delle istanze non
    > vengano neanche
    > accolte.

    Io lo lascio li cosi se gente come te scrive cose offensive nei mei confronti si becca una bella RACCOMANDATA AR e paga i danni
    la vostra capacita di capire e pari alla cultura civica e conoscenza delle leggi PARI A 0!
    Abolizione un cacchio
    non+autenticato
  • > semmai le idiozie le scrivi tu e non leggi
    > attentamente
    > o non le capisci proprio le cose che dico

    Lo accusi di scrivere idiozie o di non essere in grado di comprendere le tue affermazioni. Secondo la tua logica questa è diffamazione o sbaglio?
    non+autenticato
  • Ma ti sei degnato di andare a vedere qual'era il problema segnalato nel post che ha dato origine al tutto?
    Si tratta tutto tranne che di osservazioni personali (tipo il caffè fa schifo)
    non+autenticato
  • - Scritto da: Spectator
    > E' stato denunciato? Cosa si aspettava: se io
    > scrivo su
    >
    > blog che una tale marca di caffe' fa schifo,
    > magari per un mio gusto personale, alla fine e'
    > NORMALE che uno becchi una denuncia per
    > diffamazione.

    Se io dico che secondo me la marca di caffe' XY fa schifo come fai tu ad indagare la mia sfera soggettiva? Non e' penalmente o civilmente rilevante. Caso diverso se dico che il caffe' XY fa schifo qui probabilmente hai ragione.

    Comunque sembra che il tale abbia semplicemente raccontato la sua storia con la ditta in questione e quindi che il suo comportamento sia diffamatorio e' dubbio.

    Il fatto e' che da ben prima di Internet i potentoni ti mettono il bavaglio semplicemente facendoti causa, tu magari hai detto la verita' e vieni pienamente assolto, nel frattempo pero' perdi un fracco di giornate e ti paghi l'avvocato. Insomma l'uso delle cause di diffamazione e' stato largamente usato a scopo intimidatorio e funziona egregiamente ... Risultato, molta gente non puo' dire una ovvia verita' e quindi ci rimettiamo tutti.

    Il fatto e' che anche se vinci ti tieni le spese (e non hai diritto a danni per il magone e per il tempo perso nel cercare di difenderti), quello che servirebbe e' una norma che riconosca piu' largamente il concetto di "causa temeraria", ovvero se uno ti cita per diffamazione e tu ne esci pulito ti deve tutte le spese patite e pure un bel risarcimento danni. Cosi' il gioco di darti addosso non paga se sai di avere al 100% ragione (e chi ti fa causa sa di avere al 100% torto), presto o tardi ti devono pagare tutto.

    Cosi' non e' oggi e di cause intimidatorie in rete per esempio e' campione la RIA, nonnini, ragazzini, mamme ecc. ecc. I piu' pagano, qualcuno puntiglioso tiene duro e vince, ma pagare ti costa spesso di meno e non tutti hanno voglia di fare gli eroi.

    Cito Orwell "la legge e' uguale per tutti, ma qualcuno e' piu' uguale degli altri". Sarebbe ora che i potentoni di turno fossero un po' meno "un po' piu' uguali".
    non+autenticato
  • - Scritto da: ManyChoices
    [cut]

    > Il fatto e' che anche se vinci ti tieni le spese
    > (e non hai diritto a danni per il magone e per il
    > tempo perso nel cercare di difenderti), quello
    > che servirebbe e' una norma che riconosca piu'
    > largamente il concetto di "causa temeraria",
    > ovvero se uno ti cita per diffamazione e tu ne
    > esci pulito ti deve tutte le spese patite e pure
    > un bel risarcimento danni. Cosi' il gioco di
    > darti addosso non paga se sai di avere al 100%
    > ragione (e chi ti fa causa sa di avere al 100%
    > torto), presto o tardi ti devono pagare
    > tutto.
    [cut]

    Ti quoto alla grande ! In caso di archiviazione, penso che d'ufficio si dovrebbe procedere per far capire al querelante che far perdere tempo e soldi sia alla Giustizia che al querelato non è un comportamento civile.

    Io ad es son stato querelato per vendetta da uno spammer (querela resa pubblica mesi prima che mi arrivasse la convocazioen) molto attivo su Usenet, quello di Lugano...

    G.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Spectator
    > E' stato denunciato? Cosa si aspettava: se io
    > scrivo su
    >
    > blog che una tale marca di caffe' fa schifo,
    > magari per un mio gusto personale, alla fine e'
    > NORMALE che uno becchi una denuncia per
    > diffamazione. Quando uno fa una dichiarazione
    > simile si merita una letterina
    > dell'avvocato.

    Che mentalità servile.
    Se io esprimo un'opinione personale, magari argomentata, non può e non deve essere considerata diffamazione, a meno che uno non racconti il falso.

    Tu invece pretendi che vengano abolite le libertà di opinione e di parola.
    Funz
    13021