Luca Spinelli

Vogliono vietare la pornografia sul web

di Luca Spinelli - Il disegno di legge shock proposto in Senato da un parlamentare PDL per tutelare i minori su internet. Previsti fino a cinque anni di carcere ed oscuramento dei siti web

Vogliono vietare la pornografia sul webRoma - Oscuramento di ogni sito internet contenente materiale pornografico o offensivo del buon costume. Pene fino a cinque anni di carcere o cinquantamila euro di multa per chi pubblica una qualsiasi scena di sesso esplicito. Questa, la sintesi della legge proposta dal senatore Alessio Butti, Popolo delle Libertà, alla sua terza legislatura e membro della commissione per l'indirizzo e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi.

Si prospettano tempi duri per il maschio italiano insoddisfatto. Il disegno di legge proposto al Senato sembra avere intenti molto chiari fin dal titolo: norme per la corretta utilizzazione della rete Internet a tutela dei minori. Un disegno di legge non sempre diventa legge dello stato e anche quando questo avviene in genere trascorrono varie settimane o mesi, ma considerando che la proposta proviene dalle file del maggiore e più influente partito di governo, la vicenda desta comunque interesse, poiché investe il rapporto fra istituzioni, legislatore e mondo del Web.

Il DdL Butti ricorda, per alcune ispirazioni, le proposte cinesi e statunitensi in materia, ma si spinge parecchio oltre: vietare con pene severissime non solo la pedofilia, anche la pornografia tutta, passando per l'istituzione di una sorta di garante per la morale sul web. In sintesi: messa al bando delle varie Moana Pozzi e Ciccioline, in nome della tutela dei minori. Tutto ciò soltanto via internet - la saracinesca della vecchia edicola resterebbe aperta - e non solamente in Italia: dall'Italia verso tutti i siti al mondo. Una legge italiana, infatti, coinvolge - almeno in teoria - l'intera navigazione dall'Italia, non solo quella in Italia.
Vediamo gli stralci più restrittivi della proposta.
Art.1
1. È vietato istituire siti nella rete Internet i cui contenuti siano finalizzati, direttamente o indirettamente: (...)
c) alla divulgazione o alla pubblicizzazione di materiale pornografico o di notizie o di messaggi pubblicitari diretti all'adescamento o allo sfruttamento sessuale di minori di anni diciotto.
2. Chiunque viola i divieti di cui al comma 1 è punito con la reclusione da uno a cinque anni e con la multa da 2.500 euro a 50.000 euro.
Ovvero, divieto di pubblicazioni pornografiche e di promozione della pornografia online (due cose, fra l'altro, ben diverse: come vietare sia il consumo di alcool, sia la pubblicità dei Mon Chéri Ferrero). Impossibilità di pubblicare scene palesemente erotiche, e difficoltà pure nel promuovere quei siti seriamente gestiti. Proseguiamo con l'articolo 2:
Art. 2
1. Il servizio di polizia (...), vigila sulla liceità e sulla moralità del contenuto dei siti della rete Internet (...).
3. L'autorità giudiziaria dispone l'oscuramento dei siti della rete Internet i cui contenuti sono palesemente illeciti o offensivi del buon costume o tali da attentare all'ordine pubblico.
Ovvero, in sostanza, oscuramento di qualche centinaio di milioni di pagine web e ritorno a quelle leggi sulla morale che gli ordinamenti laici hanno ridimensionato in quasi tutto l'occidente.

Infine, l'articolo 3 prevede alcune deroghe:
Art. 3.
1. L'autorità per le garanzie nelle comunicazioni può autorizzare la diffusione di siti della rete Internet i cui contenuti siano parzialmente simili a quelli vietati ai sensi dell'articolo 1 (...)
Ovvero: attribuzione di una sorta di mandato etico-morale all'autorità per le comunicazioni, e istituzione di nuove procedure burocratiche per chiedere le autorizzazioni.

L'articolo 3 è anche la chiave di volta per l'interpretazione della legge, poiché porta a due possibili conclusioni: o la legge ha - come sembra - lo scopo di vietare la pornografia tutta, indistintamente, o è palesemente errata e perciò pericolosa (infatti, se il divieto fosse diretto solo a quelle pubblicazioni pornografiche effettuate per adescare o sfruttare i minori, nessuna deroga dovrebbe essere prevista).

Questo, il primo, evidente, motivo per il quale il disegno di legge incontrerà probabilmente grandi difficoltà nella sua traduzione in legge. Ma altri motivi assai meno etici sono in agguato: il mercato della pornografia genera un giro d'affari superiore a quello della vendita di armi e, come è noto, è uno dei settori più floridi del commercio via web.
Inoltre, vietare la pornografia solo sulla rete escludendo ogni altro mezzo dall'inasprimento sarebbe ennesima benzina sul fuoco delle feroci critiche nazionali ed internazionali verso l'inadeguatezza del legislatore italiano in materia di internet e progresso.

La necessità di istituire norme per tutelare i bambini dall'accesso a materiale pornografico sul web è sentita e internazionalmente diffusa, ma non effettuarlo in ambito comunitario e sollecitando paure ataviche rischia di generare al contrario insicurezza, disperdendo al contempo le già esigue risorse istituzionali. Investirle nella formazione e nella ricerca (per cui in Italia gli investimenti sono tra i più bassi in Europa) permetterebbe, a parer di molti, sia di far capire alla popolazione come usare il Web, sia di far capire al futuro legislatore che cos'è Internet, sia di favorire la nascita di una cultura critica in materia.

Intanto, secondo il disegno di legge, per segnalare le violazioni online potremo utilizzare un modernissimo numero di telefono istituito per l'occasione. Verde, almeno.

Luca Spinelli
839 Commenti alla Notizia Vogliono vietare la pornografia sul web
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  • Volevo chiedere se è in atto questa legge.
    Visitando siti pornografici è lecito che si ricevi una multa di 100 euro dalla polizia informatica con blocco di computer annesso? No perchè a me è successo! Assurdo! E c'è scritto come motivazione: terrorismo, pedopornografia, zoofilia... Ma visitare youporn non mi sembra che centri con tutto ciò. Sono parechio incazzato. Se mi deste delucidazioni in merito sarei grato. Grazie
    non+autenticato
  • - Scritto da: marco bianchi
    > Volevo chiedere se è in atto questa legge.
    > Visitando siti pornografici è lecito che si
    > ricevi una multa di 100 euro dalla polizia
    > informatica con blocco di computer annesso? No
    > perchè a me è successo! Assurdo! E c'è scritto
    > come motivazione: terrorismo, pedopornografia,
    > zoofilia... Ma visitare youporn non mi sembra che
    > centri con tutto ciò. Sono parechio incazzato. Se
    > mi deste delucidazioni in merito sarei grato.
    > Grazie

    Ma la multa a chi dice che va pagata ? Sara' spam con il conto truffaldino.
    krane
    22544
  • speriamo la vietino, la pornografia sta rovinando il cervello della gente. nn esiste più l'amore.
    non+autenticato
  • Quest'articolo ha prodotto 835 post:
    si vede che è un argomento che appassiona...
    non+autenticato
  • Più che la pornografia, io penserei a togliere di mezzo quei programmi tipo amici, uomini e donne, ecc ecc... che sono un vero schiaffo alla moralità, una ragazzina che sta crescendo e vede quei tipi in televisione pensa che sia giusto vomitare per restare bella e pensa sia giusto non studiare per esser stupida e sposar un calciatore... guardatevi intorno le schifezze sono ben altre! che se dovessi elencarle non basterebbero mille commenti
    non+autenticato
  • Molto bene, fa solo bene alla società. Ci vuole anche VESTIRE le donnucciole che si fanno vedere nella porno RAI e porno MediaSet, abolire le veline e i loro simili.
    Anche all'estero sfottono l'Italia come il paese delle pu***ne e degli affamati in crisi d'astinenza, che vanno anche in vacanza per provarci con le stranire. Italia è sputta**ta in tutto il mondo. Vietate porno e ci saranno meno stupri e violenze, perché meno si vede il porno meno si pensa al sesso, più la mentalità è sana.
    Per gli stupratori come in Iran: impeccare!
    Sono contento che qualcuno pensa di queste cose.
    non+autenticato
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