Il cracker degli UFO: no, gli USA no!

Il celebre cracker del Pentagono Gary McKinnon tenta l'ultima carta per evitare di essere processato negli USA

Roma - Gary McKinnon tenta una nuova mossa per cercare di bloccare quanto sembrava ormai inevitabile, ossia la sua estradizione negli USA dal Regno Unito. Il cracker si è appellato alla Camera dei Lord affinché riconsideri il processo di estradizione a suo carico e consenta che il procedimento giudiziario che lo riguarda non si apra negli States ma si concluda nel Regno Unito.

un ufo?McKinnon, come ben sanno i lettori di Punto Informatico, quattro anni fa aveva sfondato i siti e i server di alcune importanti organizzazioni governative statunitensi, in particolare il Pentagono e la NASA. La ragione che ha addotto per una simile mossa è stata la ricerca di informazioni sugli UFO: a suo dire il Governo statunitense tratterrebbe a sé dati di fondamentale importanza in materia.

Per i suoi reati McKinnon è stato arrestato e subito dopo è iniziato un lungo tira e molla tra autorità britanniche e polizie statunitensi. I procuratori nordamericani intendono sottoporre il cracker ad un procedimento che sia di esempio per la comunità degli smanettoni, tanto più che le azioni di McKinnon sulla carta potrebbero costargli decenni di carcere.
Il procedimento di estradizione si è concluso da tempo, ormai l'estradizione è lì lì per avvenire. Da qui l'ultimo appello del cracker nella speranza di rimanere nel Regno Unito, dove la normativa per quanto severa è assai meno pesante e punitiva di quella statunitense.
13 Commenti alla Notizia Il cracker degli UFO: no, gli USA no!
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  • in riconoscimento dagli allieni mi fu detto in voce da loro nonostante le loro ricerche che in base ai loro doveri alla ricerca dei loro simili in quanto mai portato a termine su questo pianeta   CHIEDONO che gli sia restituiti i loro defunti 8.1992                                                     prefferisco essere anonimo ora per motivi personali                                                                                                                                                                        NON è UNO SCHERZO
    non+autenticato
  • Bhè, se vogliamo dirla tutta sulla storia dell'hacker, molti dubbi su queste sue prove verrebbero dal fatto che "stranamente" non ha salvato niente di tutto ciò di cui è entrato in possesso, a parte una foto e tra l'altro incomprensibile e nulla di eclatante.
    Le motivazioni sono ancora più...superficiali: egli dice che non ha potuto salvare documentazione riservata per banalissimi problemi, e qui i più smaliziati hanno fatto notare che uno come lui in grado di entare in siti e gironzolare in lungo ed in largo....strano che si fermi di fronte a problemi banali per salvare tutto..
    Bhò, che altro aggiungere...staremo a vedere.
    Non c'è anno che passa che questo o quell'ufologo o contattista o svasato annuncia l'arrivo di alieni, la prova provante ecc ecc...ed intanto qualcuno ci campa anche bene su queste cose.

    Un saluto
    Teo
    www.paleoseti.it
    non+autenticato
  • per chi e' stato responsabile di cose molto piu' gravi ovviamente gli usa non ci pensano minimamente a consentire un processo che non sia in territorio americano
    non+autenticato
  • Beh certo... gli USA ci hanno liberato dal Nazi-Fascismo eh!

    Ok è anche vero che subito dopo siamo stati invasi da loro, ma questa è un'altra storia. Quella ufficiale si ferma alla liberazione dal nazifascismoSorride
  • Sembra la trama di X-Files.. mi chiedo: se non ci fosse niente di compromettente perchè tanto casino da parte delle autorità americane?
    non+autenticato
  • Beh, che gli americani, come più o meno tutti i governi, abbiano documenti riservati che non vogliono far leggere a chicchessia credo sia ovvio. Ora non so cosa ci fosse di preciso su quei server, ma fossero anche stati vuoti, l'idea che gli USA vogliono dare è: "Se vi azzardate a toccare i nostri dati, vi becchiamo su tutta la faccia del pianeta, vi portiamo qui e vi fate almeno 20 anni di galera!"
  • Che era exploitable grazie al Bug di openssl ?

    Kalel.jpl.nasa.gov che per anni ha ircato su botnet di mezzo mondo ?

    Non diciamo cazzate !

    La sicurezza di questi sistemi è RIDICOLA .... e dentro .... non c'è NIENTE ! (niente di sensibile)
    non+autenticato
  • Come fai a dire che non c'erano dati sensibili? Lavori alla NASA? Sei admin di quei sistemi? Ne conosci il contenuto? E come fai a conoscerlo? Sei penetrato anche tu in quei server?


    - Scritto da: Marco Marcoaldi
    > Che era exploitable grazie al Bug di openssl ?
    >
    > Kalel.jpl.nasa.gov che per anni ha ircato su
    > botnet di mezzo mondo
    > ?
    >
    > Non diciamo cazzate !
    >
    > La sicurezza di questi sistemi è RIDICOLA .... e
    > dentro .... non c'è NIENTE ! (niente di
    > sensibile)
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