Alfonso Maruccia

Svezia, Legge Orwell in arrivo

Quest'oggi è prevista la votazione sulle norme che prevedono l'istituzione del Grande Fratello più grande mai apparso in Europa. In nome della sicurezza, il parlamento svedese si appresta a fare a fettine la privacy globale

Roma - Se tutto andrà come previsto, questa mattina alle 9 ora locale il Riksdag, il parlamento svedese, avrà approvato la proposta dell'istituzione di una società della sorveglianza dalle maglie particolarmente strette, in grado di monitorare un numero inusitato di comunicazioni e scandagliarle alla ricerca di eventuali minacce alla sicurezza nazionale.

Più asfissiante della presenza della NSA sui network statunitensi, più ossessiva delle CCTV nelle strade di Londra, quella che è stata definita "legge Orwell" sfrutterà le capacità del quinto supercomputer più potente del mondo per tenere sotto controllo telefonate, e-mail, instant messaging, comunicazioni cellulari, VoIP, qualsiasi bit di informazione sia in entrata che in uscita dal paese.

La proposta, che era in attesa nel parlamento scandinavo da oltre un anno, ha conquistato solo di recente le cronache locali suscitando un vespaio di polemiche e reazioni preoccupate delle possibili implicazioni sulla vita delle persone e il diritto alla privacy. La Lex Orwell subisce le critiche di tutti, dalla maggioranza della stampa, delle associazioni per i diritti civili, di Pirate Bay, dei blogger ma anche del Dipartimento di Giustizia, dell'equivalente svedese dell'FBI statunitense Sakerhetspolisen e di alcuni ex-dipendenti della Försvarets radioanstalt (FRA).
A non lamentarsi affatto è appunto quest'ultima organizzazione, residuato bellico della guerra fredda a cui passerebbe il controllo della sorveglianza globale, secondo quanto stabilito dalla proposta di legge. Una lobby apparentemente molto potente, quella della FRA, che ha spinto i quattro maggiori partiti politici dell'alleanza di governo a serrare le fila per votare compatti l'approvazione della norma.

Ma anche se il risultato positivo della votazione di questa mattina appare scontato, le preoccupazioni e le perplessità non mancano nemmeno tra un buon nugolo di parlamentari della maggioranza. Parlamentari come Annie Johansson e Fredrick Federley, entrambe esponenti del partito centrista e social-liberale Centerpartiet che hanno già avuto modo di esprimere la loro ferma contrarietà alla legge per la sorveglianza globale.

Le perplessità nel Centerpartiet appaiono più estese di quello che i portavoce di partito vorrebbero far credere, al punto da aver richiesto un meeting straordinario per cercare di raggiungere una posizione comune e in linea con quella della maggioranza. L'opposizione, dal canto suo, si è già detta compatta nel voler votare no alla proposta, e ha assicurato che eventualmente cancellerà la normativa qualora ci fosse un cambio di corso nel governo del paese per le elezioni del 2010.

Alfonso Maruccia
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