I computer salveranno le foreste?

O viceversa? Allo studio i nuovi modelli computazionali per comprendere in che modo le grandi foreste si formano ed interagiscono con l'ambiente

Roma - Le grandi foreste del pianeta sono da lunghi anni sotto assedio e la loro estensione si riduce: per comprendere fino in fondo in che modo interagiscono con l'ecosistema terrestre, in tutti i dettagli fin dentro l'interazione tra specie diverse di piante, alcuni ricercatori hanno presentato uno studio su nuovi modelli computazionali dai quali si spera possano emergere nuove risposte.

forestaSu Science in queste ore stanno apparendo le ricerche di Drew Purves (nella foto più sotto), studioso di Microsoft Research, che lavora sulla comprensione delle foreste come chiave per migliorare le capacità predittive sul cambiamento climatico, uno studio che porta avanti con colleghi spagnoli di Madrid ed esperti della Princeton University come Stephen Pacala. Collegare enormi quantità di dati e rilevazioni a formule innovative sulle dinamiche della vita delle foreste e delle specie, potendo verificare in modo affidabile gli effetti di tutto questo sulle capacità di assorbimento dell'anidride carbonica, è uno degli obiettivi di questo lavoro.

Secondo Purves i modelli dinamici sulla vegetazione globale "hanno indicato che le foreste potrebbero giocare un ruolo cruciale nel modo in cui il clima della Terra risponde alle emissioni di anidride carbonica provocate dall'uomo, ma fino ad oggi la comprensione insufficiente delle foreste, l'insufficienza dei dati e della potenza di computing, hanno reso le previsioni altamente inaffidabili".
A suo modo di vedere, questa inaffidabilità si traduce in buoni argomenti per gli scettici, quelli secondo cui il global warming è una invenzione. "Scettici che - spiega ancora Purves - erroneamente concludono che poiché l'ambiente terrestre è un sistema complesso e poco compreso allora noi non dovremmo modificare i nostri comportamenti. In realtà, noi riteniamo che il convergere di modelli matematici di recente sviluppo, di migliori fonti di dati e di nuovi metodi di analisi computazionale possano produrre modelli più realistici. Questo ci darebbe informazioni davvero decisive nel contribuire a gestire le foreste del mondo e capire il loro impatto sul nostro clima".

Alla ricerche di Purves, Pacala e soci si aggiungono quelle di Daniel Montoya dell'Università di Madrid, che ha approfondito le dinamiche relative alla distruzione dell'habitat e alle capacità di "resistenza" degli alberi.

il ricercatoreIn una nota rilasciata da Microsoft Research Cambridge, Purves spiega ulteriormente come oggi "alcuni modelli dicono che la foresta potrà assorbire miliardi di tonnellate di anidride carbonica e, nel farlo, agire come freno al cambiamento climatico" ma "altri modelli dicono l'opposto" ed "è questo il problema: siamo pressoché certi che le foreste giochino un ruolo importante anche nel futuro del clima e in particolare a come rispondono al CO2. Ma come ciò avvenga è al momento un mistero totale".
3 Commenti alla Notizia I computer salveranno le foreste?
Ordina
  • "Scettici che - spiega ancora Purves - erroneamente concludono che poiché l'ambiente terrestre è un sistema complesso e poco compreso allora noi non dovremmo modificare i nostri comportamenti."
    No, sig. Purves. Riformuli così: "Scettici che concludono che poiché l'ambiente terrestre è un sistema complesso e poco compreso non bisogna sparare a zero che si va verso un riscaldamento quando, per quanto ne sappiamo e capiamo, fra 100 anni potremmo stare in mezzo ad una glaciazione". Così suonava meglio ed era più credibile, sig. Purgas. E il fatto di inquinare come maiali c'entra poco, è una porcheria, senza che questo ce lo debba dire l' "ambientalista" Gore.
  • - Scritto da: theDRaKKaR
    > "Scettici che - spiega ancora Purves -
    > erroneamente concludono che poiché l'ambiente
    > terrestre è un sistema complesso e poco compreso
    > allora noi non dovremmo modificare i nostri
    > comportamenti."
    > No, sig. Purves. Riformuli così: "Scettici che
    > concludono che poiché l'ambiente terrestre è un
    > sistema complesso e poco compreso non bisogna
    > sparare a zero che si va verso un riscaldamento
    > quando, per quanto ne sappiamo e capiamo, fra 100
    > anni potremmo stare in mezzo ad una glaciazione".
    > Così suonava meglio ed era più credibile, sig.
    > Purgas. E il fatto di inquinare come maiali
    > c'entra poco, è una porcheria, senza che questo
    > ce lo debba dire l' "ambientalista"
    > Gore.

    Sei un po' presuntuoso nell'esposizione. Vola basso.
    non+autenticato
  • - Scritto da: theDRaKKaR
    > "Scettici che - spiega ancora Purves -
    > erroneamente concludono che poiché l'ambiente
    > terrestre è un sistema complesso e poco compreso
    > allora noi non dovremmo modificare i nostri
    > comportamenti."
    > No, sig. Purves. Riformuli così: "Scettici che
    > concludono che poiché l'ambiente terrestre è un
    > sistema complesso e poco compreso non bisogna
    > sparare a zero che si va verso un riscaldamento
    > quando, per quanto ne sappiamo e capiamo, fra 100
    > anni potremmo stare in mezzo ad una glaciazione".
    > Così suonava meglio ed era più credibile, sig.
    > Purgas. E il fatto di inquinare come maiali
    > c'entra poco, è una porcheria, senza che questo
    > ce lo debba dire l' "ambientalista"
    > Gore.

    Ti correggo, l'inquinamento prodotto dalla razza suina è pressoché irrisorio in confronto a quello umano, anzi il gas serra prodotto dal maiale domestico è direttamente proporzionale alla quantità di suoi simili allevati dall'uomo, per tanto anche nel caso del maiale è colpa nostra.

    Oltre a questa introduzione ironica ti prego di non inserirti nella categoria benevolmente chiamata come "scettici", mettiti pure tranquillamente fra gli ipocriti perché fare i propri "porci" comodi e poi voler giustificare il virulento comportamento umano con il naturale andamento del clima terrestre è un esercizio di pura fantasia infantile volta a far tacere la propria coscenza.
    Saluti.