Locale multato, non schedava i clienti

Succede a Trieste, in un locale che offre una connessione wireless ai propri avventori. Dispone di licenza della questura ma si ritrova con una sanzione in mano

Roma - Scrive V.: "Siamo un locale di Trieste, abbiamo una rete wireless che mettiamo a disposizione dei ns. clienti gratuitamente (solo la rete, nessun PC). a questo proposito abbiamo una licenza rilasciata dalla questura con l'obbligo di registrare i documenti dei clienti che si connettono su apposito registro vidimato. Questo fino a ieri.

Siamo stati sanzionati per 1.036,00 € in quanto non avevamo le fotocopie dei documenti di tutti i clienti e non abbiamo tenuto traccia digitale di tutto il traffico effettuato da ogni singolo cliente.

A loro dire dovremmo disporre di server con registrazione dei dati relativi al traffico complessivo, tutti i siti visitati, mail, chat ecc. una schedatura di ogni cliente e della sua sfera privata, in quanto in caso di richiesta dell'autorità di pubblica sicurezza, dobbiamo fornire tali dati.
Mi chiedo se vi risulta corretta questa interpretazione della legge e se una tale comportamento viene tenuto anche da tutti i provider, internet point, hot spot ecc".

V.

Caro V.
la controversa normativa sulla data retention, recepimento all'italiana della direttiva europea sulla conservazione dei dati nel traffico, richiede che tutti coloro che offrono un servizio di connettività conservino tutti i dati di traffico dei propri utenti. Questo comprende i dati delle email (ora di spedizione, indirizzi coinvolti) così come periodo di accesso ad Internet, non comprende però la lista dei siti web visitati né i contenuti delle comunicazioni (VoIP o altro) che possono essere intercorse durante la connessione. Il senso della norma è che si trattengano per un tempo di due anni i dati che possono consentire all'autorità giudiziaria di associare eventuali reati commessi in rete ad un determinato utente.

Di conseguenza si prevede che chi offre un accesso al pubblico conservi i dati identificativi dei propri clienti per consentirne l'associazione ai dati conservati dai provider. La fotocopia in molti casi non è più ritenuta indispensabile laddove vengano utilizzati strumenti come gli SMS di autenticazione dell'accesso (in quel caso è l'utenza telefonica a "convalidare" l'identità del cliente).

Fin qui quello che prevede la normativa. Nei fatti, però, sono numerosissimi coloro che, dentro e fuori da certi locali e in determinate aree urbane, normalmente delimitate dalla potenza del segnale di un router wifi, offrono connettività wireless senza l'identificazione richiesta dalla normativa. ╚ un approccio non previsto dalla normativa, nei fatti sanzionabile, sebbene risulti naturalmente quello più in linea con le aspettative associate all'affermazione dell'era digitale.

A presto
Adele Chiodi
100 Commenti alla Notizia Locale multato, non schedava i clienti
Ordina
  • Secondo me puoi fare ricorso, per due motivi:

    1) Non c'è più obbligo di registrazione del traffico : http://www.garanteprivacy.it/garante/doc.jsp?ID=14...

    2) Non hai a disposizione dei clienti macchine tue e se non sbaglio la legge distingue tra postazioni presidiate (tipo internet point) e non presidiate (tipo macchinette automatiche). Infatti i chioschi internet presenti in stazioni ed aereoporti non prevedono identificazione.

    Chi te l'ha fatta la "multa" ? Postale o altri ?

    G.
    non+autenticato
  • ho già visionato la disposizione del garante della privacy che mi da assolutamente ragione (1482111)per quanto riguarda la copia dei documenti ritengo che dopo aver riportato i dati sul registro vidimato dalla questura sia assolutamente ridicolo dover anche fotocopiare il documento, un raddoppio di obblighi senza senso.
    la sanzione mi è stata comminata dalla polizia postale.
    naturalmente i controlli che vengono fatti riguardano solo le licenze esistenti ed eventuali piccole violazioni formali o discutibili, non si controllano assolutamente le reti wireless totalmente prive di autorizzazione o gli internet point che non registrano i clienti, quindi come sempre si tratta di burocrazia pura e non di "sicurezza anti-terrorismo".
    non+autenticato
  • - Scritto da: viale39
    > raddoppio di obblighi senza senso.
    mi spiace doverti dare torto. In materia di privacy e tecnologia di fatto non contano disposizioni, interpretazioni autentiche e deliberazioni delle autorità ma è sempre l'ufficiale addetto alla verifica ad avere l'ultima parola. Purtroppo la legge 626, 675 e diverse altre condividono questa idiozia (e questa è una piena responsabilità, sottolineo corale, di tutti governi degli ultimi quindici anni) che lascia ampio margine all'abuso od alla faciloneria secondo i casi.
    L'altro indegno effetto è che troppo spesso chi verifica si affida ai proclami allarmistici di certa stampa specializzata del settore economico, che in materia si è sempre adoperata nel suggerire solo le soluzioni più dispendiose ed imbecilli.
    C'è gente che ha eccepito che un sever, in case tower con piede altro di dieci centimetri, al quarto piano, è in violazione delle norme per la tutela dei dati poiché un certo fogliaccio rosa ha strombazzato che ci vorrebbe l'armadio rack fissato al muro.

    > la sanzione mi è stata comminata dalla polizia
    > postale.
    ...
    > si tratta di burocrazia pura e non di
    > "sicurezza anti-terrorismo".

    Costringi il tuo avvocato se finisci davanti al giudice a pretendere il rimborso delle spese e la segnalazione alla corte dei conti per l'addebito ai funzionari responsabili.
    Solo così imparano.

    Un poco come per la pattuglia che ti ferma sempre sotto casa, ti fai rilasciare regolare verbale di fermo e li citi per danni (o minacci di farlo), chissà perchè la smettono di scocciare.
    non+autenticato
  • E pensare che fino a qualche anno fà la sanzione sarebbe scattata se il server ci fosse stato......

    Internet Is Dead.
    non+autenticato
  • Paura di questo, paura di quello, paura di sopra, paura di sotto. La paura, insieme alla pornografia e alla droga, è l'affare più colossale al mondo (fonte organizzazione del commercio)
    Noi facciamo le leggine perché siamo furbi e freghiamo quei cattivoni dei terroristi così possiamo stare tranquilli. Ed intanto adottiamo comportamenti degni di un paese incivile e lacci e laccioli che impediscono a questo paese di muoversi e continuiamo ad avere bisogno di licenze e permessi per tutto come nel medioevo (un fiorino!).
    Con la ricchezza che si potrebbe creare se non fossimo ingessati, saremmo in grado di migliorare il tenore di vita di tutti, migliorare le scuole e il conseguente livello culturale di questo paese. Questo porterebbe ad una minore tensione sociale e quindi ad una minor delinquenza (la storia lo insegna). Ma noi preferiamo queste strade, perchè noi siamo furbi, una parola molto nel nostro vocabolario e che faccio fatica a volte a tradurre BENE a persone non italiane. Si perché l'accezione in cui l'intende la maggior parte della gente non è quella di astuto (come la volpe) ma è un po' più "delinquentesca" (mi si passi il termine).
    Furbi "gestiti" da furbi demagoghi, questo siamo.
    non+autenticato
  • Mi sembra senza dubbio la soluzione più comoda per non essere beccati...
    non+autenticato
  • se non fosse che ti dovrebbero ritirare la licenza ...

    da noi hanno beccato un centro di telefonia, che non era in regola con la normativa in questione ed e' stato chiuso per 2 mesi, oltre alla multa pecuniaria
  • La legge, purtroppo parla chiaro, e per chi gestisce un'internet point è una spesa non indifferente.

    Sostanzialmente dice che per ogni computer che naviga bisogna avere associato un documento e tutti i dati in esso contenuti, più i log riguardanti la navigazione.

    Per quanto riguarda le reti wireless, mi pare di aver visto che c'e' un'esenzione per quanto riguarda i log, data l'ipotetica difficoltà nell'associare log a documento, anche se poi è fattibilissimo.

    Ad ogni modo, nel caso specifico, mi identifico anche i tutti gli internet point che si ritrovano con un concorrente che fa navigare gratis, parlo per esperienza diretta, dato che qui dobbiamo competere con la bibblioteca comunale che da libero accesso a computer in lan e wireless a costo zero, mentre noi dobbiamo sobbarcarci tutti i costiTriste
  • - Scritto da: Max3D
    > La legge, purtroppo parla chiaro, e per chi
    > gestisce un'internet point è una spesa non
    > indifferente.
    >
    > Sostanzialmente dice che per ogni computer che
    > naviga bisogna avere associato un documento e
    > tutti i dati in esso contenuti, più i log
    > riguardanti la
    > navigazione.
    >
    > Per quanto riguarda le reti wireless, mi pare di
    > aver visto che c'e' un'esenzione per quanto
    > riguarda i log, data l'ipotetica difficoltà
    > nell'associare log a documento, anche se poi è
    > fattibilissimo.
    >
    > Ad ogni modo, nel caso specifico, mi identifico
    > anche i tutti gli internet point che si ritrovano
    > con un concorrente che fa navigare gratis, parlo
    > per esperienza diretta, dato che qui dobbiamo
    > competere con la bibblioteca comunale che da
    > libero accesso a computer in lan e wireless a
    > costo zero, mentre noi dobbiamo sobbarcarci tutti
    > i costi
    >Triste

    Gia' il fatto che non sai scrivere Biblioteca mi preoccupa ... comunque gli internet point sono una cosa da terzo mondo (infatti se vai in Sudan, Egitto ecc. ne sono pieni). Nei paesi avanzati si offre connettivita' wireless gratuita nelle citta' (vedi San Francisco), sui treni (UK) e ovviamente in tutte le biblioteche il cui mandato e' di offrire accesso alle informazioni - che nell'era Internet vuole dire accesso alla rete.
    Solo un misto di mentalita' cinese (per i controlli e le censure) e italiota (per il piccolo tornaconto di alcuni bottegai) puo' trasformare un cambio epocale dove libera connessione vuol dire ricchezza di una nazione in una pernacchia come tu vorresti fare.
    Tra l'altro queste norme liberticide NON HANNO NESSUN EFFETTO SULLA SICUREZZA. Dammi un caso di 1 (un) terrorista beccato mentre mandava una mail da un Internet point (dove - se li usano, usano anche un'altra identita'). E' solo una combinazione di 2 cose:
    - Controllo sociale (inutile e danno so per l'economia)
    - Tornaconto di bottega di qualche tabaccaio (idem)

    = Italia dritta dritta verso il terzo mondo

    Ma perche' invece di dedicare tempo ed energie a scrivere i log di chi si collega non prendete la scopa e cominciate a tenere pulite le vostre citta' separando la spazzatura invece di tirarla per la strada ?
    non+autenticato
  • Anche a me preoccupa chi come te da importanza ad una b in più (errore di battitura) e non capisce il senso del discorso.
    Il mio riferimento alla Biblioteca era per sottolineare che purtroppo in Italia ci sono leggi ingiuste oltre che assurde .
    La cosa più inverosimile è proprio il fatto che un'amministrazione comunale faccia concorrenza alle attività private .
    Come dovrei sentirmi, da imprenditore e da cittadino, sapendo che le mie tasse finaziano il concorrente più sleale ?
    Che poi gli internet point siano attività da terzo mondo, non è mia la colpa, lascio a te i voli pindarici su una società migliore e avanzata, io purtroppo devo fare conti tutti i giorni con la realtà delle cose e andare avanti con le mie forze.

    Per quanto riguarda il tuo discorso sulla spazzatura ...
    non siamo noi a scrivere i log ma lo fa un software (rofl)

    tra l'altro Pesaro, che non e' napoli, e' una città pulita, popolata da persone tutto sommato educate, e non ho capito questo cosa centra con la legge sulla tracciabilità.
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    Modificato dall' autore il 19 giugno 2008 11.55
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  • Non l'ho capita: l'Italia è (cosa vera peraltro) nel terzo mondo informatico e la colpa sarebbe di una persona che ha un locale e che rispetta la legge, ma gli girano i maroni perchè i locali pubblici (in questo caso una biblioteca) forniscono gratuitamente dei servizi per cui lui è obbligato a pagare dallo stato stesso? Mi spieghi il nesso? Anzi, no, lascia stare, il nesso non esiste, forse nel mondo di orsetti gommosi, ma non qui. Sorride
    non+autenticato
  • lamentarsi perche la biblioteca da accesso a internet gratis? qui si sta proprio delirando.
    purtroppo (!) il costo di una connessione wireless e' irrisoria, pertanto non si fa molto business qui, in tantissimi posti privati tipo bar e simili, ma anche posti d'attesa quali aereoporti o stazioni, si da gratis giusto per far restare li' il cliente a consumare o alleviare l'attesa. tutto detto, ombrelli non se ne riparano piu, costano pochi euro..
    non+autenticato
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