La comunicazione a forma di joystick

di Massimo Mantellini. Tra segni e simboli in 30 secondi rimaniamo in attesa che un assassino minorenne confessi prossimamente di aver sterminato la famiglia per colpa dell'ultimo game, Severance

La comunicazione a forma di joystickWeb - Credo di essere fra i tanti che hanno trovato lievemente disgustosa la pubblicità del nuovo telefono Sirio di Telecom. Quella nel quale una mamma antipatica e improbabile tesse le lodi di sua figlia, una ragazzina dotata di aureola, intenta a mandare di nascosto sms "dal telefono dei suoi". La mia piccola contrarietà dipendeva in realtà più che altro dall'invito, per nulla nascosto nello spot, a carpire i soldi dei genitori per inviare brevi messaggi di testo.

E ' il mio un atteggiamento giustificabile? Esiste una etica della comunicazione che consigli agli addetti ai lavori comportamenti che limitino i rischi di vedere adolescenti lanciare coltelli da cucina in direzione dei genitori dopo averlo visto fare da Fiorello in uno spot Infostrada? E ' molto difficile dirlo. Quello che sembra evidente è che le prese di posizione di esperti, educatori, sociologi, sacerdoti e psicologi al riguardo appaiono sempre più spesso inadeguate.

Il bambino che si lancia dalla finestra perché ha visto Superman (o Pikachu) farlo in TV, non rappresenta il paradigma di alcunché: nella sua eccezione non serve in realtà ad indicare una direzione di comportamento valida per tutti, utile alla maggioranza delle persone. Eppure ancora oggi capita di leggere sui giornali le solite polemiche su Severance, un nuovo videogioco violento che, come previsto, preoccupa e rende sgomenti genitori ed educatori. In attesa che un assassino minorenne (argomento di grande attualità in questi giorni) confessi prossimamente di aver sterminato la famiglia per colpa di tale videogame, registriamo solo che si tratta di una storia sentita già molte volte.
Nella nuova comunicazione, quella consentita da mezzi come Internet (ma anche dai videogames), quello della etica dei contenuti è un problema che si presenta con frequenza ossessiva. Da un lato, la quantità dei contenuti raggiungibili è aumentata in maniera vertiginosa, dall'altro la modalità della comunicazione tende ad individualizzarsi, proprio in relazione al tipo di un mezzo, il computer, che ben difficilmente consente utilizzi condivisi. Oltretutto, a differenza di quanto accadeva fino a qualche anno fa, la liceità dei messaggi e la necessità di un loro eventuale controllo, sembra estendersi dal periodo dell'adolescenza anche all'età matura. Ai tempi di Internet esiste di conseguenza una selvaggia voglia di considerare gli adulti come bambini senza cervello per i quali la navigazione su una pagina web nella quale si spiega come autocostruirsi un missile terra-aria con vecchi residui di elettrodomestici equivale ad un invito irresistibIle e ad un concreto pericolo per la comunità.

Di più: il filtro che fino a qualche lustro fa era "umano" (i genitori, il parroco, l'insegnante, i compagni più grandi, il gruppo) diventa sempre di più governato da un intermediario anonimo e sconosciuto. Non è quindi solo l'overload informativo che rende aleatoria e impalpabile l'etica della comunicazione (in un mondo in cui tutto è raggiungibile, tutto può essere scelto indifferentemente e tutti improvvisamente siamo potenziali ladri/molestatori/truffatori) ma qualcosa di ben più serio.

Mano a mano che si moltiplicano le opzioni di comunicazione e di interattività si moltiplicano anche il numero e la risma dei controllori di tali scelte. Sembra essere questa la religione del futuro. Alle sacre scritture o alle ideologie, il mondo digitale sostituisce il marketing e il controllo politico, la convenienza della grande industria multimediale e il colonialismo culturale. Non deve quindi meravigliare che l'interpretazione dei segni contenuti in trenta secondi di pubblicità, abbia ormai acquistato tale e tanta importanza e che "l'etica" della comunicazione coincida ogni giorno di più con la "convenienza" della comunicazione.

Massimo Mantellini
TAG: italia
26 Commenti alla Notizia La comunicazione a forma di joystick
Ordina
  • Prendo spunto da quanto emerso nel thread riguardante l'educazione dei figli.
    Mettendosi nei panni di un genitore, supponiamo di Milano, ci si trova a dover affrontare il problema dell'educazione dei figli.
    Sembra che divise siano le opinioni sul fatto che sia dannoso o meno che i figli giochino i meno a certi giochi violenti.
    Purtroppo ritengo questo del tutto inevitabile per due motivi.
    Uno pratico: la città che i figli oggi si trovano innanzi è stata costruita proprio dai genitori.
    E' impossibile dire ad un bambino, "vai a giocare fuori", vuoi il traffico, vuoi che è quasi pericoloso girare per strada anche per un adulto.
    Eppure pochi hanno rinunciato all'uso dell'Auto, oppure limitare il proprio inquinamento domestico.
    Non rimane quindi al bambino che chiudersi in casa, o suo o dell'amico, perchè la necessità di aggregazione è fondamentale e soprattutto è un esigenza che ha il bambino.
    Cosa fare in casa? Giocare a calcio? Non si può.
    Ecco che arriva quiandi la playstation, il Pc, Internet. E come fare a censurare certi messaggi rivolti al piccolo? Impedire certi giochi? Impossibile, ci sarà sempre qualche amico che ci gioca, e chi non può si sentirà "minorato" rispetto agli amici. Ed in ogni caso la curiosità avrà il sopravvento.
    L'unica è educarlo e parlarne con lui, magari con cognizione di causa.
    Ed è qui che secondo me i genitori sbagliano.
    Sbagliano nel pensare di crescere i figli con gli schemi imparati dai loro genitori.
    Si pensa, se capita questo i miei figli gli educo come i miei genitori hanno fatto con me, oppure esattamente il contrario. Ma se capita una situazione del tutto nuova, come ci si deve comportare?
    Ecco allora il fiorire delle trasmissioni TV dove lo psicologo di turno risponde alle domande di genitori sempre più preoccupati sul da farsi, oppure il genitore che se ne frega, perchè pensa che il meglio per il ragazzo sia farlo crescere come vuole lui, chi invece ascolta quello che dice la Chiesa, e altri che si arrangiano alla bene in meglio.
    Il nuovo coglie tutti impreparati non c'è dubbio.
    I genitori devono stare di più con i loro figli, stare loro accanto ai figli, e non obbligare figli a stare con loro. A costo di imparare a giocare a Carmageddon o fare le sfide con le carte dei Pokemon, salvo poi fargli le domande "chiave" chiedendogli "perchè ti piace questo gioco?", e capendo il suo pensiero; è dura, ma si era sempre detto che fare il genitore è dura.
    Ora io faccio il saputello, perchè ancora non ho figli. Magari mi preparo su come affrontare il problema, e quando sarà il mio turno, una situazione totalmente nuova, mi prenderà alla sprovvista.
    Se per esempio, venisse la moda del sesso virtuale con internet, e mio figlio lo facesse, con che argomenti glielo potrei impedire?
    Malattie? no, non si trasmettono.
    Violenze? Impossibile.
    Impedirlo con i castighi? Lo farebbe di nascosto.
    Lasciarlo stare? Boh!
    Spero che questo non si verifichi, perchè veramente mi coglierebbe impreparato.
    non+autenticato
  • Vabbè, Massimo....nel prossimo articolo magari stempera le locuzioni troppo articolate per i lettori di P.I troppo pigri o che veramente non riescono ad andare oltre la lettura delle favole...
    Nel merito dell'articolo sicuramente mi trovi daccordo al 100%.
    Vorrei solo testimoniare un ulteriore delirio televisivo internet-fobico andato in onda pochi giorni dopo la tragedia di Novi Ligure.
    Il cardinale Ersilio Tonini, prontamente interrogato dal giornalista RAI di turno, affermava in sostanza che non c'era poi da sorprendersi tanto da giovani che "stanno davanti al computer tre ore al giorno..".
    Ma si può...?
    Ma diventeremo mai un paese civile e RAZIOCINATE ?
    Chi ci difende da giornalisti da 4 soldi ?
    Che strazio....emigriamo tutti..?
    Saluti.
    Maurizio - Lecce
    non+autenticato
  • non so pensi di essere un "intelletuale",
    di scrivere in qualche rivista di sociologia
    ...se vuoi esprimere di concetti e (sei anche un giornalista ,credo!) dovresti saperlo fare...
    del tuo articolo non ci ho capito un c**o...
    e come me penso molte persone...
    ad esempio:
    "il filtro che fino a qualche lustro fa era "umano" (i genitori, il parroco, l'insegnante, i compagni più grandi, il gruppo) diventa sempre di più governato da un intermediario anonimo e sconosciuto."
    che cosa vuol dire?
    è un discorso intelligente ... ironico.. intelletuale... del c***o non saprei?!

    oppure il passaggio:
    "Alle sacre scritture o alle ideologie, il mondo digitale sostituisce il marketing e il controllo politico, la convenienza della grande industria multimediale e il colonialismo culturale"
    ...penso sia il trionfo dei "paroloni" Sorride
    non+autenticato
  • e tu, potresti non scrivere affatto;
    tanto, a quando dai a vedere, non sai leggere...

    non+autenticato
  • io leggo , scrivo (anche male) e dico quello che voglio!
    ho fatto solo critica...sullo stile di scrittura.
    spesso dietro i "paroloni" si nasconde la carenza di idee.
    io non ho capito niente dell'articolo
    ma visto che tu sei una persona molto intelligente potresti spiegarmelo.
    grazie...Sorride
    - Scritto da: alfridus@multimediaclub.org
    > e tu, potresti non scrivere affatto;
    > tanto, a quando dai a vedere, non sai
    > leggere...
    >
    non+autenticato


  • - Scritto da: vmlinuz

    > spesso dietro i "paroloni" si nasconde la
    > carenza di idee.
    > io non ho capito niente dell'articolo
    > ma visto che tu sei una persona molto
    > intelligente potresti spiegarmelo.
    > grazie...Sorride

    Provo a spiegartelo io vmlinuz,

    sono consapevole che il pezzo in questione non era di facile comprensione....si e' trattato di un mio limite a rendere semplici come si dovrebbe concetti un poco astratti.....:

    dietro alle polemiche su videogiochi violenti, spot pubblicitari che indurrebbro fenomeni di imitazione, siti internet dal contenuto dubbio esiste una domanda di fondo:

    cosa e' il caso di comunicare e cosa no?
    esiste cioe' una etica della comunicazione? una specie di "comune sentire" che suggerisca comportamenti e modalita' di comunicazione?

    Ovviamente si, e' sempre esistita.....

    Ora pero' la quantita' e la qualita' della comunicazione e' cambiata radicalmente nel giro di pochissimo tempo.....pensa solo ai videogames e alla loro sempre maggior verosimiglianza con la realta', pensa a Internet e al ventaglio amplissimo delle informazioni raggiungibili in rete....

    in una scenario simile tutto diventa infinitamente piu' complesso......e i punti di riferimento classici che gia' erano in gravi discordanza quando i messaggi erano pochi e sovrapponibili mostrano tutta la loro inadeguatezza.....il senatore o il magistrato o il sacerdote che tuonano contro carmaggedon o l'ultimo videogioco violento non sono ormai piu' una controparte credibile, non perche' esprimano concetti "sbagliati" ma per la inadeguatezza culturale di comprensione dei fenomeni che cosi'automaticamente criticano.....

    ....e d'altro canto un qualche filtro continua ad esistere lo stesso anche quando quelli fino ad oggi utilizzati mostrano la corda.......credo non sia una eresia sostenere che i nuovi censori dei contenuti, specie nel mondo digitale sono gia' oggi, di fatto quanti tali contenuti producono....con un salto non si sa quanto in avanti l' etica della comunicazione coincide sempre piu' spesso con la convenienza di chi tali contenuti vende.....senza che nessuno li abbia interpellati gli uomini del marketing piu' che i politici o i magistrati sono i veri orientatori non piu' solo dei nostri gusti ma talvolta anche di molto di piu'....

    saluti

    M.



    non+autenticato


  • - Scritto da: massimo mantellini
    >
    >
    > - Scritto da: vmlinuz
    >
    > > spesso dietro i "paroloni" si nasconde la
    > > carenza di idee.
    > > io non ho capito niente dell'articolo
    > > ma visto che tu sei una persona molto
    > > intelligente potresti spiegarmelo.
    > > grazie...Sorride
    >
    > Provo a spiegartelo io vmlinuz,
    >
    > sono consapevole che il pezzo in questione
    > non era di facile comprensione....si e'
    > trattato di un mio limite a rendere semplici
    > come si dovrebbe concetti un poco
    > astratti.....:
    >
    > dietro alle polemiche su videogiochi
    > violenti, spot pubblicitari che indurrebbro
    > fenomeni di imitazione, siti internet dal
    > contenuto dubbio esiste una domanda di
    > fondo:
    >
    > cosa e' il caso di comunicare e cosa no?
    > esiste cioe' una etica della comunicazione?
    > una specie di "comune sentire" che
    > suggerisca comportamenti e modalita' di
    > comunicazione?
    >
    > Ovviamente si, e' sempre esistita.....
    >
    > Ora pero' la quantita' e la qualita' della
    > comunicazione e' cambiata radicalmente nel
    > giro di pochissimo tempo.....pensa solo ai
    > videogames e alla loro sempre maggior
    > verosimiglianza con la realta', pensa a
    > Internet e al ventaglio amplissimo delle
    > informazioni raggiungibili in rete....
    >
    > in una scenario simile tutto diventa
    > infinitamente piu' complesso......e i punti
    > di riferimento classici che gia' erano in
    > gravi discordanza quando i messaggi erano
    > pochi e sovrapponibili mostrano tutta la
    > loro inadeguatezza.....il senatore o il
    > magistrato o il sacerdote che tuonano contro
    > carmaggedon o l'ultimo videogioco violento
    > non sono ormai piu' una controparte
    > credibile, non perche' esprimano concetti
    > "sbagliati" ma per la inadeguatezza
    > culturale di comprensione dei fenomeni che
    > cosi'automaticamente criticano.....
    >
    > ....e d'altro canto un qualche filtro
    > continua ad esistere lo stesso anche quando
    > quelli fino ad oggi utilizzati mostrano la
    > corda.......credo non sia una eresia
    > sostenere che i nuovi censori dei contenuti,
    > specie nel mondo digitale sono gia' oggi, di
    > fatto quanti tali contenuti producono....con
    > un salto non si sa quanto in avanti l' etica
    > della comunicazione coincide sempre piu'
    > spesso con la convenienza di chi tali
    > contenuti vende.....senza che nessuno li
    > abbia interpellati gli uomini del marketing
    > piu' che i politici o i magistrati sono i
    > veri orientatori non piu' solo dei nostri
    > gusti ma talvolta anche di molto di piu'....
    >
    > saluti
    >
    > M.
    >
    >   
    >



    Mantellini di male in peggio! Scrivi un commento per spiegare il tuo articolo, ammettendo di non essere stato chiaro, e poi ricominci il tuo solito bla bla bla...

    Mantellini facce ride'
    non+autenticato
  • Grazie Massimo Martellini per la risposta

    Il problema(se ho capito bene Sorride) forse è più evidente con la pornografia.
    Il sesso nella nostra cultura occidentale industriale (ecc..) non viene fatto vedere.
    (se ci pensi bene qual è l'unica cosa che la televisione non mostra?)
        (semplice. Il pene maschile eretto. Perché? Boh eppure è una cosa naturale
        Com'è naturale mangiare, dormire e fare l'amore ...A bocca aperta)
    ma per uno strano motivo non viene mostrato (motivo che non è religioso!).
        "Non è religioso perché non si vive in società teocratica"
    il motivo è di carattere economico.
    "più si fa sesso meno si lavora, meno si consuma (cinema, automobili, abiti, videogiochi)"...è strano ma tanti credono questo (una volta lessi su un libro "solitamente la "decadenza" dei costumi è precedente al crollo di imperi")

    la pornografia è stata inventata nella metà 1800 per concentrare certe fantasie in zone nascoste (e controllabili)
            "gli angoli più oscuri delle videoteche, pornoshop ecc", (spesso sporche, e di malaffare Sorride)

    adesso esiste internet...
    non occorre uscire di casa per vedere certe cose.
    e questo fa molta paura: non siamo più controllabili ( o meglio difficilmente controllabili)...

         "la decadenza" è dietro l'angolo?. (la cosa mi fa sorridere)


    VmLinuz
    non+autenticato


  • - Scritto da: vmlinuz
    > non so pensi di essere un "intelletuale",
    > di scrivere in qualche rivista di sociologia
    > ...se vuoi esprimere di concetti e (sei
    > anche un giornalista ,credo!) dovresti
    > saperlo fare...
    > del tuo articolo non ci ho capito un c**o...
    > e come me penso molte persone...
    > ad esempio:
    > "il filtro che fino a qualche lustro fa era
    > "umano" (i genitori, il parroco,
    > l'insegnante, i compagni più grandi, il
    > gruppo) diventa sempre di più governato da
    > un intermediario anonimo e sconosciuto."
    > che cosa vuol dire?
    > è un discorso intelligente ... ironico..
    > intelletuale... del c***o non saprei?!
    >
    > oppure il passaggio:
    > "Alle sacre scritture o alle ideologie, il
    > mondo digitale sostituisce il marketing e il
    > controllo politico, la convenienza della
    > grande industria multimediale e il
    > colonialismo culturale"
    > ...penso sia il trionfo dei "paroloni" Sorride

    Caro vmlinuz,se la tua ignoranza(e con questo non intendo offendere nè te nè chiunque altro abbia il tuo basso livello di istruzione, perchè non deve essere una colpa attribuibile a nessuno il non aver potuto studiare)non ti permette di giungere a conclusioni a cui molti sono arrivati,è lecito domandare prima di aggredire così uno che scrive da tanti anni e qualche titolo lo può anche dimostrare...
    Salutoni,Guido.
    non+autenticato
  • perchè ho fatto una critica al tuo stile di scrittura mi dai dell'ignorante...
    beh sono ignorante, sporco e dico parolacce...
    cmq mi piace leggere e capire le idee degli altri... quando ci sono !

    - Scritto da: Guido
    >
    >
    > - Scritto da: vmlinuz
    > > non so pensi di essere un "intelletuale",
    > > di scrivere in qualche rivista di
    > sociologia
    > > ...se vuoi esprimere di concetti e (sei
    > > anche un giornalista ,credo!) dovresti
    > > saperlo fare...
    > > del tuo articolo non ci ho capito un
    > c**o...
    > > e come me penso molte persone...
    > > ad esempio:
    > > "il filtro che fino a qualche lustro fa
    > era
    > > "umano" (i genitori, il parroco,
    > > l'insegnante, i compagni più grandi, il
    > > gruppo) diventa sempre di più governato da
    > > un intermediario anonimo e sconosciuto."
    > > che cosa vuol dire?
    > > è un discorso intelligente ... ironico..
    > > intelletuale... del c***o non saprei?!
    > >
    > > oppure il passaggio:
    > > "Alle sacre scritture o alle ideologie, il
    > > mondo digitale sostituisce il marketing e
    > il
    > > controllo politico, la convenienza della
    > > grande industria multimediale e il
    > > colonialismo culturale"
    > > ...penso sia il trionfo dei "paroloni" Sorride
    >
    > Caro vmlinuz,se la tua ignoranza(e con
    > questo non intendo offendere nè te nè
    > chiunque altro abbia il tuo basso livello di
    > istruzione, perchè non deve essere una colpa
    > attribuibile a nessuno il non aver potuto
    > studiare)non ti permette di giungere a
    > conclusioni a cui molti sono arrivati,è
    > lecito domandare prima di aggredire così uno
    > che scrive da tanti anni e qualche titolo lo
    > può anche dimostrare...
    > Salutoni,Guido.
    non+autenticato


  • - Scritto da: Guido
    >
    >
    > - Scritto da: vmlinuz
    > > non so pensi di essere un "intelletuale",
    > > di scrivere in qualche rivista di
    > sociologia
    > > ...se vuoi esprimere di concetti e (sei
    > > anche un giornalista ,credo!) dovresti
    > > saperlo fare...
    > > del tuo articolo non ci ho capito un
    > c**o...
    > > e come me penso molte persone...
    > > ad esempio:
    > > "il filtro che fino a qualche lustro fa
    > era
    > > "umano" (i genitori, il parroco,
    > > l'insegnante, i compagni più grandi, il
    > > gruppo) diventa sempre di più governato da
    > > un intermediario anonimo e sconosciuto."
    > > che cosa vuol dire?
    > > è un discorso intelligente ... ironico..
    > > intelletuale... del c***o non saprei?!
    > >
    > > oppure il passaggio:
    > > "Alle sacre scritture o alle ideologie, il
    > > mondo digitale sostituisce il marketing e
    > il
    > > controllo politico, la convenienza della
    > > grande industria multimediale e il
    > > colonialismo culturale"
    > > ...penso sia il trionfo dei "paroloni" Sorride
    >
    > Caro vmlinuz,se la tua ignoranza(e con
    > questo non intendo offendere nè te nè
    > chiunque altro abbia il tuo basso livello di
    > istruzione, perchè non deve essere una colpa
    > attribuibile a nessuno il non aver potuto
    > studiare)non ti permette di giungere a
    > conclusioni a cui molti sono arrivati,è
    > lecito domandare prima di aggredire così uno
    > che scrive da tanti anni e qualche titolo lo
    > può anche dimostrare...
    > Salutoni,Guido.



    Ah Mantellì,
    Vedo che non perdi l'abitudine di mandare commenti offensivi verso chi ti critica. Ma ci hai preso per scemi?

    non+autenticato
  • Dopo che si sono elencati tutti i problemi noti della società odierna e della famiglia odierna soprattutto, qualcuno vorrebbe gentilmente indicarmi un'epoca (decennio, quinquennio...) e un luogo (Italia, Europa, Stati Uniti...) nello scorso ventesimo secolo, in cui i "valori" della famiglia hanno regnato, in cui la società non istigava alla violenza, in cui le coscienze erano pure...
    Poi riprendiamo la discussione su altre basi.
    non+autenticato
  • beh dimmi tu nella storia di tutta l'umanita' quando vi siano stati periodi di pace e armonia?
    Anche quando non ha regnato l'idea di famiglia i disastri sono stati sempre tanti.

    Credo comunque che queste diatribe vengano addirittura dalla preistoria. Forse quello che dipinse le scene di caccia nelle grotte di Altamira venne criticato dai suoi amici perche' incitava all'uccisione degli animali a scapito di una scelta agricola e di un'alimentazione non carnivora?
    non+autenticato
  • "Credo di essere fra i tanti che hanno trovato lievemente disgustosa la pubblicità del nuovo telefono Sirio di Telecom"

    Su questo mi trovo completamente d'accordo con te. Per quanto riguarda invece il resto dell'articolo, confesso di non averci capito un gran chè. Anche perché mischi sacro e profano, parroci e esperti di marketing, sacre scritture e ideologie, etica e pensiero debole, industria multimediale e colonialismo culturale (quanti bei paroloni!)

    Andiamo per gradi: tu hai figli, Mantellini? E se sì, gli faresti giocare a Severance, o a qualsiasi altro gioco truculento dove si vince solo se si ammazza più gente possibile?

    Se la tua risposta è sì, perché ?un video gioco non può fare male davvero alla loro personalità, in fondo non c?è niente di male, l?importante è distinguere la fantasia dalla realtà?, ecc. allora devo proprio dirti, caro Mantellini, che non hai capito un cazzo. Perché il pericolo c?è, ed è reale. Un giorno lo capirai anche tu.


    Se invece la risposta è "no, non gli farei mai giocare ecc. ecc." allora la pensiamo allo stesso modo. In questo caso però devo dirti che nel tuo articolo non sei stato per niente chiaro...





    non+autenticato
  • Ma quarda che i videogame non centrano nulla questo è soltanto un caprio ispiatorio la realta è che non riuscite a capire i gusti dei ragazzi come alla vostra epoca non riuscivano a capire i vostri genitori quello che facevate.

    Anche a me da fastidio quella pubblicità comunque non mi sembra il caso di farne una tragedia.....

    - Scritto da: AB
    > "Credo di essere fra i tanti che hanno
    > trovato lievemente disgustosa la pubblicità
    > del nuovo telefono Sirio di Telecom"
    >
    > Su questo mi trovo completamente d'accordo
    > con te. Per quanto riguarda invece il resto
    > dell'articolo, confesso di non averci capito
    > un gran chè. Anche perché mischi sacro e
    > profano, parroci e esperti di marketing,
    > sacre scritture e ideologie, etica e
    > pensiero debole, industria multimediale e
    > colonialismo culturale (quanti bei
    > paroloni!)
    >
    > Andiamo per gradi: tu hai figli, Mantellini?
    > E se sì, gli faresti giocare a Severance, o
    > a qualsiasi altro gioco truculento dove si
    > vince solo se si ammazza più gente
    > possibile?
    >
    > Se la tua risposta è sì, perché ?un video
    > gioco non può fare male davvero alla loro
    > personalità, in fondo non c?è niente di
    > male, l?importante è distinguere la fantasia
    > dalla realtà?, ecc. allora devo proprio
    > dirti, caro Mantellini, che non hai capito
    > un cazzo. Perché il pericolo c?è, ed è
    > reale. Un giorno lo capirai anche tu.
    >
    >
    > Se invece la risposta è "no, non gli farei
    > mai giocare ecc. ecc." allora la pensiamo
    > allo stesso modo. In questo caso però devo
    > dirti che nel tuo articolo non sei stato per
    > niente chiaro...
    >
    >
    >
    >
    >
    non+autenticato
  • Complimenti...
    In 6 righe di testo hai commesso 3 errori ortografici (senza contare l'assoluta mancanza di virgole)! Prima di criticare le "vecchie leve" dovresti, perlomeno, raggiungere un livello culturale adeguato. Nessun rancore...

    - Scritto da: ER}M{AC
    > Ma quarda che i videogame non centrano nulla
    > questo è soltanto un caprio ispiatorio la
    > realta è che non riuscite a capire i gusti
    > dei ragazzi come alla vostra epoca non
    > riuscivano a capire i vostri genitori quello
    > che facevate.
    >
    > Anche a me da fastidio quella pubblicità
    > comunque non mi sembra il caso di farne una
    > tragedia.....
    >
    non+autenticato
  • Premetto che NON ho figli.
    Devo dire che sono in crisi, nel senso che
    non saprei a chi dare ragione, da un lato, il presente e' difficilmente paragonabile al passato,
    quello che oggi c'e' in tv e tutti gli strumenti che abbiamo a disposizione, leggi PC, videogames ecc..., NON esisteva in passato, quindi, come porsi di fronte a queste nuove tech-manie ?
    Come reagiranno i figli alla visione/uso di questi nuovi media ?
    CHI puo' dire veramente se possano fare bene (nel senso che uno si SFOGA in un luogo virtuale senza fare del male a nessuno) , o male (un individuo molto giovane magari tende a non distinguere bene quando il virtuale finisce e dove comincia la realta'...)?
    Altra cosa che gioca a sfavore delle nuove leve (bambini/giovani) e dei nuovi media , e' il fatto che MANCANO TOTALMENTE i filtri che una volta c'erano (genitori + presenti e non tutti e 2 al lavoro ogni santo giorno) , sono lasciati in completa balia della TV e della solitudine del loro pensiero da bambini...
    Ecco, se questi filtri ci fossero, mi sentirei di
    NON criminalizzare le nuove tecnologie, ma visto che questi filtri NON ci sono, TENDEREI a stare MOLTO attento alla liberalizzazione totale ed incontrollata di queste nuove mode....
    Poi spesso mi chiedo, cos'e' tutta sta corsa verso l'assoluta liberta' in tutto e per tutto ?
    Vedo figli di miei parenti soggiogare i genitori con capricci di ogni genere, ed i genitori che dicono, 'poverino' poi cresce e gli passa....
    Ma dove dico io....
    Scusate gli eventuali errori e le eventuali cavolate scritte Sorride

    - Scritto da: Fabio
    > Complimenti...
    > In 6 righe di testo hai commesso 3 errori
    > ortografici (senza contare l'assoluta
    > mancanza di virgole)! Prima di criticare le
    > "vecchie leve" dovresti, perlomeno,
    > raggiungere un livello culturale adeguato.
    > Nessun rancore...
    non+autenticato
  • Premetto che neanch'io ho figli! > Altra cosa che gioca a sfavore delle nuove
    > leve (bambini/giovani) e dei nuovi media ,
    > e' il fatto che MANCANO TOTALMENTE i filtri
    > che una volta c'erano (genitori + presenti e
    > non tutti e 2 al lavoro ogni santo giorno) ,
    > sono lasciati in completa balia della TV e
    > della solitudine del loro pensiero da
    > bambini...
    Ecco. Questo è il fulcro del discorso, ma io preferisco prenderlo da un altro punto di vista: gli elettrodomestici (televisione, radio, ma anche il computer!) NON sono babysitters!! Anche un gioco come Carmageddon o questo Severance che neppure conoscevo, perdono il loro aspetto sconvolgente se accompagnati da una buona formazione, da un chiarimento su ciò che questi videogiochi vogliono essere (dei giochi, appunto!) ben slegati dalla realtà! Di fatto, se la teoria censoria fosse valida, i 'paesi occidentali' sarebbero dovuti piombare nella barbarie quando gli sparatutto in soggettiva inaugurati da Doom (e prima ancora dal mitico Wolfernstein 3D) spopolavano! > Vedo figli di miei parenti soggiogare i
    > genitori con capricci di ogni genere, ed i
    > genitori che dicono, 'poverino' poi cresce e
    > gli passa....
    > Ma dove dico io....
    Ulteriori vittime del Dr.Spock pensiero (non quello di Star Trek!).
    non+autenticato


  • - Scritto da: Alessio Cecchin
    > Premetto che neanch'io ho figli!

    Anche un gioco come > Carmageddon o questo Severance che neppure > conoscevo, perdono il loro aspetto > sconvolgente se accompagnati da una buona> formazione, ecc. ecc.

    Allora secondo te anche i giochi in cui ti insegnano ad ammazzare i negri, gli ebrei ecc. vanno bene, visto che "tanto sono solo giochi" ?(sono parole tue)

    non+autenticato
  • >
    > Allora secondo te anche i giochi in cui ti
    > insegnano ad ammazzare i negri, gli ebrei
    > ecc. vanno bene, visto che "tanto sono solo
    > giochi" ?(sono parole tue)

    Tra i tanti commenti più o meno interessanti (ma è bello che ognuno comunque dica la sua) mi ha colpito il tuo commento del ca**o...

    Che centra ora il razzismo, i "negri", ecc... Si parla di giochi che simulano una realtà alternativa, immaginaria, come qualsiasi film.

    Ovviamente alla base di tutti questi ci deve essere sempre una sorta di "correttezza politica". Se prendiamo un gioco che investe i pedoni, non è razzista nei confronti di quelli che non hanno una macchina, ma se tutti i pedoni sono di colore, magari può essere letto in modo sbagliato.

    E' l'intelligenza che ci permette di distinguere tra giò che è lecito (magari solo un po' estremo) e ciò che è apertamente in contrasto con il rispetto e la dignità umana. Il confine in certi casi può essere sfumato, ma non esiste solo il bene e il male, il bianco e il nero...

    non+autenticato

  • - Scritto da: Nemo
    > Premetto che NON ho figli. []
    > Vedo figli di miei parenti soggiogare i
    > genitori con capricci di ogni genere, ed i
    > genitori che dicono, 'poverino' poi cresce e
    > gli passa....


    E se poi non gli passa? E' un casino!
    non+autenticato
  • A Fabio per favore vai a fare il prof a casa tua, si sta parlando di una cosa seria e tu hai fatto un intervento fuori luogo. Come tutte le volte qundo una persona dice la sua deve stare attento alle virgole,,,,,,, ma per favore vai ad insegnare a tuo figlio se c'è, e se ti ascolta........pirla te e tutti quelli come te, che non hanno altro da fare che venire a fare i prof qui.
    saluti

    - Scritto da: Fabio
    > Complimenti...
    > In 6 righe di testo hai commesso 3 errori
    > ortografici (senza contare l'assoluta
    > mancanza di virgole)! Prima di criticare le
    > "vecchie leve" dovresti, perlomeno,
    > raggiungere un livello culturale adeguato.
    > Nessun rancore...
    >
    > - Scritto da: ER}M{AC
    > > Ma quarda che i videogame non centrano
    > nulla
    > > questo è soltanto un caprio ispiatorio la
    > > realta è che non riuscite a capire i gusti
    > > dei ragazzi come alla vostra epoca non
    > > riuscivano a capire i vostri genitori
    > quello
    > > che facevate.
    > >
    > > Anche a me da fastidio quella pubblicità
    > > comunque non mi sembra il caso di farne
    > una
    > > tragedia.....
    > >
    non+autenticato
  • Tanto per rendertelo noto, ho 23 anni. Ciò implica che è difficile che sia un prof e che abbia già dei figli. Mi permetto di dire quanto ho detto per i seguenti motivi:
    -in Italia c'è libertà di espressione;
    -il mio intervento era "provocatorio" (con te ha funzionato);
    -vedo molti miei coetanei che criticano "gli adulti" a prescindere, senza aver prima ragionato sui loro torti. Per questo dicevo che prima di criticare una posizione bisogna cercare di comprenderla. Tu evidentemente non hai fatto questo sforzo nei miei confronti (o forse non ne hai le capacità).

    PS mi sa che anche tu con la punteggiatura non andavi forte Sorride

    - Scritto da: RG
    > A Fabio per favore vai a fare il prof a casa
    > tua, si sta parlando di una cosa seria e tu
    > hai fatto un intervento fuori luogo. Come
    > tutte le volte qundo una persona dice la sua
    > deve stare attento alle virgole,,,,,,, ma
    > per favore vai ad insegnare a tuo figlio se
    > c'è, e se ti ascolta........pirla te e tutti
    > quelli come te, che non hanno altro da fare
    > che venire a fare i prof qui.
    > saluti
    >
    > - Scritto da: Fabio
    > > Complimenti...
    > > In 6 righe di testo hai commesso 3 errori
    > > ortografici (senza contare l'assoluta
    > > mancanza di virgole)! Prima di criticare
    > le
    > > "vecchie leve" dovresti, perlomeno,
    > > raggiungere un livello culturale adeguato.
    > > Nessun rancore...
    > >
    non+autenticato


  • A questo punto non so di chi avere più paura, delle lobby, delle Corsare Rosa o dell'insondabile, contagiosa e dilagante stolidità della Gente!!!
    Tutto è pappapronta e si arriva ormai a pretendere che sia rispettato lo standard di imbecillità e ignoranza che coccola la Massa attaccando, insultando e disprezzando tutto quello che può turbare questa quiete da atrofia, diciamo così, mentale.
    non+autenticato