899, torna il blocco. Per ora

L'Autorità TLC vara un nuovo provvedimento: 144 e similiari saranno bloccati di default sulle utenze telefoniche a partire dal prossimo primo ottobre. Un modo per aggirare la decisione del TAR? Consumatori all'attacco: che pasticcio

Roma - Rischia di diventare una nuova bollettenovela italiana: l'Autorità TLC ha disposto il blocco automatico sulle utenze telefoniche delle chiamate verso i numeri a sovrapprezzo finiti nel mirino della cronaca per le numerose truffe e raggiri che vi sono stati associati, il TAR del Lazio ha bloccato tutto sospendendo l'efficacia della delibera dell'Autorità e ora quest'ultima vara un nuovo provvedimento, che riporta il blocco in auge, pur spostandolo al primo ottobre rispetto al primo luglio della prima decisione.

Ieri infatti l'Autorità TLC si è riunita e aveva all'ordine del giorno il primo esame della decisione del TAR, tribunale che si era mosso su richiesta di quei fornitori di servizi che sfruttano quei numeri per veicolare anche servizi del tutto legittimi. A loro dire, infatti, il blocco tout-court delle numerazioni avrebbe messo a rischio un intero settore anche per la scarsa conoscenza del problema e del blocco da parte degli utenti, motivazioni che hanno contribuito alla decisione del TAR.

L'Autorità, ieri, non ha però ancora formulato una reazione formale alla decisione del TAR, che a novembre entrerà nel merito della delibera di blocco, ma ha in cambio varato un nuovo provvedimento che, come accennato, prevede comunque quel blocco, ma a partire da ottobre e previa una ampia campagna informativa.
Un botta e risposta che non a tutte alle associazioni dei consumatori è piaciuto. In una nota, ADUC attacca: "Mentre le indagini della magistratura di questi giorni confermano che dietro le bollette gonfiate si annidano specifici reati e profitti illeciti con cifre da capogiro (vedi gli arresti ad Arezzo), le contromisure dell'Agcom alla decisione del Tar Lazio della scorsa settimana -che di fatto ha lasciato via libera alle bollette gonfiate- sono inadeguate".

Secondo ADUC, Agcom "ha partorito un topolino" che sembra "una presa in giro". A suo dire, infatti, "il Tar, come detto, a novembre valuterà nel merito la delibera sospesa. Nulla di più facile che il Tribunale amministrativo sospenda l'efficacia anche del provvedimento di oggi. O forse l'Agcom sa cose che noi non sappiamo?" Dubbi che l'Associazione estende anche all'efficacia di una campagna informativa sulla materia.

"L'unica considerazione sicuramente valida annunciata dell'Agcom - conclude il consigliere ADUC Domenico Murrone - è quanto noi consigliamo da anni: intimare la disabilitazione dei numeri al gestore rigorosamente tramite raccomandata ar".
19 Commenti alla Notizia 899, torna il blocco. Per ora
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  • Gentile Sig. Anonimo,
    penso anche io che dovremo far ricorso, ora ovviamente aspettiamo che

    il provvedimento annunciato si trasformi in una delibera e venga

    pubblicato, altrimenti vale niente.

    Ma non c'è dubbio che, a differenza del piano di numerazione che giace

    in qualche cassetto, questa delibera a forte impatto mediatico verrà

    pubblicata a brevissimo.

    Il TAR ha motivato la sospensiva "anche in ragione dell'inadeguata

    informazione agli utenti"... anche significa "non solo". E' chiaro? La

    sentenza del TAR ha constatato la "delicatezza delle questioni addotte" il

    che significa che le ragioni giuridiche su cui si fonda il nostro ricorso

    meritano una valutazione approfondita.

    Queste ragioni giuridiche afferiscono, ad esempio, all'incompetenza

    dell'AGCOM circa le disposizione volte a disciplinare le "modalità di

    autoabilitazione e autodisabilitazione degli utenti e degli abbonati al

    servizio telefonico ed al servizi radiomobile di comunicazione". In quanto

    questa competenza è riservata oggi al Ministero dello Sviluppo Economico

    (legge n.650/1996).

    Un altra delicata questione da noi addotta è la mancanza dell'istruttoria

    (consultazione pubblica) prevista per legge quando l'AGCOM addotta

    provvedimenti di forte impatto su uno dei mercati.

    Non dimentichiamo che uno dei compiti precipui dell'AGCOM è proprio

    garantire la libera concorrenza nel mercato delle TLC, e i servizi a

    sovraprezzo fanno parte di questo mercato. Noi stiamo chiedendo che

    l'AGCOM faccia il suo lavoro.

    Quindi, caro anonimo, non è vero che è SOLO la scarsa informazione che determina un pregiudizio ma, come ha detto il tar ANCHE la scarsa informazione.

    Per questo credo che l'AGCOM abbia preso un'abbaglio.

    Sulla questione del PIN mi sa che siamo d'accordo. Se si vuole fare un distinguo tra "telefonia di base" e "telefonia plus", e la telefonia plus permette di fare più cose ed accedere ad un numero maggiore di servizi a costi superiori a quelli della telefonia base... posso capire un PIN. E, come dice Lei, per tutti i numeri a sovraprezzo.

    Ma cosa vuol dire numero a sovraprezzo? Poniamoci questa domanda. Oggi la telefonia di base (specie su rete fissa) ha costi bassissimi e il mercato è tutto sui servizi "plus" (che poi si tratti di videoconferenza, di telemedicina, di conversazione a tre, di MMS, previsioni del tempo, signorine ansimanti, oroscopi telefonici, ricette di cucina, ecc... poco cambia).

    Allora l'unico modo per fare le cose per bene è definire una soglia di prezzo (che comunque sarebbe convenzionale visto che la telefonia base tende a zero) ragionevole oltre la quale serve un PIN. Quindi se definiamo, ad esempio, che per le telefonate che hanno un costo superiore a 30 centesimi alla risposta e 30 centesimi al minuto ci vuole il PIN perchè si tratta di telefonate "plus" questo deve valere a prescindere dal numero!! Deve valere anche per chiamare una mia amica in Australia. Perchè se non si fa così domani potrà sempre esserci il "truffatore" di turno che trova il modo per mettersi d'accordo con la telecom di turno. Deve valere per 892424, per i numeri 12xxx, 4xxx, ecc ecc ecc

    Lei dice che è "proprio questo sistema che ci ha permesso di fare business".

    Non c'è dubbio che, specie in tempi passati, l'ignoranza dell'utenza sulle mega tariffe ha avuto un ruolo determinante nei fatturati delle aziende del settore.

    Qualcuno ricorda le famose tariffe family? La Telecom proponeva i cellulari "family" con abbonamento a prezzo ridotto o ridottissimo, ma quasi nessuno sapeva che ci volevano circa 1500 lire al minuto per chiamarli durante il giorno. Ovviamente senza nessun tipo di PIN code e senza alcun tipo di messaggio informativo sul prezzo!! Questo sistema ha fatto fare un bel business a Telecom penso.

    Oggi le cose non stanno più così. Buona parte del traffico arriva da rete mobile e c'è consapevolezza di spesa.

    Anche la tanto vituperata cartomanzia (su cui possiamo aprire un dibattito di altro genere se qualcuno è interessato) si fa concorrenza sul prezzo. Se Lei compera una di quelle riviste del settore, tipo astra astrella ecc, scoprirà che ci sono centinaia di pubblicità dove si gioca al ribasso. Dove il cartomante di turno si propone a prezzi sempre piu' bassi.. prima erano tutti a 1,5 euro al minuto, poi sono scesi a 0,80, ora ce ne sono da 0,50. Secondo Lei perchè succede questo??

    Comunque, in ultima analisi, io penso che ogni utente di un servizio abbia il sacrosanto diritto di poter tenere sotto controllo, in modo efficace, la sua spesa.

    E che chiunque può acquistare a qualunque prezzo qualunque servizio legale, anche se a noi può non piacere, purchè lo faccia con consapevolezza.

    Grazie per l'attenzione.
    Renato.
    non+autenticato
  • Caro sign. Renato,

    ha ragione.. si parlava "dell'anche", e credo che se lei voglia tutelare le sue posizioni, non potrà scegliere modo migliore che ricorrere alle vie giurisdizionali. Non certo nei forum di discussione.

    Ma mi lasci dire una cosa.

    Sull'incompetenza dell'AGCOM il TAR non s'è pronunciato. Questo semmai avverrà se e quando ci sarà una sentenza, non una "sospensiva" come nel caso in questione: provvedimento di natura puramente cautelare che non entra appunto nel merito della competenza o incompetenza dell'Autorità amministrativa in questione. E in generale sul merito della "domanda" proposta col ricorso stesso.

    Inoltre, le motivazioni di un provvedimento si valutano su ciò che è concretamente scritto: l'unico "dato certo" riferito dal Tar - seppur preceduto "dall'anche" - è la non corretta informazione degli utenti. Ed è su questo che si giocherà la partita, a mio modesto parere s'intende, dato che il resto è piuttosto "vago" se non addirittura inesistente.

    Lei - giustamente - continua a parlare da imprenditore, di soglie di prezzo oltre le quali scatterebbe un PIN.

    No questo fa comodo a lei e dimostra che ciò che affermavo risponde alla realtà. Il vostro business fino ad oggi è basato sull'ignoranza dell'utente - che io chiamo "impossibilità di capirci qualcosa", dato che quei numeri cambiano continuamente - e sull'accesso libero e senza controllo ai servizi a pagamento, senza precauzione alcune e - per questa ragione - anche da parte di soggetti che non sono i titolari dei contatti telefonici con Telecom e gli altri provider o a prescindere dalla volontà degli stessi.

    Il diritto sacrosanto di un utente di accedere a un servizio a tariffazione speciale non è pregiudicato dall'esistenza di un meccanismo di selezione all'ingresso come un codice PIN. Chi vuole, usufruirà sempre e comunque del suo servizio. Purché sia informato, e dunque consapevole di ciò che sta facendo.
    Oggi non è cosi e la responsabilità non è dell'utente ma dei provider, degli operatori del settore e di una normativa sui numeri a sovrapprezzo caotica e poco chiara e che permette - appunto - l'accesso incontrollato e incontrollabile agli 899 e parenti.

    Chi non vuole il pin perché usa quei numeri abitualmente, lo chiede al proprio operatore. Assumendosi tutti i rischi. Gli altri lo avranno lo stesso attivo di default e lo potranno sempre e comunque usare per accedere agli stessi servizi. Con l'indubbio vantaggio però di avere il culø parato. Questo dovrebbe valere in generale.
    Lei che scrive da un PC viaggia con o senza firewall? Se decide di navigare senza, a suo rischio e pericolo. Se si prende un virus o un dialer ha 2 alternative: o s'incazza con Microsoft o si da del pirla da solo.

    L'ignoranza dell'utente - come la chiama lei - è un ignoranza indotta da un sistema non trasparente e irrazionale. E di cui l'utente oggi paga le conseguenze. Voi invece ci fate i profitti.

    Staremo a vedere l'evolversi della situazione.

    P.s.

    Le faccio un appunto: perché non ha risposto nell'altro topic? Aprirne uno nuovo per replicare al sottoscritto non era necessario. E potrebbe indurre taluno a pensare che sia un modo per mettere in risalto il suo punto di vista sulla questione. O peggio ancora: spamming.

    Buona serata.
    non+autenticato
  • Gentile Anonimo,
    grazie per la risposta e per la pacatezza.

    Mi scuso per aver aperto un nuovo thread l'ho fatto involontariamente.

    In generale concordo su un punto, però vorrei estenderlo. Un modo per fare business nella telefonia e sicuramente quello della complicatezza e poca trasparenza tariffaria. Io compero il cellulare, questo permette di collegarsi ad internet e navigare, però non riesco a capire quanto spendo in modo preventivo e a fatica lo capisco con l'operatore...

    E in tutto questo meccanismo ci sono anche le pubblicità, spesso ingannevoli. A volte sembra che con certi abbonamenti sia tutto gratis poi, invece, le cose sono diverse e spesso uno se ne accorge sempre troppo tardi...

    Io non credo che si debba trovare in alcuni numeri a sovrapprezzo, in quanto gestiti di piccole aziende, il capro espiatorio. Trasparenza tariffaria e regole uguali per tutti. Oggi in auto ho sentito la pubblicità del "1254" per informazioni sulle farmacie e molto altro ancora. Telecom Italia può tutto. Senza blocchi. Senza PIN.

    Quindi, credo di averlo già detto prima, va bene tutto.

    Se pensa che non vada bene la soglia di prezzo allora mettiamo un PIN code per fare qualunque telefonata. Quello che sto cercando di condividere è il concetto che non "esistono i numeri a sovrapprezzo" esiste solo la telefonia su cui dovrebbe esserci, a mio avviso, la libera concorrenza. E che la telefonia è ormai tutta a valore aggiunto, visti i costi vicino a zero della telefonia di base dove tutta la tecnologia è ammortizzata e il funzionament è solo automatico.

    Buona Domenica
    Renato


    Concordo con Lei su un punto: la complicatezza delle tariffe telefoniche e delle offerte dei vari gestori, specie per la telefonia mobile
    non+autenticato
  • - Scritto da: Renato

    > Se pensa che non vada bene la soglia di prezzo
    > allora mettiamo un PIN code per fare qualunque
    > telefonata. Quello che sto cercando di
    > condividere è il concetto che non "esistono i
    > numeri a sovrapprezzo" esiste solo la telefonia
    > su cui dovrebbe esserci, a mio avviso, la libera
    > concorrenza. E che la telefonia è ormai tutta a
    > valore aggiunto, visti i costi vicino a zero
    > della telefonia di base dove tutta la tecnologia
    > è ammortizzata e il funzionament è solo
    > automatico.

    Eh no, questa sua affermazione rischia di far "sciogliere" il suo ragionamento come neve al sole.

    La differenza c'è eccome tra telefonia di base e telefonia a sovrapprezzo.

    Ed è tale per cui esiste fra le 2 una differente disciplina normativa.

    C'è innanzitutto una definizione chiara e precisa di "servizi a sovrapprezzo", erogabile "anche mediante l'uso di specifiche numerazioni". Tale definizione si trova proprio nell'ART 1 lettera h del Decreto Ministriale n. 145 del 2006, lo stesso che avete richiamato voi nelle motivazioni del ricorso al TAR.

    Tali servizi si caratterizzano in quanto consentono "l'accesso degli utenti ad informazioni o prestazioni a pagamento".
    E questo carattere "oneroso" delle prestazioni e delle informazioni che li "identifica" e che giustifica il "sovrapprezzo".
    E prescindendo totalmente dall'entità di questo "prezzo aggiuntivo" rispetto al semplice costo di una telefonata all'amica che vive in Australia.

    Tanto è marcata questa differenza, che per i numeri a sovrapprezzo è prevista la possibilità del blocco permanente con codice PIN già dal decreto in questione; e solo per queste particolari numerazioni.
    Lei come me non potrà chiedere a Telecom o chicchessia il blocco selettivo di un numero "normale".
    E si badi bene, che il blocco si può chiedere per tutti i numeri a sovrapprezzo, non solo gli 899, 166: anche gli 12xx.

    Quindi si tratta di 2 fenomeni appartenenti, si, alla "telefonia" in generale, ma dalla natura completamente differente e che per questo - mi ripeto - giustifica un diverso trattamento.

    Voi contestate che questo blocco (che sarebbe + opportuno chiamare "accesso selettivo") sia attivo di default per tutti. E ovviamente per ragioni di "bottega".

    Io invece lo considero una necessità per smetterla con l'andazzo che vediamo e sentiamo tutti i giorni. Ma su una cosa son d'accordo con lei: l'accesso selettivo tramite PIN deve riguardare TUTTI i numeri a sovrapprezzo. E spero che cosi si faccia.

    Buon proseguimento.
    non+autenticato
  • Gentile Interlocutore Anonimo,
    concordo pienamente con Lei sulla distinzione giuridica tra le numerazioni a sovrapprezzo e la telefonia di base, per carità, le norme così la descrivono.

    Io, a questo punto per puro esercizio intellettuale, stavo solo cercando di andare al di la' delle norme (scritte da qualcuno per spiegare delle situazioni concrete) e cercavo di ragionare su un aspetto sostanziale. Ovvero sul fatto che i grossi operatori telefonici cercano di portare in casa loro quanto più denaro possono dagli utenti... e se scoprono che chiamare in australia porta più denaro x' si possono applicare tariffe maggiori con maggiori margini e magari è del tutto legale "incentivare" le chiamate in australia... qualcuno incentiverà in qualche modo queste chiamate.

    Buonanotte.
    Renato.
    non+autenticato
  • Sarà un luogo comune ma, i numeri 899 ecc. li ho visti in
    1) Cartomanzia, astrologia, numeri del lotto e fandonie varie. Da vietare per legge perché prendono solo per il naso le persone
    2) Talk show in "diretta". Dove bisogna chiamare un numero 899 o giù di lì per risolvere lo stupido indovinello di turno. L'orologio del presentatore segna le 13, mentre in realtà sono le 10 di mattina, ma questo è un dettaglio.

    Poi, per cortesia, mi può spiegare quali sono questi "servizi" che fornite?
    Per telefono (fisso) si può solo parlare (escludendo il videotelefono).
    L'unica cosa che rimane sarebbe il prezzo, ma per sua stessa ammissione è più alto del normale.
    Se mi può spiegare gliene sarei grato.

    grazie dell'attenzione.
    lufo88
    non+autenticato
  • - Scritto da: lufo88

    > Poi, per cortesia, mi può spiegare quali sono
    > questi "servizi" che
    > fornite?
    >
    >
    > grazie dell'attenzione.
    > lufo88

    Il signore in questione alla tua domanda non risponderà mai.

    E per il semplice motivo che LUI di servizi non offre o comunque il suo mercato "principale" non riguarda tale fornitura.

    Ti spiego io cosa fa.

    Acquista numerazioni a sovrapprezzo direttamente dagli operatori telefonici (Telecom, Wind, Infostrada, Fastweb ..e via dicendo) e le cede a "terzi". Tali terzi sono solitamente qualificati come "content providers".

    Questi Content Providers - ahhhh .... queste parolone in inglese - sono i "fornitori di contenuti" a cui ti riferisci tu e tra cui appunto: maghi, chiromanti, veggenti, mignot** ...ehm signorine che promettono di dartela e non te la danno... (in Toscana vengono identificate senza possibilità di errore col termine: Arrizzacaxxi") ... e via dicendo.

    E ovviamente - da questi "provveditori non agli studi" - incassa ciò che gli spetta.

    Più precisamente l'attività di "costui" è da lui stesso definita - cito testualmente - "servizi per content providers".
    In quel "Per" puoi cogliere la sua reale natura, come detto sopra.
    Del tutto legittima per carità e a norma di legge.

    Ma che c'illumina sulle ragioni per cui si oppone al fatto che tu da domani sarai protetto dalle truffe grazie a un codice PIN obbligatorio per tutti ad eccezione di chi non lo vuole.

    Infatti non è certo LUI che controlla chi sono questi "content provider", come esercitano la loro fornitura di servizi e in "cosa" consistono.
    LUI compra e rivende.

    E meno che mai ti dirà che ha clienti che offrono quei "contenuti" cui ti riferivi sopra. Perché quello che fanno non è di sua "competenza" e - forse - ci rimetterebbe la faccia.

    Saluti

    P.s.

    Queste informazioni le puoi facilmente verificare. Cerca in rete il testo della lettera inviata all'AGCOM dall' amico.

    Anzi, facciamo le cose per bene:

    http://www.key4biz.it/News/2008/06/20/Rete_Fissa/g...
    non+autenticato
  • grazie. Era quello che pensavo.
    Poi non ho capito gli esempio nella lettera:
    >199 dell’ACI
    La sede dell'aci nella mia città la chiamo con numero urbano.
    Non so se si è in panne e quindi chiamare il soccorso ACI, perché (per fortuna) non mi è mai successo.
    Se è a sovrapprezzo è un ingiustizia, deve essere verde.
    >892 del CODACONS
    Azzi loro se sono ipocriti. Difatti il CODACONS non mi è mai piaciuto.
    >199 dell’Agenzia delle Entrate
    Grave, deve essere un numero verde. è un ufficio per il cittadino.
    So che l'199 è uno dei (pochi) numeri che può essere usato per una tariffazione unica per tutto il territorio (e a volte è conveniente, ma è UN numero, gestibile e assegnabile da un singolo ufficio dello stato o di un provider).
    >ai servizi di prenotazione delle compagnie aeree, >ferroviarie o navali, alle agenzie di viaggi
    Vale l'ultimo paragrafo che ho scritto.
    >Telemedico, specializzata in servizi di assistenza medica >a distanza e telemedicina ecc
    LOL. Assistenza medica a distanza e telemedicina?
    Se sto male chiamo il 118 non certo "telemedico".

    Quindi, signori della greentel e co, mettetevi una mano sulla coscienza e domandatevi quando c'è di utile e quando di dannoso nel vostro business.

    cordialmente
    lufo88
    non+autenticato
  • Gentile Signori Iena e Iufo,
    mi fa piacere che leggere i Vostri interventi sulla faccenda. Io non ho problemi a rispondere ad ogni domanda. Ringrazio Iena che ha spiegato in modo abbastanza corretto il nostro lavoro e che si è dato la pena di cercare sul web la nostra lettera all'AGCOM. Non è un documento segreto, tutt'altro, l'abbiamo diffuso anche sotto forma di comunicato stampa per lo più ignorato.

    Dico "abbastanza corretto" perchè non è vero che a me non interessa cosa fa il fornitore di contenuto. A me interessa che il fornitore di contenuto offra un servizio legale. Dopodichè m'interessa che le condizioni per la fornitura di un contenuto attraverso la rete di telefonia sia le stesse per tutti i competitor.

    Tutte le altre osservazioni in merito al tipo di contenuto sono, a mio avviso, fuori tema. Se vogliamo parlare dell'opportunità che la cartomanzia o i servizi per adulti o il gioco d'azzardo sia legale o meno parliamone; è una questione diciamo "politica"... ma nulla a che vedere con questa nostra piccola faccenda che in realtà riguarda esclusivamente la volontà di alcuni grossi gestori di riservarsi per se un mercato che invece dovrebbere essere liberamente accessibile.

    Buonanotte.
    Renato.
    non+autenticato
  • Caro Renato,

    la ringrazio per i ringraziamenti.

    Ma le faccio presente che io non mi sono dato nessuna "pena" a cercare il vostro "documento". Perché non è lui che cercavo, ma molto più semplicemente la parola "content provider".

    La ragione per cui l'ho citato non era per fare un favore a lei ( cosa c'entra che il documento è pubblico e non segreto lo sa solo lei), ma per farlo a me stesso e a chi ha avuto la sventura di "leggerci".
    Quale migliore definizione della sua attività imprenditoriale poteva esserci se non quella data da lei stesso?

    Per quanto riguarda la più o meno "esattezza" di tale definizione, bhè diciamo che lei conferma che quel "abbastanza" è ridondante.

    Il fatto che a lei interessi (solo) che l'attività dei suoi clienti sia legale, è il presupposto necessario e indispensabile affinché lei possa svolgere la sua attività.
    Ci mancherebbe che vendesse i suoi 899 alle associazioni a delinquere di stampo mafioso e che queste utilizzassero tali numerazioni per reclutare nuovi affiliati.

    Anche se mi piacerebbe sapere se siete voi (da intendersi in senso generico come appartenenti alla "categoria") che avete "ceduto" le numerazioni a pagamento a Vann@ M@rchi e le sue "sorelle". E quanto vi hanno versato di corrispettivo. Giusto per introdurre nel discorso un po di folclore.

    Ma aggiungiamoci pure - per non dimenticarcene - che in Italia certi contenuti sono legali (leggi cartomanzia e maga maghella) solo perché siamo in Italia, e dunque in un paese in cui le leggi non si applicano.
    Ma questo è un argomento non determinante, come giustamente rilevava lei.

    Lasciando perdere le battute e - appunto - i dettagli insignificanti, la verità è che - come chiedeva l'amico - lei, di SUO, servizi (o meglio, contenuti) non ne offre. E questa era la domanda, ed è da questa che nasce la (mia) risposta. Risposta che a questo punto - sciolta la "riserva" - potremmo di nuovo definire esatta.
    non+autenticato
  • Cara Iena,
    ho detto che il documento era pubblico perchè dal suo scritto precedente avevo ricevuto l'impressione, evidentemente errata, che lei avesse in qualche modo "scovato" un documento riservato.

    Lei, da onesto cittadino, considera giustamente normale il presupposto che io sia interessato alla legalità dei servizi offerti dai miei CP. Io quando dico che "m'interessa" sapere cosa fanno intendo dire che m'interessa in modo attivo; questo per distinguermi da tante altre aziende di questo mio disgraziato settore (anche alcune molto grosse) che invece non sono affatto interessate in modo attivo, nel senso che non vogliono sapere, perchè chiudendo gli occhi si fa cassa e poi -se scoppia il patatrac- ci si può difendere proprio dicendo "non sapevo". Invece occuparsi in modo attivo di quello che fanno i propri CP significa anche non stipulare dei contratti, oppure chiuderli subito dopo averli attivati (come purtroppo mi capita, con dispendio di denaro e nessun guadagno), fare delle denuncie e perdere ore -e a volte giornate- di lavoro per aiutare nelle indagini.

    I truffatori e i faccendieri ci sono, sono tanti e sono un gran problema per quella minoranza di operatori onesti del settore e, mi creda, a questi personaggi non passa nemmeno per la testa l'idea di fare ricorso ad un provvedimento che -A LORO- li danneggia ben poco. E men che meno ce li troveremo in qualche forum a dibattere sull'argomento!

    Non so chi abbia dato gli 899 a Wanna Marchi, così come non so chi gli abbia venduto le linee telefoniche, né affittato gli uffici; ma sicuramente tutti questi soggetti avranno ricevuto un corrispettivo. Tuttavia questo modo di fare "folclore", come dice lei, non contribuisce ad una disamina corretta del problema, creando l'equazione 899 = cartomanzia = truffa che è suggestiva, ma falsa.

    Se vogliamo spostare il discorso sulla cartomanzia, facciamolo ma magari troviamo un luogo virtuale più adatto di questo. Io non sono certo un sostenitore dei cartomanti, anzi, ogni tanto penso di iscrivermi al CICAP per dare un contributo alla creazione di una mentalità più scientifica e meno credulona.

    Io, come greentel, non offro contenuti è vero. Però, da come Lei ha presentato la mia attività, sembrava proprio che io me ne infischiassi di quel che fanno i CP miei Clienti (perchè non di mia "competenza" e perchè non controllo) e siccome questo è vero per molti miei pseudo-competitor (come dicevo sopra che NON VOGLIONO SAPERE) mentre non per greentel. E questo è il motivo per cui io non ho fatto e non faccio i guadagni di altri e ci tengo, mi scusi, a rimarcare la differenza.

    I contenuti li offro invece come telemedico dove ci occupiamo di telecardiologia. Qualcuno in questo thread mi pare anche che schernisse questa attività, che invece in questi anni ha salvato delle vite umane.

    Questo perchè forse è molto più facile prendere una posizione e divertirsi a prendere in giro gli altri, o a trovare un capro espiatorio per le tante cose che non vanno, e così ho letto persino di qualcuno che accomunava questa mia piccola e insignificante vicenda degli 899 con il problema dei rifiuti a Napoli.

    Oggi sono in festa, ma da domani ho alcune settimane molto impegnative, quindi mi scuso fin d'ora se non riuscirò a rispondere ancora o non sarò tempestivo.

    Con i migliori saluti.

    Renato
    non+autenticato
  • L'altro ieri, il 18.06.2008, abbiamo inviato una lettera all'AGCOM per spiegare la nostra posizione e i motivi che -purtroppo- ci hanno costretto a proporre il ricorso al TAR. Abbiamo chiesto di essere ascoltati al fine di trovare una soluzione che possa tutelare gli utenti ma anche la libera concorrenza nel mercato dei servizi a sovrapprezzo. Un sunto della lettera inviata all'AGCOM è reperibile nel nostro comunicato stampa (vedi msg successivo).

    Quello che sta succedendo non rende la vita facile a chi lavora onestamente. L'AGCOM ha nel cassetto il nuovo piano di numerazione che prevederà nuove numerazioni accessibili per tutti, dice che è stato approvato, ma non viene pubblicato. Quindi non è dato sapere quali saranno queste numerazioni, con quali tariffe e come potranno essere utilizzate... ad esempio una delle aziende che gestisco, Telemedico (anch'essa ricorrente al TAR), utilizza per alcuni clienti una numerazione 166-6 con un costo relativamente basso (49 cent. al minuto). Facilmente il nuovo piano di numerazione prevederà un prefisso (probabilmente 894 o 895) che potrebbe sostituire la numerazione 166-6. Benissimo. Ma perchè non me lo dicono prima di chiudere il 166 così io posso informare per tempo l'utenza??

    Vorrei anche, per quanto possibile, sfatare il mito del PIN code. Il problema non è il PIN code ma è non introdurre barriere all'accesso ai servizi. Oppure, se barriere devono esserci, queste debbono essere uguali per tutti i competitor.

    Quando parliamo di rete fissa già esiste un conflitto d'interessi in partenza. Telecom Italia si occupa della raccolta del traffico per se stessa e per conto terzi e, mi vien da dire, "fisiologicamente" privilegia i propri interessi. E qui finiamo in un altro argomento caldo, che è quello della separazione della rete. Certo, se ci fosse una vera separazione della rete molti problemi verrebbero risolti.

    Porto un altro esempio: ho qui davanti una bolletta telecom del 09/05/2008 in cui c'è scritto, testualmente:

    "...nella stessa data (30.04.0 le chiamate a tali numeri (892000, 892400, 892412, 892424 e 892892) SONO STATE RIABILITATE, AUTOMATICAMENTE E SENZA ALCUNA RICHIESTA, A COLORO CHE AVEVANO GIA' ATTIVO IL SERVIZIO DI DISABILITAZIONE PERMANENTE GRATUITA" il tutto "in adempimento a quanto disposto dall'AGCOM"

    Telecom Italia interpreta quindi a suo modo la delibera 201/08/CONS e solo per le numerazioni "AMICHE" riabilitando d'ufficio tutti i clienti, persino quelli che in modo esplicito si era sbattuto per chiedere la disabilitazione permanente gratuita.

    Quindi noi continueremo la nostra battaglia in nome di una libera concorrenza nei servizi a valore aggiunto. Trovo anche ingiusto che le uniche numerazioni dispensate debbano essere gli 892 che prevedono una tassa ministeriale annua di 27.000 euro. Non si capisce perchè se una piccola azienda qualunque, che non dispone dei soldi di SEAT o TELECOM, magari più brava o più economica a dare le previsioni del tempo o a consigliare un buon ristorante... non possa accedere al libero mercato.

    Avrei da scrivere moltissimo ma alla fine dei conti mi rendo conto che quello che fa notizia sono solo le truffe, gli arresti, e il bisogno di trovare sempre un capro espiatorio che oggi sono le numerazioni premium.

    Buona giornata ai (penso pochi) avessero avuto la pazienza di leggermi.

    Renato Balestrello
    GREENTEL SRL
    non+autenticato
  • Grazie per la battaglia che porti avanti anche per me.
    non+autenticato
  • Si, dovrete fare ricorso anche contro questo provvedimento.

    Se ne ricorrono i presupposti.

    A me è sembrato di capire che il TAR, in attesa di giudicare la questione, abbia concesso la sospensione del provvedimento dell'AGCOM perché c'era stata una scarsa o comqe "non sufficiente" informazione agli utenti da parte degli operatori circa il modo con cui funzionava il blocco o il meccanismo del silenzio assenso; o l'uno o l'altro, non ricordo bene, ma la sostanza non cambia. Questa scarsa informazione - e solo questa, non la delibera in se e per sè considerata - avrebbe determinato un pregiudizio alle aziende "ricorrenti".

    E' chiaro allora il tentativo dell'AGCOM di scavalcare il problema, prevedendo nuovamente il blocco a partire da Ottobre, però stavolta preceduto da una massiccia campagna informativa sui mass mediai, col concorso dellAGCOM stessa, degli operatori telefonici e delle associazioni di consumatori.

    Si tratta di vedere se i risultati sperati arriveranno. In linea di principio la "mossa" parrebbe buona, ma appunto: se fate un altro ricorso? Il TAR anche questa volta, accoglierà l'istanza di sospensione del provvedimento in attesa di pronunciarsi sul ricorso? Potrebbe essere, ma anche non essere.

    Quanto a ciò che dice lei, certo che è il PIN il problema. Il blocco "su istanza dell'utente" non ha funzionato. NON è servito a scongiurare le truffe perpetrate, si badi bene, anche dalle società a cui vengono ceduti gli 899 su cui da parte del "cedente" non viene fatto nessun controllo. E non c'entra nulla nemmeno con la conorrenza. Perchè un codice d'accesso non preclude la fornitura dei servizi in questione.

    Seconda punto: lei continua a parlare di "blocco" quasi a voler dire che da "domani" (=1 Ottobre) non si potrà chiamare + i numeri a sovrapprezzo. La verità è che si potranno sempre chiamare quando si vuole, ma stavolta con la certezza che ciò avverrà soltanto per volontà dei titolari delle utenze telefoniche coinvolte.

    A me personalmente, il provvedimento dell'AGCOM non piace, ma per una ragione ben diversa dalla sua. Il blocco col codice PIN in un sistema di telecomunicazioni aggiornato al 2008 e dunque (si presume) moderno - con i vantaggi e i rischi che ne discendono - , deve riguardare tutti i numeri a tariffazione maggiorata.
    E questo per una considerazione semplicissima. Io stipulo un contratto con un provider e accetto le condizioni che mi offre. Queste condizioni sono i "costi" delle chiamate telefoniche; e sulla base di tali "costi" accetto di versare un corrispettivo a fronte di un servizio. Ma non è che poi arrivata voi e mi dirottate su un numero 899 e il mio "contraente (telecom, win, tiscali,) mi dice: e mò son caxxi tuoi perché quelle telefonate le hai fatte. NO! NON HO FATTO UN BEL NULLA!! Tu provider mi devi tutelare e le chiamate di quel genere - ovvero che superano le tariffe che io e te abbiamo concordato e in base alle quali mi sono impegnato - devi assicurarti che sia realmente IO a FARLE!! Mi dai un codice da digitare prima del numero di telefono in questione. Ma questo codice non è che melo devi dare SE te lo chiedo. Me lo devi dare a prescindere. Chiaro il concetto? E' proprio questo sistema che a voi vi ha permesso di fare business, è inutile che stiamo a girarci intorno. E che questo cambi non vi piace. Altro che difesa della libera concorrenza.

    Un principio del genere sarebbe da persone civili. Quello che c'è ora invece non è libero mercato o libera concorrenza: si chiama in un altro modo.
    non+autenticato
  • Scusate, ma non capisco l'articolo di oggi, AGCOM sta semplicemente mettendo in pratica ciò che gli avvocati Scorza e Giurdanella avevano spiegato nell'articolo dell'altro giorno: http://punto-informatico.it/2324120/Telefonia/Comm...
    non+autenticato
  • solito pasticcio... vabbe'...
    quello che volevo dire... ma non potrebbero proibire ad es. la pubblicita' sulle piccole reti private di quelle sottospecie di maghi che vendono i numeri del lotto?
    non+autenticato
  • - Scritto da: gattoh


    > quello che volevo dire... ma non potrebbero
    > proibire ad es. la pubblicita' sulle piccole reti
    > private di quelle sottospecie di maghi che
    > vendono i numeri del
    > lotto?

    Domanda + che legittima.

    Anche considerando che nel nostro sistema è ancora in vigore il reato di "Abuso della credulità popolare". E questi che si spacciano dietro corrispettivo come maghi e chiromanti, capaci di vedere nel tuo futuro prossimo venturo, cosa sono se non degli "abusatori"?

    La risposta alla tua domanda è semplice:

    Se la proibissero, come farebbero aziende del calibro di Telecom .... ma anche rimanendo nel nostro piccolo orticello ... di GREENTEL SRL - il cui Amministratore Delegato viene da queste parti a dispensarci lezioni di "economia, libertà di mercato e di concorrenza" - a campare?

    Non lo potrebbero più fare, o quantomeno non con i modi usati sino ad oggi: ovvero col culø degli altri.

    E questo non è bene, non è bene in primis per la politica, che dispensa clientele e sopratutto leggi a favore dei poteri economici forti, da cui traggono linfa vitale anche i "piccoli" imprenditori delle numerazioni a sovrapprezzo.
    non+autenticato
  • A noi poveri consumatori paganti e con diritti bistrattati basta poco per risolvere il problema e mandare in crisi chi ci vuol far fessi... come giustamente consigliato:

    "L'unica considerazione sicuramente valida annunciata dell'Agcom - conclude il consigliere ADUC Domenico Murrone - è quanto noi consigliamo da anni: intimare la disabilitazione dei numeri al gestore rigorosamente tramite raccomandata ar".

    Come tutti dovrebbero sapere, una raccomandata A/R di questo tono, esula comunque dal pagamentento di ogni assurda corresponsione per "servizi a valore aggiunto" successivi al ricvimento della stessa.

    Servizi a valore aggiunto? Mai definizione fu più odiosa oltre che ridicola, a fronte di "servizi" quasi sempre truffaldini...

    PS OT: A proposito di raccomandate A/R, ultimamente mi è capitato di ricevere il tagliando di conferma di ricezione dopo della comunicazione di avvenuta ricezione da parte del destinatario; sempre meglio di quanto mi è accaduto tempo fa, quando detto tagliando di ritorno non l'ho neppure ricevuto...