Luca Annunziata

Apple e HP nei guai per lo store online

Le due aziende citate negli USA per aver violato un paio di brevetti sulla personalizzazione degli acquisti. Si tratta di patent datate. Le due corporation, tra l'altro, sono in buona compagnia

Roma - Quando proprio non sai a chi fare causa, punta tutto su Apple o un altro grande nome del settore: le sue attività spaziano su così tanti ambiti che, prima o poi, qualcosa di contestabile si troverà. ╚ quanto sta accadendo in un tribunale del Texas dove, rifacendosi ad un paio di brevetti depositati oltre dieci anni fa, un'azienda locale ha trascinato in giudizio due dei principali nomi del comparto IT. Vale a dire proprio Apple, e un altro colosso del calibro di HP.

Sotto accusa, secondo quanto sostenuto da Clear With Computers, ci sarebbero le modalità di vendita personalizzate sugli store online delle due rispettive aziende: sia Apple che HP consentono al consumatore di scegliere che tipo di variante intende apportare all'allestimento base dei computer in vendita, aggiungendo memoria RAM, un hard disk più capiente, accessori e software.

I due brevetti detenuti dall'azienda texana riguarderebbero le modalità di selezione dei componenti da aggiungere o modificare durante il processo d'acquisto, nonché un algoritmo per la creazione dell'offerta economica personalizzata in base alle esigenze espresse dall'acquirente.
Come sottolinea Crunchgear, le due rivendicazioni risalgono al 1994 e al 1997: sebbene siano dunque con quasi assoluta certezza precedenti all'introduzione degli store elettronici di Apple e HP, il tempo trascorso dalla concessione del brevetto e la conseguente adozione da parte di moltissimi produttori del sistema descritto per la creazione di configurazioni on-demand dei propri computer pone probabilmente alcuni dubbi sulla sostenibilità in tribunale delle tesi di Clear With Computers.

Il sistema di ordinazione su misura, insomma, sarebbe ormai allo "stato dell'arte". Tanto più che anche Dell, tanto per fare un nome di un altro pezzo grosso del commercio elettronico di PC, adotta da anni un approccio simile per l'acquisto dei suoi desktop e laptop online. Il diritto in materia di brevetti è tuttavia questione quanto mai complessa: per venirne a capo occorrerà molto tempo e una buona dose di azzeccagarbugli.

Clear With Computers, comunque, non sembra minimamente intimorita dalle dimensioni dei suoi potenziali avversari. Da Apple e HP pretende l'immediata cessazione dell'impiego delle sue tecnologie coperte da brevetto, danni (normali e "enhanced": sarebbe a dire "danni migliorati" in stile D&D?) e, ovviamente, tutte le spese legali sostenute per trollegiare portare avanti le proprie tesi in tribunale.

Luca Annunziata
12 Commenti alla Notizia Apple e HP nei guai per lo store online
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  • Il problema alla base del sistema americano è che consentono di registrare brevetti anche sull'acqua calda.
    La pratica di personalizzare il prodotto è antecedente alla vendita sui siti web.
    Era infatti possibile entrare in un negozio ed acquistare un PC secondo le proprie specifiche (schede contenute, RAM, processore, etc.).
    Ed altrettanto valeva per le automobili (optionals vari).
    Il fatto di informatizzare una pratica commerciale consolidata non aggiunge nulla di innovativo alla pratica stessa.

    L'innovazione potrebbe stare, per esempio, nel chiedere al sito la configurazione per il sistema prescelto tale da essere compatibile con tutto il software installato sul PC da cui ci si collega.

    Resta da vedere se torneranno a più miti consigli gli americani, o se toccherà anche a noi europei dover pagare danni e royalties a chiunque registri per primo le cose più ovvie.

    Alla fine, come sempre, quelli che in ogni caso si ingrassano sono gli avvocati, ed i loro costi vengono sempre sostenuti dai consumatori.
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    Modificato dall' autore il 23 giugno 2008 16.07
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  • > Era infatti possibile entrare in un negozio ed
    > acquistare un PC secondo le proprie specifiche
    > (schede contenute, RAM, processore,
    > etc.).

    sbaglio o la Apple ha brevettato il cestino, mi sembra che esista da anni negli uffici "umanoidi".

    > Alla fine, come sempre, quelli che in ogni caso
    > si ingrassano sono gli avvocati, ed i loro costi
    > vengono sempre sostenuti dai
    > consumatori.

    purtroppo hai ragione.


    comunque la storia è cosi.
    Io ipotizzo un qualcosa che posso inventare, registro la mia idea presso l'ufficio brevetti, se la registrazione viene accettata devo solo sperare di avere fortuna.
    Dopo 10 anni la mia idea l'hanno avuta anche altri e stanno vendendo prodotti, bene faccio causa a questi ( se non hanno pagato i diritti ).
    Che poi abbiano sviluppato l'idea per conto loro oppure no, non è di mio interesse.

    ( cosi si ragiona con i brevetti ).

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    > Modificato dall' autore il 23 giugno 2008 16.07
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  • non voglio citare in modo pignolo le singole frasi dell'articolo, e non desidero polemica ma capire meglio,

    io ricevo un messaggio dall'articolo, se sto capendo male chiedo scusa e se possibile spiegatemi meglio

    premetto che i brevetti nella mia visione non sono qualcosa che fa bene alla collettività, anzi, mi sembra che ne rallentino l'evoluzione e che impediscano la concorrenza

    potrebbe anche non valere in linea d principio, ma sapendo la natura di certi brevetti reali, concreti, che sembrano davvero fuori dal senso comune, e di fronte al fatto che non capisco come certi brevetti possano essere accettati dalle autorità, la mia opinione rimane quella detta, per il momento naturalmente

    ora però i brevetti esistono e sono fatti in certo modo

    un'azienda che chiede il rispetto di un brevetto starebbe trolleggiando (come c'è scritto e "barrato" con presunta ironia nell'articolo)?

    se lo chiede microsoft (o siemens, che detiene decine di migliaia di brevetti a quanto leggo su http://www.nosoftwarepatents.com/ ), senza nemmeno dire quali sarebbero i presunti brevetti, non trolleggia?

    e comunque: cosa vuol dire che una pratica, un'invenzione o qualsiasi altra cosa sono lo stato dell'arte?

    questo, una volta ammessa l'esistenza dei brevetti di un certo tipo, farebbe cadere la validità di un brevetto?

    ma in questo caso cadrebbe la validità di qualsiasi brevetto

    sinceramente gradirei una risposta seria, chiara, netta e che prenda posizione riguardo l'argomento senza ironia, che mi sembra fuori luogo su un argomento così importante, visto che è un'ironia unilaterale, non certo supportata da altrettanta ironia della azienda che rivendica i propri diritti, quali che siano, perché sono previsti da una legge

    se una legge è sbagliata, o incostituzionale, o contro i diritti umani, credo che invece di fare ironia si potrebbe fare richiesta ai tribunali competenti in modo che si esprimano nello specifico e anche in generale

    cose come boicottare, criticare a parole, invitare a comportamenti che fanno passare dalla parte del torto (non mi sto riferendo a questo articolo ma ad altri che appaiono in questi giorni su questo stesso sito/testata giornalistica), non credo che siano produttive

    se qualcuno ha la forza per cominciare, se la causa sarà da me ritenuta giusta e se l'impegno richiesto sarà alla mia portata, sarò disponibile per chiedere il rispetto dei diritti nei tribunali competenti, a qualsiasi livello, cercherò comunque di dare il mio contributo fintantoché mi sembrerà che la cosa sia nell'interesse di tutti e quindi anche mio

    saluti
    non+autenticato
  • Gentile lettore,

    Mi permetto di rubarvi un minuto per chiarire un paio di principi che credo siano importanti per la comprensione dell'articolo.


    > un'azienda che chiede il rispetto di un brevetto
    > starebbe trolleggiando (come c'è scritto e
    > "barrato" con presunta ironia nell'articolo)?

    Se questa azienda è rimasta in silenzio per 10 anni, e se decide di procedere solo verso 2 nomi su uno stuolo di altri, forse sì. Tanto più se quella tecnologia non ha garantito a quella azienda alcun beneficio immediato: se era vincente, avrebbero potuto sfruttarla direttamente. Perché invece tentare la via della causa contro due grandi corporation?

    I brevetti non sono sempre un'arma "positiva": basti pensare al caso SCO, che senza voler entrare nel merito di torto o ragione, hanno condotto l'azienda alla bancarotta.

    http://punto-informatico.it/cerca.aspx?s=linux%20s...


    > e comunque: cosa vuol dire che una pratica,
    > un'invenzione o qualsiasi altra cosa sono lo
    > stato dell'arte?

    Significa che se una tecnologia esiste già, non può essere brevettata.
    Non si può entrare in un ufficio brevetti USA e chiedere di registrare un brevetto sul transistor. Gli impiegati si metterebbero a ridere.

    In Italia è diverso, ma poi in caso di contenzioso occorre dimostrare quanto sostenuto in sede di registrazione.

    Negli USA l'adozione di una tecnologia su larga scala e per lungo tempo senza alcuna consapevolezza dell'esistenza di un brevetto può costituire valida tesi per opporsi al ricorso del detentore dello stesso. In questo caso, comunque, si tratta di questioni legali piuttosto complicate - di difficile gestione e interpretazione.

    Ci penserà un giudice a chiarire questo caso, basta avere fiducia nel suo operato.
    Certo è che pensare che dopo 10 anni l'Apple Store online debba cessare di esistere perché qualcuno si è ricordato che aveva brevettato tutto, appare quantomeno singolare.

    Un saluto,
    Luca
  • sì, ho capito, hai ragione, in effetti per quanto riguarda i marchi, che comunque sono sempre legati al concetto di innovazione e valore aggiunto, la legge mi pare che dica che se un marchio depositato non viene utilizzato per 5 anni, la titolarità cade
    quindi qui siamo in effetti un po' nella stessa situazione

    io come dicevo non sono favorevole ai marchi e ai brevetti, e al loro uso distorto

    comportano costi altissimi e provocano forti manipolazioni dell'opinione delle persone

    se apple o hp dovessero perdere non sarebbe un guaio, perché hanno investito molto sul marchio, ma commercializzano assemblati che vengono prodotti in Asia come tutti gli altri

    a me va benissimo che siano prodotti in Asia, a patto che però i soldi vadano agli Asiatici
    non+autenticato
  • chi la fa ,'aspetti, e' proprio il caso dirlo....

    apple prima di tutte e' famosa per brevettare ogni oggetto da lei realizzato, dall'iphone all'interfaccia del mac....

    era ora che qualcuno ribattesse pan per focaccia.


    stop brevetti, stop closed source, stop drm!
    non+autenticato
  • Sono d'accordo: basta pagare gli sviluppatori e i designer, e gli ingegneri che fanno innovazione.
    Che lavorino tutti gratis per il popolo. Senza stipendio, altrimenti potrebbero venirgli strane idee.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Stiv Giobs
    > Sono d'accordo: basta pagare gli sviluppatori e i
    > designer, e gli ingegneri che fanno innovazione.
    >
    > Che lavorino tutti gratis per il popolo. Senza
    > stipendio, altrimenti potrebbero venirgli strane
    > idee.

    Innovazione?
    L'unica innovazione che ho visto è quella che permette ad un branco di peracottari, avvocati e giudici di vivere sui testicoli del mondo che lavora davvero.
    Ecco a cosa sono serviti i brevetti software.
    non+autenticato
  • dai urla piangendo:

    "Leave Linux Alone!!"
  • dai su, brevetti software anche qui, che stiamo aspettando???
    non+autenticato
  • non ci voleva una scienza a capire che l'iphone costa piu' di 199$ visto che devi fare un abbonamento di 2 anni con at&t.

    Cmq e' il piu' economico di altri cell, quindi per un americano conviene l'iphone.
    Insomma per i poveri c'e' l'Iphone.