Alfonso Maruccia

MAARS il killer-bot muove i primi passi

Cominciate le consegne ai militari statunitensi della nuova generazione di robot progettati per i combattimenti sul campo. Sicurezza prima di tutto, assicurano i produttori

Roma - Di MAARS (Modular Advanced Armed Robotic System), il robot-cingolato da impiegare come arma in zone di guerra e territori caldi come Iraq e Afghanistan, si parla già da un po'. Foster-Miller ha ora avviato la consegna al Dipartimento della Difesa USA del primo esemplare della nuova generazione del drone-killer, con l'obiettivo di rifornire e supportare l'impegno dell'esercito impelagato da anni nei conflitti del Medioriente.

Pesante oltre 158 chilogrammi, MAARS può essere equipaggiato con un lanciagranate da 40 mm o, in alternativa, con una mitragliatrice a medio raggio M240B. Il robot si rivela però duttile al punto da poter montare anche meno letali dispositivi anti-assembramento: abbaglianti, altoparlanti o persino spray al peperoncino.

MAARS in realtà sarebbe già stato dislocato in Iraq dal 2007, con tre esemplari in dotazione alle forze statunitensi presenti sul territorio. Preoccupazioni per il possibile effetto del fuoco amico da parte del drone hanno però fino ad ora giocato a sfavore dell'impiego sul campo del robot, che non ha letteralmente avuto modo di sparare un colpo.
Č proprio per rispondere a queste preoccupazioni che la società produttrice ha posto l'accento sull'aumentata sicurezza della nuova versione di MAARS in via di consegna al Pentagono. Grazie al software integrato, i manovratori del drone - che non è dotato di una volontà autonoma - possono stabilire le zone in cui la macchina può sparare e altre in cui non le è permesso.

L'equipaggiamento è stato inoltre arricchito con limitatori meccanici del movimento della torretta di fuoco che impediscono (o almeno dovrebbero farlo) di far fuoco su postazioni amiche. "MAARS è stato sviluppato con in mente la sicurezza come obiettivo principale" continua a rassicurare Foster-Miller, che parla di altri test da condurre nel corso dei prossimi mesi a ulteriore garanzia dell'affidabilità del drone una volta sguinzagliato in un territorio iracheno messo a ferro e fuoco.

Alfonso Maruccia
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