Roma - Che fine abbia fatto Jerry Yang, il capo di Yahoo!, è un mistero per parecchi. Il primo a sollevare il problema
è stato il
New York Times, seguito a ruota da molti altri
compreso Michael Arrington su
TechCrunch.
Se questo
sia o meno un problema per Yahoo!, resta da vedere. Nell'attesa che i dubbi siano sciolti dai fatti, in rete si è già scatenata la corsa alla
facile ironia nei confronti di Yang e della sua azienda.
È il caso, ad esempio, di
Fake Steve Jobs, che da giorni si firma
Fake Jerry Yang e pubblica interventi al vetriolo
sul suo blog prendendo di mira
i top manager di Yahoo!, i suoi
investitori, i suoi
partner e tutti
gli addetti ai lavori del settore.
L'ultimo, almeno per il momento,
riguarda un sarcastico
prontuario per la creazione di una lettera di dimissioni da spedire direttamente all'indirizzo email di Jerry Yang. Si può
usare per comporre una missiva dai toni gentili o per virare decisamente su un approccio più arrabbiato.
Una volta completata non resta che spedirla, in attesa che Yang dia di nuovo un'occhiata alla sua casella di posta. Sulla strada del ritorno
da Disneyland, ovviamente. (
L.A.)