l'Università di Harvard per fondare Microsoft ad Albuquerque assieme al suo compagno di studi Paul Allen. Ci sarebbero voluti soltanto
, quindici per il primo miliardo. Oggi, 33 anni dopo, Bill Gates
a lasciare anche Microsoft. Un addio che si consuma oggi, ma che per molti aspetti sarà un addio solo a metà.
È vero, Bill lascerà il suo impegno quotidiano in quel di Redmond. Ufficialmente, lo fa per dedicarsi con più attenzione all'
attività di beneficenza messa in campo dalla sua
fondazione, diretta assieme alla moglie, che punta tra l'altro a migliorare le condizioni di vita nei paesi africani meno sviluppati. Gates, tuttavia,
conserverà sia la poltrona di presidente, sia
la più grande fetta di azioni Microsoft detenute da un singolo investitore: senza contare il
suo impegno nello sviluppo di una branca potenzialmente dirompente della ricerca targata BigM, le
interfacce naturali.
Da sempre, il pallino di Gates sono stati i metodi alternativi di input per i personal computer.
Non che Bill voglia mandare in soffitta tastiera e mouse: per questi due, per molti anni ancora, ci sarà senz'altro moltissimo spazio sulle scrivanie di mezzo mondo, senza contare che - come sottolineano gli esperti - restano senz'altro due dei metodi più rapidi per inserire informazioni all'interno della memoria di un calcolatore. Quello a cui punta Gates è piuttosto il rilancio della sua visione, che passa attraverso
tablet PC e tavolini avveniristici.

Dietro i laptop dotati di pennino prodotti da molti marchi di prima grandezza, c'è senza senza dubbio lo zampino di Gates: lui stesso racconta di essere un utente affezionato di un tablet PC, che utilizza per tutto il suo lavoro e grazie al quale ha detto addio alla carta e all'inchiostro. Solo
qualche mese fa, durante una conferenza a Berlino, spiegava che anche la figlia ne utilizza uno a scuola, così come tutti i suoi compagni, a dimostrazione di come un computer siffatto possa anche
rendere obsoleti i libri di testo.
Poi ci sono le
interfacce touch, come quella messa in campo da Apple con il suo iPhone e replicata in grande anche da Microsoft prima con
Surface e poi con il
muro-lavagna per i businessman. Anche questa è una idea affascinante dal punto di vista tecnologico, e anche in questo caso
il contributo di Gates nel suo sviluppo è più che probabile. Bill resterà senz'altro coinvolto in qualche modo nelle attività di questi gruppi di ricerca, anche se il suo ruolo effettivo, al momento, resta un'incognita.