Paolo De Andreis

La pedofilia sarà reato. Anche online

Non solo pedoporno: la nuova proposta attacca in modo specifico quella che viene definita pedofilia culturale. Per la prima volta il termine Pedofilia nel Codice Penale. 100 parlamentari pronti a votarla - Un commento

Roma - Nessuna tregua, nessuna tolleranza, nessuno spazio a chi non condanna apertamente qualsiasi aspetto della pedofilia: la pedofilia culturale che secondo le associazioni di tutela dei minori cresce in rete esponenzialmente, anche in Italia, è ora oggetto di una nuova proposta di legge che segue di pochi giorni l'annuncio di un'altra proposta in materia. In questo caso, per la prima volta si intende inserire il termine pedofilia nel Codice Penale, una misura che ha come primo firmatario Alessandro Pagano del Partito della Libertà ma che ha già raccolto numerosissimi consensi in Parlamento: almeno un centinaio gli onorevoli pronti ad appoggiare la nuova idea.

Ma di cosa si tratta esattamente? Andando a vedere il testo della proposta si legge che consta di pochi articoli. Vengono presentati come necessari per contrastare quello che viene definito "strisciante" movimento culturale che si avvale spesso e volentieri di Internet per diffondere concetti insani. Servono dunque a "(...) contrastare l'emergente fenomeno di quella tanto perversa e insidiosa, quanto sottile cultura (oseremmo dire lobby) che tende a far normalizzare la pedofilia, mediante una pregnante e subdola azione culturale fondata sulla giustificazione e sulla tolleranza di un tale comportamento sessuale nei confronti dei bambini".

Non è un caso se sono parole che ricordano da vicino certi comunicati stampa: nella presentazione della proposta di legge si cita espressamente l'associazione Meter di Don Fortunato di Noto che ieri ha partecipato alla Camera alla presentazione della bozza e che in una nota definisce la proposta, alla quale ha contribuito, come una novità "di portata storica". Con l'occasione Di Noto stesso ha consegnato a giornalisti e parlamentari un dossier in cui sono elencati migliaia di siti italiani ed internazionali a suo dire colpevoli di "pedofilia culturale", che rivendicano cioè, ha spiegato, "l'assurda e inquietante pretesa di normalizzazione della pedofilia".
Nelle intenzioni dei promotori si intende colpire nello specifico il pedofilo non come "mostro che violenta un bambino" ma come individuo che descrive la pedofilia come "un'azione positiva" e che dice di "amare il minore" e di voler manifestare questo sentimento "anche attraverso i rapporti sessuali". Ciò che va colpito, dunque, è quella cultura, quel "mondo che vuole diffondere un'immagine pulita della pedofilia, nascondendone il lato deviato". Secondo l'associazione Meter, sono più di 550 le organizzazioni che nel mondo rivendicano "i diritti dei pedofili". Questi gruppi, è stato detto, si servono di libri e riviste, siti web e persino radio e agenzie di stampa.

Andando agli articoli della proposta, il primo è quello relativo all'inserimento della parola Pedofilia nell'articolo 609 quater del codice penale. Il secondo invece introduce dopo l'articolo 414 del codice il nuovo articolo 414 bis, che recita:

ART. 414-bis. - (Pedofilia culturale). - Salvo che il fatto costituisca più grave reato, chiunque, con qualsiasi mezzo, anche telematico, e con qualsiasi forma di espressione, pubblicamente istiga a commettere o fa l'apologia delle condotte previste dagli articoli 600-bis, 600-ter, 600-quater, 600-quinquies, 609-quater e 609-quinquies, ovvero dagli articoli 609-bis e 609-octies, compiute in danno di minorenni, è punito con la reclusione da tre a cinque anni e con la multa da euro 5.000 a euro 50.000

Per capire di che si tratta basta leggersi gli articoli citati del codice, da dove si evince che viene punita l'apologia di condotte illegali quali atti sessuali con minori, corruzione di minorenne, prostituzione minorile, pornografia minorile, detenzione di materiale pedopornografico. Per comprendere ancora più a fondo cosa significhi è necessario aprire il dizionario. Secondo il De Mauro, apologia è in origine un discorso "di autodifesa pronunciato dal condannato", un "discorso o scritto a difesa o a esaltazione di qualcuno o qualcosa". Quel che interessa è però l'apologia di reato, ossia "reato che consiste nel difendere o esaltare azioni o comportamenti contrari alla legge".

Lo scopo dei promotori del nuovo testo, come hanno spiegato loro stessi, è di punire "una serie di condotte, soprattutto apologetiche e di istigazione, nonché di pubblicizzazione, diffusione e divulgazione, con qualunque mezzo, dei contenuti legittimanti tale cultura, che sicuramente ricadono nell'illiceità, travalicando i confini della libera manifestazione del pensiero ai sensi dell'articolo 21 della Costituzione, perché connesse a un crimine la cui estrema gravità è generalmente riconosciuta in tutti gli ordinamenti, quale appunto l'abuso sessuale sui bambini, la cui intangibilità sessuale è garantita sia a livello costituzionale, sia dalle convenzioni internazionali ratificate dall'Italia".
555 Commenti alla Notizia La pedofilia sarà reato. Anche online
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  • Credo che la parte centrale della questione sia espressa nel migliore dei modi da questo passaggio:

    «Viviamo in un paese nel quale chi nasce o cresce pedofilo non ha altra scelta se non quella di nascondersi, in attesa di cadere vittima della propria psicopatologia e distruggere le vite di altri, di bambini e di intere famiglie. Un paese nel quale si parla di pedofilia esclusivamente sotto il profilo repressivo. Le proposte più avanzate vanno dall'isolamento elettronico alla castrazione chimica per chi abusa di minori ma ciò che rimane fuori, da sempre, è un dibattito serio sulla prevenzione. Un paese democratico dovrebbe riuscire ad essere sufficientemente forte almeno per tentare di gestire la popolazione pedofila. Questa esiste, è un fatto, ma la sua esistenza viene negata, o affidata alla cronaca nera. Viviamo cioè in un paese in cui il pedofilo che non ha commesso abusi, e che sa che potrebbe compierli perché quella è la sua natura, non trova nelle istituzioni, in nessuna di esse, la possibilità di un dialogo, di un confronto. Non esiste una infrastruttura che sia in qualche modo di consulenza, di "ricezione", di chi soffre di questa devianza così nefasta: abbandonato a se stesso, anche il pedofilo che non vuole considerarsi un mostro, e in quanti episodi di cronaca si sono lette dichiarazioni degli arrestati su questo fronte, anche quello può solo scegliere di nascondersi».

    Purtroppo il problema è proprio questo: alla pedofilia non viene riconosciuto quello status di malattima mentale che acconsentirebbe studi scientifici in materia, educazione e prevenzione. Il pedofilo è un mostro "per scelta" perché la sua malattia è accomunata a qualunque altro genere di deviazione sessuale che, nell'ottica del "si fa ma non si dice", vengono recepite al massimo come un modo strano di eccitarsi, e per questo tollerate e ricondotte alla volontà di chi le pratica. Ma sarebbe anche ora di capire che il pedofilo non è né un gay, né un sadomasochista, né un coprofilo, né uno che si eccita guardando gli animali che si ingroppano allo zoo. E' un malato di mente e come tale va trattato. Con cure, supporto psicologico e psichiatrico, terapie serie... non con il confino, in attesa che l'istinto faccia il suo corso, per poi sbattere il mostro in prima pagina e dimenticarsene il giorno dopo, facendo finta che il problema in realtà non esista.

    Poi, onestamente, non ho mai capito (mai) perché alla parola "pedofilia" si associ sempre la parola "minorenne". Davvero, questa è una cosa che non capirò mai. Pedos significa bambino, e bambino è chi non ha ancora raggiunto la fase puberale del proprio sviluppo, momento in cui - per l'appunto - sviluppa le zone del corpo preposte a funzionare come richiamo sessuale. Visto che il "pedofilo" è per definizione quello che ama i bambini, che senso ha tacciare con questo nome anche chi apprezza le ragazze di 16 anni o giù di lì? Giusta la corruzione di minorenne, per carità, visto che allo sviluppo fisico non sempre corrisponde un adeguato sviluppo psichico, e giusto anche impedire che alle medesime ragazze si scattino foto di cui poi potrebbero pentirsi in età più adulta... ma perché fare sempre di ogni erba un fascio?

    Perché la foto di una ragazza seminuda di 17 anni è considerata pedopornografia? Ma allora, tutte le foto che appaiono sulle riviste femminili, con modelle che vanno dai 14 anni in su, e che raramente superano i 20, vestite con trasparenze e abitini succinti e non lasciano nulla all'immaginazione, per di più messe in pose provocanti e con sguardi ammiccanti... quella non è pedopornografia anche lei?

    A me sembra che viviamo in un modo pieno di contraddizioni, fatto a regola d'arte da gente che ha la verità in tasca (facile, quando sei un prete, già più difficile, quando cerchi di guardare oltre le tue opinioni personali), in cui si cerca la via più facile per nascondere i problemi, e non per risolverli, facendo molte distinzioni quando queste vanno a vantaggio di qualcuno. Per quel che mi riguarda, non mi sembra una proposta di legge seria. Nobili gli scopi, ma sbagliati i mezzi. Un po' come punire chi nega l'olocausto: ognuno deve avere il diritto di dire la sua, al limite a dargli del cretino ci penseranno tutti gli altri. Negando a una linea di pensiero il diritto di esistere, la si rafforza.
    non+autenticato
  • - Scritto da: paolo besser
    > Giusta la corruzione di
    > minorenne, per carità, visto che allo sviluppo
    > fisico non sempre corrisponde un adeguato
    > sviluppo psichico, e giusto anche impedire che
    > alle medesime ragazze si scattino foto di cui poi
    > potrebbero pentirsi in età più adulta... ma
    > perché fare sempre di ogni erba un fascio?

    Contesto solo qui.
    La "corruzione di minorenne" adesso punisce chi compie atti sessuali in presenza di (non "con", ma "in presenza di") minore di 14 anni (o 16 se il colpevole è l'ascendente, il genitore anche adottivo, il tutore, ecc.). Fino al 1997 puniva invece chi compiva atti sessuali con (non "in presenza di", ma "con") minore di 16 anni (ma che ne abbia compiuti 14, quindi 14 o 15 anni) a meno che tale minore non fosse "persona già moralmente corrotta".
    Per quanto riguarda la seconda parte, capisco che se poi se ne pente è giusto. Ma se una volta arrivata alla soglia dei 18 anni volesse, di sua spontanea volontà, diffondere foto di sé stessa di qualche anno addietro, che in precedenza si fosse tenuta per sé senza darle a nessuno, perché questo dovrebbe essere vietato?
  • che la pedofilia, intesa come avere rapporti sessuali con minori non psicologicamente e fisicamente pronti, sia un reato è ok, e ci mancherebbe.
    Che la pedofilia sia un disturbo che andrebbe anche curato è ok.
    Però continuo a non capire perchè per legge posso farmi una/uno di 16 anni (consenziente ovviamente), ma se gli faccio una foto (sempre consenziente) rischio 3 anni di galera... proprio non capisco!
    Considerare "bambini" anche i 16enni è ridicolo. Se uno di 57 anni si fa una di 15 qualcosa non va, d'accordo, e possiamo anche indagare: ma non chiamatela pedofilia.

    Cmq credo che tutta questa attenzione morbosa per la pedofilia nasconda un disegno più ampio: tentare di attaccare l'omosessualità (molti, nell'ignoranza, credono che sia una relazione specifica tra le due) e di farla tornare un disturbo mentale come negli anni 60. Più in generale credo che si vogliano attaccare i comportamenti sessuali "diversi", usando come testa di ponte la pedofilia che oltre ad essere davvero schifosa fa molta presa sull'opinione pubblica.
    non+autenticato
  • Io non voglio difendere la pedofilia ma, come dici tu si tratta anche di definire i termini, etc... (dopotutto in alcuni paesi a 12 anni ci si sposa). Il mio è un altro discorso. La questione che io pongo è... Una persona dovrebbe avere il diritto di esprimere qualsiasi posizione su qualsiasi argomento. in democrazia si vota e la maggioranza stabilisce cosa è bene e cosa è male. Ma abolire le posizioni, le idee, non è un comportamento democratico
    non+autenticato
  • - Scritto da: Marcello Mazzilli
    > Io non voglio difendere la pedofilia ma, come
    > dici tu si tratta anche di definire i termini,
    > etc... (dopotutto in alcuni paesi a 12 anni ci si
    > sposa). Il mio è un altro discorso. La questione
    > che io pongo è... Una persona dovrebbe avere il
    > diritto di esprimere qualsiasi posizione su
    > qualsiasi argomento. in democrazia si vota e la
    > maggioranza stabilisce cosa è bene e cosa è male.
    > Ma abolire le posizioni, le idee, non è un
    > comportamento democratico

    Infatti non siamo in democrazia, lo dimostrano anche alcuni post.
    Povero Voltaire...
  • La democrazia che VOI volete (io sono per un altro sistema... www.movimentolibertario.it) si basa sul confronto di opinioni diverse e sulla scelta di maggioranze informate. Ma come si fa a dire di essere in democrazia quando il solo esprimere una opinione viene considerato reato (attraverso il reato di "apologia di reato".. scusate il gioco di parole). Faccio alcuni esempi... La pedofilia è buona, Le razze umane sono diverse, Le tasse sono un furto, etc... Sono tutte frasi su cui è vietato discutere. Ma vi rendete conto ?! Qui non si tratta però di Berlusconi, Veltroni o Prodi... qui la riflessione da fare è su cosa voi intendete per DEMOCRAZIA !!!
    non+autenticato
  • - Scritto da: Marcello Mazzilli
    > La democrazia che VOI volete (io sono per un
    > altro sistema... www.movimentolibertario.it) si
    > basa sul confronto di opinioni diverse e sulla
    > scelta di maggioranze informate. Ma come si fa a
    > dire di essere in democrazia quando il solo
    > esprimere una opinione viene considerato reato
    > (attraverso il reato di "apologia di reato"..
    > scusate il gioco di parole). Faccio alcuni
    > esempi... La pedofilia è buona, Le razze umane
    > sono diverse, Le tasse sono un furto, etc... Sono
    > tutte frasi su cui è vietato discutere. Ma vi
    > rendete conto ?! Qui non si tratta però di
    > Berlusconi, Veltroni o Prodi... qui la
    > riflessione da fare è su cosa voi intendete per
    > DEMOCRAZIA
    > !!!

    Quoto.
    non+autenticato
  • Come la mettiamo con quelle persone che, avvicinandosi da poco ad Internet, scaricano per errore materiale illegale? Spesso, usando Limewire o eMule, quelle porcherie vengono propinate mascherate da altri tipi di file; per disonestà o cattiveria di chi li condivide. L'ignaro crede di aver scaricato chissà cosa, ma poi si vede con immagini aberranti. Secondo me dovrebbero affinare meglio certe leggi.
    non+autenticato
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