Paolo De Andreis
venerdì 27 giugno 2008

La pedofilia sarà reato. Anche online

Non solo pedoporno: la nuova proposta attacca in modo specifico quella che viene definita pedofilia culturale. Per la prima volta il termine Pedofilia nel Codice Penale. 100 parlamentari pronti a votarla - Un commento

Roma - L'articolo 21 della Costituzione recita al primo comma: "Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione".
Sono parole che in queste ore mi ripeto più e più volte cercando di trovarne i limiti, le imperfezioni, cercando giustificazioni a quanto previsto da una proposta di legge che, da quanto si evince dal clima politico, sembra destinata ad essere presto approvata.

Non c'è molto da dire, in realtà. Il termine "pedofilia" evoca in sé tali mostruosità da rendere difficile, se non impossibile, una riflessione pacata. C'è poco da essere moderati quando di mezzo ci va la salute e la sicurezza dei bambini, e non c'è niente come la loro integrità fisica e psicologica che possa scuotere e smuovere di più le coscienze.

Eppure, forse proprio per questo, sarebbe utile proporsi uno sforzo ulteriore, qualcosa che consenta di diradare le nebbie e vedere oltre l'ira, la rabbia, per i molti, moltissimi fatti di cronaca legati al violento manifestarsi di questa psicopatologia. Farlo può significare guardare il problema più da lontano e, forse, trovare nuove soluzioni, ed evitare errori grossolani.
Se è impossibile tollerare che chi ha commesso violenze sui bambini possa avvicinarsi di nuovo ad un minore, o anche solo mitigare il giudizio su chi ha compiuto certi atti, un distinguo è forse necessario per chi parla di pedofilia.

Non c'è solo l'articolo 21 a ricordarci che tutti possono esprimere liberamente il proprio pensiero, c'è anche tutta una storia dietro a noi che dovrebbe aver insegnato che impedire al pensiero di manifestarsi non significa cancellarlo. Anzi, perlopiù significa renderlo più forte, perché privato del confronto pubblico. Messo alla porta dalle leggi, il reato di opinione non smette mai di manifestarsi, ma cambia forma. Tanto più su Internet, dove l'esercizio dei diritti di cui all'articolo 21 sono presi in parola da tutti gli utenti Internet, e sono esercitati come mai è stato possibile prima.

Viviamo in un paese nel quale chi nasce o cresce pedofilo non ha altra scelta se non quella di nascondersi, in attesa di cadere vittima della propria psicopatologia e distruggere le vite di altri, di bambini e di intere famiglie. Un paese nel quale si parla di pedofilia esclusivamente sotto il profilo repressivo. Le proposte più avanzate vanno dall'isolamento elettronico alla castrazione chimica per chi abusa di minori ma ciò che rimane fuori, da sempre, è un dibattito serio sulla prevenzione. Un paese democratico dovrebbe riuscire ad essere sufficientemente forte almeno per tentare di gestire la popolazione pedofila. Questa esiste, è un fatto, ma la sua esistenza viene negata, o affidata alla cronaca nera. Viviamo cioè in un paese in cui il pedofilo che non ha commesso abusi, e che sa che potrebbe compierli perché quella è la sua natura, non trova nelle istituzioni, in nessuna di esse, la possibilità di un dialogo, di un confronto. Non esiste una infrastruttura che sia in qualche modo di consulenza, di "ricezione", di chi soffre di questa devianza così nefasta: abbandonato a se stesso, anche il pedofilo che non vuole considerarsi un mostro, e in quanti episodi di cronaca si sono lette dichiarazioni degli arrestati su questo fronte, anche quello può solo scegliere di nascondersi.

In questo clima di negazione del problema, o di visione dimezzata di un problema che è più ampio di quanto venga disegnato da certe frettolose normative, si spera di azzittire quei pedofili che fanno gruppo e che sperano con le proprie assurdità di poter sdoganare il più grave dei crimini che un uomo adulto possa compiere. Quel che si potrà ottenere da tutto ciò sarà un ulteriore rintanamento nel buio di una parte della popolazione italiana con la quale si rifiuta un dialogo non solo per quello che alcuni di loro fanno ma anche solo per quello che pensano. Si scomunica chi la pensa in quel modo aberrante, si rifiuta il dialogo a priori, si temono le loro parole come se non vi fossero argomenti da ribattere, quando ce ne sono a tonnellate, come se quelle enormità che vengono dette non potessero essere sotterrate se finalmente poste a confronto con la realtà. No, si sceglie la via della chiusura, si dimostra una sorprendente debolezza su un fronte, quello della tutela dei più piccoli, in cui ci si aspetterebbe invece l'esercizio di una più alta sobrietà di giudizio.

Schifato da certi fatti, terrorizzato per la sicurezza dei bambini, frastornato dalla sequela impressionante di normative approvate negli ultimi 10 o 12 anni e che spesso hanno colpito le libertà digitali, sono qui che mi chiedo ancora una volta cosa si speri di ottenere. E perché quell'articolo 21, tanto per cambiare, sia considerato ancora una volta così poco saggio da poter essere delimitato, traviato, plasmato con tutte le conseguenze del caso. Perché di quell'articolo, che distingue più di ogni altro la nostra Costituzione da quelle di molti paesi illiberali, non venga colta la portata innovatrice.
Se qualcuno ha una risposta, sarò felice di leggerla.

Paolo De Andreis
555 Commenti alla Notizia La pedofilia sarà reato. Anche online
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  • Credo che la parte centrale della questione sia espressa nel migliore dei modi da questo passaggio:

    «Viviamo in un paese nel quale chi nasce o cresce pedofilo non ha altra scelta se non quella di nascondersi, in attesa di cadere vittima della propria psicopatologia e distruggere le vite di altri, di bambini e di intere famiglie. Un paese nel quale si parla di pedofilia esclusivamente sotto il profilo repressivo. Le proposte più avanzate vanno dall'isolamento elettronico alla castrazione chimica per chi abusa di minori ma ciò che rimane fuori, da sempre, è un dibattito serio sulla prevenzione. Un paese democratico dovrebbe riuscire ad essere sufficientemente forte almeno per tentare di gestire la popolazione pedofila. Questa esiste, è un fatto, ma la sua esistenza viene negata, o affidata alla cronaca nera. Viviamo cioè in un paese in cui il pedofilo che non ha commesso abusi, e che sa che potrebbe compierli perché quella è la sua natura, non trova nelle istituzioni, in nessuna di esse, la possibilità di un dialogo, di un confronto. Non esiste una infrastruttura che sia in qualche modo di consulenza, di "ricezione", di chi soffre di questa devianza così nefasta: abbandonato a se stesso, anche il pedofilo che non vuole considerarsi un mostro, e in quanti episodi di cronaca si sono lette dichiarazioni degli arrestati su questo fronte, anche quello può solo scegliere di nascondersi».

    Purtroppo il problema è proprio questo: alla pedofilia non viene riconosciuto quello status di malattima mentale che acconsentirebbe studi scientifici in materia, educazione e prevenzione. Il pedofilo è un mostro "per scelta" perché la sua malattia è accomunata a qualunque altro genere di deviazione sessuale che, nell'ottica del "si fa ma non si dice", vengono recepite al massimo come un modo strano di eccitarsi, e per questo tollerate e ricondotte alla volontà di chi le pratica. Ma sarebbe anche ora di capire che il pedofilo non è né un gay, né un sadomasochista, né un coprofilo, né uno che si eccita guardando gli animali che si ingroppano allo zoo. E' un malato di mente e come tale va trattato. Con cure, supporto psicologico e psichiatrico, terapie serie... non con il confino, in attesa che l'istinto faccia il suo corso, per poi sbattere il mostro in prima pagina e dimenticarsene il giorno dopo, facendo finta che il problema in realtà non esista.

    Poi, onestamente, non ho mai capito (mai) perché alla parola "pedofilia" si associ sempre la parola "minorenne". Davvero, questa è una cosa che non capirò mai. Pedos significa bambino, e bambino è chi non ha ancora raggiunto la fase puberale del proprio sviluppo, momento in cui - per l'appunto - sviluppa le zone del corpo preposte a funzionare come richiamo sessuale. Visto che il "pedofilo" è per definizione quello che ama i bambini, che senso ha tacciare con questo nome anche chi apprezza le ragazze di 16 anni o giù di lì? Giusta la corruzione di minorenne, per carità, visto che allo sviluppo fisico non sempre corrisponde un adeguato sviluppo psichico, e giusto anche impedire che alle medesime ragazze si scattino foto di cui poi potrebbero pentirsi in età più adulta... ma perché fare sempre di ogni erba un fascio?

    Perché la foto di una ragazza seminuda di 17 anni è considerata pedopornografia? Ma allora, tutte le foto che appaiono sulle riviste femminili, con modelle che vanno dai 14 anni in su, e che raramente superano i 20, vestite con trasparenze e abitini succinti e non lasciano nulla all'immaginazione, per di più messe in pose provocanti e con sguardi ammiccanti... quella non è pedopornografia anche lei?

    A me sembra che viviamo in un modo pieno di contraddizioni, fatto a regola d'arte da gente che ha la verità in tasca (facile, quando sei un prete, già più difficile, quando cerchi di guardare oltre le tue opinioni personali), in cui si cerca la via più facile per nascondere i problemi, e non per risolverli, facendo molte distinzioni quando queste vanno a vantaggio di qualcuno. Per quel che mi riguarda, non mi sembra una proposta di legge seria. Nobili gli scopi, ma sbagliati i mezzi. Un po' come punire chi nega l'olocausto: ognuno deve avere il diritto di dire la sua, al limite a dargli del cretino ci penseranno tutti gli altri. Negando a una linea di pensiero il diritto di esistere, la si rafforza.
    non+autenticato
  • - Scritto da: paolo besser
    > Giusta la corruzione di
    > minorenne, per carità, visto che allo sviluppo
    > fisico non sempre corrisponde un adeguato
    > sviluppo psichico, e giusto anche impedire che
    > alle medesime ragazze si scattino foto di cui poi
    > potrebbero pentirsi in età più adulta... ma
    > perché fare sempre di ogni erba un fascio?

    Contesto solo qui.
    La "corruzione di minorenne" adesso punisce chi compie atti sessuali in presenza di (non "con", ma "in presenza di") minore di 14 anni (o 16 se il colpevole è l'ascendente, il genitore anche adottivo, il tutore, ecc.). Fino al 1997 puniva invece chi compiva atti sessuali con (non "in presenza di", ma "con") minore di 16 anni (ma che ne abbia compiuti 14, quindi 14 o 15 anni) a meno che tale minore non fosse "persona già moralmente corrotta".
    Per quanto riguarda la seconda parte, capisco che se poi se ne pente è giusto. Ma se una volta arrivata alla soglia dei 18 anni volesse, di sua spontanea volontà, diffondere foto di sé stessa di qualche anno addietro, che in precedenza si fosse tenuta per sé senza darle a nessuno, perché questo dovrebbe essere vietato?
  • che la pedofilia, intesa come avere rapporti sessuali con minori non psicologicamente e fisicamente pronti, sia un reato è ok, e ci mancherebbe.
    Che la pedofilia sia un disturbo che andrebbe anche curato è ok.
    Però continuo a non capire perchè per legge posso farmi una/uno di 16 anni (consenziente ovviamente), ma se gli faccio una foto (sempre consenziente) rischio 3 anni di galera... proprio non capisco!
    Considerare "bambini" anche i 16enni è ridicolo. Se uno di 57 anni si fa una di 15 qualcosa non va, d'accordo, e possiamo anche indagare: ma non chiamatela pedofilia.

    Cmq credo che tutta questa attenzione morbosa per la pedofilia nasconda un disegno più ampio: tentare di attaccare l'omosessualità (molti, nell'ignoranza, credono che sia una relazione specifica tra le due) e di farla tornare un disturbo mentale come negli anni 60. Più in generale credo che si vogliano attaccare i comportamenti sessuali "diversi", usando come testa di ponte la pedofilia che oltre ad essere davvero schifosa fa molta presa sull'opinione pubblica.
    non+autenticato
  • Io non voglio difendere la pedofilia ma, come dici tu si tratta anche di definire i termini, etc... (dopotutto in alcuni paesi a 12 anni ci si sposa). Il mio è un altro discorso. La questione che io pongo è... Una persona dovrebbe avere il diritto di esprimere qualsiasi posizione su qualsiasi argomento. in democrazia si vota e la maggioranza stabilisce cosa è bene e cosa è male. Ma abolire le posizioni, le idee, non è un comportamento democratico
    non+autenticato
  • - Scritto da: Marcello Mazzilli
    > Io non voglio difendere la pedofilia ma, come
    > dici tu si tratta anche di definire i termini,
    > etc... (dopotutto in alcuni paesi a 12 anni ci si
    > sposa). Il mio è un altro discorso. La questione
    > che io pongo è... Una persona dovrebbe avere il
    > diritto di esprimere qualsiasi posizione su
    > qualsiasi argomento. in democrazia si vota e la
    > maggioranza stabilisce cosa è bene e cosa è male.
    > Ma abolire le posizioni, le idee, non è un
    > comportamento democratico

    Infatti non siamo in democrazia, lo dimostrano anche alcuni post.
    Povero Voltaire...
  • La democrazia che VOI volete (io sono per un altro sistema... www.movimentolibertario.it) si basa sul confronto di opinioni diverse e sulla scelta di maggioranze informate. Ma come si fa a dire di essere in democrazia quando il solo esprimere una opinione viene considerato reato (attraverso il reato di "apologia di reato".. scusate il gioco di parole). Faccio alcuni esempi... La pedofilia è buona, Le razze umane sono diverse, Le tasse sono un furto, etc... Sono tutte frasi su cui è vietato discutere. Ma vi rendete conto ?! Qui non si tratta però di Berlusconi, Veltroni o Prodi... qui la riflessione da fare è su cosa voi intendete per DEMOCRAZIA !!!
    non+autenticato
  • - Scritto da: Marcello Mazzilli
    > La democrazia che VOI volete (io sono per un
    > altro sistema... www.movimentolibertario.it) si
    > basa sul confronto di opinioni diverse e sulla
    > scelta di maggioranze informate. Ma come si fa a
    > dire di essere in democrazia quando il solo
    > esprimere una opinione viene considerato reato
    > (attraverso il reato di "apologia di reato"..
    > scusate il gioco di parole). Faccio alcuni
    > esempi... La pedofilia è buona, Le razze umane
    > sono diverse, Le tasse sono un furto, etc... Sono
    > tutte frasi su cui è vietato discutere. Ma vi
    > rendete conto ?! Qui non si tratta però di
    > Berlusconi, Veltroni o Prodi... qui la
    > riflessione da fare è su cosa voi intendete per
    > DEMOCRAZIA
    > !!!

    Quoto.
    non+autenticato
  • Come la mettiamo con quelle persone che, avvicinandosi da poco ad Internet, scaricano per errore materiale illegale? Spesso, usando Limewire o eMule, quelle porcherie vengono propinate mascherate da altri tipi di file; per disonestà o cattiveria di chi li condivide. L'ignaro crede di aver scaricato chissà cosa, ma poi si vede con immagini aberranti. Secondo me dovrebbero affinare meglio certe leggi.
    non+autenticato
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