Roma - Un altro schiaffo a Windows Vista è giunto nelle scorse ore con la conferma di quanto
anticipato dal
New York Times, che aveva ripreso i
rumors che circolano in rete: Intel non ha alcuna intenzione di aggiornare il proprio parco macchine passando a Windows Vista.

Per la storica partner di Microsoft, con cui per lunghi anni ha dominato e gestito il mercato dei PC, si tratta secondo gli osservatori di un vero e proprio
strappo: un portavoce di Intel ha confermato che le installazioni di Vista fin qui hanno riguardato esclusivamente alcune postazioni e che non vi è alcun progetto per un aggiornamento "massivo" all'ultimo Windows giunto sul mercato. Non vi sarebbe, è stato detto, "nessun stringente motivo per passare a Vista".
La posizione di Intel è
tutt'altro che isolata: come segnalato su queste pagine
nei giorni scorsi, la propensione delle aziende a lasciare Windows XP e abbracciare Vista negli Stati Uniti nel corso dei prossimi anni è crollata. Le ragioni per cui ciò accade sono molteplici: dal timore di dover aggiornare il parco macchine alle ottime prestazioni di Windows XP (che è ormai
pensionando). In ballo anche le aspettative per Windows 7, atteso già per il 2010, una data non lontana che tende a creare una prospettiva di upgrade diretto da XP, bypassando Vista.
Il caso di Intel è peraltro singolare anche in questo scenario, visti i rapporti "storici" con Microsoft e visto anche il fatto che sul suo sito
continui a pubblicizzare Windows Vista come un sistema operativo per il quale i
prodotti Intel forniscono "outstanding performance", una performance "fuoriclasse", uno slogan che da oggi sarà più difficile per Intel propagandare ai propri clienti.