Speciale/ CD, musica, protezioni e... biciclette

Nonostante le proteste dei consumatori, i CD che integrano protezioni anticopia continuano la loro invasione del mercato. Uno dei colossi del settore, BMG, svela le sue strategie, rispondendo alle critiche di analisti e consumatori

Speciale/ CD, musica, protezioni e... bicicletteRoma - Buona parte dei CD di musica che giunge oggi sul mercato adotta una qualche forma di protezione dalla copia, e questo nonostante le proteste dei consumatori e le recenti critiche di autorevoli società di analisi come il Gartner. L'industria discografica sembra anzi sempre più decisa a proseguire sulla strada intrapresa, affidando ai lucchetti digitali il futuro mercato della musica nell'era di Internet.

La messa in pratica di questa politica è particolarmente evidente qui in Europa, dove le etichette discografiche hanno sperimentato le prime versioni delle tecnologie anticopia: a partire dalla fine dello scorso anno sono infatti arrivati sui principali mercati del Vecchio Continente milioni di CD protetti che, nella stragrande maggioranza dei casi, non riportavano alcun avviso o bollino che li identificasse come tali. Oggi quasi tutti i CD "non copiabili" portano un disclaimer informativo, e l'IFPI ha recentemente proposto ai propri associati un loghetto per distinguere i CD contenenti meccanismi anticopia da quelli tradizionali. Molte etichette continuano tuttavia ad utilizzare, per i loro CD protetti, il logo "Compact Disc" di Philips, e questo nonostante quest'ultima abbia espressamente dichiarato questo tipo di CD "fuori standard".

Se c'è qualcosa che nel prossimo futuro sembra destinato a diventare uno standard di mercato sono proprio i CD col lucchetto. Uno dei cinque grandi gruppi della discografia internazionale, con base in Germania, Bertelsmann Music Group (BMG), ha infatti annunciato l'intenzione di voler al più presto adottare meccanismi anticopia in tutti i propri CD audio. Una mossa che, secondo quanto riportato da alcune fonti, sarà seguita anche dalla filiale tedesca di EMI.
A supporto della propria politica, BMG ha recentemente inaugurato un sito interamente dedicato ad informare i consumatori circa le proprie scelte riguardanti i CD protetti.

In questo sito il produttore discografico ha pubblicato cifre e percentuali emerse da una recente indagine condotta dalla IFPI sulle perdite che la pirateria avrebbe inflitto al settore, e ne conclude che "per ogni CD venduto è stata fatta una copia digitale".

"Nuovi talenti e nuove tendenze - scrive BMG - potranno continuare ad emergere solo se la musica verrà acquistata, e i ricavi della musica di oggi saranno investiti nello sviluppo di quella di domani".

BMG sostiene che l'unico piano d'azione possibile contro la pirateria è rappresentato dall'adozione della "tecnologia per il Controllo delle Copie, così come è stato fatto in passato per prodotti simili, quali software per computer, videogiochi e DVD". Ecco come.
98 Commenti alla Notizia Speciale/ CD, musica, protezioni e... biciclette
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  • Personalmente non compro CD da anni, ma davvero c'è ancora qualcuno che butta i soldi in questo modo?

    Posso capire la nonna che deve fare il regalo al nipotino, che ne sa lei del costo dei CD?, li pagherebbe anceh 30euro l'uno se glieli chiedessero.
    Capisco anche molti padri con il figlio piccolo che sbraita per avere l'ultimo successo delle Ketchup, è quasi un estorsione legalizzata da parte delle majors....

    Ma a parte questi casi umani, veramente c'è ancora qualcuno che spende deliberatamente ed orgogliosamente 20euro per un CD (anche se fosse copiabile con la stessa semplicità di un floppy disk) ?????

    Probabilmente quei pochi che lo fanno, quando vengono sorpresi, cercano di giustificare la spesa con l'insuperabile qualità della riproduzione o l'assoluta irreperibilità del brano, ma in cuor loro si rendono perfettamente conto di avere subito un'estorsione.

    Fintanto che vi saranno ancora abbastanza polli da spennare continueremo a parlare ancora a lungo di questo tipo di problemi, quando finalmente la maggioranza delle persone prenderà coscienza e smetterà semplicemente di acquistarli (anche solo per principio) allora cambierà davvero qualcosa sul mercato.

    Ma per il momento radio e satellite rappresentano l'unica risposta possibile...

    Tamerlano   




















    non+autenticato
  • Si, eccomi qua. Non sopporto più ne' le case discografiche che si comportano da pirla (si stanno affossando con le loro stesse mani) ne' quelli come te che vorrebbero togliermi il gusto di buttar via i miei soldi come mi va (non vado al cinema, non vado in discoteca, non vado al pub... fammi comprare i cd...)
    Certi proclami sono più inutili delle "protezioni" sui cd.
    non+autenticato
  • - Scritto da: >MKZ
    > il gusto di buttar via i miei soldi come mi
    > va (non vado al cinema, non vado in
    > discoteca, non vado al pub... fammi comprare
    > i cd...)

    Beh certo si spendili come prefeisci, io giusto come consiglio ti inveterei aconsiderare di spenderli per il cinema.
    Questo per diversi motivi:
    - La qualità della visione in sala quando la proiezione è a regola d'arte è nettamente superiore a qualsiasi fruizione casalinga anche del miglior sistema Home Teathre (da un punto di vista audio i migliori impianti casalinghi hanno raggiunto e anche superato quelli di sala ma la qualità delle immagini proiettate da pellicola è nettamente superiore al miglior videoproiettore disponibile)
    - Il costo del biglietto cinematografico è giustificato [in parte] dai maggiori costi dei mzzi utilizzati (la pellicola costa e pure cara, i proiettori costano, i pezi di ricambio costano , la sala costa etc.)
    - Il gusto di vedere un film su schermo gigante insieme ad altri (quando non si trovano rompiballe) assorti dalla visione sensa interruzioni al buio sensa telefono sensa familiari che ti chiamano per i più assurdi motivi è un altra cosa.

    Si non c'entra niente col tuo discorso, ma io invito a salvare con i propri soldi chi è veramente in crisi (cioe l'esercizio cinematografico) e a mandare pure a fallire questi gangster mafiosi delle grandi compagnie.

    non+autenticato
  • Bè, ti sorprenderà... io si.
    Si, davvero, spendo 20 euro quando mi pare ne valga la pena. Un paio di cd al mese sinceramente non sono un costo impossibile.
    Ma evito di comprarli dai marocchini, come ho sempre evitato le lacoste false e i rolex taroccati et similia.

    Sai, questo perchè mi hanno insegnato che si può fare anche a meno di qualcosa se non ce lo si può permettere.

    E 40 euro al mese sono 4 pizze senza bibita (perlomeno qui a milano)...
    Il resto sono solo giustificazioni ipocrite. Se è troppo non comprarlo e basta...


    - Scritto da: Tamerlano
    >
    > Personalmente non compro CD da anni, ma
    > davvero c'è ancora qualcuno che butta i
    > soldi in questo modo?
    >
    > Posso capire la nonna che deve fare il
    > regalo al nipotino, che ne sa lei del costo
    > dei CD?, li pagherebbe anceh 30euro l'uno se
    > glieli chiedessero.
    > Capisco anche molti padri con il figlio
    > piccolo che sbraita per avere l'ultimo
    > successo delle Ketchup, è quasi un
    > estorsione legalizzata da parte delle
    > majors....
    >
    > Ma a parte questi casi umani, veramente c'è
    > ancora qualcuno che spende deliberatamente
    > ed orgogliosamente 20euro per un CD (anche
    > se fosse copiabile con la stessa semplicità
    > di un floppy disk) ?????
    >
    > Probabilmente quei pochi che lo fanno,
    > quando vengono sorpresi, cercano di
    > giustificare la spesa con l'insuperabile
    > qualità della riproduzione o l'assoluta
    > irreperibilità del brano, ma in cuor loro si
    > rendono perfettamente conto di avere subito
    > un'estorsione.
    >
    > Fintanto che vi saranno ancora abbastanza
    > polli da spennare continueremo a parlare
    > ancora a lungo di questo tipo di problemi,
    > quando finalmente la maggioranza delle
    > persone prenderà coscienza e smetterà
    > semplicemente di acquistarli (anche solo per
    > principio) allora cambierà davvero qualcosa
    > sul mercato.
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    > Ma per il momento radio e satellite
    > rappresentano l'unica risposta possibile...
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    > Tamerlano   
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    non+autenticato
  • Italia a 2 velocità...
    quanto spendi per un chilo di pane e quanto guadagni lì a Milano?
    Vai in Sardegna, in Calabria, in Sicilia, dove la gente guadagna meno (e non è detto che guadagni di meno perchè lavora meno o lavora male, forse è solo una questione di posizione geografica o di preconcetti precostituiti) e chiedigli se è possibile spendere 20 euro per un CD.
    A che ci sei vai a Termini Imerese e chiediglielo.
    Stiamo in un mondo a 2 velocità... se abbassassero il costo della vita (ed anche il costo dei cosiddetti "beni di lusso" per quello che è considerato il CD) saremmo tutti felici visto che le paghe non le alzano da anni.
    In alternativa dimmi se, dopo esserti comprato un PS2 a 249 euro ti vai a prendere un gioco che ti piace come GTA3-Vice City a 65 euro e poi non ci puoi manco ascoltare un CD originale... vabbè fai come dice il presidente del consiglio: "Spendi" e ti compri un lettore CD di 5 anni fà, sperando che sia realizzato in maniera così "ignorante" (ti leggi il mio thread precedente sulla scelta del termine) da permetterti di leggerlo.
    Oppure facciamo un nuovo loghino, dopo CD-digial audio, DVD etc facciamo pure CD-protection ready...
    non+autenticato

  • >
    > E 40 euro al mese sono 4 pizze senza bibita
    > (perlomeno qui a milano)...
    > Il resto sono solo giustificazioni ipocrite.
    > Se è troppo non comprarlo e basta...
    >

    sai,
    è proprio come dici, è la regola del mercato, l'incontro tra la domanda e l'offerta.
    Se tu sei contento di rinunciare a 4 pizze al mese per regalare i tuoi soldi alle majors sei liberissimo di farlo.
    Scommetto che se te ne chiedessero 35 li compreresti lo stesso vero? e 40euro? ...magari uno solo al mese?

    Capisci che il gioco del profitto sui CD (è la vecchia regola dell'ottimo Paretiano) funziona come il prezzo dei posti sugli aerei?
    Se un uomo d'affari è disposto a spendere 1000euro per lo stesso posto che un turista paga 200euro perchè non scucirglieli con gran godimento per la compagnia?

    Il punto è proprio questo. Ci sono ancora persone come te che sono disposte a tutto pur di non privarsi della preziosa reliquia a prescindere dal prezzo, perchè piuttosto che rinunciarvi, rinunceresti anche a nutrirti...
    Oppure per te 20euro sono come 5euro di un comune mortale( il valore del denaro è molto relativo come saprai bene) e sei magari convinto di aver fatto pure un affare!!!

    L'alternativa per chi non vuol farsi prendere per i fondelli dalle majors è quella di NON ACQUISTARE, di non cedere al ricatto.

    Le majors si comportano come monopolisti perchè il loro prodotto è unico per definizione e sfruttano questa posizione dominante per taglieggiarti.

    E finchè vi sarà latte da mungere continueranno a farlo e con gran godimento.
    Mi spiace per le ottime pizze cui dovrai rinunciare per non aver abbastanza attributi....

    Tamerlano
    non+autenticato
  • - Scritto da: Tosco
    > Si, davvero, spendo 20 euro quando mi pare
    > ne valga la pena. Un paio di cd al mese
    > sinceramente non sono un costo impossibile.

    > Sai, questo perchè mi hanno insegnato che si
    > può fare anche a meno di qualcosa se non ce
    > lo si può permettere.
    >
    > E 40 euro al mese sono 4 pizze senza bibita
    > (perlomeno qui a milano)...
    > Il resto sono solo giustificazioni ipocrite.
    > Se è troppo non comprarlo e basta...

    Si ma scusa ok tu decidi di dare 40 euro del tuo budget mensile all'industria discografica.
    Quello che non capisco è perchè con quei 40 euro ti   dovrebbero dare solo 2 cd.
    Voglio dire se con 40 Euro oltre ai due cd che ti picciono te ne dessero tre che ti interessano , due che ti incuriosiscono (magari per la copertina o perchè ne hai sentito parlare o per il genere ma non conosci il gruppo) , un classico e un altro paio da provare (dove potresti andare a scoprire veramente i giovani di talento sconosciuti e poi esprimerci o meno il tuo gradimento) non sarebbe meglio?
    Ricapitoliamo:
    2 buoni +
    3 interessanti +
    2 che incuriosiscono +
    1 classico =
    ----------------
    8 cd a 40 Euro + bonus due cd da provare

    morale 4/5 Euro a cd
    quel mese invece di darli solo tu 40 euro magari
    gliene 40 anche io che in genere non lo faccio
    Loro cosi hanno fatto 80 Euro invece di 40 i costi di produzione sono salvi, possiamo scoprire nuova musica soddisfare desideri reconditi e loro gli avidi produttori potrebbero comunque continuare a farsi fare fellatio nelle jacuzzi dalle prostitute di lusso.
    Non il migliore dei mondi possibili, nemmeno una fruizione libera della cultura ma almeno un compromesso decente.
    non+autenticato
  • si
    ciao
    non+autenticato


  • - Scritto da: Tamerlano
    >
    > Personalmente non compro CD da anni, ma
    > davvero c'è ancora qualcuno che butta i
    > soldi in questo modo?

    Ebbene si, c'è chi lo fa, poi si lamenta pure che il prezzo è alto però compra!
    Ma porca di quella putt... se il prezzo è alto perchè comprate, cosi facendo confermate alle major che il prezzo è quello giusto!
    Se anche per un solo giorno nessuno più comprasse CD agli attuali prezzi, ripeto anche solo un giorno, le major sarebbero costrette ad abbassare i prezzi, ma invece che chi compra, compra, compra qualunque mer*da gli viene propinata!
    non+autenticato


  • - Scritto da: Luca
    >
    >
    > - Scritto da: Tamerlano
    > >
    > > Personalmente non compro CD da anni, ma
    > > davvero c'è ancora qualcuno che butta i
    > > soldi in questo modo?
    >    
    > Ebbene si, c'è chi lo fa, poi si lamenta
    > pure che il prezzo è alto però compra!
    > Ma porca di quella putt... se il prezzo è
    > alto perchè comprate, cosi facendo
    > confermate alle major che il prezzo è quello
    > giusto!
    > Se anche per un solo giorno nessuno più
    > comprasse CD agli attuali prezzi, ripeto
    > anche solo un giorno, le major sarebbero
    > costrette ad abbassare i prezzi, ma invece
    > che chi compra, compra, compra qualunque
    > mer*da gli viene propinata!

    Oe! Siamo in Italia mica in America!
    Qui da noi, ormai si sa, si fa i c***** suoi e chi si e' visto si e' visto!

    Della serie :" abbasta che sto bene io der resto che me frega!"
    non+autenticato
  • è veramente uno schifo!!!!!!!
    non+autenticato
  • ho fatto tranqullamente + di una cpia dell'ultimo cd di bjork, che presenta la protezione. Si puo' capiare tranquillamente e ascoltare dove vuoi.
    Sarà un caso??
    non+autenticato
  • mmm magari avrai softawre di copiatura e hw chw bypassa in automatico quella protezione e l'hai crackatto sensa nemmeno sapere di starlo facendoOcchiolino

    - Scritto da: kan21
    > ho fatto tranqullamente + di una cpia
    > dell'ultimo cd di bjork, che presenta la
    > protezione. Si puo' capiare tranquillamente
    > e ascoltare dove vuoi.
    > Sarà un caso??
    non+autenticato
  • Intanto una precisazione:
    anche nella copia DD c'è perdita, questo perchè i CD-DA (CD Audio) non hanno CRC di alto livello (a differenza dei CD dati, per questo un CD dati ha il settore di 2048 bytes mentre il CD audio ce l'ha di 2356, i byte in più sono codici EDC/ECC ad alto livello, quelli a basso livello come CIRC ci sono per ambedue).
    Il problema è anche quello, per rendere un CD incopiabile alcuni schemi di protezione si basano sull'aumento artificioso degli errori al livello più basso (EFM Encoding e 14to8 coding).
    Aumentando artificialmente gli errori i CD rimangono leggibili dai lettor CD "normali" (che "interpolano" i settori illeggibi e hanno un modo molto "alla buona" di trattare gli errori di traccia) mentre i lettori CD "avanzati" snaturano i settori o si piantano miseramente (o ancora mandano un uscita di qualità molto scadente).
    Il problema è che, aumentando gli errori anche il tempo medio di vita dei CD si abbassa drasticamente infatti, essendo gli errori artificiali "appena" inferiori alla soglia oltre il quale il CD diventa illeggibile lo sporco, la polvere ed i graffi diventano un fattore dominante.

    Tornando a noi:
    Un CD stampato da glass master ha un prezzo di produzione molto più basso rispetto a un CD-R, per un motivo facile: un CD-R è composto da almeno quattro strati incollati, di cui uno è composto da un sottile film d'oro o di argento (il colore blu o verde dipende dal coating layer inferiore, cyanine, pthalocyanine e via dicendo) (considerate che il coating è trasparente o blu e capirete anche qual'è il film che usate - sono meglio quelli in oro) mentre un CD stampato ha solo tre strati, di cui quello "stampato" è un film di alluminio che costa NOTEVOLMENTE di meno.

    Continuando:
    La legge del mercato è dura per tutti, per i monopolisti può essere pericolosa... ricordiamo che un CD è un mezzo tecnologico vecchio oramai di almeno 15 anni, se passassimo ai tanto agognati DVD-A (5.1 con banda dinamica immane, ce l'ha Sony ma non lo tira fuori perchè vuole affermare i SACD) o semplicemente dei DVD normali con l'audio in 5.1 e contenuti speciali allo stesso prezzo sarebbe tanto di guadagnare.
    Ricordo, anche in forza del punto precendente, che la stampa da glass master di un DVD da 5gb con un ora di musica in 5.1 (non c'è neanche il doppio audio!) contenuti speciali e via dicendo costerebbe bene o male quanto un CD (ma ce lo farebbero pagare il triplo).
    Ricordiamo inoltre che se passassimo all'audio Dolby DTS 5.1 con i video PROBABILMENTE gli mp3 perderebbero buona parte della loro appetibilità (cavolo, io prenderei Die Another Day DVD solo per vedere quando picchiano Madonna)...
    Inoltre ad oggi copiare un DVD è ancora una cosa dispendiosa, fra il prezzo del supporto, il tempo e le tecniche e le limitazioni dei sistemi home.

    Concludiamo: lo status quo a chi interessa? le società dell'audio potrebbero agevolmente mantenere lo status quo migrando verso tecnologie sempre + aggiornate (che, in quanto nuove, non potrebbero essere facilmente "battute") solo che, probabilmente, al momento c'è una lotta aperta fra le media industries e le content industries (chi fà l'hardware e chi ci fà i contenuti) per cui chi fà l'hardware vuole dare i migliori prodotti mentre le content industries vogliono proteggere i loro diritti e, molte volte, arrogarsene di nuovi, e, di fatto, "uccidono" nuovi standard ben prima della commercializzazione solo perchè non sono "confacenti" alle loro velleità.
    Sono contrario al CSS ma senza CSS probabilmente staremmo ancora a vederci i film in VHS.
    Mi scuso per il mega post.
    non+autenticato

  • > Il problema è anche quello, per rendere un
    > CD incopiabile alcuni schemi di protezione
    > si basano sull'aumento artificioso degli
    > errori al livello più basso (EFM Encoding e
    > 14to8 coding).
    > Aumentando artificialmente gli errori i CD
    > rimangono leggibili dai lettor CD "normali"
    > (che "interpolano" i settori illeggibi e
    > hanno un modo molto "alla buona" di trattare
    > gli errori di traccia) mentre i lettori CD
    > "avanzati" snaturano i settori o si piantano
    > miseramente (o ancora mandano un uscita di
    > qualità molto scadente).

    Domanda tecnica:
    Se un lettore CD "normale" riesce in qualche modo ad ovviare al problema "interpolando" che problema c'è a leggere il cd normalmente come stream di dati puro e interpolare via software a posteriori? Non è la stessa cosa?
    non+autenticato
  • Si e no.
    I CD hanno una marea di campi, fra i quali ci sono anche canali logici separati, fra i quali i cosiddetti subchannel (P,Q,R,S,T,U,V,W).
    I lettori CD audio usano solo P e a volte Q (ma molto limitatamente), inoltre i lettori CD audio fanno molte assunzioni "buonistiche", come considerare le tracce come tracce audio e via dicendo.
    I lettori CD dati (e quindi anche MP3 e DVD che hanno un supporto dati più completo) reagiscono in maniera più drastica.
    I lettori CD dati devono considerare cose, come le sessioni multiple, che i CD audio semplicemente non ammettono (i CD audio infatti considerano solo la prima sessione).
    Tali comportamenti sono tutti codificati all'interno di book, per la maggior parte di Philips, che costituiscono gli standard CD.
    Un esempio stupido è quello di fare la cosiddetta fake toc, ovvero una TOC fasulla nell'ultima sessione, i lettori CD "dati" leggeranno quest'ultima e otterranno informazioni contraffatte (a volte bloccandosi) mentre i CD "audio" leggeranno solo la TOC della prima sessione, che è corretta.
    Inoltre i lettore CD "dati" sono progettati intorno alla strategia di avere sempre "i dati esatti" perchè un CD dati non può interpolare le tracce (se interpoli una riga in un file di testo difficilmente avrai qualcosa di sensato in quella riga) mentre i CD "audio" si basano sull'approssimazione.
    Sistemi ibridi come i DVD o i lettori mp3 sono per forza di cose aderenti a delle specifiche più stringenti rispetto a quelle dei CD audio, ed in genere le protezioni si basano appunto su una voluta discrepanza fra quello che lo standard CD audio ti permette di fare e quello che invece è inammissibile per altri standard successivi.
    non+autenticato
  • per fare un esempio facile:
    se hai un portantino che ogni giorno và ad un pozzo e riempie il secchio d'acqua e te lo porta allora ogni giorno hai l'acqua.
    il lettore cd audio è un portantino "cieco" ovvero prende l'acqua al pozzo, non guarda nemmeno di che colore è e te la porta.
    un lettore cd dati è un portantino che ci vede bene, se io (proprietario del pozzo) metto del colorante innocuo nell'acqua il portantino cieco mi porta comunque l'acqua, tanto per lui è un liquido... l'altro portantino invece magari continua ad attingere sperando che l'acqua cambi colore o magari si spaventa e scappa...
    è un pò strano come esempio ma rende l'idea, alla fine il portantino cieco è quello "meno performante" ma, proprio perchè fà solo 4 fesserie in croce non rischia di andare in crisi, l'altro magari fà altre 10.000 cose ma se vede l'acqua rossa si stranisce...
    non+autenticato
  • - Scritto da: ConteZero
    > per fare un esempio facile:
    > se hai un portantino che ogni giorno và ad
    > un pozzo e riempie il secchio d'acqua e te
    > lo porta allora ogni giorno hai l'acqua.
    > il lettore cd audio è un portantino "cieco"
    > ovvero prende l'acqua al pozzo, non guarda
    > nemmeno di che colore è e te la porta.
    > un lettore cd dati è un portantino che ci
    > vede bene, se io (proprietario del pozzo)
    > metto del colorante innocuo nell'acqua il
    > portantino cieco mi porta comunque l'acqua,
    > tanto per lui è un liquido... l'altro
    > portantino invece magari continua ad
    > attingere sperando che l'acqua cambi colore
    > o magari si spaventa e scappa...
    > è un pò strano come esempio ma rende l'idea,
    > alla fine il portantino cieco è quello "meno
    > performante" ma, proprio perchè fà solo 4
    > fesserie in croce non rischia di andare in
    > crisi, l'altro magari fà altre 10.000 cose
    > ma se vede l'acqua rossa si stranisce...

    Ola Conte...

    Sempre fleshato heSorride
    non+autenticato

  • > Tornando a noi:
    > Un CD stampato da glass master ha un prezzo
    > di produzione molto più basso rispetto a un
    > CD-R, per un motivo facile: un CD-R è
    > composto da almeno quattro strati incollati,
    > di cui uno è composto da un sottile film
    > d'oro o di argento (il colore blu o verde
    > dipende dal coating layer inferiore,
    > cyanine, pthalocyanine e via dicendo)
    > (considerate che il coating è trasparente o
    > blu e capirete anche qual'è il film che
    > usate - sono meglio quelli in oro) mentre un
    > CD stampato ha solo tre strati, di cui
    > quello "stampato" è un film di alluminio che
    > costa NOTEVOLMENTE di meno.

    Per carità... ma tu nel caso del cd-r e del cd stampato continui a parlare di cd VUOTI. Credo che qualche costuccio ci sia per produrre il contenuto, non ti pare?
    non+autenticato
  • Si, non volevo dire che il costo dello stampaggio è il valore del CD ma c'è da fare delle precisazioni:
    uno studio di registrazione (affittarlo x 1 giornata) costerà 4000 euro.
    metti che lo studio di registrazione ti serve per 2 settimane sono 56000 euro (e ci fai stare anche la fase di premastering).
    considera che un CD audio almeno 10000 copie le vendi, fai un rapporto e scopri che il prezzo è 5.6 euro di manodopera a cui aggiungere la produzione del mezzo fisico (mettiamo 1 euro a CD).
    Hai un CD a 7 euro di spesa per tirature non eccelse (sulle grosse tirature i costi si ammortizzano meglio), in tutto questo il supporto fisico costa al max 1 euro per cui (mettiamo altra carne sul fuoco) non capisco come mai le cassette e gli LP(che come processo produttivo sono ben più care) costino a tuttora meno dell'equivalente CD.
    Con un prezzo di 20 euro a CD mi stanno praticamente dicendo che fra postproduzione, realizzazione dei video, pubblicità, protezione e stipendi (e di questi soldi gli autori e performer non è che prendano tutta questa cifra) mi fanno pagare 3 volte il prezzo della realizzazione REALE del prodotto?
    non+autenticato


  • - Scritto da: ConteZero
    > Si, non volevo dire che il costo dello
    > stampaggio è il valore del CD ma c'è da fare
    > delle precisazioni:
    > uno studio di registrazione (affittarlo x 1
    > giornata) costerà 4000 euro.
    > metti che lo studio di registrazione ti
    > serve per 2 settimane sono 56000 euro (e ci
    > fai stare anche la fase di premastering).
    > considera che un CD audio almeno 10000 copie
    > le vendi, fai un rapporto e scopri che il
    > prezzo è 5.6 euro di manodopera a cui
    > aggiungere la produzione del mezzo fisico
    > (mettiamo 1 euro a CD).
    > Hai un CD a 7 euro di spesa per tirature non
    > eccelse (sulle grosse tirature i costi si
    > ammortizzano meglio), in tutto questo il
    > supporto fisico costa al max 1 euro per cui
    > (mettiamo altra carne sul fuoco) non capisco
    > come mai le cassette e gli LP(che come
    > processo produttivo sono ben più care)
    > costino a tuttora meno dell'equivalente CD.
    > Con un prezzo di 20 euro a CD mi stanno
    > praticamente dicendo che fra postproduzione,
    > realizzazione dei video, pubblicità,
    > protezione e stipendi (e di questi soldi gli
    > autori e performer non è che prendano tutta
    > questa cifra) mi fanno pagare 3 volte il
    > prezzo della realizzazione REALE del
    > prodotto?

    Oppalà, ti scordi il ricarico del negoziante (che dovrebbe aggirarsi tra il 30% e il 45% dei 20 euris) cosa non mostruosa visto che i ricarichi di solito, per altri beni di consumo sono anche superiori (pensa al caffè...caso eclatante!) e una tassuccia dello stato di circa il 20% (IVA).
    Poi c'è la Siae (circa un 5% del prezzo finale, qualche centesimo in meno).
    Ciao



    non+autenticato


  • - Scritto da: ConteZero
    > Si, non volevo dire che il costo dello
    > stampaggio è il valore del CD ma c'è da fare
    > delle precisazioni:
    > uno studio di registrazione (affittarlo x 1
    > giornata) costerà 4000 euro.
    > metti che lo studio di registrazione ti
    > serve per 2 settimane sono 56000 euro (e ci
    > fai stare anche la fase di premastering).
    > considera che un CD audio almeno 10000 copie
    > le vendi, fai un rapporto e scopri che il
    > prezzo è 5.6 euro di manodopera a cui
    > aggiungere la produzione del mezzo fisico
    > (mettiamo 1 euro a CD).
    > Hai un CD a 7 euro di spesa per tirature non
    > eccelse (sulle grosse tirature i costi si
    > ammortizzano meglio), in tutto questo il
    > supporto fisico costa al max 1 euro per cui
    > (mettiamo altra carne sul fuoco) non capisco
    > come mai le cassette e gli LP(che come
    > processo produttivo sono ben più care)
    > costino a tuttora meno dell'equivalente CD.
    > Con un prezzo di 20 euro a CD mi stanno
    > praticamente dicendo che fra postproduzione,
    > realizzazione dei video, pubblicità,
    > protezione e stipendi (e di questi soldi gli
    > autori e performer non è che prendano tutta
    > questa cifra) mi fanno pagare 3 volte il
    > prezzo della realizzazione REALE del
    > prodotto?

    Oppalà, ti scordi il ricarico del negoziante (che dovrebbe aggirarsi tra il 30% e il 45% dei 20 euris) cosa non mostruosa visto che i ricarichi di solito, per altri beni di consumo sono anche superiori (pensa al caffè...caso eclatante!) e una tassuccia dello stato di circa il 20% (IVA).
    Poi c'è la Siae (circa un 5% del prezzo finale, qualche centesimo in meno).
    Ciao



    non+autenticato
  • > Per carità... ma tu nel caso del cd-r e del
    > cd stampato continui a parlare di cd VUOTI.
    > Credo che qualche costuccio ci sia per
    > produrre il contenuto, non ti pare?

    e quando dopo 20 anni questi costi sono stati ammortizzati perchè i cd di tendenza o revival costano ancora uguali se non di più quando gli altri che vendono meno vengono praticamente regalati dato che i costi sono stati ammortizzati da anni?
    e perchè la filarmonica di berlino (che suppongo costi riunire e registrare, una traccia per strumento) costa la metà di un CD commerciale fatto magari in casa sul PC da un dj tredicenne che non conosce la musica con RDH3o+ o R.B. piratati ma fa tendenza e passa su MTV?
    e perchè 999 artisti su 1000 fanno la fame e uno la da al produttore e passa da mattina a dera su MTV, radio dj, ecc e piglia i miliardi?
    E come mai i cd autoprodotti costano meno di quelli delle major che possono offrire atrezzature, manodopera e distribuzione all'ingrosso quindi dovrebbero costare molto meno del prodotto "d'essai"...

    Sai come si spiega questo? Si spiega che ci sono i costicini di produzione, ma sui volumi del disco sono davvero bazzecole, quello che incide brutalmente è la promozione, lo star system che c'è dietro: vuoi passare su mtv? Vuoi essere messo sulle radio? Vuoi un bello special?
    Paghi miliardi per avere visibilità (se una major investe su di te perchè crede di poterti vendere bene come prodotto tendenza), altrimenti vai a suonare nei pub per 10 euro!
    Vedi, questi sono costi fasulli, è come il calciomercato. Quando prenderanno atto che la gente il cd non lo vuole pagare 20 ma 2 lo sputtanament0 di capitali che ci sta dietro ad ogni titolo di successo automaticamente sarà diviso per 10, il vj di turno avrà una limousine e una amante invece di 10 e noi pagheremo il cd 2 euro.
    E lo compreremo perchè non vale la pena di rischiare per piratare a 1 euro e non avere nemmeno la copertina e il supporto originale.
    Ovvero, il prodotto arriverebbe (e arriverà, cari brontosauri delle multinazionali) ad un prezzo che renderà svantaggioso piratare, e questo prezzo è comunque superiore a quello che si spende per piratare (che a sua volta non è il mero costo del supporto come vogliono farci credere i dinosauri).
    non+autenticato
  • Non sono molto daccordo con i vostri calcoli.
    Finché un CD autoprodotto costerà meno di uno fatto in serie (che ha quindi un costo di produzione minore) non crederò mai a certi prezzi.
    La musica da scoprire la piglio in MP3, poi i CD che grazie algli MP3 troverò interessanti li comprerò originali, mentre mi batto per farne crollare il prezzo a valori meno ladreschi.
    non+autenticato
  • Gli artisti dovrebbero guadagnare solo
    con concerti o facendosi pagare i diritti
    da chi sfrutta la loro musica in modo "commerciale",
    per esempio i deejay, o per esempio i pubblicitari
    (ma si possono fare altri esempi!).
    Oppure propongo un copyright di durata massima
    di 1 o 2 anni, e poi lasciare la musica libera
    di circolare, in questo modo ci guadagnarebbero
    gli artisti (di fama) e la gente (cultura a basso costo).
    Ovviamente anche abbassare il prezzo del cd e'
    un'idea molto valida. Non e' vero che il prezzo
    dovrebbe scendere fino al costo dei cd vergini.
    Chi ama la musica ci trova del fascino nel cd
    originale (non parliamo poi dei fanatici che
    ci sono in ogni settore). per 8-9-10 euro un bel
    cd con testi e copertina colorata si puo' anche prendere.
    Comunque ripeto, io sono contrario al copyright
    per forza e per sempre sulla musica.
    La musica la vedo quasi un hobby...
    E poi potrei capire artisti seri..ma ci sono
    degli artisti commerciali che guadagnano su
    schifezze scritte in 2 ore di tempo libero..
    E dopo anni guadagnano ancora..
    non+autenticato
  • Solo al copyright musicale perche' in altri
    settori non si tratta di strimpellare quattro note.
    Inteso cmq che tutti i copyright, a mio parere,
    devono avere una durata massima (mi sembra di 20 anni per legge sui brevetti, ora che ci penso).
    non+autenticato
  • - Scritto da: Precisazione
    > Solo al copyright musicale perche' in altri
    > settori non si tratta di strimpellare
    > quattro note.

    Evidentemente te non hai mai composto dei pezzi o ascolti solo musica fatta da sub-DJ di bassa lega nella pausa pranzo. Altrimenti sapresti quanto è lungo e impegnativo lavorare ad un pezzo per farlo bene e svilupparlo appieno!
    Non è un lavoro meno impegnativo di tutti gli altri!

    Certamente non meno di fare il programmatore, il sistemista, l'ingegnere o quel che vuoi te!
    (Poi per quanto mi riguarda merita molti più soldi l'artista che il programmatore, fondamentlamente inutile, visto che come diceva gisutamente Bill Gates qualche giorno fa, il computer non ha cambiato praticamente di niente la vita delle persone. La musica ha un ipatto infinitamente maggiore! Ma è questione di gusti...)
    non+autenticato

  • > E poi potrei capire artisti seri..ma ci sono
    > degli artisti commerciali che guadagnano su
    > schifezze scritte in 2 ore di tempo libero..
    > E dopo anni guadagnano ancora..

    E questa è ipocrita invidia... che te ne frega? Mica ti obbligano a comprarli! E poi se a me piaccioni i Lunapop e Shakira chi decide se sono artisti seri o no? A me piacciono e me li compro, tu fa come ti pare ma non sognarti mai più di sindacare i diritti (di ascoltare ciò che vogliono) degli altri... snob!
    non+autenticato
  • Penso sia superfluo dirvi che non acquisterò *mai* un cd protetto. Fate voi, se volete che mi rivolga al mercato "alternativo"...
    non+autenticato
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