
"Intel - ribadisce - spinge e supporta WiMAX, perché lo riteniamo prestazionalmente migliore e in grado di garantire all'utente finale anche vantaggi dal punto di vista economico". L'azienda di Santa Clara lo fa principalmente, ma non solo, puntando sui dispositivi: "Così come nel 2003 con WiFi e Centrino, il nostro sforzo si concentra nell'integrazione di WiMAX all'interno delle nostre tecnologie di processore" spiega Stragapede, che ribadisce che si comincerà proprio con l'ormai
prossimo Centrino 2 (Montevina).
Ma non di soli laptop si parla: "Si stanno sviluppando oggi due nuove categorie di prodotto: i cosiddetti netbook avranno una vita propria, e faranno parte di un portafoglio di dispositivi che il professionista - se sostenuto adeguatamente dagli operatori - potrà utilizzare per restare sincronizzato con un desktop e un Mobile Internet Device". Quest'ultimo sarà un dispositivo che "si adeguerà alla struttura di Internet, un po' come fa oggi l'iPhone ma anche andando oltre, permettendo di vivere una esperienza internet come su un computer fisso ma in mobilità".
In questo paradigma, naturalmente, si
inserisce anche
Atom: "L'idea è quella di prendere l'architettura che Intel ha contribuito a realizzare sui desktop e portarla in movimento: in questa maniera - dice Stragapede - le stesse applicazioni che uso sul notebook le potrò utilizzare anche sul telefonino-PDA. Le versioni dei portali che devono essere scritte per i dispositivi mobili non avranno più senso di esistere".
L'appuntamento per dare un'occhiata a quello che Intel ha in serbo è
il prossimo CES di Las Vegas: in questi mesi, invece, la roadmap si concentrerà soprattutto sull'uscita dei primi netbook
basati su Atom - disponibili in quantità da settembre - che inizieranno ad integrare, così come i notebook con Centrino 2, i dispositivi di comunicazione per il WiMAX a 2,5 e in seguito anche a 3,5 GHz.
Proprio su questa
dualità di frequenze si gioca parecchio del futuro del
protocollo 802.16: la penetrazione all'interno delle abitazioni a 3,5 GHz è insufficiente, e in Italia l'attuale licenza consente soltanto di lavorare su questa banda. Altrove, racconta Stragapede, come "negli USA, dove stiamo già parlando di frequenze da 2,5 GHz, gli operatori si stanno muovendo velocemente: si investe perché è possibile risolvere le problematiche del wireless broadband, coprire le aree a bassa densità di popolazione, si riesce ad implementare reti che consentono di fare handover e garantire la connessione in mobilità".
Ma "lo sviluppo del WiMAX a 2,5 GHz, con l'obiettivo di raggiungere grandi quantità di utenti entro la fine del 2008, non è cosa limitata agli Stati Uniti: ci sono altre aree che stanno lavorando in questo senso, come la Russia e l'Olanda. Ad Amsterdam ad esempio - sottolinea - il WiMAX Forum ha ratificato il modello di implementazione ideale della roadmap di passaggio da 3,5 a 2,5 GHz".