Alfonso Maruccia

UK, partono le lettere di avvertimento agli utenti

Virgin Media attiva la sua campagna antiP2P in accordo con BPI, l'industria di settore. 800 missive ai suoi utenti sono già partite e migliaia sono in partenza. Dall'Europa una segnalazione: un utente su cinque usa il peer-to-peer

Roma - Colpirne 800 per educarne milioni: Virgin Media ha dato il via alla spedizione di minacciose missive concordate con l'industria della musica riunita in BPI, diffide agli utenti britannici con cui i condivisori vengono avvertiti del rischio di disconnessione forzata da Internet. L'associazione delle label britanniche è scatenata, e minaccia di trascinare in tribunale quei provider che non volessero allinearsi alla nuova policy.

Finora Virgin Media è il solo tra gli ISP ad aver siglato con BPI l'accordo per l'adozione della "three strikes policy": dopo due avvisi successivi di infrazione della legge sul copyright, all'impenitente condivisore di contenuti sul file sharing viene comunicata l'impossibilità definitiva di accedere a Internet, fosse solo per controllare le news o fare e-commerce.

Una misura punitiva che richiama il cuore della cosiddetta dottrina Sarkozy in via di adozione in Francia e adocchiata dai reazionari del copyright in Italia, ma che Virgin Media ancora si ostina a definire "educativa". Quella stessa società il cui dirigente ha definito "una manica di balle" la neutralità della rete, srotola alla BBC un tappeto di scuse felpate per la terminologia così diretta adottata nelle diffide.
Quelle espressioni lessicali, che minacciano appunto i destinatari con la disconnessione e qualificano gli utenti come fossero ladri, saranno modificate con la prossima ondata di agosto ma, a quanto pare, il danno è già stato fatto: Will McGree, uno degli 800 destinatari della prima tornata di missive di Virgin Media, ha comunicato alla BBC tutto il suo sdegno nei confronti dell'iniziativa.

"È destinata al fallimento. Virgin Media perderà un gran mucchio di clienti a causa di questo perché le persone non amano sentirsi accusate di essere ladri di musica mentre sorseggiano il caffé del mattino" ha dichiarato McGree a BBC Radio 1, sostenendo poi di essere estraneo alle accuse ascrittegli e che probabilmente qualcuno aveva approfittato della sua connessione wireless.

Virgin Media non si sente granché destinata al fallimento, e continua a minimizzare l'iniziativa definendo una goccia nell'oceano 800 utenti su quasi 4 milioni di sottoscrittori totali. La three strikes policy non sembra ad ogni modo convincere gli ISP britannici nel loro complesso: provider come Carphone Warehouse hanno già rifiutato di sottoscrivere l'accordo con BPI, e anche chi già da tempo applica una procedura di avviso simile come British Telecom sostiene di agire così nel pieno rispetto della legge e non dietro ordini espressi di BPI e delle etichette discografiche.

BPI, dal canto suo, appare decisa nel proseguire sulla sua strada: Geoff Taylor, il CEO dell'organizzazione che vorrebbe tanto replicare le gesta della crociata americana anti-P2P di RIAA sul suolo britannico, ha dichiarato chiaro e tondo che questa "campagna educativa" andrà fino in fondo, a costo di trascinare in tribunale tutti i provider che rifiutassero di piegare il capo. "E se saremo costretti ad andare in tribunale, ci andremo per vincere" chiosa senza mezzi termini Taylor.

Taylor però sa bene che la campagna di BPI non riuscirà a bloccare il P2P nel suo complesso ma è altresì convinto del fatto che "l'idea che il 95% dei contenuti presenti in rete è gratis non è sostenibile. Non crediamo che la società possa permettersi di far continuare il consumo gratuito dei contenuti".

Magari, fa notare qualcun altro, a non poterselo permettere non è la società nel suo complesso ma solo la morente industria del disco incapace di rimettersi in linea con il progresso tecnologico: "Dobbiamo proteggere gli utenti da queste misure punitive" sostiene la direttrice esecutiva di Open Rights Group Becky Hogge.

L'industria ha da tempo la possibilità di offrire un'alternativa adeguata alla condivisione, dice Hogge, perché in ultima istanza "provare a fermare il file-sharing non autorizzato non è così utile ed efficace come provare a farlo fruttare". Le ultime stime di Jupiter Research parlano di un buon 25% dei 400 milioni di cittadini europei impegnata in attività di file sharing, contro il 10% utente di servizi di download legali come iTunes di Apple.

Alfonso Maruccia
27 Commenti alla Notizia UK, partono le lettere di avvertimento agli utenti
Ordina
  • 3) L'Europa dovrebbe apprestarsi ad incarcerare un quarto della sua popolazione e la maggior parte di queste persone ricadrebbe proprio nel segmento della popolazione attiva a più elevato tasso di scolarizzazione e informatizzazione...sai che belle conseguenze: l'Europa chiuderebbe per mancanza di cittadini.

    E perchè mai chi scarica dovrebbe per forza di cose essere il più "scolarizzato"? Io ho un amico ingegnere informatico patito dell'originale, così come mio cugino che non ha finito le superiori che scarica come un dannato..
    Bè, mi sa che generalizzate un pò troppo..
    non+autenticato
  • si dice nell'articolo 'morente industria del disco'... è morente proprio perchè l'aggiramento del copyright fraudolento (chiamato comunemente peer to peer) riduce drasticamente le entrate di chi i musicisti li produce e permette loro di avere uno spazio espressivo, se l'industria del disco muore tra un po' non ci sarà più nulla di nuovo da acquistare... msa neppure da scaricare, non soffochiamo la creatività per sciocchi egoismi infantili dettati solo da un consumismo senza più limiti, togliamoci il paraocchi!
    non+autenticato
  • ma io dico, bisogna essere veramente dei c.....ni per abbonarsi a Virgin ADSL, e poi pensare di usare la linea per scaricare musica.......

    guarda caso e' l'unico provider ad esseresi messo daccordi con le case discografiche....
    non+autenticato
  • sarà perchè la virgil è anche una casa discografica ?
    Sgabbio
    26177
  • Già...se è per quello è pure una compagnia aerea...
    Tutto merito (o colpa) di Branson, il fondatore del marchio Virgin.
    Cioè lui chiama tutte le sue aziende (o quasi) con il marchio Virgin.

    Poi riguardo al tuo dubbio...diciamo che potrebbe essere lecito...formalmente sono due aziende totalmente distinte...poi in pratica non è detto che non si "parlino".
    non+autenticato
  • Mandano lettere a utenti a caso.
    Non investigano per niente, sanno che l' 80% ha usato il P2P almeno una volta. Ecco i "falsi positivi", gli scandali di RIAA e la completa mancanza di sostanza e di prove nei processi.

    Scommetto che lo sapevate già Occhiolino
    non+autenticato
  • contenuto non disponibile
  • Ma in Italia come si configura la situzione alla luce della legge che riporto di seguito?

    Non parlo solo di filesharing ma di tutti gli altri utilizzi, come per esempio nelle webradio, nei siti, su youtube, ecc. ecc.

    Grazie per le risposte.

    http://www.parlamento.it/parlam/leggi/08002l.htm

    Legge 9 gennaio 2008, n. 2
    "Disposizioni concernenti la Società italiana degli autori ed editori"
    pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 21 del 25 gennaio 2008


    ---------
    Art. 2.
    (Usi liberi didattici e scientifici)

        1. Dopo il comma 1 dell’articolo 70 della legge 22 aprile 1941, n. 633, e successive modificazioni, è inserito il seguente:

        «1-bis. È consentita la libera pubblicazione attraverso la rete internet, a titolo gratuito, di immagini e musiche a bassa risoluzione o degradate, per uso didattico o scientifico e solo nel caso in cui tale utilizzo non sia a scopo di lucro. Con decreto del Ministro per i beni e le attività culturali, sentiti il Ministro della pubblica istruzione e il Ministro dell’università e della ricerca, previo parere delle Commissioni parlamentari competenti, sono definiti i limiti all’uso didattico o scientifico di cui al presente comma».
    --------

    Nota: Rispetto al file originale, che riproduce in modo perfettamente fedele un contenuto musicale, un MP3 è infatti per sua stessa natura degradato, ossia modificato al punto da contenere una quantità di informazioni pesantemente ridotta rispetto al file originale.
    non+autenticato
CONTINUA A LEGGERE I COMMENTI
Successiva
(pagina 1/2 - 8 discussioni)