Giuseppe Cubasia

Lavoro IT/ Meglio Squali che Tonni

di Giuseppe Cubasia - Lo squalo non dorme mai, è sempre a caccia di pesci e se li trova di certo non muore di fame. Il lavoratore IT farà bene a ricordarlo: aspirare ad una posizione migliore richiede movimento. E il giusto atteggiamento

Roma - Ognuno di noi ha la legittima aspirazione a realizzarsi sul lavoro ricercando il giusto compromesso tra Qualità, Professionalità e Retribuzione. Nel corso di questa ricerca ci possiamo trovare nello stato di dover trovare un lavoro, oppure di essere già inseriti nel mondo del lavoro. Queste due macro Categorie si arricchiscono poi di ulteriori attributi in base all'esperienza, all'età ed al titolo di studio.

Ecco qui una tabella che riporta 10 situazioni tipo in cui possiamo trovarci.

La Laurea è stata presa in considerazione solo per il primo impiego e solo perché per molte aziende può essere un di più. Altre aziende preferiscono alla laurea delle certificazioni che possono rivendere al cliente, o dei periodi di lavoro presso ditte importanti a livello nazionale.
L'età è un fattore prettamente italiano, in altre nazioni è davvero vietato discriminare negli annunci di lavoro in base all'età, vedi ad esempio quanto accade negli Stati Uniti.
Oltre alla nostra situazione individuale è importante considerare anche i vincoli interni, quelli che noi stessi ci poniamo (la nostra predisposizione al cambiamento, la possibilità di spostarsi lontano dal nostro ambiente, la volontà di apprendere cose nuove, il tempo che vogliamo dedicare a cercare una nuova occupazione), ed i vincoli esterni (gli skill che il mercato richiede, e la società in cui viviamo).

Ed infine dobbiamo considerare il nostro obiettivo, quello che noi desideriamo e che consideriamo il giusto compromesso tra Qualità del lavoro, Professionalità e Retribuzione. Anche qui possiamo utilizzare una piccola scheda di valutazione che ci aiuti a verificare dove vogliamo andare. È in pratica lo scenario che stiamo cercando, quello che abbiamo scelto come giusto compromesso.

A questo punto lo scenario è tracciato. Mi piace immaginarlo così.
I nostri skill sono la lenza e la nostra abilità nella pesca, la bacinella il mercato e i pesci il nostro obiettivo. È chiaro che con skill limitati i pesci che prenderemo saranno ben pochi, ma più i nostri skill aumentano, più siamo disposti a spostarci, e più le nostre possibilità di riuscita aumenteranno.

Skill migliori ci permettono di avere nel nostro arsenale strumenti di caccia migliori.
Questo è già uno scenario migliore, ma possiamo andare oltre addirittura, essere il re dei cacciatori e poter essere in grado di prendere qualsiasi pesce ovunque esso si trovi.

Questo qui accanto sì che è un cacciatore, ha gli skill giusti e la giusta aggressività, ma tutto questo ha un prezzo. Si dice che lo squalo non smetta mai nuotare e sia sempre in cerca di nuove prede.

Il nostro cacciatore adotta una metodologia precisa di lavoro, si concentra su quello che fa e che gli porta vantaggi, focalizza le sue esperienze su ciò che il mercato richiede ed investe molto del suo tempo in formazione ed in cambio... beh, avete mai visto uno squalo morire di fame tra i pesci?

La prima regola in assoluto di un cacciatore è andare lì dove vi sono i pesci e specialmente i pesci più grossi.
In altre parole dobbiamo spostare la nostra ricerca lì dove vi è maggiore richiesta sia in termini logistici, sia in termini di skill richiesti.
Rimanere fermi non paga e presto o tardi si finisce per fare la fine del tonno.

Se esaminiamo il nostro mercato, quello italiano, ossia la nostra riserva di caccia, la situazione è purtroppo molto chiara. Come viene esplicitato nell'ultimo rapporto Assinform in questo paese il mercato informatico segue una curva di crescita appena percettibile, parliamo di uno scarso 2 per cento.

La situazione del mercato ICT è allarmante da anni, Francesco Sacco la studia dall'inizio 2007 come molti analisti e ora la situazione è tale che il centro ricerche Enter della Bocconi ha deciso di effettuare una ricerca sul fenomeno, Software: verso la crescita di un ecosistema sostenibile, i cui risultati dovrebbero essere disponibili a breve.

Come detto in un mio precedente articolo, quelli bravi a questa vista scappano, o, se possono, si mettono in proprio cercando quindi nuove vie in un mercato tendenzialmente ostile. Ma quali sono le Competenze e le Conoscenze che permettono di effettuare un salto del genere, una volta che si è compreso che qui "pesci non ce ne sono"?
E, un'altra domanda, è davvero necessario saltare così in Italia o esiste da qualche parte un qualche atollo felice dove chi sa, chi ha le competenze, viene valutato per quello che sa e che può fare come talvolta accade all'estero (vedi la storia di Alex)?

Questo è quanto cercheremo di appurare prossimamente.
Per questa settimana, meglio essere Squali che Tonni!

Giuseppe Cubasia
Cubasia blog

I precedenti interventi di G.C. sono disponibili a questo indirizzo
97 Commenti alla Notizia Lavoro IT/ Meglio Squali che Tonni
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  • Dove: tutto il nord europa, francia, spagna, svizzera. USA, Australia, JP sono il massimo ma non è necessario

    Stipendi: ALMENO doppi su costi della vita anche più bassi di quello italiano. Senza contare che una casa al centro di Amsterdam costa un terzo rispetto a Roma

    Qualità del lavoro: solo i più BRAVI (e non anziani, amici di, ecc..) vanno avanti e ci vanno di fretta

    Qualità della vita: quasi ovunque molto migliore rispetto all'italia. Cibo e mare esclusi.

    Come trovare lavoro all'estero: Cacciatori di teste e semplicemente monster anche per ruoli da quadro.

    Lingua: in molti posti si lavora in inglese, ma imparare una qualunque lingua è un prezzo piuttosto basso da pagare pensando agli altri vantaggi.

    Esperienza personale: 3 anni all'Aja in Olanda. Semplicemente fantastica: da analista sviluppatore a team leader a project manager in 3 anni.

    Buona fortuna!
    non+autenticato
  • L'impressione che mi sono fatto io, un po' pessimista e la esprimo in modo esagerato per rendere l'idea, è che quei soldi che girano fra le imprese girano senza che si sappia il perché e che alla fine dei lavoratori non gliene frega niente a nessuno. Basta trovare qualche neo-laureato anche inesperto ma che costi poco e chi lavora da più anni ha meno motivazioni, forse perché conosce certi meccanismi, è meno disposto a farsi sfruttare e se non è un genio è solo un peso. Più che essere squali o tonni la questione è: sei "amico" di qualcuno o no? Se hai Santi da qualche parte puoi fare lo squalo, il tonno, il pescecane, il pescepalla, quello che vuoi, diversamente ti attacchi. E io mi attacco. Non mi piacciono le porcate. La gente lo capisce, e resto un perdente. E non sono neppure un genio.
    non+autenticato
  • Se hai santi, puoi lavorare nelle grosse aziende come responsabile o comunque avrai alle tue dipendenze almeno 1 tecnico.

    Se non hai santi e vuoi farti sfruttare, puoi lavorare nelle grosse aziende come tecnico sotto qualche raccomandato.

    Se non hai santi e non vuoi farti sfruttare, puoi lavorare in qualche piccola/media azienda, ma qui contano moltissimo le tue skill ed il tuo istinto commerciale.

    Se non hai santi, non vuoi farti sfruttare e non hai skill...al mondo ci sono migliaia di lavori che si possono fare.

    Comunque ti puoi consolare pensando che mentre il programmatore si distrugge il cervello a trovare soluzioni impossibili per uno stipendio mensile di 1200 euro al mese ( se va bene ), ci sono persone che guadagnano 1200 euro in 30 minuti, andando a rubare la pensione a vecchietti fuori alle poste ad esempio...

    Insomma...in Italia, il lavoro del programmatore, è quello che ti offre un po' di comodità in piu', ma a CARISSIMO prezzo.
    non+autenticato
  • Mentre l'avere o non avere santi può essere considerata una variabile booleana, non vedo booleane lo skill e al limite neanche il voler farsi sfruttare.
    non+autenticato
  • siamo in Italia nulla mi meraviglia +
    che schifo...

    qua neanche sulla rete c'è un filo di coraggio e onestà...
    non+autenticato
  • Spronare è positivo, ma non in questo caso.

    Quando si sprona a sopravvivere lasciando inevitabilmente sotto gli altri, allora lo trovo immorale.

    Piuttosto che spronare sapendo che così facendo se ne salverà il 20%, si dovrebbe investire il tempo e l'impegno per modificare un sistema in cui l'80% andrà a fondo, lasciato sotto dal 20% più attivo.

    Qua non si parla di una gara di velocità in cui vale il vinca il migliore e la sera si torna tutti felici a casa.

    Qua si parla della vita della gente, di avere di che mangiare, di dar da mangiare alla famiglia (e non la faccia più grossa di quella che è, io ho un mutuo, una moglie che per fortuna lavora anche lei e un figlio di un anno).

    Piuttosto che incitare tutti ad una corsa fratricida dove alla fine l'80% dei partecipanti non avrà soldi per mangiare, bisognerebbe impegnarsi a cambiare le cose.

    Se il settore può essere migliorato, allora ci si impegni per migliorarlo, andando nella direzione di riuscire a dare il giusto per ognuno.

    Se il settore non può essere migliorato, allora aiutiamo la gente ad uscire da questo settore con incentivi, formazione, ammortizzatori sociali.

    E' inutile raccontarci la barzelletta (e anche fra i lettori ho letto alcuni che cadono in questo errore) che chi è bravo emerge e ottiene.

    Non è vero perché ad emergere sono i migliori, non i bravi e meritevoli.
    Se il 100% è meritevole, perché deve rimanere soffocato sotto il 20% supermeritevole? E' moralmente ingiusto.

    Cosa bisogna diventare per sopravvivere? I supersupermeritevoli? Destinare tutto il proprio tempo libero a formarsi? Ma una vita? Del tempo libero? Una famiglia? Non devono esistere?

    Poniamo un limite a questo massacro.

    Se i posti e le risorse sono limitati, e lo sono moltissimo, lasciamo che a spartirselo siano sì i migliori.

    Ma agli altri sia data la possibilità di sopravvivere, altrove.

    Invece il discorso di Cubasia, per leggerezza o per scarso interesse, mi pare che sia:

    "Avanti i più forti!
    Gli altri? Eh...".

    Non so se io faccia parte dei più forti oppure no. Ma sicuramente non mi sta affatto bene che gli altri siano lasciati a fottersi.

    Se la torta è limitata, una vera e seria politica (come la vogliamo definire? politica del lavoro? politica sindacale? politica economica?), o mira ad ingrandire la torta, o mira a ridurre le bocche.

    Cubasia invece ci dice:

    "Correte più veloci degli altri e riuscirete a prendere una fetta!"

    Ho capito, ho capito, insomma gli altri si fottano...
    non+autenticato
  • - Scritto da: exe

    ...

    > Invece il discorso di Cubasia, per leggerezza o
    > per scarso interesse, mi pare che
    > sia:
    >
    > "Avanti i più forti!
    > Gli altri? Eh...".

    Mi piacerebbe sapere cosa ne pensa di quelli che lavorano in nero! Occhiolino

    > Non so se io faccia parte dei più forti oppure
    > no. Ma sicuramente non mi sta affatto bene che
    > gli altri siano lasciati a
    > fottersi.

    Neanche a me, ma "lasciare" può essere un'arma a doppio taglio. Occhiolino

    > Se la torta è limitata, una vera e seria politica
    > (come la vogliamo definire? politica del lavoro?
    > politica sindacale? politica economica?), o mira
    > ad ingrandire la torta, o mira a ridurre le
    > bocche.
    >
    > Cubasia invece ci dice:
    >
    > "Correte più veloci degli altri e riuscirete a
    > prendere una
    > fetta!"
    >
    > Ho capito, ho capito, insomma gli altri si
    > fottano...

    Si vede che è ancora giovanetto e certe sparate non le sa gestire. In futuro si accorgerà che sono gli altri a fottere lui.
    Rotola dal ridere
    non+autenticato
  • - Scritto da: exe

    > Piuttosto che spronare sapendo che così facendo
    > se ne salverà il 20%, si dovrebbe investire il
    > tempo e l'impegno per modificare un sistema in
    > cui l'80% andrà a fondo, lasciato sotto dal 20%
    > più
    > attivo.

    Perchè? Quel 20% è quello che conta, quello che rende competitiva l'azienda, quello che produce guadagni per gli azionisti. Il restante 80% è solo un peso.

    >
    > Qua si parla della vita della gente, di avere di
    > che mangiare, di dar da mangiare alla famiglia

    E allora? Il mondo del lavoro non è un'opera di carità: se non ce la fai a sopravvivere, se la tua famiglia va a fondo, non se ne accorge nessuno. Se sei arrivato a quel punto vuol dire che già di tuo non sei economicamente rilevante, quindi la tua esistenza non è importante.

    >
    > Piuttosto che incitare tutti ad una corsa
    > fratricida dove alla fine l'80% dei partecipanti
    > non avrà soldi per mangiare, bisognerebbe
    > impegnarsi a cambiare le
    > cose.
    >

    Perchè? All'economia va benissimo così: significa che tutti si impegneranno per essere nel 20% che ce la fa, se necessario lavorando il quadruplo.

    > Se il 100% è meritevole, perché deve rimanere
    > soffocato sotto il 20% supermeritevole? E'
    > moralmente
    > ingiusto.

    La morale non c'entra niente. Parliamo di economia, ed economicamente va bene così. L'unica legge è quella del denaro, cerca di rendertene conto.

    >
    > Cosa bisogna diventare per sopravvivere? I
    > supersupermeritevoli? Destinare tutto il proprio
    > tempo libero a formarsi? Ma una vita? Del tempo
    > libero? Una famiglia? Non devono
    > esistere?
    >

    L'obiettivo del mondo moderno è il guadagno, il guadagno e ancora il guadagno. Il resto è irrilevante.

    > Ma agli altri sia data la possibilità di
    > sopravvivere,
    > altrove.
    >

    Perchè? Chi ci guadagna? Aumenta forse il PIL? No. Allora non si fa.

    > Se la torta è limitata, una vera e seria politica
    > (come la vogliamo definire? politica del lavoro?
    > politica sindacale? politica economica?), o mira
    > ad ingrandire la torta, o mira a ridurre le
    > bocche.
    >

    I tempi delle illusioni sono finiti: il capitale ha vinto, e ha vinto per sempre.

    > "Correte più veloci degli altri e riuscirete a
    > prendere una
    > fetta!"
    >
    > Ho capito, ho capito, insomma gli altri si
    > fottano...

    Esatto.
    non+autenticato
  • Io sono per il mercato ma prima viene comunque e sempre il bene della collettività.

    Tu invece sei un invasato.
    non+autenticato
  • - Scritto da: exe
    > Io sono per il mercato ma prima viene comunque e
    > sempre il bene della
    > collettività.
    >
    > Tu invece sei un invasato.

    No, sono un realista. Non mi piace come stanno le cose, ma so che stanno così. Inutile lamentarsi, impossibile ribellarsi.

    Adattati, testa bassa, e consolati pensando che non si vive in eterno.
    non+autenticato
  • Hai ragione...
    funziona cosi e funziona da schifo.

    Il perche'?
    Facile :
    1) Introduzione di contratti "atipici". CA**O significa "ATIPICO"? A chi fa bene? A nessuno! Aboliamolo. Si ritorna tutti o a tempo determinato o a tempo indeterminato. STOP.
    2) Introduzione di agenzie per il lavoro... C'e' già l'ufficio di collocamento. A cosa servono queste agenzie? A frodare lo stato e il lavoratore. Perche' un lavoro che vale 200, viene venduto a 1000, dove 900 vengono suddivisi tra chi commissiona e chi esegue ( in nero ovviamente ), e i restanti 100 va al povero sfigato che si trova li in quel momento ( a volte per caso, dato che spesso e volentieri ci mettono gente che non hanno neanche le skill giuste... ).
    3) Raccomandazioni, Bustarelle & co. Si e' cercato di annientare questo schifo, ma dopo il solito "colpo di fiamma", s'e' tutto annullato.

    Ora tu parli di " deve sopravvivere solo chi REALMENTE produce "...

    Ottimo, mi sta anche bene sotto un certo punto di vista.
    Pero' :
    1- Eliminiamo tutte le tasse inutili che vanno a pagare enti che non mi occorrono. In ospedale non ci sono mai entrato...perche' devo versare soldi per l'ospedale? Quando e SE ci andro', paghero' con le mie tasche
    2- Pago contributi pensionistici che non so QUANDO li percepiro' ne SE li percepiro' ( l'INPS è in passivo da tempo, il governo ogni anno cambia eta pensionabile e ora con lo scalino, dovrei forse riuscire a beccare la pensione a 73 anni... )
    3- Eliminiamo i baby pensionati, i lavoratori "socialmente" (in)utili, i sussidi pensionistici agli invalidi...

    Insomma...togliamoci dalle pa**e tutte quelle spese che non vanno a pagare servizi offerti a chi è UTILE e terminiamo cosi l'opera.

    Ora siamo agli inizi di quest'opera che va a punire solo i lavoratori nel settore IT. Altri campi "per fortuna" hanno bisogno di manodopera ed essendo questa quasi inesistente, viene pagata cara.
    Invece nel nostro campo, tutti si sentono in grado di saper fare tutto, abbiamo gli esperti-esperti, gli esperti-semiesperti, e gli esperti-prima esperienza.
    Insomma... mi sta bene che riescano ad ottenere "vantaggi" solo gli esperti-esperti, ma togliamo prima di tutto i 3 punti su elencati e soprattutto, condanniamo all'ergastolo chi corrompe e si lascia corrompere.

    Solo cosi potremo dire che il "capitalismo" ha vinto...e mi starebbe anche bene.
    non+autenticato
  • Sei anche un citrull0, così c1trullo da non capire che se un 80% va a fondo, quell'80% non consuma, e il 20% lo segue a ruota.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Get Real
    > - Scritto da: exe
    > > Io sono per il mercato ma prima viene comunque e
    > > sempre il bene della
    > > collettività.
    > >
    > > Tu invece sei un invasato.
    >
    > No, sono un realista. Non mi piace come stanno le
    > cose, ma so che stanno così. Inutile lamentarsi,
    > impossibile
    > ribellarsi.

    Infatti io non mi ribello. Sorvolo.
    non+autenticato
  • > Adattati, testa bassa, e consolati pensando che
    > non si vive in
    > eterno.

    Ma tu sei PAZZO, non invasato..

    Il mercato del lavoro non funziona perché ci sono più capi che NON decidono che persone che lavorano, gente che fuma una sigaretta all'ora e poi prende i soldi x 8 ore di lavoro al posto di 7.. e poi ci sono troppe persone che lavorano senza neanche tentare di fare bene quello che stanno facendo. E chi parla tanto vada a vedere nelle piccole realtà lavorative, la faccenda è completamente diversa, anche perché chi non lavora bene sgomma, invece di restare ad appensantire tutti gli altri. Lì di sicuro le retribuzioni sono più basse, ma si è trattati come persone, con rapporti basati sulla fiducia.

    La causa di tutti i mali sono i manager, e se qui c'è qualcuno che si sente preso in causa, provi a replicare.....
    non+autenticato
  • - Scritto da: Get Real
    ...
    > I tempi delle illusioni sono finiti: il capitale
    > ha vinto, e ha vinto per
    > sempre.

    Oh certo, ma ne coltivi anche troppe. Poveretto.
    non+autenticato
  • - Scritto da: exe
    > Spronare è positivo, ma non in questo caso.
    >
    > Quando si sprona a sopravvivere lasciando
    > inevitabilmente sotto gli altri, allora lo trovo
    > immorale.

    Qua non e' spronare, qua si parla di fare le scarpe agli altri. Perche inevitabilmente si arriva a questo


    > Piuttosto che incitare tutti ad una corsa
    > fratricida dove alla fine l'80% dei partecipanti
    > non avrà soldi per mangiare, bisognerebbe
    > impegnarsi a cambiare le
    > cose.

    In fin dei conti se l'80% della gente tira i remi in barca e stà a sonnicchiare nella scrivania in attesa dello stipendio e' giusto che muoia di fame. Ma purtroppo non muore di fame e deve essere sostenuta del lavoro del 20% rimanente

    > Se il settore può essere migliorato, allora ci si
    > impegni per migliorarlo, andando nella direzione
    > di riuscire a dare il giusto per
    > ognuno.

    Vedi, le gente purtroppo e' solo e semplicemente individualista. Lo prende nel didietro 1 volta e subito si sente nel giusto a buttarlo al prossimo, Perche' la società e' cosi' e per campare deve adattarsi (scusa bella e buona)

    > Se il settore non può essere migliorato, allora
    > aiutiamo la gente ad uscire da questo settore con
    > incentivi, formazione, ammortizzatori
    > sociali.

    Non puo' essere migliorato per colpa di chi ci lavora.


    > Cosa bisogna diventare per sopravvivere? I
    > supersupermeritevoli? Destinare tutto il proprio
    > tempo libero a formarsi? Ma una vita? Del tempo
    > libero? Una famiglia? Non devono
    > esistere?

    Certo, secondo te i sindacati perche' sono nati? Perche' i datori di lavoro pagavano sempre meno e pretendevano sempre di piu'. Tanto uno che ti viene a lavorare a meno lo trovi sempre. Il mondo IT e' molto diviso e composto da gente che si vuol far le scarpe. Quindi capirai l nesso

    > "Avanti i più forti!
    > Gli altri? Eh...".
    >
    > Non so se io faccia parte dei più forti oppure
    > no. Ma sicuramente non mi sta affatto bene che
    > gli altri siano lasciati a
    > fottersi.

    Io direi meglio avanti chi si impegnaCon la lingua fuori

    In fin dei conti l'importante e lavorare, sia se uno e' un genio sia se uno non lo e'.

    > Cubasia invece ci dice:
    >
    > "Correte più veloci degli altri e riuscirete a
    > prendere una
    > fetta!"

    Poi voglio vederlo come e' contento quando uno volta e' andato al cesso e torna quando si sono già spartiti la tortaA bocca aperta
    In un ambiente sano la torta si lascia pure a chi non c'e' in quel momento!
    non+autenticato
  • Ciao a Tutti !!!

    E' sempre bello leggere questi articoli, ma poi mi viene un dubbio ... chi li scrive vive nello stesso mondo in cui vivo io ?

    Viviamo in un paese dove il mondo del lavoro (tutto, non solo IT) ha ormai da parecchio tempo premuto sul pedale dell' acceleratore ... MA DOPO AVERE INSERITO LA RETROMARCIA !

    Abbiamo gli stipendi più bassi d' Europa, una regolamentazione del rapporto di lavoro totalmente "one way" dalla parte delle imprese, un mercato del lavoro che semplicemente non esiste.

    Ed ora scopo che la colpa di tutto questo è mia perché le mie skill non sono all' altezza (leggasi non ho capito una mazza di tutto quello che ho fatto fino ad ora).
    boh ...
  • > mi viene un dubbio ... chi li scrive vive nello
    > stesso mondo in cui vivo io
    > ?

    Non hai letto che parla di tonni e di squali? Lui vive nel mare.
    non+autenticato
  • - Scritto da: The_GEZ

    >
    > Viviamo in un paese dove il mondo del lavoro
    > (tutto, non solo IT) ha ormai da parecchio tempo
    > premuto sul pedale dell' acceleratore ... MA DOPO
    > AVERE INSERITO LA RETROMARCIA
    > !
    >
    >

    basta vedere quale enorme successo/numero di annunci di ricerca personale ha PI lavoro.....
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