Gaia Bottà

Australia, eBay rinuncia al PayPal-only

Per evitare scivoloni, eBay torna sui suoi passi e revoca l'obbligo di effettuare transazioni esclusivamente a mezzo PayPal. La bacchettata dell'antitrust locale va di traverso al colosso dell'ecommerce

Roma - eBay capitola, il rapporto tra PayPal e la piattaforma di e-commerce non sarà una relazione esclusiva, gli utenti australiani del portalone non saranno vincolati all'uso del sistema transattivo che eBay ha inglobato 6 anni fa.

Quello condotto in Australia era una sorta di sperimentazione: eBay aveva professato la monogamia a favore di PayPal e voleva che lo stesso facessero i propri utenti. Un matrimonio senza tradimenti: eBay avrebbe voluto chiudere tutti gli altri canali attraverso i quali condurre transazioni, affinché ai propri utenti venissero assicurate le massime garanzie. Un matrimonio d'interesse che avrebbe favorito eBay e la sua controllata, garantendole in esclusiva le commissioni sulla vendita.

I commercianti erano insorti, le banche si erano dichiarate contrarie in quanto la misura avrebbe sconquassato il regime competitivo in cui operano, le autorità si erano mosse. L'antitrust australiano, ACCC, aveva indetto una consultazione per sondare il parere dei cittadini e aveva offerto ad eBay del tempo per meditare sulla propria scelta. In molti, fra cui potenziali concorrenti di peso come Google, si sono pronunciati confermando il parere di ACCC, secondo cui eBay negherebbe ai consumatori la facoltà di scegliere cosa sia opportuno e cosa sia più sicuro per loro e creerebbe una situazione lesiva della concorrenza.
eBay, in un primo momento sembrava voler fare orecchie da mercante: in una email inviata a tutti gli utenti australiani, l'azienda aveva procrastinato i termini entro i quali avrebbe accettato che sulla piattaforma si fossero verificati altri tipi di transazione, ma non avrebbe rinunciato a battere la strada dell'esclusività di PayPal.

Ora, il brusco cambio di fronte, comunicato con un messaggio sulla bacheca degli annunci della piattaforma: se i commercianti saranno obbligati a prevedere PayPal come metodo di pagamento, "eBay continuerà a permettere agli utenti di utilizzare tutti i metodi di pagamento ora previsti su eBay.com.au".

Le motivazioni della piattaforma non fanno riferimento al pungolo di ACCC: la marcia indietro è stata prevista per arginare "ulteriore confusione e divisioni fra la community di eBay". Conferma il vicepresidente Simon Smith: nonostante l'azienda non condivida le motivazioni alla base della bacchettata dall'antitrust locale, la soddisfazione degli utenti è il miglior premio di eBay.

Saranno gli utenti a decidere se premiare l'accoppiata eBay PayPal. "Se PayPal è davvero la migliore opzione di pagamento - si chiede provocatoriamente Dale Clapperton di Electronic Frontiers Australia - perché eBay dovrebbe costringere le persone ad approfittare del loro servizio?".

Gaia Bottà
3 Commenti alla Notizia Australia, eBay rinuncia al PayPal-only
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  • Tratto dal sito ebayabuse.it :

    "Ricominciamo a parlare di Ebay dopo che la società di commercio elet- tronico è stata condannata a versare 19,28 milioni di euro a Louis Vuitton Malletier come risarcimento danni per danni morali e d'immagine in seguito alla vendita di prodotti contraffatti.
    Allo stesso tempo, dovrà pagare 17,3 milioni di euro nei confronti di Christian Dior, Kenzo, Givenchy e Guerlain per violazione dell'esclusiva nella distribuzione. Ebay è stata inoltre condannata, con obbligo imme- diato a vietare all’interno del suo portale, pena una sanzione di 50.000 euro per ogni giorno di ritardo, la diffusione di annunci pubblicitari di prodotti degli stessi marchi, o "presentati come tali" sotto forma di beni contraffatti.
    E così Ebay ha ricevuto la condanna che, in fin dei conti, ci si aspetta- va da tempo, e solo per una parte di crimini che continua a commettere nel corso della gestione del suo portale di commercio elettronico.
    I reati per la distribuzione di prodotti contraffatti, rappresentano solo l’inizio di una lunga serie di distorsioni e gravi anomalie che si possono riscontrare bazzicando sulle sue aste virtuali.
    Noi aggiungeremmo volentieri falsificazione, truffa ai danni di acquirenti e venditori, e usura, considerando che nessuna delle transazioni e dei prodotti presenti nel suo grande bazar è soggetto a qualche forma di controllo che risponda alle leggi degli Stati Nazionali a cui il website fa riferimento.
    Sono centinaia ormai i prodotti a tutti gli effetti contraffatti, spesso venduti come copie autentiche, presenti su Ebay, per non parlare di quelli inesistenti che con annunci ingannevoli irretiscono imprese, citta- dini e semplici utenti.

    Tutto viene affidato ad un complesso - ma ormai anche quello divenuto banale - sistema di feedback tra acquirenti e venditori che esprimono un giudizio sull’affidabilità di chi vende e dei suoi prodotti.
    Questo avviene sempre in linea di principio, perché non esiste alcuna sicurezza che i giudizi degli utenti siano trasparenti e non vengano in qualche modo manipolati da user invisibili, creati da appositi software che vanno a dissimulare il comportamento di un compratore e di un venditore.
    Lo stesso meccanismo delle cosiddette aste non ha alcuna sicurezza o protezione da parte di soggetti o programmi che falsificano le operazioni di contrattazione. Molti hanno avuto delle disavventure con venditori esteri, residenti nelle Isole del Pacifico, in Canada o in Australia e che riescono a interagire solo attraverso messaggi standardizzati e automatici.
    È chiaro che vi trovate dinanzi ad una macchina, ad un computer che non solo gestisce ogni tipo di transazione che si effettua sul suo mer- cato, ma che crea anche tanti user che possono agire sia come vendi- tore che come disturbatore al rialzo dei prezzi.

    Viene così confermata la teoria, portata avanti per molto tempo dalla Etleboro, secondo cui il processo di disumanizzazione che nasconde Ebay è un vero crimine invisibile perpetuato nei confronti del sistema economico. Esso infatti non ha alcuna certificazione sulla eticità e la sua conformità ai principi giuridico-economici del regolamento nazionale, né la sua struttura ha una reale immagine economica.
    La maggior parte dei venditori presenti sul Ebay non esistono, sono semplici nickname, mentre la restante parte sono meri distributori. Dietro Ebay non c’è nulla, né un apparato amministrativo né un reale gruppo di imprese che vende beni di sua produzione.
    Come abbiamo già avuto modo di spiegare, Ebay è un semplice website al cui interno vi è il nulla, come il vuoto che si può avvertire entrando nella hall del grande palazzo al centro di Milano, sede della Ebay Italia, nella completa assenza di qualsiasi contatto umano.
    In realtà dietro questi meccanismi vi è la tipica logica "americana", dei cosiddetti Baroni Ladroni, che cercando di amplificare quanto più possi- bile il loro raggio di azione, in maniera tale poi da impossessarsi dei mar- chi, delle reti commerciali, e anche dei prodotti delle imprese.
    Nei fatti, gli amministratori di queste strutture sono irrintracciabili, proprio come Bin Laden, mentre i suoi impiegati e collaboratori sembrano dei semplici nickname, come i Talebani.
    Sebbene non abbiano barbette o inni di guerra, anche Ebay agisce da vero terrorista che colpisce e fa perdere le sue tracce: si potrebbe tentare causa nei confronti della Ebay Italia per poi scoprire che stiamo dialogando con società del Lussemburgo, o degli Stati Uniti.
    Dei veri e propri ladri con guanti bianchi, che usano le armi della cosiddetta democrazia per imporre la loro legge del profitto criminale.

    Questa sentenza di condanna giunge così per dimostrare a tutti cosa sia in verità il crimine invisibile di un colosso del web che riesce ad ingoiare profitti e a lucrare sulla vendita di beni illegali o falsi, e sulle stesse transazioni dopo aver creato quel mostro mitologico che è "PayPal".
    Non ci meraviglieremmo se il prossimo caso all’esame dei giudici sarà una denuncia di usura o di mobbing, da parte di una piccola società che, a differenza delle multinazionali, non ha i mezzi per difendersi dagli attentati di questi carnefici.
    All’origine di questa profonda distorsione vi è proprio la struttura del sistema su cui Ebay ha fondato il suo potere, ossia la piramide che accentra nelle mani di un amministratore il potere di decidere la buro- crazia interna e il regolamento delle operazioni. In realtà questo tipo di sistemi dovrebbero essere direttamente controllati dai CNR che dovreb- bero certificare o approvare la realizzazione di un mercato virtuale, in maniera tale da controllare all’origine se il portale sia stato costruito "a norma di legge".
    Affidare la gestione di questi sistemi così complessi alla bontà d’animo dei colossi del web è assurdo, un vero suicidio, in quanto i grandi poteri come Ebay, prima di commettere una truffa hanno già predisposto il colpevole da dare in pasto: il sistema è ben congeniato, in maniera tale da illudere le persone e indurle a credere che nella rete si può trovare giustizia ed eguaglianza."
    non+autenticato
  • siamo sicuri che sia stata data in bocca e quindi andata di traverso?A bocca aperta