Alfonso Maruccia

Dell cede e adotta le restrizioni RIAA

Il costruttore e i discografici sono d'accordo. Varate alcune restrizioni nei driver sonori di taluni PC

Roma - Una volta, nelle pubblicità televisive, si incitava a fare l'amore con il sapore, ora vanno per la maggiore i rapporti tra le lobby della tecnologia e quelle dell'industria multimediale. Uno di questi rapporti sembra aver generato una restrizione (genitori Dell e RIAA) che provoca polemiche a non finire.

La questione è stata sollevata da Ripten.com, e riguarderebbe i laptop integranti schede audio marcate Sigmatel. Chad Lakkis, founder e publisher di Ripten, è incappato nell'impossibilità di registrare qualsiasi contenuto audio sul suo portatile e, scavando nella questione, è venuto a conoscenza del fatto che il suo era un problema comune a molti.

Ai driver della scheda sonora era stata volontariamente disabilitata un'opzione da parte del produttore, proprio quella che avrebbe permesso la registrazione dell'audio in uscita verso gli speaker. Ulteriori ricerche avrebbero poi portato alla scoperta del rapporto amoroso tra diversi produttori di PC, Microsoft e RIAA, che avrebbe costretto le società IT a disabilitare la funzionalità di registrazione dell'audio proveniente direttamente dal sistema operativo come web radio, brani protetti eseguiti con Windows Media Player e quant'altro.
Dell in almeno un caso si sarebbe anche offerta di risolvere il problema, chiedendo 99 dollari per l'abilitazione di una funzionalità che, commenta qualcuno, un hardware sonoro, anche solo vecchio di svariati anni, già dovrebbe avere di suo. È pur vero che le schede full duplex, in grado contemporaneamente di eseguire e registrare fonti sonore, sono uno standard consolidato da diverse ere informatiche.

Lakkis sostiene che si tratti di una vicenda ambigua e che sarebbe equivoco anche il comportamento di Dell e di coloro che, dichiaratisi membri dell'azienda, hanno consigliato il download di driver aggiornati che ripristinano la funzionalità di registrazione desiderata. Va detto che il problema è comunque aggirabile attraverso la semplice aggiunta di alcuni valori a una chiave del Registro di Configurazione di Windows.

L'intervento del Community Ambassador di Dell, ChrisBatDell, non spiega perché, chiosa Lakkis, quelle restrizioni siano state inserite in prima istanza. Non smentito, il rapporto incestuoso tra i grossi produttori e RIAA rimane dunque confermato, così come si conferma valida la scelta di alcuni, chiosa qualcuno, di acquistare i pezzi sfusi e di costruirsi i PC di propria mano. Almeno in quel caso RIAA non dovrebbe riuscire a mettere becco.

Alfonso Maruccia
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