Luca Annunziata

Cos'è un webinar? Lo dice il dizionario

Anche i vocabolari si aggiornano per tenere il passo con l'evoluzione IT. E i neologismi, anche i più cacofonici, finiscono in una delle bibbie dell'inglese parlato e scritto

Roma - Webinar, sarebbe a dire un seminario interattivo su web. Poi c'è fanboy, malware, e chi più ne ha più ne metta. L'ultima edizione del Merriam-Webster, un noto dizionario della lingua inglese disponibile anche online e usato in parecchie scuole del Regno Unito, contiene tutta una serie di termini provenienti dal mondo IT. Belli o brutti che siano, sono ormai parte del linguaggio d'Oltremanica, e per questo meritano una adeguata spiegazione anche per chi non è al passo con la tecnologia.

Si scopre così, ad esempio, che un "giovane fervente appassionato di fumetti o film" è un fanboy, e che il termine è stato coniato nientepopodimenoché all'inizio del 900. Più recente la nascita del malware, datata 1990, che altro non è che un software "creato per interferire con il normale funzionamento di un computer".

Il blog, sarebbe a dire "un sito web che contiene un diario personale con riflessioni, commenti e spesso link forniti dall'autore", nasce invece nel 1999, mente l'email (scritta e-mail) risale al 1982.
Come spiega The Register, il Merriam-Webster tenta di tenersi al passo coi tempi. Il suo redattore Peter Sokolowski precisa che "Appena vediamo che una parola viene utilizzata senza la necessità di essere spiegata, e senza traduzione o caratteri tipografici particolari, la consideriamo cittadina naturalizzata del linguaggio inglese". Sarebbe a dire che l'uso fa la lingua, come in italiano: "Se qualcuno utilizza una parola per veicolare un'idea - conclude - e quell'idea è veicolata con successo da quella parola, allora quest'ultima è pronta per il dizionario". (L.A.)
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