Alfonso Maruccia

Iran, quando la tecnologia non basta c'è Photoshop

Missili ripieni di tecnologia, capaci di cambiare traiettoria più volte durante il volo e di ospitare una testata nucleare. Se non fanno abbastanza paura, intervengono i collage digitali

Roma - L'Iran spinge l'acceleratore sui giochi di guerra con il test del razzo vettore più avanzato in mano a Teheran di cui si abbia notizia. Ma le caratteristiche tecniche dell'arma sembrano non bastare: si è dovuto ricorrere al fotoritocco per rendere le immagini dei missili ancora più inquietanti.

Il missile Shahab-3 è in grado di trasportare una testata nucleare tradizionale e avrebbe un'autonomia di volo sufficiente a tenere Israele sotto il mirino delle autorità guidate dal presidente Mahmud Ahmadinejad. Con il pieno di carburante al momento del lancio, Shahab-3 pesa oltre 17 tonnellate, è lungo oltre 15 metri e ha un diametro di poco più di un metro. L'attuale vettore sperimentato dall'Iran è l'ultima revisione nota di un adattamento del modello nordcoreano Nodong-1, basato a sua volta sugli Scud sovietici. Può essere programmato per modificare più volte la traiettoria durante il volo e la testata può contenere 680 chilogrammi di materiale, abbastanza spazio per infilarci una bomba atomica. A 10 anni dal debutto dello Shahab originario, il nuovo razzo sarebbe capace di volare per 1200-2000 chilometri, una distanza più che sufficiente a colpire Tel Aviv.

Ma le tecnicaglie non sono abbastanza spaventose: sono state organizzate dimostrazioni della potenza distruttiva dei missili, sono state scattate della foto. Evidentemente non si sono rivelate troppo impressionanti: le guardie rivoluzionarie iraniane hanno messo mano alle immagini. Quattro razzi si librano all'unisono dalle rampe di lancio a solcare il cielo terso. Ma sono tre i missili che hanno scosso il deserto iraniano, e le dense nubi di fumo e polvere sollevate dagli ordigni sono state molto meno minacciose di quanto mostrano le foto.
L'immagine smascherata


Uno dei missili è un semplice artificio, è un copiaincolla di ritagli ricavati dall'immagine degli altri missili. Le nubi di polvere che circondano la rampa di lancio sono perfettamente sovrapponibili nel caso di due dei razzi. Agence France Press è rimasta atterrita dall'immagine e vi ha dato spazio a condimento del report relativo alle tecnologie militari sviluppate in Iran. All'agenzia di stampa sono seguiti innumerevoli altri media: la foto delle testate iraniane hanno fatto il giro del mondo in prima pagina.

Ma la sofisticazione non è sfuggita all'occhio dei netizen, memori di precedenti aggiustamenti fotografici in cui si sono cimentate le autorità iraniane e non solo: le segnalazioni si sono rincorse di post in post.

L'immagine originale


AFP ha provveduto a rimuovere l'immagine artefatta adducendo le proprie motivazioni, spiegando che "il secondo missile da destra è stato apparentemente aggiunto con un ritocco digitale per coprire l'immagine di un altro missile a terra che potrebbe aver fallito la fase di test". Gli altri media della rete, con poche eccezioni, si sono liberati del fotoritocco. Le prime pagine dei giornali cartacei stanno avvizzendo colorate da un clamoroso falso.

Alfonso Maruccia

(fonte immagini: qui e qui)
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