Alfonso Maruccia

Chi usa l'e-voting sbaglia spesso il voto

Ancora polemiche sulle postazioni di e-voto, la cui affidabilità esce malridotta dal confronto con il vecchio sistema basato su carta e matita. Col tempo, dice uno studio, la situazione non fa che peggiorare

Roma - La mai doma polemica sull'inaffidabilità del voto elettronico si arricchisce di un nuovo capitolo: secondo un nuovo studio le postazioni elettroniche sono intrinsecamente meno precise, e di molte lunghezze per giunta, dei sistemi di voto tradizionali. Imprecise in tutto, in particolare nel restituire il numero effettivo delle preferenze per questo o quel candidato.

la studiosaLo studio, opera della ricercatrice dell'Università di Nantes Chantal Enguehard (qui nella foto), ha preso in considerazione quasi 6.500 postazioni di voto elettronico e 15mila postazioni vecchio stile, durante le elezioni presidenziali francesi del 2007 e le due tornate elettorali successive.

In tutti questi casi, al cittadino è stato richiesto di identificarsi prima di esprimere la preferenza, e mettendo al confronto le intenzioni di voto raccolte e il numero di voti collezionati nelle urne la differenza è stata di quasi il 30% nel caso delle postazioni elettroniche e del 5,3% per quelle classiche.
Il risultato, cioè l'inaffidabilità delle macchine di e-voto, appare a questo punto chiaro, quello che non lo è invece è il motivo: a giustificare la suddetta inaffidabilità non sono servite né l'eventuale scarsa familiarità dei cittadini con le postazioni elettroniche - col tempo, le differenze tra votanti dichiarati e votanti registrati tendeva a peggiorare ulteriormente - né le difficoltà nell'utilizzare la strumentazione denunciate durante le operazioni di voto, visto che il numero di discrepanze non sembra dipendesse dal numero di lamentele ricevute a tale riguardo.

Sia come sia, i ricercatori francesi non se la sentono ancora di condannare in via definitiva il voto elettronico, chiedendo tempo e la possibilità di condurre studi basati su campioni più estesi per formulare un'opinione maggiormente fondata. Così sostiene Enguehard, che ha intenzione di estendere ulteriormente il numero di postazioni prese in esame per verificare se la tendenza sia generale e valida per tutta la Francia, e soprattutto il perché i voti non combacino quando ci si mette di mezzo il digitale.

Alfonso Maruccia

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